Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung 1P.486/2002
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1P.486/2002 /col

Sentenza dell'8 ottobre 2002
I Corte di diritto pubblico

Giudici federali Aemisegger, presidente della Corte e vicepresidente del
Tribunale federale,
Catenazzi, Fonjallaz,
cancelliere Crameri.

A. ________,
B.________,
ricorrenti,

contro

Municipio di X.________,
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, residenza governativa, 6500
Bellinzona,
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, via Pretorio 16, casella
postale, 6901 Lugano.

obbligo di partecipare alle sedute del municipio (sanzioni disciplinari)

ricorso (di diritto pubblico) contro la sentenza del 12 agosto 2002 del
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino

Fatti:

A.
Nell'autunno 2000 A.________ e B.________, municipali di X.________, hanno
ripetutamente disertato le sedute del Municipio, composto di cinque membri,
in seguito a profondi contrasti con i colleghi. Dopo reiterate diffide della
Sezione enti locali del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino,
essi hanno ripreso a parteciparvi.
Con decisione del 28 marzo 2001 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino,
agente quale Autorità di vigilanza sui comuni, ha stigmatizzato il
comportamento dei due municipali, rinunciando tuttavia a infliggere sanzioni
disciplinari, di cui prospettava l'adozione. Gli interessati hanno in seguito
ripreso a disertare le sedute municipali e prodotto, su richiesta del
Dipartimento, due certificati medici. Il 23 agosto 2001 l'Esecutivo cantonale
ha nuovamente ricordato loro l'obbligo di partecipare alle sedute e, visto
che le assenze perduravano li ha invitati, il 18 dicembre 2001, a
giustificare, producendo se del caso certificati medici, i motivi che
impedirebbero la partecipazione alle sedute. I municipali hanno nuovamente
addotto il clima di tensione esistente in seno all'Esecutivo comunale.

B.
Mediante risoluzione del 17 aprile 2002 il Consiglio di Stato ha inflitto ai
due municipali una multa di fr. 3000.-- ciascuno e ordinato la pubblicazione
del provvedimento all'albo comunale. Il Tribunale cantonale amministrativo,
con sentenza del 12 agosto 2002, ha parzialmente accolto un ricorso degli
interessati nel senso che ha ridotto la multa a fr. 2000.-- e annullato
l'ordine di pubblicarla.

C.
Contro questa decisione A.________ e B.________ presentano un "ricorso" al
Tribunale federale. Chiedono di annullare il giudizio impugnato. Dei motivi
si dirà, in quanto necessario, nei considerandi.
Non sono state chieste osservazioni.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame
sull'ammissibilità dei rimedi sottopostigli (DTF 128 I 46 consid. 1a).
Il ricorso - di diritto pubblico visto che si tratta dell'applicazione del
diritto cantonale - interposto tempestivamente contro una decisione cantonale
di ultima istanza in materia di sanzioni disciplinari, è, di massima,
ricevibile dal profilo degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 e 87 OG. La
legittimazione dei ricorrenti è palese (art. 88 OG).

2.
Il Tribunale amministrativo ha rilevato che, secondo l'art. 96 cpv. 1 della
legge organica comunale, del 10 marzo 1987 (LOC), la partecipazione alle
sedute municipali è obbligatoria. Ha osservato che quest'obbligo costituisce
un dovere fondamentale della carica e serve ad assicurare il buon
funzionamento del collegio oltre a costituire una risposta concreta al
mandato ricevuto dagli elettori; esso ha stabilito che eccezioni a
quest'obbligo sono ammesse soltanto per periodi limitati e per motivi gravi,
di salute o professionali. Secondo i Giudici cantonali il dissenso espresso
disertando le sedute è considerato dalla LOC alla stregua di un metodo di
opposizione illegittimo, visto che il diritto d'opposizione dev'essere
esercitato democraticamente in seno al consesso d'appartenenza; hanno
rilevato poi che, secondo l'art. 197 LOC, il Consiglio di Stato può
infliggere ai membri del Municipio, colpevoli d'inosservanza delle
disposizioni legali o degli ordini dell'Autorità di vigilanza, sanzioni
disciplinari.

La Corte cantonale ha accertato che i ricorrenti, incuranti delle ripetute
diffide dell'Autorità cantonale, hanno disertato in modo sistematico le
sedute del Municipio, violando così ripetutamente l'obbligo dell'art. 96 LOC.
Il certificato medico del 5 aprile 2001 prodotto da A.________ attestava
ch'egli non aveva "potuto partecipare per motivi di salute alle riunioni
municipali da metà marzo in avanti", mentre quello del 4 aprile 2001
attestava che l'altro ricorrente doveva "purtroppo abbandonare gli impegni
come municipale". Il Tribunale amministrativo ha ritenuto che i motivi di
salute addotti a sostegno delle assenze, non erano suffragati da certificati
medici "attendibili" e non costituivano una valida giustificazione, né i
ricorrenti, malgrado le sollecitazioni, avevano provveduto ad aggiornare i
certificati prodotti l'anno precedente. I Giudici cantonali hanno stabilito
che i ricorrenti, dopo la risoluzione governativa dell'agosto 2001, non
potevano più ritenere che i motivi di salute costituissero una valida
giustificazione, e rilevato che il loro atteggiamento ostruzionistico era
dettato da mere motivazioni politiche. La Corte cantonale, ammessa una colpa
grave dei ricorrenti, ha nondimeno ridotto l'importo della multa: e ciò non
per causa della loro salute cagionevole, ma per lo scopo di riappacificazione
perseguito dall'Autorità di vigilanza in un comune contrassegnato da una
situazione di aperto conflitto fra gli opposti schieramenti politici; essa ha
prescisso in tale ottica dal pubblicare la sanzione all'albo comunale, ma
comunque confermato la diffida della destituzione in caso di ulteriore
violazione dell'art. 96 LOC.

2.1 I ricorrenti, precisato che dinanzi al Tribunale amministrativo non
avevano contestato l'obbligo di partecipare alle sedute né le assenze, si
limitano ad addurre che non dovrebbe essere provato il "diritto fondamentale"
del cittadino alla tutela della sua salute, che non richiederebbe alcuna
certificazione medica. Sostengono che il loro Comune non sarebbe retto
secondo criteri democratici e che il clima instauratovi costituirebbe un
costante pericolo di natura fisica, morale e giuridica, cui nessun individuo
ragionevole desidererebbe sottoporsi; non potrebbero pertanto essere
obbligati a partecipare alle sedute municipali rischiando la propria salute.

2.2 Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non
applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate
e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi
contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre
se e perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il
ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF
127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 71 consid. 1c).

L'atto di ricorso non adempie manifestamente queste esigenze di motivazione.
In effetti, limitandosi ad accennare al fatto che nel loro Comune
sussisterebbe un clima di linciaggio e di intimidazione verso i
rappresentanti della minoranza, e che il diritto alla salute non
necessiterebbe di alcun mezzo di prova, i ricorrenti non dimostrano perché la
decisione impugnata sarebbe addirittura insostenibile, e quindi arbitraria.
Per motivare la censura di arbitrio non basta criticare semplicemente la
decisione impugnata, né contrapporle una versione propria, per quanto
sostenibile, dei fatti o una propria valutazione delle prove. Occorre
piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la
valutazione delle prove sarebbe manifestamente insostenibile, si trovi in
chiaro contrasto con gli atti, si fondi su una svista manifesta, violi
gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e indiscusso o
contraddica in modo urtante il sentimento di giustizia e di equità (DTF 127 I
38 consid. 2b pag. 41, 54 consid. 2b, 125 II 10 consid. 3a).

2.3 I ricorrenti non dimostrano che la tesi della Corte cantonale, secondo
cui le loro assenze sono dettate da motivi politici (e quindi non
giustificabili) sarebbe arbitraria (cfr. Eros Ratti, Il Comune, vol. II,
Losone 1988, pag. 822 in alto). Limitandosi ad accennare a un "diritto" alla
salute, essi non dimostrano, d'altra parte, la sussistenza dell'invocato
pericolo, né provano che l'argomento, secondo cui i certificati medici non
aggiornati non costituivano una giustificazione plausibile, sarebbe
addirittura insostenibile.

2.4 In diritto i ricorrenti si limitano ad addurre che non sarebbe stata
svolta nessuna inchiesta. La critica è manifestamente infondata.

L'art. 197 cpv. 3 LOC prevede che le sanzioni disciplinari devono essere
motivate e precedute da un'inchiesta nella quale è data all'interessato la
possibilità di giustificarsi. Ora, il Consiglio di Stato, prima di adottare i
contestati provvedimenti, ha chiaramente esperito un'istruttoria, come
risulta dalla decisione governativa del 17 aprile 2002. Nella stessa, e nella
decisione impugnata, si rileva che i ricorrenti sono stati diffidati più
volte a partecipare alle sedute, ed è stata preannunciata loro l'adozione di
provvedimenti giusta l'art. 197 LOC in caso di reiterazione: essi hanno avuto
la possibilità di giustificarsi, inoltrando, il 3 aprile 2001, una presa di
posizione; hanno altresì potuto esprimersi, con scritto del 5 maggio 2001,
sulla prospettata, eventuale adozione di misure disciplinari. Contro un
ulteriore invito governativo a partecipare alle sedute i municipali sono
insorti al Tribunale amministrativo che, con decisione del 26 ottobre 2001,
ha dichiarato irricevibile il ricorso. Perdurando le assenze, essi sono stati
nuovamente invitati a esprimersi al riguardo, ciò che è avvenuto con le loro
prese di posizione del 15 gennaio e del 4 marzo 2002. Nella risoluzione
governativa del 17 aprile 2002, compiutamente motivata, è stato ritenuto che
i citati certificati non attestavano l'attuale situazione di salute degli
insorgenti e che questi, invitati a chiarire la loro posizione anche da
questo profilo, non vi hanno dato seguito, per cui le assenze erano
ingiustificate. Né i ricorrenti fanno valere, a ragione, che il Tribunale
amministrativo non poteva decidere sulla base degli atti, visto ch'essi
nemmeno avevano postulato l'assunzione di determinate prove.

3.
Ne segue che il ricorso, in quanto ammissibile, dev'essere respinto. In via
eccezionale non si prelevano spese (art. 156 cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Non si preleva tassa di giustizia.

3.
Comunicazione ai ricorrenti, al Municipio di X.________, al Consiglio di
Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.

Losanna, 8 ottobre 2002

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il presidente: Il cancelliere: