Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung 1P.496/2002
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1P.496/2002 /bom

Sentenza del 22 novembre 2002
I Corte di diritto pubblico

Giudici federali Aemisegger, presidente della Corte
e vicepresidente del Tribunale federale,
Reeb e Fonjallaz,
cancelliere Crameri.

A. A.________,
ricorrente,
rappresentato da B.A.________,

contro

C.________, Presidente del Tribunale
di espropriazione, via Ferruccio Pelli 14, 6901 Lugano,
Consorzio per i centri di attrezzature sportive e
ricreativo-balneari dei Comuni della Capriasca e Valcolla,
6950 Tesserete, patrocinato dall'avv. Luca Beretta Piccoli,
via Ferruccio Pelli 7, casella postale 3336, 6901 Lugano,
opponente,
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino,
via Pretorio 16, 6901 Lugano.

procedimento espropriativo (ricusa)

(ricorso di diritto pubblico contro la decisione del 22 agosto 2002 del
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino)

Fatti:

A.
Nel 1994 il Consiglio comunale di Sala Capriasca ha adottato una variante di
piano regolatore che istituiva, tra l'altro per le particelle n. XXX e n. YYY
di A.A.________, un vincolo attrezzature ed edifici pubblici (AP-EP) per la
realizzazione di infrastrutture sportive e ricreative di interesse regionale,
volute dal Consorzio per i centri di attrezzature sportive e
ricreativo-balneari dei Comuni della Capriasca e Valcolla (in seguito:
Consorzio). Con sentenza del 26 settembre 1997 il Tribunale federale ha
respinto, in quanto ammissibile, un ricorso inoltrato da A.A.________ contro
l'attribuzione dei suoi fondi alla zona AP-EP (causa 1P.511/1996).

B.
Nel giugno 2001 il Consorzio ha avviato la procedura di espropriazione
formale dei fondi n. XXX e n. YYY, offrendo un'indennità di fr. 20.--,
rispettivamente fr. 30.--/m2. Il 20 luglio 2001 il proprietario si è opposto,
in via principale, all'esproprio, chiedendo, in via subordinata, un'indennità
di fr. 550.--/m2.

Una prima udienza di discussione indetta per il 28 novembre 2001 è stata
rinviata a domanda del legale dell'espropriato: il patrocinato in precedenza
aveva chiesto ed ottenuto copia dell'incarto, costituito all'epoca dagli atti
pubblicati, dalla sua opposizione e dalla citazione all'udienza. Il 23 maggio
2002 il Tribunale di espropriazione lo ha convocato per una seconda udienza
fissata al 25 giugno seguente. Il 20 giugno 2002 sia il legale, che ha
comunicato altresì  la revoca del mandato, che l'espropriato hanno chiesto un
rinvio del dibattimento, negato dal Tribunale. All'udienza del 25 giugno 2002
si è presentato B.A.________ in rappresentanza del padre A.A.________:
chiedeva di poter consegnare una lettera nella quale denunciava una
violazione del diritto di essere sentito e dei diritti della difesa per non
aver potuto consultare tutta la documentazione: invitato a presenziare al
dibattimento e a esprimere in quella sede le proprie censure, B.A.________ ha
rifiutato l'invito.

Con scritto di stessa data egli ha ricusato la Presidente del Tribunale di
espropriazione per averlo "già giudicato colpevole": l'istanza è stata
trasmessa per competenza al Tribunale cantonale amministrativo. Il 27 luglio
2002 B.A.________ ha replicato alle osservazioni del Consorzio e del
magistrato ricusato; con lettera del 20 agosto 2002 si è espresso sulla
domanda di costruzione dei centri di attrezzature sportive presentata dal
Consorzio. Il 22 agosto 2002 il Tribunale cantonale amministrativo ha
respinto l'istanza di ricusa.

C.
A.A.________ impugna la sentenza della Corte cantonale con un ricorso di
diritto pubblico. Chiede al Tribunale federale di annullarla e di rinviare
gli atti all'Autorità inferiore per nuovo giudizio.

Il Tribunale amministrativo si riconferma nel proprio giudizio. Il Consorzio
propone di respingere il ricorso mentre la Presidente del Tribunale di
espropriazione non ha presentato osservazioni.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione
l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere
vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro
conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1).

1.2 Vista la composizione della Corte, la domanda di ricusazione del Giudice
federale Emilio Catenazzi, legale del Consorzio prima d'essere eletto
Giudice, è priva di oggetto. L'istanza era comunque superflua, visto ch'egli
si sarebbe astenuto obbligatoriamente secondo l'art. 22 cpv. 1 lett. b OG.

1.3 La decisione impugnata, relativa alla ricusazione, non pone fine alla
lite, ma ne rappresenta unicamente una fase intermedia. Essa è tuttavia
impugnabile direttamente con un ricorso di diritto pubblico, questo rimedio
essendo secondo l'art. 87 cpv. 1 OG ammissibile contro le decisioni
pregiudiziali e incidentali sulla competenza o sulle domande di ricusazione
notificate separatamente dal merito.

1.4 Chiamato a statuire su un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale
federale non applica d'ufficio il diritto, ma esamina solo le censure
sollevate in modo chiaro e preciso. Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il
ricorso di diritto pubblico deve contenere, pena la sua inammissibilità,
l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti
costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, e
precisare altresì in che consista tale violazione. Ciò significa che il
gravame deve sempre contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla
quale si possa dedurre se, ed eventualmente in quale misura, la decisione
impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 127 I 38
consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 492 consid. 1b e rinvii). L'atto di
ricorso adempie solo in parte questi requisiti di motivazione.

1.5 Il ricorrente critica l'omessa indicazione, da parte della Corte
cantonale, della possibilità di impugnarne il giudizio con un ricorso di
diritto pubblico. Premesso che ciò non ha comportato alcun pregiudizio per il
ricorrente, la censura non regge. In effetti, l'obbligo di indicare i mezzi
legali prescritto dal diritto cantonale vale soltanto per i rimedi ordinari,
e non per il ricorso di diritto pubblico, che è un rimedio straordinario,
siffatta esigenza non essendo peraltro  imposta dal diritto federale (art. 26
cpv. 2 della legge cantonale di procedura per le cause amministrative, del 19
aprile 1996; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, n. 5b all'art. 26, pag. 133; cfr., per il ricorso di diritto
amministrativo, l'art. 107 cpv. 3 OG).

2.
2.1 Il diritto a un giudice indipendente e imparziale è esplicitamente sancito
dall'art. 30 cpv. 1 Cost. Analoga garanzia scaturiva tuttavia già dall'art.
58 vCost., per cui la giurisprudenza relativa a questa norma può essere
applicata anche in concreto (DTF 127 I 196 consid. 2b, 126 I 68 consid. 3a).
Il diritto di ogni persona, previsto dall'art. 6 n. 1 CEDU, di comparire
davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge ha, in
linea di principio, la stessa portata di quella conferita dall'art. 30 cpv. 1
Cost. (DTF 128 V 82 consid. 2a, 126 I 168 consid. 2a). Questa garanzia vieta
l'influsso sulla decisione di circostanze estranee al processo, che
potrebbero privarla della necessaria oggettività, a favore o a pregiudizio di
una parte; al giudice sottoposto a simili influenze verrebbe meno la qualità
di "giusto mediatore" (DTF 126 I 68 consid. 3a, 125 I 209 consid. 8a, 124 I
255 consid. 4a).

2.2 La ricusa riveste un carattere eccezionale (DTF 116 Ia 14 consid. 4, 115
Ia 172 consid. 3). Dal profilo oggettivo occorre ricercare se il magistrato
ricusato offrisse le necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio
di parzialità; sono considerati, in tale ambito, anche aspetti di carattere
funzionale e organizzativo, e vien posto l'accento sull'importanza che
possono rivestire le apparenze stesse (DTF 126 I 168 consid. 2a). Il
giudicabile può invero personalmente risentire certi atteggiamenti del
magistrato come determinati da parzialità, ma è decisivo sapere se le
apprensioni soggettive dell'interessato possano considerarsi oggettivamente
giustificate (DTF 116 Ia 135 consid. 2a e b; cfr. anche DTF 127 I 196 consid.
2d pag. 200 seg.).
2.3 La prassi costante del Tribunale federale nega ai provvedimenti
procedurali, pur con effetti contrari agli interessi dell'istante, l'idoneità
a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione e della parzialità del
magistrato nei suoi confronti (DTF 117 Ia 324 consid. 2). Rientra nelle
funzioni del magistrato decidere questioni controverse e delicate e i
provvedimenti presi nell'ambito del normale svolgimento del suo ufficio non
permettono da sé soli di concludere per una sua parzialità, nemmeno
quand'essi si rivelino poi errati. Eventuali sbagli possono e devono essere
contestati seguendo il normale corso d'impugnazione (DTF 116 Ia 14 consid. 5b
pag. 20, 113 Ia 407 consid. 2). Unicamente errori particolarmente grossolani
o ripetuti, tali da essere considerati come violazioni gravi dei doveri del
magistrato, possono se del caso giustificare un sospetto oggettivo di
prevenzione. Al giudice della ricusa non compete però di esaminare la
conduzione del processo, come se egli fosse un'istanza di appello: è infatti
a questa Autorità che spetta innanzitutto correggere eventuali errori (DTF
116 Ia 135 consid. 3a e rinvio).

3.
Il ricorrente non fa valere un'applicazione arbitraria delle disposizioni
cantonali sulla ricusazione, segnatamente dell'art. 27 lett. b CPC/TI, su cui
si fonda il giudizio impugnato, ma lamenta la violazione delle garanzie
desumibili dagli art. 30 Cost. e 6 CEDU.

3.1 Con un'argomentazione attinente invero al merito della causa
espropriativa, il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non essersi
pronunciata sul suo scritto del 20 agosto 2002, ove egli rilevava che la
domanda di costruzione era stata presentata dal Consorzio e non dai
proprietari dei fondi. L'asserita, implicita lesione del diritto di essere
sentito non è ravvisabile, visto che il Tribunale amministrativo, non essendo
tenuto a esaminare allegazioni che esulavano dall'oggetto del litigio, si è
espresso su tutti i punti rilevanti per il giudizio (DTF 126 I 97 consid. 2b
e rinvii).

3.2 Certo, al riguardo il  ricorrente sostiene che, in seguito alla decisione
di sostituire il proprio legale, tra il Consorzio e il Tribunale di
espropriazione vi sarebbe stata un'"intesa" per procedere alla pubblicazione
della domanda di costruzione; per tale motivo sarebbe stata rifiutata la
domanda di prorogare, per alcuni mesi, il termine dell'udienza, affinché egli
potesse consultare gli atti e trovare un altro legale. La critica non regge.

La Corte cantonale ha stabilito che l'istante aveva potuto accedere a tutti
gli atti contenuti nell'incarto del Tribunale di espropriazione e ha rilevato
altresì che l'espropriato, o il suo rappresentante, poteva compulsare i
documenti in occasione del dibattimento al quale ha rifiutato di partecipare
dopo averne ottenuto l'aggiornamento mesi prima. Il ricorrente, precisato di
concordare perfettamente con quest'ultima affermazione, aggiunge invero che
non essendo cogniti delle leggi, essi non avrebbero avuto tempo sufficiente,
a loro dire da uno a tre mesi, per esaminare gli atti di causa e nominare un
nuovo legale. L'assunto è infondato visto che, come stabilito dal Tribunale
amministrativo, senza che il ricorrente contesti tale accertamento o ne
dimostri l'arbitrarietà (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177
consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b, 60 consid. 5a pag. 70), egli ha avuto
accesso agli atti e ha rinunciato a esaminarli nuovamente il giorno
dell'udienza. Si rileva, d'altra parte, che quest'ultima era stata fissata
con un mese di anticipo e che è stato il ricorrente stesso a revocare il
mandato del suo legale pochi giorni prima dell'udienza; anzi, l'udienza
medesima era in realtà stata indetta per il 28 novembre 2001, il ricorrente
avendo poi chiesto e ottenuto il rinvio; in siffatte circostanze egli
disponeva del tempo necessario per esaminare gli atti di causa.

3.3 D'altra parte, come già rilevato (v. consid. 2.3) i provvedimenti
processuali non fondano di massima un valido motivo di ricusazione, eventuali
errori dei magistrati dovendo essere censurati seguendo il normale iter
ricorsuale. In effetti le critiche dell'espropriato non concernono tanto
l'agire del magistrato quanto la circostanza che la domanda di costruzione è
stata presentata dal Consorzio e non dai proprietari dei fondi. Ora, siffatte
censure potevano essere addotte nell'ambito della procedura di opposizione
prevista dall'art. 8 della legge edilizia cantonale, come indicato
nell'avviso di pubblicazione della domanda, prodotto dal ricorrente con
scritto del 20 agosto 2002.

3.4 Il ricorrente accenna infine alla circostanza che il 25 giugno 2002 la
Presidente del Tribunale di espropriazione avrebbe osteggiato e maltrattato
verbalmente il suo rappresentante. Limitandosi a questo generico e non meglio
precisato accenno, egli non dimostra tuttavia, con una motivazione conforme a
quanto richiesto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, che il magistrato avrebbe
assunto atteggiamenti tali da pregiudicarne l'imparzialità.

4.
Il ricorso, in quanto ammissibile, dev'essere respinto. Le spese seguono la
soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Il Consorzio, che si è avvalso
dell'assistenza di un legale, ha diritto a ripetibili della sede federale
(art. 159 cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico del ricorrente, che
rifonderà all'opponente un'indennità di fr. 1'000.-- per ripetibili della
sede federale.

3.
Comunicazione alle parti, rispettivamente al loro patrocinatore, alla
Presidente del Tribunale di espropriazione e al Tribunale amministrativo del
Cantone Ticino.

Losanna, 22 novembre 2002

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il presidente: Il cancelliere: