Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung 1P.615/2002
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1P.615/2002 /col

Sentenza del 23 gennaio 2003
I Corte di diritto pubblico

Giudici federali Aemisegger, presidente della Corte e presidente del
Tribunale federale,
Aeschlimann e Catenazzi;
cancelliere Gadoni.

A. ________,
B.________,
ricorrenti,
entrambi patrocinati dall'avv. Stefano Romelli, 6908 Massagno,

contro

C.________ SA,
patrocinata dall'avv. Donatella Monti Lang, via G. B. Pioda 14, 6901 Lugano,
Municipio di Lugano, 6901 Lugano,
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, residenza governativa, 6500
Bellinzona,
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, via Pretorio 16, 6901 Lugano.

licenza edilizia,

ricorso di diritto pubblico contro la sentenza emanata il 22 ottobre 2002 dal
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
La C.________ SA è proprietaria del fondo n. xxx di Lugano, sito in zona R7,
sul quale sorge uno stabile amministrativo e commerciale. Il 20 febbraio 2002
la società ha presentato al Municipio di Lugano la domanda di costruzione per
un immobile amministrativo a più corpi sull'adiacente particella n. yyy;
mediante un corpo edificato a cavallo del confine con la particella n. xxx,
il nuovo stabile è appoggiato perpendicolarmente alla facciata orientale
della costruzione esistente.

A. ________ e B.________, conduttori di locali adibiti a studio medico
dentistico nello stabile esistente, si sono opposti al rilascio della licenza
edilizia, siccome la prospettata edificazione comporterebbe la chiusura di
quattro finestre e il conseguente oscuramento di due locali. Con decisione
del 28 maggio 2002 il Municipio di Lugano, acquisito il preavviso favorevole
dell'Autorità cantonale, ha respinto l'opposizione e rilasciato la licenza
edilizia, assoggettandola tra l'altro alla condizione che fossero dichiarati
inabitabili i locali dell'immobile esistente privati dei requisiti minimi di
luce e aria. Con risoluzione del 3 settembre 2002 il Consiglio di Stato del
Cantone Ticino ha respinto un ricorso degli opponenti.

B.
Adito da questi ultimi, il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino ne ha
respinto il ricorso con sentenza del 22 ottobre 2002. Esso ha lasciato
indeciso il quesito a sapere se i conduttori avessero la qualità per opporsi
a un intervento edilizio promosso dal proprietario dello stesso fondo. Ha poi
ritenuto il progettato corpo di collegamento con lo stabile esistente, per le
sue dimensioni, le sue caratteristiche e la sua utilizzazione, un vero e
proprio edificio, parte di un unico complesso immobiliare, che poteva quindi
essere eretto in contiguità con la costruzione esistente.

C.
A.________ e B.________ impugnano con un ricorso di diritto pubblico al
Tribunale federale questo giudizio, chiedendo di annullarlo. Fanno valere la
violazione del divieto dell'arbitrio nell'applicazione delle norme comunali
sulle distanze tra edifici e sulle costruzioni in contiguità. Dei motivi si
dirà, in quanto necessario, nei considerandi. I ricorrenti chiedono inoltre
di conferire al gravame l'effetto sospensivo.

D.
Il Tribunale cantonale amministrativo si conferma nella sua sentenza. Il
Consiglio di Stato si rimette al giudizio del Tribunale federale. Il
Municipio di Lugano e la controparte chiedono invece di respingere il
ricorso.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione
l'ammissibilità dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli
argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1, 128
II 46 consid. 2a, 127 III 41 consid. 2a).

1.1 Il ricorso, tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG), interposto contro una
decisione finale (art. 87 OG) emanata dall'ultima istanza cantonale, adempie
il requisito dell'esaurimento delle istanze cantonali (art. 86 cpv. 1 OG).

1.2 Secondo l'art. 88 OG il diritto di presentare un ricorso di diritto
pubblico spetta ai privati che si trovano lesi nei loro diritti da decisioni
che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio
generale. La circostanza ch'essi avessero qualità di parte nella sede
cantonale è irrilevante (DTF 123 I 279 consid. 3b, 121 I 267 consid. 2).
Questo rimedio è quindi aperto solamente a chi è toccato dal provvedimento
nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti; il ricorso presentato
nell'interesse generale o per tutelare semplici interessi di fatto è per
contro irricevibile (DTF 126 I 81 consid. 3b, 116 Ia 177 consid. 3a).
In ambito edilizio la legittimazione a interporre un ricorso di diritto
pubblico contro il rilascio di una licenza edilizia è riconosciuta in
particolare al proprietario di un fondo vicino, quando faccia valere la
violazione di disposizioni destinate a proteggere non soltanto l'interesse
pubblico, ma anche quello dei vicini (DTF 127 I 44 consid. 2c pag. 46). Egli
deve inoltre rientrare nell'ambito di protezione di queste disposizioni ed
essere toccato dai pretesi effetti illeciti della costruzione litigiosa (DTF
118 Ia 232 consid. 1a e rinvii). Questi presupposti sono generalmente
adempiuti quando il vicino fa valere la violazione di disposizioni
concernenti le dimensioni, le distanze dai confini, l'altezza e il numero dei
piani degli edifici (DTF 127 I 44 consid. 2d e rinvii, 117 Ia 18 consid. 3b,
112 Ia 413 e rinvii). In tali circostanze, anche il conduttore di un fondo
vicino può essere legittimato a presentare un ricorso di diritto pubblico nel
caso in cui una restrizione della garanzia della proprietà colpisca non
soltanto il proprietario, ma anche sé medesimo nei suoi diritti (DTF 116 Ia
177 consid. 3a, 109 Ia 91 consid. c pag. 94, 106 Ia 409, 105 Ia 43; Walter
Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994,
pag. 256). Il conduttore non può tuttavia limitarsi a far valere semplici
interessi materiali, ma deve dimostrare, o quantomeno rendere verosimile, la
violazione di disposizioni che proteggono i suoi interessi (DTF 109 Ia 91
consid. c pag. 94, 106 Ia 409 consid. 4; Kälin, op. cit., pag. 249).
I ricorrenti non hanno, nella fattispecie, la qualità di vicini e non
invocano esplicitamente la garanzia della proprietà. D'altra parte, il
rilascio della licenza edilizia litigiosa permette al proprietario istante di
attuare il suo diritto di proprietà e non ne costituisce una restrizione che
avrebbe potuto indirettamente colpire anche il locatario. I ricorrenti
censurano in sostanza una pretesa applicazione arbitraria dell'art. 16 n. 2.2
e dell'art. 46 delle norme di attuazione del piano regolatore di Lugano, del
21 marzo 1984, e sostengono che l'opera progettata comporterebbe la chiusura
di quattro finestre e il conseguente oscuramento di due locali di cui sono
conduttori. Queste disposizioni, che regolano le distanze tra edifici e le
costruzioni su fondi contigui, tutelano tra l'altro l'interesse dei vicini,
ma non sanciscono diritti a favore dei locatari del fondo stesso oggetto
dell'edificazione, né tendono a proteggerli specificatamente o ad intervenire
nei rapporti di locazione (cfr. DTF 106 Ia 409 consid. 4). Certo,
l'intervento edilizio litigioso potrebbe comportare disagi per i ricorrenti,
segnatamente riguardo alla possibilità di utilizzare taluni locali
conformemente alla loro destinazione. Tali pregiudizi sarebbero tuttavia di
natura materiale e, in quest'ambito, la protezione degli interessi dei
locatari è principalmente assicurata dalle disposizioni di diritto federale
in materia di locazione (cfr. DTF 106 Ia 409 consid. 4; cfr., in particolare,
art. 256 cpv. 1 e art. 259 segg. CO; David Lachat, Le bail à loyer, Losanna
1997, pag. 141 segg. e 144). Risulta quindi da queste considerazioni che,
censurando la violazione delle citate norme comunali di attuazione del piano
regolatore, i ricorrenti non si prevalgono di un interesse giuridicamente
protetto secondo l'art. 88 OG.

2.
Ne segue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile in applicazione
dell'art. 88 OG. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). I
ricorrenti rifonderanno alla controparte, assistita da un avvocato,
un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale (art. 159 cpv. 1 OG).
Il presente giudizio rende priva d'oggetto la domanda di conferimento
dell'effetto sospensivo contenuta nel gravame.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso di diritto pubblico è inammissibile.

2.
La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico dei ricorrenti in
solido, i quali rifonderanno in solido alla controparte privata un'indennità
di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al Municipio di Lugano, al
Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.

Losanna, 23 gennaio 2003

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il presidente: Il cancelliere: