Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5P.12/2003
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5P.12/2003 /bom

Sentenza del 15 settembre 2003
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Nordmann, Marazzi,
cancelliere Piatti.

avv. A.________,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Stefano Pizzola,
studio legale Spiess Brunoni Pedrazzini Molino,
via G.B. Pioda 14, casella postale 3339, 6901 Lugano,

contro

B.B.________,
opponente, patrocinato dall'avv. Roberto Macconi,
via Ginevra 5, casella postale 3140, 6901 Lugano,
Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino,
casella postale 45853,
6901 Lugano.

art. 9 Cost. (compenso dell'esecutore testamentario),

ricorso di diritto pubblico del 13 gennaio 2003 contro la sentenza emanata il
21 novembre 2002 dalla Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello
del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Con testamento 25 maggio 1979 C.B.________, deceduto il 30 gennaio 1995,
istituì quali eredi il figlio B.B.________ e la sorella D.B.________ e
designò quale esecutore testamentario l'avv. A.________. Il 2 giugno 1999 gli
eredi hanno stipulato un contratto di divisione, pure sottoscritto
dall'esecutore testamentario. In virtù di tale contratto, la quota di
B.B.________ sarebbe stata corrisposta dopo il "pagamento dell'onorario
finale a favore dell'esecutore testamentario e della Fiduciaria X.________
relativo al dispendio orario di circa complessive 10 (dieci) ore". Nella
menzionata convenzione le parti avevano pure stabilito che l'esecutore
testamentario avrebbe pagato le fatture concernenti il suo onorario finale,
nonché quello della predetta fiduciaria, attingendo - "previa approvazione
degli eredi" - dai beni della successione. A.________ ha trattenuto a tal
fine fr. 10'713.35 per saldare la nota di fr. 3'748.65 dello studio legale di
cui è contitolare e due fatture della Fiduciaria X.________: la prima di fr.
4'277.20 concernente la società Y.________ S.A. (preparazione trapasso
documenti) e la seconda di fr. 2'687.50 per la consulenza fiscale in
relazione alla pratica successoria.

B.
B.B.________ ha chiesto, con istanza 4 maggio 2001, al Pretore di Lugano di
condannare A.________ a restituirgli fr. 7'990.--. La domanda è stata
respinta con sentenza del 15 maggio 2002.

C.
Adita dal soccombente, la Camera di cassazione civile del Tribunale di
appello del Cantone Ticino ha, con sentenza del 21 novembre 2002, annullato
la pronunzia pretorile e accolto la predetta istanza. Secondo la Corte
cantonale, e contrariamente a quanto indicato dal giudizio di primo grado, il
contratto del 2 giugno 1999 vincolava pure l'esecutore testamentario. A
quest'ultimo incombeva quindi l'onere di provare la necessità di superare il
dispendio orario indicatovi e il diritto di ottenere un compenso più elevato.
Sennonché egli non avrebbe dimostrato di aver effettuato incombenti non
previsti dal menzionato accordo e l'importo di fr. 2'883.35, riconosciutogli
dall'istante, rimunera approssimativamente 14,5 ore alla tariffa di fr.
200.--.

D.
Con ricorso di diritto pubblico del 13 gennaio 2003 A.________ chiede al
Tribunale federale di annullare la sentenza dell'ultima istanza cantonale. A
mente del ricorrente la Corte cantonale avrebbe ecceduto nel suo potere di
apprezzamento, non limitandosi ad esaminare il giudizio di primo grado dal
profilo dell'arbitrio. I Giudici cantonali non spiegherebbero nemmeno,
ammesso che l'onere della prova incombesse effettivamente al ricorrente, per
quale motivo non sarebbero attendibili le deposizioni agli atti, da cui
risulterebbe che l'indicazione oraria di 10 ore non era vincolante e che le
richieste della controparte esulavano dal dovere di rendiconto. Infine, il
ricorrente afferma che la società fiduciaria non sarebbe legata al limite di
10 ore, poiché non è parte al contratto.

Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 Il ricorso di diritto pubblico, tempestivo (art. 89 cpv. 1 combinato con
l'art. 34 cpv. 1 lett. c OG), è diretto contro una decisione finale
dell'ultima istanza cantonale. Anche il requisito della sussidiarietà
assoluta previsto dall'art. 84 cpv. 2 OG è in concreto dato, atteso che il
valore di lite di fr. 8'000.--, richiesto dall'art. 46 OG per riconoscere la
ricevibilità di un ricorso per riforma in procedimenti civili di carattere
pecuniario, non è raggiunto. Il gravame è quindi in linea di principio
ammissibile.

1.2 A chi impugna una decisione di ultima istanza cantonale con ricorso di
diritto pubblico incombe l'obbligo di sostanziare in modo chiaro e
dettagliato le censure sollevate. Il ricorrente non può accontentarsi di
menzionare le norme che ritiene disattese, ma deve anche esporre in quale
misura i suoi diritti siano stati violati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127
I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). Il Tribunale federale pone requisiti
severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per
sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente
criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorità
giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bensì è necessario
mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente
insostenibile (DTF 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373, 117 Ia 10 consid. 4b pag.
12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta col ricorso sia almeno
altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui è
giunta l'autorità cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 129 I 8
consid. 2.1 pag. 9 con rinvii).
In concreto il gravame, in larga misura appellatorio, soddisfa solo in parte
i predetti requisiti di motivazione. Nei considerandi che seguono saranno
unicamente esaminate le censure motivate in modo chiaro e dettagliato,
ritenuto che nell'ambito della procedura del ricorso di diritto pubblico il
Tribunale federale non applica il diritto d'ufficio (DTF 125 I 71 consid.
1c).

2.
2.1
Secondo il ricorrente l'autorità cantonale non si è limitata a verificare,
come prescritto dall'art. 327 lett. g CPC ticinese, se il primo giudice fosse
incorso in una valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di
prove, ma ha esaminato liberamente il giudizio pretorile. Contrariamente a
quanto menzionato nella sentenza impugnata, il primo giudice avrebbe tenuto
conto del contenuto del contratto di divisione e avrebbe pure interpretato le
clausole relative all'onorario, giungendo alla conclusione che l'esecutore
testamentario non aveva voluto limitare il proprio compenso e la propria
attività a 10 ore, atteso che una siffatta limitazione sarebbe pure stata
contraria ai suoi doveri risultanti dall'art. 518 cpv. 2 CC. L'indicazione
del dispendio di tempo era unicamente una valutazione indicativa - come del
resto confermato dalla legale che ha collaborato con l'esecutore
testamentario - rivelatasi poi inesatta. Sempre a mente del ricorrente, la
Camera di cassazione civile non spiega per quale motivo le prove agli atti
non sarebbero sufficienti a giustificare il superamento delle 10 ore
preventivate, atteso segnatamente che la predetta collaboratrice ha
dichiarato che le ore eccedenti sono state causate dalla corrispondenza
necessaria per rispondere alle richieste della controparte.

2.2 La sentenza impugnata indica che il primo giudice ha interpretato in modo
arbitrario il contratto di divisione successoria, ritenendo che lo stesso non
vincolasse l'esecutore testamentario. Quest'ultimo, firmandolo, si è invece
assunto gli impegni in esso menzionati nei modi concordati per un "onorario
finale a favore dell'esecutore testamentario e della Fiduciaria X.________,
relativo al dispendio orario di circa complessive 10 (dieci) ore". L'autorità
cantonale ha poi indicato - citando dottrina - che incombeva all'esecutore
testamentario provare di aver diritto ad un onorario superiore a quello
risultante da un dispendio temporale di circa 10 ore e che tale prova non è
stata apportata, atteso che le delucidazioni chieste dall'istante rientrano
nel dovere di rendiconto del mandatario e non hanno creato nuove incombenze.

2.3
Quando è adito con un ricorso per violazione dell'art. 9 Cost. contro una
decisione emanata da un'autorità che pure fruiva di una cognizione ristretta,
il Tribunale federale non si limita ad esaminare, dal punto di vista
dell'arbitrio, se l'autorità di ricorso lo abbia commesso: un siffatto modo
di procedere renderebbe praticamente nullo il ruolo assegnato in questo campo
al giudice costituzionale. Si tratta invece di esaminare, alla luce delle
censure formulate in ossequio all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 125 I 492
consid. 1a/cc), se la decisione pretorile sia arbitraria. Il Tribunale
federale esamina senza riserva l'uso fatto dall'autorità di ricorso cantonale
del suo limitato potere cognitivo (DTF 116 III 70 consid. 2b). In altri
termini, non vi è la cosiddetta duplice limitazione del potere di esame del
Tribunale federale ("Willkür im Quadrat"; cfr. da ultimo la sentenza
1P.333/2002 del 12 febbraio 2003).

In concreto, giova innanzi tutto rilevare che la Camera di cassazione civile
ha, contrariamente a quanto indicato nella giurisprudenza citata nel ricorso,
espressamente menzionato di aver una cognizione limitata all'arbitrio. Appare
poi del tutto insostenibile negare - come invece fatto nel giudizio pretorile
- che il contratto del 2 giugno 1999 non vincoli pure l'esecutore
testamentario. Esso reca su tutte le sue pagine sia la firma degli eredi, sia
quella dell'esecutore testamentario e contiene chiare disposizioni inerenti
al compenso di quest'ultimo (presumibile dispendio orario su cui dev'essere
calcolato e modalità di prelievo). Non bisogna dimenticare che tali
disposizioni sono state pattuite quattro anni dopo l'apertura della
successione, quando oramai non rimaneva che eseguire la divisione stipulata
nel relativo contratto, e cioè in un momento in cui l'esecutore testamentario
poteva agevolmente stimare e limitare il numero di ore retribuite necessarie
all'espletazione di quest'ultima incombenza. Manifestamente priva di
fondamento si rivela poi l'affermazione ricorsuale secondo cui la Camera di
cassazione civile non avrebbe indicato la ragione per cui l'onere della prova
inerente al diritto ad un onorario più elevato spettava al mandatario, atteso
che essa cita perfino della dottrina a sostegno di tale motivazione. Il
ricorrente pare infine misconoscere che la Corte cantonale non ha ignorato la
deposizione della legale che lo ha assistito, ma ha indicato che le richieste
dell'istante non erano né estranee al mandato né comportavano nuove mansioni.
Ora, quest'ultima argomentazione non è criticata con una censura conforme
alle summenzionate esigenze di motivazione di un ricorso di diritto pubblico:
non è in particolare sufficiente affermare che la lettura dei  documenti
prodotti dalla stessa controparte dimostrerebbe che le sue richieste
esulavano dal dovere di rendiconto.

3.
Infine, a mente del ricorrente, la sentenza impugnata sarebbe pure arbitraria
con riferimento alle fatture della Fiduciaria X.________: non solo queste non
sarebbero mai state contestate, ma il limite orario di 10 ore non può essere
opposto a tale fiduciaria, che non era parte al contratto.

In concreto, le censure concernenti i considerandi in cui l'autorità
cantonale si è occupata delle fatture emesse dalla Fiduciaria X.________ sono
irrilevanti ai fini del presente giudizio e non meritano pertanto disamina.
Infatti, oggetto della vertenza è l'ammontare dell'onorario che il ricorrente
può trattenere attingendo dagli averi bancari della successione: a tal
proposito egli aveva espressamente specificato nel contratto di divisione che
tale importo corrisponde - incluse le prestazioni della Fiduciaria X.________
- all'onorario relativo a un dispendio orario di circa 10 ore complessive.

4.
Da quanto precede discende che il ricorso, in quanto ammissibile, si rivela
infondato. La tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG),
mentre non si giustifica assegnare ripetibili alla controparte, che non è
stata invitata a presentare una risposta.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è posta a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla Camera di cassazione civile
del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 15 settembre 2003

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: