Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5P.153/2003
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5P.153/2003 /viz

Sentenza dell'11 dicembre 2003
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Escher, Marazzi,
cancelliere Piatti.

X. ________ sagl, ricorrente,
patrocinata dall'avv. Rossano Guggiari,

contro

A.A.________ e B.A.________,
patrocinati dall'avv. Marco Broggini,

C.________,

I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, via Bossi 3,
casella postale 45853, 6901 Lugano.

art. 9 e 49 Cost. (cancellazione di un'ipoteca legale provvisoria),

ricorso di diritto pubblico dell'11 aprile 2003 contro la sentenza emanata il
1° marzo 2003 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
Il 30 gennaio 2002 la X.________ sagl aveva ottenuto dal Segretario assessore
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città l'annotazione di
un'ipoteca legale provvisoria degli artigiani e imprenditori concernente tre
unità di proprietà per piani - fra cui la n. xxx - del fondo base n. yyy RFD
di Minusio. La decisione di primo grado assegnava pure all'istante un
termine, scaduto il 31 marzo 2002, per promuovere l'azione tendente
all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale.
Il 26 marzo 2002 la X.________ sagl ha convenuto in giudizio innanzi al
Pretore della giurisdizione di Locarno-Città C.________ e ha chiesto
l'iscrizione definitiva delle menzionate ipoteche legali. All'udienza
preliminare del 23 settembre 2002, il predetto giudice ha accertato che il
convenuto non era (più) proprietario delle tre unità di PPP e che
segnatamente la PPP n. xxx era stata acquistata il 21 dicembre 2001 da
A.A.________ e B.A.________. Dopo aver ricevuto da quest'ultimi una richiesta
di cancellazione dell'ipoteca legale provvisoria gravante la loro PPP, il
Pretore ha, con decreto del 15 gennaio 2003, ordinato all'Ufficiale del
registro fondiario di Locarno di procedere in tal senso.

2.
Con sentenza 1° marzo 2003 la I Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino ha confermato il decreto pretorile. Secondo i giudici
cantonali la procedura d'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale non è la
continuazione di quella volta all'iscrizione provvisoria: gli artigiani e gli
imprenditori devono far valere il loro diritto nei confronti del proprietario
attuale dell'immobile: il suo nominativo può essere agevolmente verificato
presso il registro fondiario.

3.
L'11 aprile 2003 la X.________ sagl ha presentato al Tribunale federale un
ricorso di diritto pubblico e un ricorso per riforma. Con entrambi i rimedi
postula l'annullamento sia della sentenza di appello che del decreto
pretorile.
Atteso che in tempo utile né l'autorità cantonale né le controparti si sono
opposte all'emanazione di misure d'urgenza, il presidente della Corte adita
ha, con decreto del 19 maggio 2003, conferito effetto sospensivo al ricorso
di diritto pubblico. Il 26 maggio seguente, la II Corte civile ha dichiarato
inammissibile il ricorso per riforma.
Non è stata chiesta una risposta al ricorso di diritto pubblico.

4.
Per costante giurisprudenza le decisioni concernenti la cancellazione di
un'iscrizione provvisoria a registro fondiario non sono finali ai sensi
dell'art. 48 OG, poiché hanno natura provvisoria, e non possono pertanto
essere oggetto di un ricorso per riforma. Esse sono però suscettive di un
ricorso di diritto pubblico (DTF 101 II 63 consid. 1, 102 Ia 81 consid. 1;
cfr. anche 5P.291/2002 del 4 novembre 2002). Ne segue che il presente ricorso
di diritto pubblico, tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG) e fondato sulla
violazione del divieto dell'arbitrio, è pertanto in linea di principio
ammissibile.

5.
A chi impugna una decisione di ultima istanza cantonale con ricorso di
diritto pubblico incombe l'obbligo di sostanziare in modo chiaro e
dettagliato le censure sollevate. Il ricorrente non può accontentarsi di
menzionare le norme che ritiene disattese, ma deve anche esporre in quale
misura i suoi diritti siano stati violati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127
I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). Il Tribunale federale pone requisiti
severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per
sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente
criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorità
giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bensì è necessario
mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente
insostenibile (DTF 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373, 117 Ia 10 consid. 4b pag.
12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta col ricorso sia almeno
altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui è
giunta l'autorità cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 129 I 8
consid. 2.1 pag. 9 con rinvii).
Il gravame, in larga misura appellatorio, soddisfa solo in parte le predette
esigenze di motivazione. Esso si rivela di primo acchito inammissibile
laddove si limita ad affermare, senza formulare una censura diretta contro la
sentenza cantonale, che l'iscrizione di un'ipoteca legale avviene in una
causa propter rem in cui il nominativo del terzo garante non sarebbe un
elemento essenziale. Poiché nell'ambito della procedura del ricorso di
diritto pubblico il Tribunale federale non applica il diritto d'ufficio, nei
considerandi che seguono saranno unicamente esaminate le critiche motivate in
modo chiaro e dettagliato (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120, 125 I 71
consid. 1c).

6.
6.1 La ricorrente indica che, in virtù dell'art. 110 CPC ticinese, se
l'oggetto litigioso è alienato nel corso del processo, lo stesso continua con
le medesime parti in causa. Per questo motivo ritiene il cambiamento di
proprietà dell'unità di PPP ininfluente ai fini del giudizio, poiché la
litispendenza sarebbe sorta il 6 dicembre 2001, con l'inoltro della domanda
supercautelare tendente all'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale degli
artigiani e degli imprenditori. Essa asserisce inoltre che il termine
previsto dall'art. 839 CC sarebbe già rispettato con l'ottenimento di un
decreto supercautelare. Da questa affermazione deduce che l'istanza di
iscrizione provvisoria del 6 dicembre 2001 e la petizione del 26 marzo 2002,
con cui veniva - fra l'altro - postulata l'iscrizione definitiva della
predetta ipoteca legale, sarebbero atti del medesimo procedimento. Del resto,
tale tesi verrebbe confermata dal fatto che la giurisprudenza considera
incidentale la decisione che ordina l'iscrizione provvisoria ed esclude per
tale motivo il ricorso di diritto pubblico. Inoltre, gli acquirenti
dell'unità di PPP in discussione erano sicuramente a conoscenza
dell'iscrizione provvisoria, poiché hanno esercitato il diritto di compera
unicamente il 21 dicembre 2001, e cioè dopo l'emanazione del decreto
supercautelare. Infine, sempre a mente della ricorrente, poiché l'iscrizione
nel giornale non menziona solo la data, ma pure l'ora in cui una richiesta è
giunta all'Ufficio del registro fondiario, l'artigiano non può sapere con
certezza se al momento del deposito della sua petizione il convenuto sia
ancora proprietario del pegno o se questo sia stato alienato poco prima.

6.2 Giusta l'art. 839 CC l'iscrizione di un'ipoteca degli artigiani e degli
imprenditori dev'essere fatta al più tardi entro tre mesi dal compimento del
lavoro (cpv. 2) e può unicamente essere fatta se il credito è riconosciuto
dal proprietario o per sentenza del giudice (cpv. 3). Poiché un'iscrizione
definitiva dell'ipoteca legale non può - di regola - essere ottenuta entro
tre mesi dalla fine dei lavori (Josef Hofstetter, Commento basilese, n. 35
agli art. 839/840 CC) tale termine di perenzione è rispettato anche con
un'iscrizione provvisoria (e non, come indicato nel ricorso, con
l'ottenimento di un decreto cautelare: DTF 119 II 429 consid. 3a) nella forma
di un'annotazione a registro fondiario (art. 961 cpv. 1 n. 1 CC, art. 22 cpv.
4 RRF; DTF 126 III 462 consid. 2c/aa). Siffatta iscrizione provvisoria ha per
effetto che il diritto diventerà efficace dal momento di tale iscrizione,
nell'eventualità in cui esso venga posteriormente confermato (art. 961 cpv. 2
CC). La domanda d'iscrizione dev'essere fatta valere nei confronti del
proprietario attuale del fondo da gravare (Paul-Henri Steinauer, Les droits
réels, vol. III, Berna 1996, n. 2877, Jürg Schmid, Commento basilese, n. 23
ad art. 961 CC; cfr. anche DTF 92 II 227 consid. 1).

6.2.1 In concreto, la ricorrente pare confondere il rispetto di un termine di
perenzione con la questione della litispendenza rispettivamente della
legittimazione passiva. Come sopra osservato, il termine di perenzione di cui
all'art. 839 cpv. 2 CC può essere salvaguardato mediante l'annotazione di
un'iscrizione provvisoria, che esplica pure effetti sul rango dell'ipoteca
(Josef Hofstetter, Commento basilese, n. 40 agli art. 839/840 CC). Ciò non
significa però che la successiva procedura d'iscrizione definitiva sia
semplicemente la continuazione di un processo già pendente. Del resto,
neppure la ricorrente contesta - a giusta ragione - che la domanda
d'iscrizione definitiva debba essere formulata con una - nuova - petizione.

6.2.2 In queste circostanze nemmeno l'art. 110 cpv. 1 CPC ticinese, che
prevede la continuazione del processo fra le parti in causa anche in caso di
alienazione dell'oggetto litigioso, soccorre la ricorrente. Infatti, in
concreto, l'unità di PPP in questione è stata alienata il 21 dicembre 2001 e
cioè prima che il processo inerente all'iscrizione definitiva sia iniziato.
Anche il fatto che la giurisprudenza sviluppata in applicazione della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria consideri incidentale la decisione
che accoglie la domanda di iscrizione provvisoria è senza pertinenza per il
presente giudizio. Da un lato, nella sentenza citata nello stesso atto di
ricorso, il Tribunale federale ha specificato che una decisione incidentale
non deve necessariamente essere emanata nella medesima procedura di quella
finale (DTF 94 Ia 441 consid. 2). D'altro canto, l'art. 87 OG non ha solo un
tenore, ma pure uno scopo del tutto diverso da quello dell'art. 110 cpv. 1
CPC ticinese, circostanza che esclude analogie fra i due articoli. La prima
norma ha infatti per scopo di permettere al Tribunale federale di occuparsi,
in linea di principio, una sola volta di un determinato litigio (DTF 122 I 39
consid. 1a/aa), mentre il secondo disposto di legge disciplina le conseguenze
per le parti dell'alienazione dell'oggetto litigioso durante il processo.

6.2.3 Infine, nella fattispecie in esame non sono nemmeno ravvisabili le
difficoltà teoriche evocate nel ricorso per quanto attiene
all'identificazione del cambiamento di proprietà intervenuto dopo la domanda
di iscrizione provvisoria. La ricorrente - a giusta ragione - non afferma che
i nuovi proprietari abbiano acquistato l'unità di PPP immediatamente prima
dell'inoltro della petizione volta all'iscrizione definitiva dell'ipoteca
legale.

7.
La ricorrente termina il suo gravame chiedendo l'annullamento del decreto
pretorile del 15 gennaio 2003 per un'asserita violazione dell'art. 49 Cost.
Essa afferma che all'udienza del 30 gennaio 2002 il proprietario avrebbe
esplicitamente riconosciuto il di lei credito, motivo per cui il giudice
avrebbe dovuto iscrivere direttamente l'ipoteca legale, senza impartire un
ulteriore termine per promuovere l'azione.

Tale censura si rivela di primo acchito inammissibile, poiché non è diretta
contro la decisione dell'ultima istanza cantonale e non sono dati i
presupposti che, giusta l'art. 86 cpv. 2 OG, permettono di derogare al
requisito dell'esaurimento del corso delle istanze cantonali.

8.
Da quanto precede discende che il ricorso si appalesa, nella misura in cui
risulta ammissibile, manifestamente infondato e come tale va respinto. La
tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), mentre non si
giustifica assegnare ripetibili alle controparti, che non hanno presentato
osservazioni e che non sono state invitate a produrre una risposta al
ricorso.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 3'000.-- è posta a carico della ricorrente.

3.
Comunicazione alle parti, rispettivamente ai loro patrocinatori, e alla I
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 11 dicembre 2003

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: