Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5C.175/2004
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5C.175/2004 /viz

Sentenza del 22 dicembre 2004
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Escher, Marazzi,
cancelliere Piatti.

A. A.________,
attore e ricorrente, patrocinato dall'avv. Michela Ferrari-Testa,

contro

B.A.________,
convenuta e opponente, patrocinata dall'avv. dott.
Franco Gianoni,

divorzio,

ricorso per riforma contro la sentenza emanata
il 18 giugno 2004 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Fatti:

A.
A. A.________, nato nel 1948, e B.A.________, nata nel 1947, si sono sposati
nel 1972. Dalla loro unione sono nati, nel 1977, N.________ e, nel 1981,
D.________. A entrambi i coniugi vengono corrisposte rendite d'invalidità,
alla moglie dal marzo 1994 e al marito dal 1° febbraio 1999. Il 1° gennaio
2000 A.A.________ ha inoltrato un'azione di divorzio innanzi al Pretore di
Lugano, il quale, con sentenza 1° giugno 2002, ha sciolto per divorzio il
matrimonio delle parti e disciplinato le conseguenze accessorie del divorzio.

B.
Con sentenza 18 giugno 2004 la I Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino ha parzialmente accolto sia l'appello principale della
convenuta che quello adesivo dell'attore, modificando parzialmente le
conseguenze accessorie del divorzio. La Corte cantonale ha segnatamente
fissato il contributo alimentare mensile in favore della convenuta in fr.
664.-- fino al 31 gennaio 2010 e in fr. 1'358.75 dopo tale data, le ha
riconosciuto un'indennità ex art. 124 CC di fr. 30'000.-- e l'ha condannata a
pagare all'attore fr. 31'688,50. La Corte cantonale ha ordinato la
compensazione degli ultimi due importi citati e ha accordato alla convenuta
un termine di trenta giorni dalla crescita in giudicato della sentenza per il
versamento del saldo di fr. 1'688.50. I giudici cantonali hanno ritenuto che
l'aumento dovuto all'abitazione familiare è, tenuto conto della donazione di
fr. 11'000.-- ricevuta dalla convenuta ed investita nell'immobile, di soli
69'870.--. Essi hanno pure reputato che il Pretore aveva a torto riconosciuto
all'attore l'importo di fr. 20'896.--, risultante da un nuovo calcolo dei
contributi provvisionali di mantenimento alla luce della rendita AI
sottaciuta dalla convenuta, perché il giudice del divorzio non può, in linea
di principio, modificare retroattivamente le misure cautelari adottate
durante la causa. All'attore spetterebbero pertanto fr. 31'688.50 (fr.
34'935.-- dall'aumento di valore dell'abitazione familiare a cui vanno
aggiunti fr. 9'380.--, pari alla metà del valore del mobilio, e sottratti fr.
12'626.50 per tasse, spese ripetibili e un contributo alimentare arretrato in
favore della convenuta). Sempre secondo la sentenza impugnata sarebbero pure
dati i presupposti per assegnare alla convenuta un'indennità di fr. 30'000.--
fondata sull'art. 124 CC. Per quanto attiene al contributo alimentare, i
giudici cantonali hanno accertato che gli introiti dell'ex moglie
diminuiranno dopo il 1° febbraio 2010, poiché dopo tale data le prestazioni
erogatele da un'assicurazione privata cesseranno.

C.
Il 25 agosto 2004 A.A.________ è insorto contro la sentenza cantonale sia con
un ricorso di diritto pubblico che con un ricorso per riforma. Con
quest'ultimo rimedio postula la modifica della sentenza cantonale nel senso
che l'appello principale sia, in quanto ammissibile, respinto e che i
dispositivi concernenti l'appello adesivo siano modificati nel senso che egli
sia tenuto a versare alla convenuta un contributo alimentare mensile di fr.
664.-- e che ella sia condannata a versargli fr. 67'521.-- entro trenta
giorni dalla crescita in giudicato della sentenza. Postula altresì di essere
posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria. L'attore contesta la
liquidazione del regime dei beni. Afferma che la moglie non ha provato né di
aver ricevuto una donazione di fr. 11'000.-- né di averla investita in lavori
attinenti all'abitazione coniugale. Nemmeno le ripetibili e gli oneri
processuali arretrati di complessivi fr. 12'626,50 riconosciuti all'ex
coniuge sarebbero da includere nella liquidazione del regime matrimoniale,
poiché non trattasi di acquisti. A torto la Corte cantonale avrebbe poi
negato la legittimità della pretesa di fr. 20'986.--, atteso che la convenuta
aveva incassato contributi alimentari provvisionali troppo elevati poiché
aveva sottaciuto di ricevere una rendita AI. Alla convenuta non spetterebbe
poi alcuna indennità fondata sull'art. 124 CC e non si giustificherebbe
nemmeno concederle - come invece aveva fatto il Pretore - una dilazione di
diciotto mesi per il pagamento dell'importo risultante dalla liquidazione del
regime dei beni. Ritiene infine che il contributo alimentare per l'ex moglie
non debba essere modificato per il periodo successivo al 2010.
Non è stato ordinato uno scambio di allegati scritti.

Diritto:

1.
In data odierna è stato respinto, nella misura in cui è ammissibile, il
parallelo ricorso di diritto pubblico. Nulla osta quindi all'esame del
presente ricorso per riforma.

2.
L'attore contesta innanzi tutto che la convenuta abbia "sufficientemente
provato" di aver ricevuto dalla madre una donazione di fr. 11'000.-- e di
averla investita in lavori di trasformazione dell'abitazione coniugale. La
Corte cantonale avrebbe quindi a torto detratto dall'aumento di valore
dell'immobile - da suddividere fra i coniugi - tale importo.
Con tale censura, l'attore dimentica che giusta l'art. 55 cpv. 1 lett. c
secondo periodo OG, l'atto di ricorso non deve criticare accertamenti di
fatto, né proporre eccezioni, contestazioni e mezzi di prova nuovi, né
prevalersi della violazione del diritto cantonale. La Corte cantonale ha
infatti accertato l'esistenza e l'utilizzo della contestata donazione sulla
base delle risultanze probatorie agli atti. Atteso che una critica
dell'apprezzamento delle prove effettuato dall'autorità cantonale è
improponibile nell'ambito del ricorso per riforma (DTF 125 III 78 consid. 3a
con rinvii), la censura si rivela di primo acchito inammissibile.

3.
Secondo l'attore, i giudici cantonali non potevano includere nella
liquidazione del regime matrimoniale - poiché non trattasi di acquisti -
l'importo di fr. 12'626,50, composto di ripetibili, oneri processuali, nonché
di un contributo alimentare arretrato dovuti alla convenuta. Sarebbero
infatti pretese di altra natura, che esulano dalla procedura di liquidazione
del regime matrimoniale e che avrebbero quindi dovuto essere oggetto di
separate istanze ad hoc.
Giusta l'art. 205 cpv. 3 CC (peraltro pure citato nella sentenza impugnata),
nell'ambito dello scioglimento e della liquidazione del regime matrimoniale,
i coniugi regolano i loro debiti. Tali debiti non devono avere il loro
fondamento nel diritto matrimoniale, ma possono essere debiti di qualsiasi
natura (Heinz Hausheer, Commento basilese, n. 26 ad art. 205 CC). La Corte
cantonale non ha pertanto violato il diritto federale prendendo in
considerazione pure i predetti crediti della convenuta.

4.
L'attore sostiene poi che la Corte cantonale avrebbe dovuto riconoscergli una
pretesa di fr. 20'986.--, atteso che in pendenza di causa la convenuta aveva
incassato contributi di mantenimento provvisionali troppo elevati, perché
aveva sottaciuto di percepire una rendita AI. Contesta che, come indicato
nella sentenza impugnata, il giudice del divorzio possa unicamente modificare
il contributo alimentare provvisionale se è stata ottenuta una revisione
dell'assetto cautelare. Afferma che spesso, dopo aver esperito l'istruttoria
di merito, il Pretore corregge i contributi alimentari. Inoltre, il primo
giudice non aveva "tecnicamente" corretto le decisioni cautelari, ma
semplicemente considerato nell'ambito della liquidazione del regime
matrimoniale quanto ricevuto di troppo dall'ex moglie. La soluzione adottata
dalla Corte cantonale sarebbe pure profondamente ingiusta, poiché premia la
parte che ha intenzionalmente omesso di menzionare un'entrata.
Come rilevato dalla Corte cantonale, il Tribunale federale ha già avuto modo
di specificare che l'autorità materiale di cosa giudicata, di cui beneficiano
le decisioni provvisionali emanate in pendenza di causa, impedisce di
rimettere in discussione - anche in modo indiretto - retroattivamente tali
decisioni con la sentenza di divorzio (DTF 127 III 496 consid. 3bb pag. 502);
per poter ottenere la restituzione del montante pagato di troppo, la parte
lesa deve preliminarmente chiedere l'annullamento della decisione
provvisionale inficiata dalle dichiarazioni menzognere con una domanda di
revisione del diritto cantonale (DTF 127 III 496 consid. 3c pag. 503). Seppur
possibile, come indicato nella sentenza impugnata, l'attore non ha intrapreso
passo alcuno in tal senso, né nulla più può fare (art. 348 cpv. 1 CPC
ticinese). Mancando il tempestivo annullamento della decisione provvisionale,
la censura è manifestamente infondata e dev'essere respinta.

5.
5.1 A mente dell'attore nemmeno l'attribuzione alla convenuta di un'indennità
fondata sull'art. 124 CC sarebbe giustificata, perché ella, percependo un
contributo alimentare, una rendita AI e un reddito immobiliare, non ha alcuna
lacuna previdenziale. L'attore non possiede invece alcuna sostanza e sarebbe
gravato da debiti.

5.2 La Corte cantonale ha accertato che l'avere (teorico) di vecchiaia
accumulato dall'attore durante il matrimonio ammontava il 1° dicembre 2000 a
fr. 289'968,45, ha considerato che trattasi di un matrimonio di lunga durata
(23 anni) e che vista l'età e la parziale invalidità (del 70%,
rispettivamente del 75%) che affligge i coniugi, essi non potranno più
costituirsi un'adeguata previdenza. La convenuta non ha inoltre entrate
sufficienti per coprire da sola il suo fabbisogno, non dispone di liquidità e
l'abitazione coniugale assegnatele è fortemente ipotecata. Sebbene anche
l'attore non possieda sostanza, egli è titolare di un credito di fr.
31'688.50 verso l'ex moglie, scaturente dalla liquidazione del regime
matrimoniale. In queste circostanze la Corte cantonale ha ritenuto
giustificato assegnare alla convenuta un'indennità fondata sull'art. 124 CC
di fr. 30'000.--, che vista l'assenza di liquidità delle parti va soluta per
compensazione. Nonostante l'elevato ammontare della prestazione di libero
passaggio la Corte cantonale ha ritenuto che, in considerazione del modesto
reddito conseguito dall'attore, non è possibile imporgli un'indennità più
elevata da corrispondere mediante un pagamento rateale.

5.3 Se un coniuge è affiliato ad un istituto di previdenza professionale e se
non è intervenuto alcun caso di assicurazione, il giudice del divorzio divide
la prestazione di libero passaggio (art. 122 CC). Se invece è già
sopraggiunto - come nella fattispecie - un caso di previdenza, il giudice
fissa un'adeguata indennità (art. 124 CC). Trattasi di un giudizio di equità
(art. 4 CC) che deve tenere conto di tutte le particolarità del caso concreto
(DTF 127 III 433 consid. 3 pag. 439), fra cui figura pure la durata del
matrimonio (Messaggio sulla revisione del Codice civile svizzero, FF 1996 I
1, pag. 115). Ciò non significa che il giudice debba fare completa astrazione
dalla prestazione d'uscita: è del tutto conforme al diritto federale dapprima
determinare l'ammontare di tale prestazione e poi stabilire i bisogni di
previdenza delle parti (DTF 129 III 481 consid. 3.4.1 pag. 488). Giova
ricordare che quando un tribunale cantonale decide secondo l'equità, il
Tribunale federale esamina con riserbo l'apprezzamento esercitato dall'ultima
istanza cantonale ed interviene unicamente se i giudici cantonali si sono
senza motivo scostati dai principi sviluppati dalla giurisprudenza e dalla
dottrina, qualora essi abbiano considerato aspetti senza pertinenza o - al
contrario - omesso di considerare circostanze rilevanti o, ancora, se la
decisione impugnata conduce ad un risultato manifestamente ingiusto o ad
un'ineguaglianza scioccante (DTF 130 III 504 consid. 4.1 pag. 508 con rinvii;
126 III 223 consid. 4a pag. 227 seg.).
In concreto, dalla motivazione della sentenza impugnata emerge che la Corte
cantonale si è basata sui summenzionati criteri sviluppati dalla
giurisprudenza. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, la
situazione finanziaria della convenuta non è migliore di quella dell'attore.
Infatti, in base agli incontestati calcoli della sentenza impugnata, fino al
mese di febbraio 2010 la convenuta consegue un reddito mensile di fr.
2'592.-- ed ha un fabbisogno di fr. 3'256.--. Per contro, l'attore ha
introiti mensili di fr. 4'835.-- con un fabbisogno minimo di fr. 3'610.--.
Anche dopo aver colmato mediante il versamento di un contributo alimentare
l'ammanco dell'ex moglie di fr. 664.--, egli dispone pertanto ancora di
un'eccedenza di fr. 561.--, mentre la convenuta vede unicamente coperto il
suo minimo esistenziale. Ne segue che, assegnando alla convenuta quale
indennità ex art. 124 CC un importo che corrisponde a poco più del 10% della
prestazione d'uscita, la Corte cantonale non ha abusato del suo potere di
apprezzamento in sfavore dell'attore. Pure questa censura risulta quindi
manifestamente infondata.

6.
Poiché da quanto precede discende che la sentenza impugnata va confermata sia
con riferimento alla liquidazione del regime matrimoniale, rispettivamente
alla concessione di un'indennità ex art. 124 CC, sia in relazione
all'incontestato termine di 30 giorni assegnato alla convenuta per procedere
al versamento del saldo dovuto all'ex coniuge, non occorre esaminare
l'argomentazione con cui l'attore ritiene che l'importo molto più elevato da
lui reclamato debba essergli versato senza una dilazione superiore ad un
mese.

7.
Infine l'attore reputa errato modificare il contributo alimentare dopo il
2010, poiché troppi fatti possono cambiare nel frattempo e anche qualora le
prestazioni erogate dall'assicurazione privata dovessero a tale data cessare,
la convenuta riceverebbe nondimeno un capitale di fr. 30'000.--. Inoltre, non
sarebbe vero che il suo fabbisogno diminuirà, perché una volta scaduto
l'attuale contratto di leasing dell'automobile, egli lo rinnoverà e gli si
dovrà riconoscere il relativo importo, che sarebbe pure stato riconosciuto
nel fabbisogno della controparte.
Nella fattispecie l'attore pare ignorare che per la determinazione del
contributo alimentare il giudice si fonda sulle circostanze vigenti al
momento del divorzio, ma che egli deve pure tener conto delle successive
prevedibili modifiche, adattando il relativo importo (cfr. a titolo di
esempio Urs Gloor/ Annette Spycher, Commento basilese, n. 22 ad art. 125 CC).
Mettendo in dubbio che nel 2010 le prestazioni erogate da un assicuratore
privato alla convenuta cessino, l'attore dimentica un'ulteriore volta che
nell'ambito di un ricorso per riforma non possono essere criticati gli
accertamenti di fatto operati dalla Corte cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. c
secondo periodo OG). Egli pare altresì misconoscere che la Corte cantonale ha
tenuto conto del fatto che nel 2010 il predetto assicuratore farà un
versamento di fr. 30'000.-- e ha per tale motivo aggiunto al reddito mensile
della convenuta fr. 100.-- provenienti dal consumo di tale capitale nel corso
di 25 anni. Occorre infine osservare che i giudici cantonali non hanno
incluso alcuna quota leasing nel fabbisogno della convenuta, ma si sono
limitati a riconoscerle il costo dell'assicurazione dell'auto e la tassa di
circolazione. Anche su questo punto l'argomentazione ricorsuale si rivela, in
quanto ammissibile, manifestamente infondata.

8.
Da quanto precede discende che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso
dev'essere respinto, perché manifestamente infondato. Pure la domanda di
assistenza giudiziaria dev'essere respinta, senza che occorra esaminare
l'indigenza del ricorrente, poiché il ricorso era fin dall'inizio privo di
possibilità di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 e 2 OG). La tassa di
giustizia segue pertanto la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), mentre non si
giustifica di attribuire ripetibili alla convenuta, che non è stata invitata
a presentare una risposta e che non è quindi incorsa in spese per la
procedura federale.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso per riforma è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente è respinta.

3.
La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è posta a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla I Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 22 dicembre 2004

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: