Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5C.211/2004
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5C.211/2004 /viz

Sentenza del 9 marzo 2005
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Nordmann, Marazzi,
cancelliere Piatti.

A. ________,
convenuta e ricorrente,
patrocinata dall'avv. Gabriele Padlina,

contro

B.________,
attore e opponente.

diritto di visita,

ricorso per riforma contro la sentenza emanata il
30 agosto 2004 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Fatti:

A.
A. ________ e B.________ sono i genitori di C.________, nata nel maggio 2002.
Il contributo alimentare a carico del padre e il suo diritto di visita
iniziale sono stati disciplinati da un contratto 5 dicembre 2002 omologato
dalla Commissione tutoria regionale 2 (in seguito CTR). Giusta tale
convenzione, fino al 27 maggio 2003, il diritto di visita aveva luogo due
martedì al mese dalle ore 13:00 alle ore 16:00 presso lo studio medico della
madre a Mendrisio. Affinché venissero regolate le future relazioni personali
con la figlia, B.________ si è rivolto il 15 maggio 2003 alla CTR, la quale
con decisione 15 luglio 2003 ha in particolare stabilito un diritto di visita
in forma accompagnata una domenica ogni 15 giorni per tre ore consecutive
presso un precisato punto d'incontro a Lugano, con l'invito a quest'ultimo di
trasmettere entro tre mesi un rapporto sull'andamento del diritto di visita
con particolare riferimento alle capacità genitoriali del padre e
all'opportunità di eventualmente estendere il diritto di visita e di
mantenere il punto d'incontro. Le spese causate dall'esercizio del diritto di
visita sorvegliato sono state poste a carico di entrambi i genitori.
Adita da A.________, l'autorità di vigilanza sulle tutele ha confermato la
citata regolamentazione del diritto di visita. Essa ha per contro annullato
la decisione della CTR, laddove questa, nell'eventualità che dal rapporto del
punto d'incontro non dovessero emergere elementi che imporrebbero una
limitazione delle relazioni personali, aveva disciplinato il seguito del
diritto di visita.

B.
Con sentenza 30 agosto 2004 la I Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino ha respinto l'appello presentato da A.________ e ha confermato
la decisione dell'autorità di vigilanza. Dopo aver rifiutato per assenza di
indizi di problemi psichici di sottoporre a una perizia psichiatrica
l'attore, i giudici cantonali hanno ritenuto che l'incarico conferito agli
operatori del punto d'incontro di redigere un rapporto sull'andamento dei
ritrovi e sulla capacità dell'attore di occuparsi della bambina andava
confermato, atteso che le decisioni delle autorità inferiori non contengono
alcun accertamento né sullo sviluppo psichico e fisico della bambina né sulla
sua relazione con il padre. Tale diritto di visita in forma sorvegliata -
peraltro conforme alla richiesta dell'attore - non solo renderebbe possibile
l'allestimento di tale rapporto, ma permetterebbe pure - tenuto conto della
conflittualità esistente fra i genitori e l'assenza di incontri con la
bambina da oltre un anno - l'esercizio del diritto alle relazioni personali
in modo accettabile sia per il padre che per la figlia. Infine, sempre
secondo la Corte di appello, anche la decisione di porre a carico di entrambi
i genitori i costi del diritto di visita sorvegliato risulterebbe corretta,
perché sebbene questo sia stato espressamente chiesto dal padre, pure la
convenuta ha domandato una verifica del comportamento dell'attore.

C.
Con ricorso per riforma del 29 settembre 2004 A.________ chiede
l'annullamento della sentenza di appello e la sua modifica nel senso che sia
confermata la regolamentazione del diritto di visita contenuta nella
convenzione del 5 dicembre 2002. Dopo aver narrato e completato i fatti, la
convenuta sostiene che il diritto di visita dev'essere esercitato al luogo di
domicilio della bambina e che non sussistono motivi che giustificherebbero
una modifica della disciplina concordata nella convenzione del dicembre 2002.
Non sarebbero nemmeno dati i presupposti per ordinare un diritto di visita
sorvegliato. Ella ritiene inoltre la sentenza impugnata contraddittoria
perché, pur non avendo reputato necessario allestire una perizia, ha tutelato
il vago incarico dato al punto d'incontro di valutare l'idoneità del padre ad
esercitare da solo il diritto di visita. Reputa infine ingiustificata la
suddivisione a metà dei costi derivanti dall'esercizio del diritto di visita
sorvegliato, atteso che questo sarebbe unicamente imputabile all'attore.
Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 Interposto in tempo utile (art. 54 cpv. 1 OG) contro una decisione
emanata dal tribunale supremo del Cantone Ticino (art. 48 cpv. 1 OG) in
materia di regolamentazione delle relazioni personali fra genitori e figli,
il ricorso per riforma (art. 44 lett. d OG) è in linea di principio
ammissibile.

1.2 L'impugnativa si rivela per contro di primo acchito inammissibile laddove
la convenuta si prevale di una fattispecie diversa da quella riportata nella
sentenza impugnata. Infatti, salvo che siano state violate disposizioni
federali in materia di prove e riservate la rettificazione d'ufficio degli
accertamenti dovuti manifestamente a una svista (art. 63 cpv. 2 OG) o la
necessità di un loro completamento in seguito alla mancata considerazione, da
parte della Corte cantonale, di fatti pertinenti, regolarmente allegati (art.
64 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252 con rinvii), nella giurisdizione
per riforma il Tribunale federale pone a fondamento della sua sentenza i
fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale. Il
ricorrente che intende prevalersi di una delle predette eccezioni deve
invocarla espressamente (DTF 115 II 399 consid. 2a) e non può limitarsi, come
invece fatto in concreto dalla convenuta, a criticare la sentenza impugnata
come se la giurisdizione per riforma fosse una superiore Corte di appello a
cui spetta di rivedere liberamente non solo il diritto, ma pure gli
accertamenti di fatto del supremo tribunale cantonale.

2.
Giusta l'art. 273 cpv. 1 CC i genitori che non sono detentori dell'autorità
parentale o della custodia nonché il figlio minorenne hanno reciprocamente il
diritto di conservare le relazioni personali indicate dalle circostanze.
Prevedendo che il tribunale deve trovare una soluzione indicata dalle
circostanze, la legge rinvia all'apprezzamento del giudice (v. sul diritto di
visita DTF 120 II 229 consid. 4a pag. 235), che deve decidere secondo il
diritto e l'equità (art. 4 CC). Una siffatta decisione di equità richiede che
vengano considerate tutte le particolarità del caso concreto. Il Tribunale
federale esamina tuttavia con riserbo l'apprezzamento esercitato dall'ultima
istanza cantonale ed interviene unicamente se i giudici cantonali si sono
senza motivo scostati dai principi sviluppati dalla giurisprudenza e dalla
dottrina, qualora essi abbiano considerato aspetti senza pertinenza o - al
contrario - omesso di considerare circostanze rilevanti (DTF 126 III 223
consid. 4a pag. 227 seg.).

3.
La convenuta sostiene innanzi tutto che in concreto non sussisterebbero
motivi che giustifichino una modifica del diritto di visita concordato nella
convenzione del dicembre 2002. Sennonché, con tale argomentazione la
convenuta misconosce che nella predetta convenzione era stata prevista una
regolamentazione limitata fino al 27 maggio 2003, motivo per cui le parti,
rispettivamente le autorità tutorie dovevano stabilire una nuova disciplina
per il periodo successivo a tale data. Senza pertinenza si rivelano quindi i
principi - richiamati nel ricorso - sviluppati da dottrina e giurisprudenza
relativi alle condizioni che permettono alle autorità tutorie di modificare
una decisione ancora vigente del diritto di visita.

4.
4.1 La Corte cantonale ha preliminarmente respinto la richiesta di ordinare
una perizia psichiatrica sull'attore, perché ha reputato che non sussistevano
indizi per supporre l'esistenza di problemi psichici. Essa ha poi rilevato
che fra le parti non era litigioso il principio del diritto di visita, ma
unicamente il suo esercizio. Ha indicato che l'unico dato oggettivo noto è
l'età della figlia (poco più di due anni) e che le decisioni delle autorità
inferiori non contengono segnatamente accertamenti sullo sviluppo fisico e
psichico della bambina, sul suo legame con il padre, sul carattere e sulla
disponibilità di tempo di quest'ultimo. In queste circostanze ha ritenuto
conforme al bene della figlia l'incarico conferito agli operatori del punto
d'incontro di redigere un rapporto sull'andamento degli incontri e sulle
capacità genitoriali del padre. Ha altresì indicato che un diritto di visita
sorvegliato si giustifica - per un tempo determinato - anche in caso di
conflitto fra i genitori e qualora occorra far riprendere fra genitore e
prole contatti interrotti per un lungo periodo. Poiché lo stesso attore aveva
domandato un siffatto diritto di visita al fine di valutare la sua idoneità
ad occuparsi autonomamente della figlia durante gli incontri e che, per
stessa ammissione della convenuta, l'attore non aveva più visto la figlia da
oltre un anno, i giudici cantonali hanno lasciato indecisa la questione di
sapere se il conflitto esistente fra i genitori giustificherebbe da solo un
diritto di visita sorvegliato.

4.2 Sebbene neghi di aver chiesto una perizia psichiatrica sull'attore, la
convenuta ritiene contraddittoria la sentenza impugnata, perché questa, pur
non vedendo la necessità di allestire una perizia sul comportamento e sulle
capacità genitoriali del padre, avrebbe tutelato il vago mandato conferito al
punto d'incontro di valutare l'attore. Sempre secondo la convenuta,
considerate le particolarità della fattispecie, non si poteva lasciare tale
incarico ad un "operatore qualsiasi" del punto d'incontro, ma occorreva
nominare un medico psicologo con un mandato preciso. Afferma inoltre che non
sarebbero dati i presupposti per ordinare un diritto di visita accompagnato,
il quale non può essere un'alternativa al diritto di visita ordinario, e che
ella non avrebbe mai rifiutato al padre di vedere la figlia.

4.3 Nella fattispecie è innanzi tutto opportuno osservare che contraddittorio
non risulta il giudizio impugnato, ma l'agire della convenuta: contrariamente
a quanto ora afferma, nel suo appello ella aveva infatti esplicitamente
chiesto l'erezione di una perizia psichiatrica sull'attore (appello pag. 10).
Ora, visto che ancora nel ricorso per riforma la convenuta contesta la
capacità dell'attore di accudire alla figlia in tenera età, non si vede in
che modo l'allestimento del rapporto chiesto al punto di incontro, che può
segnatamente pure chiarire tale questione, sia in contrasto con il bene della
bambina. La convenuta non critica inoltre in alcun modo l'opportunità,
indicata nella sentenza impugnata e contemplata dalla dottrina (Annatina
Wirz, in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea Ginevra Monaco 2000, n. 21
ad art. 274 CC), di procedere a un diritto di visita accompagnato a causa
della lunga interruzione dei contatti fra padre e figlia. In queste
circostanze, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale
confermando la decisione che prevede un diritto di visita accompagnato per la
durata di tre mesi allo scopo di allestire un rapporto e per permettere al
padre di instaurare nuovamente una relazione con la figlia.

5.
La convenuta impugna la sentenza cantonale sostenendo pure che il diritto di
visita deve essere esercitato al luogo di domicilio del bambino. Sennonché,
come indicato nello stesso ricorso, il diritto di visita postulato dalla
convenuta non dovrebbe svolgersi al domicilio della figlia, ma in un locale
locato dalla madre laddove ella esercita la sua professione. Inoltre, sulla
base dei vincolanti accertamenti (supra consid. 1.2.) contenuti nella
sentenza impugnata, la tensione esistente fra i genitori si ripercuote
negativamente sulla bambina. Ne segue che confermando un diritto di visita in
un luogo neutro per un limitato periodo di tempo, la Corte cantonale non ha
abusato del suo potere di apprezzamento.

6.
Infine, la convenuta ritiene ingiustificata la ripartizione a metà delle
spese risultanti dall'esercizio del diritto di visita accompagnato, perché
esso sarebbe unicamente stato causato dalla richiesta formulata dall'attore.
Con tale censura la convenuta dimentica - come rilevato dalla sentenza
impugnata - di aver domandato una verifica del comportamento del padre,
chiedendo addirittura in sede di appello una perizia psichiatrica. In queste
circostanze, atteso che il diritto di visita sorvegliato è causato dalle
richieste di entrambe le parti, la Corte cantonale non ha violato il diritto
federale suddividendone i costi a metà.

7.
Da quanto precede discende che il ricorso, in quanto ammissibile, si rivela
infondato e in tale misura dev'essere respinto. La tassa di giustizia segue
la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico della convenuta.

3.
Comunicazione al patrocinatore della convenuta, all'attore e alla I Camera
civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 9 marzo 2005

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: