Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5C.98/2004
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5C.98/2004 /viz

Sentenza del 6 ottobre 2004
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Escher, Marazzi,
cancelliere Piatti.

Ferrovie Federali Svizzere,
convenuta e ricorrente,
patrocinata dall'avv. Barbara Klett,

contro

Assicurazione X.________,
attrice e opponente,
patrocinata dall'avv. Fabio Taborelli,

responsabilità civile delle ferrovie; eccezione di prescrizione,

ricorso per riforma contro la sentenza emanata il 29 marzo 2004 dalla II
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
In data 3 febbraio 1995, A.________ è stato investito da un convoglio
ferroviario nei pressi della stazione di Mendrisio. Sopravvissuto, è però
rimasto cerebroleso in modo particolarmente grave. L'assicurazione
X.________, presso la quale il datore di lavoro di A.________ era assicurato
contro gli infortuni in ambito LAINF (RS 832.20), è stata condannata - in
ultima sede dal TFA con sentenza 25 marzo 1998 - al pagamento di prestazioni
assicurative che al 12 settembre 2002 ammontavano a fr. 665'408.55.
Il 23 gennaio 1997, l'assicurazione X.________ ha notificato alle Ferrovie
federali svizzere (qui di seguito: FFS) di rivalersi nei loro confronti,
riservandosi di precisare l'ammontare delle prestazioni erogate e quota di
partecipazione delle FFS ad avvenuta definizione delle proprie prestazioni
LAINF obbligatorie rispettivamente complementari. In corso di trattative, le
FFS hanno rinunciato ad avvalersi dell'eccezione della prescrizione fino al 3
febbraio 2002, nella misura in cui essa non fosse già intervenuta prima del
20 gennaio 2000. In data 1° febbraio 2002, l'assicurazione X.________ ha
avviato una procedura esecutiva nei confronti delle FFS per un importo di fr.
2,5 milioni, allo scopo di interrompere il corso della prescrizione.

B.
Adito dall'assicurazione X.________ con petizione 12 aprile 2002 per un
importo parziale di fr. 100'000.--, il Pretore di Mendrisio Nord ha in via
preliminare respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dalle FFS a
proposito del diritto di regresso per le prestazioni assicurative
obbligatorie. Per contro, ha rinviato al giudizio di merito la definizione
del destino del diritto di regresso dell'assicurazione X.________ per le
prestazioni complementari erogate.
L'appello interposto dalle FFS è stato respinto dal Tribunale di appello con
la sentenza 29 marzo 2004, qui impugnata.

C.
Con ricorso per riforma 30 aprile 2004, le FFS postulano la riforma del
giudizio di appello, nel senso che vengano accolte le eccezioni di
prescrizione da lei fatte valere sia in relazione al diritto di regresso
relativo alle prestazioni obbligatorie, sia per quello relativo alle
prestazioni complementari, con conseguente reiezione dell'azione.
Subordinatamente, le FFS chiedono la reiezione della petizione relativamente
alle prestazioni obbligatorie ed il rinvio degli atti al Pretore perché abbia
a pronunciarsi riguardo alla sussistenza di un diritto di regresso per le
prestazioni complementari.
La Corte cantonale non ha presentato osservazioni. l'assicurazione
X.________, dal canto suo, ha chiesto l'integrale reiezione del ricorso per
riforma, facendo propria la motivazione del Tribunale di appello.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione la
ricevibilità di un rimedio di diritto, senza essere vincolato dalle opinioni
espresse dalle parti (DTF 130 III 76 consid. 3.2.2 pag. 81 s.; 129 II 453
consid. 2 pag. 456 con rinvii; 129 I 173 consid. 1 pag. 174).

1.2 Il gravame, inoltrato tempestivamente dalla parte soccombente di fronte
al tribunale supremo del Cantone Ticino (48 cpv. 1 OG) in una vertenza civile
a carattere pecuniario il cui valore litigioso supera i fr. 8'000.--,
soddisfa le condizioni poste agli artt. 46 e 54 OG ed è, limitatamente ad
esse, manifestamente ricevibile.

1.3 Per contro, la sentenza impugnata non è una decisione finale ai sensi
dell'art. 48 cpv. 1 OG, ma costituisce una decisione pregiudiziale, atteso
che l'ultima istanza cantonale si è limitata a trattare, respingendola,
l'eccezione - sollevata dalla convenuta - di prescrizione del diritto di
regresso dell'attrice (DTF 118 II 447 consid. 1, 97 II 136 consid. 1). Giusta
l'art. 50 cpv. 1 OG il ricorso per riforma è eccezionalmente ammissibile
contro una siffatta decisione pregiudiziale emanata separatamente dal merito
allorquando una decisione finale può in tale modo essere provocata
immediatamente e la durata e le spese dell'assunzione delle prove sarebbero
così considerevoli da giustificare, per evitarli, il ricorso immediato al
Tribunale federale. In concreto i predetti presupposti partitamente discussi
dalla convenuta sono rimasti incontestati nella risposta. Ritenuto che
l'eventuale ammissione dell'eccezione di prescrizione porrebbe fine alla
causa e renderebbe superflua l'assunzione delle prove, con considerevole
risparmio di tempo e costi processuali, il presente ricorso per riforma si
appalesa allora eccezionalmente ammissibile giusta l'art. 50 cpv. 1 OG (DTF
93 II 242 consid. 1).

2.
Con ricorso per riforma può essere fatta valere una violazione del diritto
federale, ad esclusione dei diritti costituzionali (art. 43 cpv. 1 OG; DTF
127 III 248 consid. 2c pag. 252 con rinvii). Il Tribunale federale pone a
fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati accertati
dall'ultima autorità cantonale, salvo che siano state violate disposizioni
federali in materia di prove oppure tali accertamenti siano dovuti ad una
svista manifesta rispettivamente necessitino di completazione, in particolare
perché la Corte cantonale, applicando erroneamente il diritto, ha omesso di
chiarire una fattispecie legale, sebbene le parti le abbiano sottoposto, nei
tempi e nei modi prescritti dalla legge, le necessarie allegazioni di fatto
ed offerte di prova (art. 63 e 64 OG; DTF 130 III 113 consid. 2.1, non
pubblicato; 127 III 248 consid. 2c pag. 252). Mera critica all'apprezzamento
delle prove effettuato dalla Corte cantonale non è, per contro, ammissibile
(art. 63 cpv. 2 OG; DTF 130 III 113, loc. cit.; 127 III 73 consid. 6a pag.
81). Il Tribunale federale non può andar oltre i limiti delle conclusioni
delle parti, ma non è vincolato né dai motivi che queste invocano, né
dall'argomentazione giuridica che queste hanno proposto rispettivamente che
la Corte cantonale ha fatto propria. Il Tribunale federale può pertanto
accogliere un ricorso per riforma sulla base di altri motivi di quelli fatti
valere dal ricorrente, rispettivamente respingere un tale rimedio per ragioni
diverse che quelle ritenute dall'ultima istanza cantonale (art. 63 cpv. 1 e 3
OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252).

3.
3.1È acquisito che l'eventuale responsabilità della convenuta per i danni
patiti da A.________ il 3 febbraio 1995 si giudica sulla base della Legge
federale sulla responsabilità delle imprese di strade ferrate e di piroscafi,
e della Posta svizzera (LrespC, RS 221.112.742). Parimenti chiaro e
indiscusso è poi che l'eventuale regresso dell'assicuratore nei confronti
dell'impresa della strada ferrata segue due cammini diversi, a seconda che si
tratti delle prestazioni assicurative obbligatorie rispettivamente di quelle
complementari: per le prime, la questione è retta dalla LAINF, segnatamente
dall'art. 41 (ora abrogato); per le seconde, trova invece applicazione la
LCA, e meglio l'art. 72 LCA se si tratta di prestazioni dovute per una
copertura assicurativa contro i danni, rispettivamente l'art. 96 LCA se si
tratta di copertura assicurativa delle persone. Due questioni rimangono
invece, a questo stadio, litigiose: se il diritto di regresso
dell'assicurazione sociale nei confronti della convenuta sia o meno
prescritto, e se il Pretore (e con esso il Tribunale di appello) abbia a
torto o a ragione rinviato la discussione della prescrizione del diritto di
regresso dell'assicurazione in punto alle prestazioni complementari al
giudizio finale di merito.

3.2 Come diffusamente esposto dal Pretore prima e dal Tribunale di appello
poi, la questione del regresso dell'assicuratore nei confronti dell'impresa
della strada ferrata per prestazioni assicurative obbligatorie non trova una
risposta esplicita nella legge, l'art. 41 LAINF essendo in proposito silente.
Si confrontano allora due teorie: per la prima, avuto riguardo al fatto che
in virtù dell'art. 41 LAINF l'assicuratore sociale è subingredito nei diritti
dell'assicurato il giorno dell'infortunio, egli vi subentra anche in
relazione alla decorrenza del termine di prescrizione. Per la seconda, il
termine di prescrizione del diritto di regresso, di per sé identico a quello
che condiziona la pretesa diretta dell'assicurato, inizia tuttavia a
decorrere unicamente dal momento in cui l'assicuratore sociale è venuto a
conoscenza delle prestazioni che è chiamato ad erogare e della persona
soggetta all'obbligo di risarcimento.

3.3 Entrambe le istanze cantonali hanno adottato quest'ultima soluzione,
adducendo in sintesi due ragioni: in primo luogo, l'impossibilità per
l'assicuratore - seppur surrogato in tutti i diritti dell'assicurato il
giorno dell'infortunio - di avanzare alcun diritto a titolo di regresso nei
confronti del terzo responsabile sino a quando non sia stato stabilito che
l'assicuratore medesimo è effettivamente tenuto ad erogare le prestazioni
previste dalla LAINF. Secondariamente, l'impossibilità di esercitare il
diritto di regresso fino a quando non sia conosciuto l'ammontare delle
prestazioni erogate in favore dell'assicurato - pretese, tuttavia, spesso
contestate nella loro entità e durata. Che questa sia la soluzione corretta,
parrebbe evidente alla luce della decisione delle Camere federali di
adottarla all'art. 72 cpv. 3 della nuova Legge federale sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). In particolare il Tribunale
di appello ha dedotto da quanto precede che la circostanza che l'art. 14 cpv.
1 LrespC preveda per la decorrenza della prescrizione un momento di inizio
diverso da quanto previsto all'art. 60 CO sia ininfluente.

4.
4.1 L'art. 14 cpv. 1 prima frase LrespC stabilisce che il termine di
prescrizione per azioni risarcitorie nei confronti dell'impresa della strada
ferrata riconosciute dalla medesima legge è di due anni, e che tale termine
inizia a decorrere dal giorno dell'infortunio. La brevità del termine, ma
soprattutto il fatto che esso inizi a decorrere sin dal momento
dell'infortunio sono il risultato di una precisa scelta legislativa: il
legislatore ha in tal modo voluto compensare la natura causale della
responsabilità dell'impresa, che rappresentava al momento della promulgazione
della legge un'importante estensione per rapporto al diritto comune (DTF 15
pag. 272 consid. 5 pag. 276). Questa regola vale pure per danni che si
manifestassero lungo tempo dopo l'infortunio, senza che in tal caso possa
farsi appello all'art. 60 cpv. 1 CO (DTF 84 II 202 consid. 2 pag. 208).
Certo, ciò significa che una pretesa può effettivamente cadere in
prescrizione prima che il creditore possa venire a conoscenza della sua
stessa esistenza: ma questo non rappresenta un'inaccettabile anomalia (loc.
cit., pag. 209). Né è legittimo fare appello alla tendenza legislativa,
riscontrabile nella legislazione speciale sulla responsabilità, che vuole
riconoscere alla parte lesa una posizione più favorevole che non quella che
le spetterebbe sulla base del Codice delle obbligazioni: giuste o sbagliate
che siano le considerazioni di politica legislativa alla base della norma in
discussione, è decisione che incombe al legislatore e non al giudice (loc.
cit., pag. 210 in fine). Sicuro è comunque che il legislatore, in occasione
della novella legislativa del 1905 che ha portato alla nuova LrespC, ha
scientemente ripreso il principio qui in discussione dalla previgente LrespC
del 1874, senza sostituirlo con la regola già codificata all'art. 69 del
vecchio CO (loc. cit., pag. 211).

4.2 Quanto precede riguarda primariamente le pretese dirette fatte valere
dalla vittima. Si pone ora la questione - ai tempi della promulgazione della
legge, non ancora matura (v. Botschaft vom 1. März 1901 des Bundesrates
betreffend Revision des Bundesgesetzes über die Haftpflicht der Eisenbahn-
und Dampfschiffahrt- Unternehmungen, BBl 1901 I 672 ss, part. pag. 673) - a
sapere se le regole esposte si applichino pure alle pretese che vanta
l'assicurazione sociale nei confronti del responsabile civile, ed
eventualmente, se si applichino invariate.
Come correttamente esposto nella decisione pretorile, ed in termini più
succinti in quella impugnata, il tenore dell'art. 41 LAINF in vigore al
momento dei fatti, e dunque incontestatamente applicabile alla presente
fattispecie, stabilisce che l'assicuratore (sociale) subentra nei diritti
dell'assicurato contro il terzo responsabile dell'infortunio con il
verificarsi dell'evento assicurato (Rumo-Jungo, Haftpflicht und
Sozialversicherung, Arbeiten aus dem juristischen Seminar der Universität
Freiburg Schweiz Band 174, Friborgo 1998, margin. 964). Al momento stesso in
cui sorge, l'obbligo risarcitorio a carico del responsabile del danno viene
superato ad opera dell'obbligo risarcitorio dell'assicuratore sociale,
cosicché si parla di concorrenza fittizia (Gauch, Haftpflicht und
Versicherung, in: Strassenverkehrsrechts-Tagung 1982, pag. 5); nel contempo,
l'assicurato perde la facoltà di disporre liberamente della propria pretesa
risarcitoria (Rumo-Jungo, op. cit., margin. 964). Il subingresso si
perfeziona di principio in quel preciso momento (Rumo-Jungo, op. cit.,
margin. 972), anche se per l'inevitabile indeterminatezza che regna in quel
momento circa l'esistenza stessa di una responsabilità (Rumo-Jungo, op. cit.,
margin. 965), sull'entità del danno (Rumo-Jungo, op. cit., margin. 966 s.) e
sull'obbligo di prestare dell'assicurazione sociale (Rumo-Jungo, op. cit.,
margin. 968), le pretese nelle quali subentra l'assicurazione sociale sono
future, potenziali ed indeterminate. La dottrina suole definire tale processo
"surrogazione": non è, pertanto, un regresso ai sensi dell'art. 51 CO
(Rumo-Jungo, op. cit., margin. 919 nota 91), bensì una cessione legale giusta
l'art. 166 CO (Rumo-Jungo, op. cit., margin. 951; Daniel Girsberger, Commento
basilese, n. 2 ad art. 166 CO), in virtù della quale il responsabile mantiene
nei confronti dell'assicuratore sociale (cessionario legale) tutte le
obiezioni/eccezioni opponibili all'assicurato (cedente legale) (art. 169 CO;
Rumo-Jungo, op. cit., margin. 955), fra le quali senz'altro quella
dell'intervenuta prescrizione (Roland Brehm, L'assurance privée contre les
accidents, Berna 2001, margin. 820; Rumo-Jungo, op. cit., margin. 957; Daniel
Girsberger, Commento basilese, n. 5 ad art. 169 CO). In altri termini,
l'assicurazione sociale si inserisce fra responsabile e parte lesa: la
risarcisce, ma assume da lei - e, ovviamente, entro i limiti in cui tale
facoltà spettava originariamente alla vittima - la possibilità di rivalersi
sul responsabile (per Ghélew/Ramelet/Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents, Lausanne 1992, 4.A.3 pag. 161, l'assicuratore diviene
titolare dei diritti della vittima nei confronti del responsabile). Per il
responsabile, avere di fronte l'assicurazione sociale è dunque esattamente
come avere di fronte la parte lesa.
Di conseguenza, in ragione di questa costruzione giuridica non vi è motivo di
considerare in prospettive diverse le eccezioni di cui dispone il
responsabile, a dipendenza se questi le sollevi nei confronti della vittima
diretta oppure nei confronti dell'assicuratore sociale. Pertanto, se la
pretesa risarcitoria nei confronti del responsabile appare prescritta per la
vittima diretta, lo è pure per l'assicuratore sociale.

4.3
4.3.1A questa interpretazione, il Tribunale di appello oppone che
l'assicuratore - seppur surrogato in tutti i diritti dell'assicurato il
giorno dell'infortunio - non può avanzare alcun diritto a titolo di regresso
nei confronti del terzo responsabile sino a quando non sia stato stabilito
che l'assicuratore medesimo è effettivamente tenuto ad erogare le prestazioni
previste dalla LAINF, e a quanto esse ammontino. Già il Pretore aveva
espresso la medesima obiezione.

4.3.2 L'obiezione non appare pertinente. Se, come visto, la surrogazione può
avvenire senz'altro per pretese future, potenziali ed indeterminate, non si
vede motivo per cui - al momento della cessione - non debba essere
soddisfatto in termini solo futuri, indeterminati e potenziali pure il
requisito circa l'esistenza di pretese volte all'ottenimento di prestazioni
dell'assicurazione sociale: un'indeterminatezza tanto dal lato delle
prestazioni dovute quanto da quello delle prestazioni elargite
dall'assicurazione sociale non inficia in alcun modo l'esistenza stessa della
surrogazione. E la posizione dell'assicuratore sociale non presenta
differenze giuridicamente rilevanti per rapporto a  quella della vittima
diretta: a parte il fatto che quest'ultima non deve legittimarsi come
creditrice, al momento dell'evento assicurato anch'essa non sarà, di regola,
in grado di garantire la sussistenza di una responsabilità e di quantificare
il danno patito, per cui anche per la vittima diretta le pretese risarcitorie
saranno future, potenziali ed indeterminate.
A ben guardare, è unicamente l'esercizio dei diritti nei quali è subentrata
l'assicurazione sociale a essere momentaneamente impedito - come, peraltro,
ciò può verificarsi anche per la vittima diretta. Ma tale fatto non significa
che non ne possa essere salvaguardata l'esistenza. Per evitare la
prescrizione, l'assicurazione sociale - esattamente come la vittima diretta
ed ogni possibile altro pretendente - dispone di strumenti ben noti ed
adottati usualmente, quali il precetto esecutivo oppure la domanda a
controparte di rinuncia a far valere l'eccezione di prescrizione
(Ghélew/Ramelet/Ritter, op. cit., pag. 162 penultimo cpv.), ai quali può e
deve far capo da subito, senza attendere che le circostanze discusse sopra
siano concretizzate. Porre a carico dell'assicuratore sociale, come è il caso
pure per la vittima diretta del danno, l'incombenza di reagire
preventivamente con la dovuta tempestività, appare senz'altro sostenibile,
tanto più che, a differenza della vittima diretta, trattasi senza eccezione
di importanti società assicurative che dispongono dei servizi preposti alla
gestione di situazioni simili. In fin dei conti, la prova che quanto si viene
di dire sia corretto, la fornisce indirettamente l'attrice medesima: dopo
aver temporeggiato fino al mese di febbraio 2000, ed aver allora ottenuto
dalla convenuta una rinuncia temporanea a far valere la prescrizione (nella
misura in cui non fosse ancora intervenuta), l'attrice ha dovuto piegarsi
alla necessità di avviare una procedura esecutiva per interrompere il corso
della prescrizione, facendo spiccare un precetto esecutivo per un importo a
quel momento impossibile da determinarsi con precisione, ma piuttosto fissato
a stima, senza potersi riferire con cognizione di causa alle prestazioni
dovute. Vi è da chiedersi, semplicemente, perché non abbia proceduto così sin
dal primo momento.

4.3.3 Ma vi è anche un altro aspetto della soluzione adottata dalla Corte
cantonale, che la rende assai problematica. Tale soluzione rimette in
discussione l'istituto giuridico stesso della surrogazione, in deroga a
quanto previsto all'art. 166 CO per la cessione legale. Per motivi di
opportunità pratica, tale soluzione impone un inizio di decorrenza della
prescrizione che si differenzia da quello - chiaro ed indiscutibile -
previsto dalla LrespC per le pretese dirette del danneggiato, e che in virtù
dei principi sulla cessione dovrebbe trovare applicazione anche nei confronti
del cessionario legale (Daniel Girsberger, Commento basilese, n. 5 ad art.
166 CO; von Tuhr/Escher, Allgemeiner Teil des schweizerischen
Obligationenrechts, vol. II, Zurigo 1974, § 80 pag. 221). Ora, a parte
l'evocata difficoltà dogmatica dovuta alla deroga dai principi che reggono la
surrogazione, non va dimenticato che proprio la scelta del legislatore di
fissare l'inizio della prescrizione nel momento dell'incidente era voluta,
per controbilanciare la severità della responsabilità causale istituita a
carico delle imprese ferroviarie. Certo, al momento della messa in vigore
della LrespC nonché della sua revisione, la venuta delle assicurazioni
sociali era ancora lontana (v. Messaggio del Consiglio federale citato):
tuttavia, il legislatore ha poi avuto tutto il tempo per eventualmente
rivedere e correggere la LrespC. Se non l'ha fatto, è perché non ne ha scorto
l'esigenza (DTF 84 II 202 consid. 2 pag. 211). Né si vede un qualsiasi motivo
giuridicamente rilevante - a parte le asserite e qui contestate difficoltà
pratiche di gestione dell'ancora indeterminato diritto di regresso - perché
un'assicurazione sociale debba essere posta in una situazione vantaggiosa
rispetto alla vittima diretta dell'incidente.

4.3.4 Inoltre, da un più dettagliato esame della più recente dottrina emerge
che l'alternativa adottata dalle Corti ticinesi non è motivata,
rispettivamente lo è in termini poco convincenti. Rumo-Jungo (op. cit.,
margin. 957 e nota 159 ibid.), ad esempio, si limita a rinviare al contributo
di Werner Schwander (Über die Verjährung von Schadenersatzforderungen, in:
Strassenverkehrsrechts-Tagung 1984, Fribourg 1984). Questi (pag. 9) si limita
a sua volta a postulare apoditticamente tale soluzione, rinviando per una
motivazione alla tesi di Gerhard Stoessel (Das Regressrecht der AHV/IV gegen
den Haftpflichtigen, Zürcher Studien zum Privatrecht Heft 21, Zurigo 1982).
Stoessel, in effetti, si confronta con le difficoltà già enunciate sopra (op.
cit., § 12.B pag. 53 s.). Tuttavia, la sua conclusione per cui la
surrogazione, seppur debba avvenire nel momento in cui è insorto l'evento
assicurato, deve essere considerata come sottoposta a condizione sospensiva
(loc. cit., pag. 55), deriva da un preciso ragionamento giuridico legato
all'art. 48ter LAVS: a suo dire, tale norma non considera la possibilità che
l'assicurato rinunci alle prestazioni dovutegli in base alla LAVS. Pertanto,
si sarebbe in presenza di una lacuna legislativa suscettibile di essere
colmata dal giudice. Ora, a prescindere dal fatto che la sussistenza di una
lacuna legislativa all'art. 48ter LAVS appare discutibile, pure l'autore
della soluzione schizzata in quel contesto esclude che essa possa essere
trasposta all'art. 41 LAINF, per il semplice motivo che l'assicurato non ha
la facoltà di rinunciare alle prestazioni garantite da quest'ultima legge
(op. cit., pag. 54 nota 18).

4.3.5 Non appare di particolare pregio neppure il terzo ed ultimo argomento
addotto dal Tribunale di appello: il fatto che la nuova legislazione abbia
adottato la soluzione proposta dalle Corti cantonali è senz'altro atto a
dimostrare che, da un punto di vista di politica legislativa e nell'ottica
odierna, tale soluzione vada preferita ad altre. Non è tuttavia compito dei
tribunali sostituirsi al legislatore in queste valutazioni (DTF 84 II 202
consid. 2 pag. 210 in fine), e rimpiazzare la chiara legge in vigore con
quella che - al momento dei fatti qui giudicati - era ancora lex ferenda e
non lex lata.

4.3.6 Ne discende che, come per la vittima diretta, anche per l'assicuratore
sociale la prescrizione del suo diritto di azione nei confronti del
responsabile ha iniziato a decorrere dal giorno dell'incidente.

4.4
4.4.1La Corte cantonale non ha accertato positivamente che non vi è stata
interruzione della prescrizione prima del gennaio 2000: dal considerando B
della decisione impugnata si evince unicamente che con scritto 23 gennaio
1997, parte attrice ha semplicemente notificato alla convenuta la propria
intenzione di esercitare regresso nei suoi confronti - regresso peraltro
limitato alle prestazioni complementari alla LAINF. La legge, tuttavia,
conferisce un effetto interruttivo della prescrizione solo ad alcuni atti ben
precisi del debitore (riconoscimento esplicito o concludente del debito, art.
135 cfr. 1 CO; Robert K. Däppen, Commento basilese, n. 2-4 ad art. 135 CO)
rispettivamente del creditore (atti esecutivi oppure azioni ed eccezioni
avanti ad un giudice, art. 135 cfr. 2 CO; Robert K. Däppen, op. cit., n. 5-19
ad art. 135 CO); il creditore, in particolare, non può accontentarsi di atti
meno incisivi di una formale richiesta di intervento dell'autorità statale
(Robert K. Däppen, op. cit., n. 5 ad art. 135 CO). Ora, nessuna delle parti
allega che la convenuta abbia, in qualsivoglia modo, riconosciuto i propri
obblighi, rispettivamente che l'attrice abbia intrapreso atti formali prima
del 1° febbraio 2002, né ciò emerge dall'incarto: al contrario, in sede di
petizione parte attrice afferma positivamente che la prescrizione avrebbe
iniziato a decorrere soltanto il 7 aprile 1998, ad avvenuta ricezione della
sentenza del TFA che fissava le prestazioni assicurative dovute, mentre la
convenuta risponde espressamente che la prescrizione sarebbe intervenuta
prima che parte attrice intraprendesse nel 2000 i primi passi per
interrompere il termine, aggiungendo che l'infortunato aveva provveduto già
dal 1997 a interrompere a titolo precauzionale la prescrizione. In
applicazione dell'art. 64 cpv. 2 OG è allora lecito ritenere, in fatto,
l'assenza di atti interruttivi della prescrizione prima del febbraio 2002,
mentre una rinuncia da parte della convenuta ad avvalersi della prescrizione
non è riscontrabile prima del gennaio 2000.

4.4.2 Sulla prescrizione del diritto di rivalsa di parte attrice nei
confronti della convenuta, limitatamente alle prestazioni obbligatorie
prestate, il ricorso per riforma merita pertanto accoglimento. Di
conseguenza, entro i medesimi limiti la petizione dell'assicuratore sociale
contro la compagnia della strada ferrata va respinta per intervenuta
prescrizione.

5.
5.1 Resta da esaminare, da ultimo, la seconda censura sollevata dalla
convenuta a proposito del mancato trattamento dell'azione con riferimento
alle prestazioni assicurative complementari. Il Tribunale di appello,
accertato non essere più controverso che tali prestazioni non sono governate
dalla LAINF, bensì dagli artt. 72 e 96 LCA, ha avallato la decisione di
opportunità del Pretore, che aveva rinviato l'esame al merito. Infatti, la
questione della prescrizione del diritto di regresso dell'assicuratore
dipende dalla sussistenza medesima di un diritto di regresso, e quest'ultimo
a sua volta dipende dalla natura delle coperture assicurative in questione:
"delle persone" a' sensi dell'art. 96 LCA, oppure "contro i danni" a' sensi
dell'art. 72 LCA. La convenuta, per contro, sostiene che in applicazione di
entrambe le norme menzionate, la pretesa di regresso vantata dall'attrice
sarebbe prescritta, ragione per cui la Corte cantonale poteva e doveva
decidere. L'attrice, infine, dopo aver sostenuto nel merito la soluzione
adottata dal Pretore prima e dal Tribunale di appello poi, fa riferimento
all'art. 181 CPC-TI, ovvero alla norma che permette al giudice di limitare
l'udienza preliminare all'esame, fra l'altro, "di quelle eccezioni di merito,
la cui ammissione renderebbe inutile l'istruttoria della lite". In proposito,
ricorda che questa trattazione anticipata di talune eccezioni esige che le
stesse siano liquide; in caso contrario, il loro esame può essere rinviato in
sede di prova e di merito.

5.2 Nell'ambito della giurisdizione per riforma, tale censura appare
doppiamente irricevibile. In primo luogo, essa non è convenientemente
motivata, non bastando a tal uopo l'apodittica affermazione secondo la quale
la soluzione adottata dal Tribunale di appello lederebbe il diritto federale,
oltre a ledere il principio di economia processuale. Inoltre, la decisione di
trattare tutte le domande di causa in sede di prova e di merito (come è
regola) oppure di anticiparne (eccezionalmente) almeno una parte non riguarda
per nulla le citate norme della LCA, bensì è mera questione di diritto
procedurale cantonale, come correttamente rilevato dall'attrice. Pertanto, si
tratta di questione non suscettibile di essere discussa nel contesto di un
ricorso per riforma (art. 43 cpv. 1 e contrario OG; Poudret/Sandoz-Monod,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n. 1.4.2.10 ad art.
43 OG).

6.
In conclusione, il ricorso per riforma inoltrato dalla convenuta merita di
essere accolto in punto alla censura principale, mentre deve essere
dichiarato irricevibile con riferimento alla questione della trattazione del
diritto di regresso dell'attrice riguardo le prestazioni assicurative
complementari da essa già prestate. Considerata la differente portata dei due
capitoli, si giustifica di porre a carico dell'attrice tre quarti delle spese
giudiziarie, e di obbligarla a versare alla convenuta un importo per
ripetibili ridotto della metà. La convenuta, da parte sua, sopporterà il
rimanente quarto delle spese giudiziarie.
Questa Corte rinuncia a fissare una nuova ripartizione delle spese della
procedura anteriore, come le permetterebbe l'art. 157 OG, soprattutto in
considerazione del fatto che in prima istanza si presenta ora una situazione
sostanzialmente diversa da quella allora giudicata da quella giurisdizione.
Va da sé che almeno le spese relative alla procedura di appello, che ha visto
le parti confrontarsi sui medesimi temi e con i medesimi argomenti poi
discussi in sede federale, dovranno essere ripartite in applicazione della
stessa chiave che ha adottato il Tribunale federale nella presente decisione.
Coerentemente, in applicazione dell'art. 159 cpv. 6 OG va rinviata alla Corte
cantonale anche l'attribuzione di ripetibili di prima e seconda sede.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è parzialmente accolto e le
cifre n. 1 e n. 2 del dispositivo della sentenza 29 marzo 2004 della II
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino sono annullate.

1.1 La cifra n. 1 del dispositivo della sentenza impugnata è riformata nel
senso che la petizione concernente il regresso dell'assicurazione sociale per
le prestazioni assicurative obbligatorie LAINF è respinta.

1.2 La causa è rinviata alla II Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino per nuova decisione sulle spese giudiziarie e sulle ripetibili
della propria procedura nonché di quella di prima istanza, ai sensi dei
considerandi.

2.
La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico per tre quarti (ovvero
fr. 3'750.--) dell'attrice, e per il rimanente (ovvero fr. 1'250.--), della
convenuta. L'attrice rifonderà alla convenuta l'importo di fr. 2'500.-- per
ripetibili (ridotte) della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 6 ottobre 2004

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: