Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilabteilung 4C.389/2005
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4C.389/2005 /biz

Sentenza del 24 aprile 2006
I Corte civile

Giudici federali Corboz, presidente,
Klett e Rottenberg Liatowitsch,
cancelliera Gianinazzi.

A. ________,
attrice e ricorrente,
patrocinata dall'avv. Luca Taddei,

contro

B.________,
convenuto e opponente,
patrocinato dall'avv. Andrea Lenzin.

contratto d'architetto; accordo transattivo,

ricorso per riforma contro la sentenza emanata
il 29 settembre 2005 dalla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Il 30 ottobre 1995 A.________   stata condannata a pagare all'architetto
B.________ fr. 22'320.--, oltre interessi al 5% dal 15 novembre 1994, in
relazione a un mandato affidatogli nella primavera 1994. Nel medesimo
giudizio   stata inoltre definitivamente respinta l'opposizione da lei
interposta contro il precetto esecutivo spiccato per il medesimo importo.

B.
Nonostante l'emanazione della predetta sentenza, passata in giudicato,
l'architetto ha incontrato delle difficolt  a incassare quanto di sua
spettanza (art. 64 cpv. 2 OG). Onde porre un termine definitivo alla vertenza
egli ha pertanto accettato di sottoscrivere, il 3 dicembre 1998, una
convenzione denominata "accordo transattivo", nella quale A.________ si  
impegnata a versare seduta stante fr. 25'000.-- a saldo del debito e
B.________ a consegnare tutti i documenti concernenti il mandato, una parte
di essi al momento della firma dell'accordo e la rimanenza entro dieci
giorni.

Conformemente a quanto concordato, A.________ ha provveduto all'immediata
corresponsione dell'importo pattuito, mentre l'architetto ha dato l'ulteriore
documentazione solo il 25 marzo 1999. Convinta di non aver ricevuto tutti gli
atti, A.________ si   nuovamente rivolta a B.________, il quale il 23 giugno
1999 ha dichiarato di non detenere altra documentazione rispetto a quella gi 
recapitata il 3 dicembre 1998 e il 25 marzo 1999. Ribadendo la lacunosit  del
materiale pervenutole, A.________ ha quindi chiesto a B.________, invano, di
pagare il controvalore dei documenti mancanti, quantificato in fr. 12'800.--
sulla base delle cifre indicate nella sentenza 30 ottobre 1995.

Donde l'attuale controversia.

C.
Il 15 gennaio 2001 A.________ ha domandato alla Pretura del Distretto di
Lugano, Sezione 2, di condannare B.________ al pagamento di fr. 12'800.--
oltre interessi.

B. ________ ha integralmente avversato la pretesa attorea asserendo di non
aver pi  alcun obbligo nei confronti di A.________, sia perch  tutta la
documentazione menzionata nell'"accordo transattivo" era gi  in suo possesso
sia perch , in ogni caso, unitamente alla risposta egli ha presentato copia
dei documenti di cui essa lamentava la mancata consegna. In via
riconvenzionale egli ha dunque chiesto il rimborso delle spese di ristampa,
pari a fr. 768.50.

Con sentenza 16 agosto 2004 la petizione   stata accolta limitatamente a fr.
10'341.10, oltre interessi al 5% dal 13 dicembre 1999. Accertata la mancata
consegna di parte dei documenti menzionati nell'accordo 3 dicembre 1998, il
pretore ha infatti ritenuto il convenuto inadempiente, precisando come la
produzione di tali atti nell'ambito della procedura giudiziaria non potesse
costituire adempimento. Infine, pur rilevando l'assenza di critiche quo agli
importi richiesti dall'attrice, il giudice ha comunque deciso di ridurli
nella medesima proporzione in cui l'architetto aveva ridotto la propria
pretesa d'onorario in sede transattiva.

D.
Adita dal soccombente, il 29 settembre 2005 la II Camera civile del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino ha modificato la pronunzia pretorile, diminuendo
l'importo concesso a A.________ a fr. 768.50, poich  riconosciuto da
controparte.

Pacifica l'inadempienza del convenuto, la massima istanza cantonale ha
stabilito che l'attrice non ha dimostrato che dalla mancata consegna dei
documenti le sarebbe derivato un danno. Non solo non ha spiegato quale
sarebbe stato il pregiudizio patito, ma in sede di replica ha pure
esplicitamente dichiarato che la prestazione effettiva era divenuta senza
interesse. Siccome presentata per la prima volta in sede d'appello, e quindi
tardivamente, l'affermazione secondo cui essa ha dovuto incaricare un terzo
dell'esecuzione dei lavori, ci  che ha comportato una spesa superiore a
quella gi  conteggiata a causa dell'assenza degli studi eseguiti
dall'architetto B.________, non ha potuto venir tenuta in considerazione.
Infine - hanno concluso i giudici ticinesi - nella misura in cui
dall'inadempienza dell'architetto ha dedotto che le prestazioni fatturatele
non erano mai state eseguite, l'attrice non ha sostanziato l'esistenza di un
danno conseguente all'inadempienza bens  rimesso in discussione,
inammissibilmente, il diritto dell'architetto alla mercede, questione gi 
definitivamente decisa nella sentenza 30 ottobre 1995.

E.
Contro questa decisione A.________   tempestivamente insorta dinanzi al
Tribunale federale sia con ricorso di diritto pubblico sia con ricorso per
riforma.
Con il secondo rimedio, fondato sulla violazione del diritto federale, essa
postula la modifica della pronunzia cantonale nel senso di respingere
l'appello e, di conseguenza, confermare il giudizio pretorile.

Nella risposta del 30 dicembre 2005 B.________ ha proposto l'integrale
reiezione del gravame.

Diritto:

1.
Qualora una sentenza cantonale venga impugnata sia con ricorso di diritto
pubblico che con ricorso per riforma l'art. 57 cpv. 5 OG prevede che, di
principio, il Tribunale federale soprassiede alla decisione sul ricorso per
riforma sino al giudizio in merito al ricorso di diritto pubblico.

Per consolidata giurisprudenza, si pu  tuttavia derogare a questa regola
quando, come nel caso in esame, la decisione sul ricorso di diritto pubblico
non influirebbe comunque sull'esito del ricorso per riforma (DTF 123 III 213
consid. 1; 122 I 81 consid. 1; Jean-Fran ois Poudret, Commentaire de la loi
f d rale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 5 ad art. 57 OG).

2.
Il ricorso per riforma   ammissibile per violazione del diritto federale
(art. 43 cpv. 1 OG).

Nella giurisdizione di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio
sui fatti cos  come sono stati accertati dall'ultima autorit  cantonale, a
meno che non siano state violate disposizioni federali in materia di prove,
debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista
manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli
stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tutte
queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere debitamente
specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG). Fatte salve queste eccezioni,
censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove
eseguiti dall'autorit  cantonale sono improponibili (art. 55 cpv. 1 lett. c
OG; DTF citato; 129 III 618 consid. 3).

Giovi infine ricordare che, chiamato a determinarsi su di un ricorso per
riforma il Tribunale federale non pu  pronunciare oltre i limiti delle
domande delle parti; esso non   per contro vincolato dai motivi ch'esse
invocano (art. 63 cpv. 1 OG) n  dal valore giuridico attribuito ai fatti
dall'autorit  cantonale (art. 63 cpv. 3 OG). Il Tribunale federale pu  dunque
accogliere un ricorso per motivi diversi da quelli di cui si prevale la parte
che ricorre, cos  come pu  respingerlo adottando un'argomentazione giuridica
differente da quella esposta nel giudizio impugnato (DTF 130 III 136 consid.
1.4 pag. 140 con rinvii).

3.
3.1 Secondo il convenuto, il gravame in rassegna potrebbe venire dichiarato
inammissibile gi  per carente motivazione, non avendo l'attrice menzionato le
disposizioni del diritto federale lese. A torto.

Innanzitutto si osserva che in coda al suo allegato l'attrice ha
esplicitamente indicato le norme che reputa violate, segnatamente gli art. 1,
97 e 102 segg. CO nonch  l'art. 8 CC. Sia come sia, si rammenta che,
nonostante il tenore dell'art. 55 cpv. 1 lett. c OG - giusta il quale occorre
indicare quali sono le norme violate dalla Corte cantonale - la
giurisprudenza ha gi  avuto modo di precisare che, nella pratica, non  
necessario che tali norme vengano esplicitamente menzionate,   sufficiente
ch'esse possano venire determinate chiaramente sulla scorta del contenuto del
ricorso per riforma. Per questo motivo   indispensabile prendere posizione
chiaramente sulle motivazioni della decisione impugnata, cos  da far emergere
le ragioni che inducono la parte che ricorre a ritenere che la stessa
contravviene a regole del diritto federale (DTF 121 III 397 consid. 2a).

In concreto, come verr  meglio esposto nei successivi considerandi, questo
requisito   ossequiato, sicch  l'impugnativa risulta ammissibile anche sotto
questo profilo.

3.2 Il convenuto reputa inammissibile anche un altro punto del gravame,
siccome rivolto contro un accertamento di fatto vincolante (art. 63 cpv. 2
OG). Si tratta del rimprovero mosso dall'attrice alla Corte cantonale per
aver stabilito ch'essa non ha spiegato quale danno le sarebbe derivato dalla
mancata consegna dei piani.
Anche in questo caso la richiesta del convenuto va disattesa. Pur senza
richiamarsi esplicitamente all'art. 63 cpv. 2 OG, l'attrice intende
chiaramente asseverare una svista manifesta e la sua argomentazione soddisfa
i requisiti posti dall'art. 55 cpv. 1 lett. d OG a tal riguardo, ovvero
l'indicazione esatta sia dell'accertamento criticato che del passo dell'atto
che lo contraddice. Alla constatazione dei giudici del tribunale d'appello,
secondo cui essa non avrebbe spiegato quale danno le sarebbe derivato dalla
mancata consegna dei piani, l'attrice contrappone infatti un estratto
dell'allegato di replica (replica 20 giugno 2001, pag. 4) che recita: "quando
il debitore   in mora della sua prestazione, il creditore pu  rinunciare
all'esecuzione della prestazione e richiedere in luogo un equo risarcimento",
precisando di aver sempre sostenuto che il danno subito corrispondeva al
valore della prestazione non ricevuta sebbene pagata, cos  come emerge dalla
petizione (15 gennaio 2001, pag. 4) - anch'essa citata - laddove si legge che
"la quantificazione del danno   in questo caso fatta sull'esplicita
valutazione del convenuto stesso, si chiede in effetti la restituzione degli
importi versati per prestazioni non eseguite".

Tanto basta per ammettere che la Corte cantonale   incorsa in una svista
manifesta dichiarando che l'attrice non avrebbe spiegato in cosa risiedeva il
pregiudizio da lei patito. Per giurisprudenza invalsa, una svista manifesta
ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG si verifica infatti qualora l'autorit 
cantonale abbia ignorato, mal letto, ricopiato in modo inesatto o incompleto
un documento in senso lato, vale a dire anche un allegato di parte (cfr.
Jean-Fran ois Poudret, op. cit., n. 1.6.3 ad art. 55 OG). La questione di
sapere se l'attrice abbia sostanziato in maniera sufficiente la sua pretesa
di danno attiene invece all'applicazione del diritto federale (DTF 123 III
183 consid. 3e pag. 188 con rinvio) e verr  trattata nel relativo
considerando.

4.
Nonostante la sua denominazione, l'"accordo transattivo" concluso il 3
dicembre 1998 non costituisce una transazione dato che in esso le parti non
hanno posto fine ad una situazione d'incertezza circa i rispettivi diritti
mediante reciproche concessioni (DTF 121 III 495 consid. 5b pag. 498; 111 II
349 consid. 1; cfr. anche Pierre Tercier, Les contrats sp ciaux, 3a ed.,
Zurigo 2003, n. 7100 segg.).

La loro relazione era stata infatti definitivamente regolata nella sentenza
30 ottobre 1995, con la quale l'attrice   stata condannata a pagare al
convenuto fr. 22'320.-- oltre interessi a titolo di onorario per i piani da
lui allestiti nell'ambito del mandato affidatogli nel 1994, sicch  il 3
dicembre 1998 non vi era pi  alcuna incertezza in merito ai rispettivi
diritti e doveri.
Nella citata convenzione le parti hanno piuttosto specificato le modalit  di
esecuzione del predetto giudizio: l'attrice si   impegnata a versare seduta
stante la mercede (art. 394 cpv. 3 CO), che il convenuto ha accettato di
ridurre a fr. 25'000.-- (cfr. art. 115 CO) promettendo nel contempo la
consegna del prodotto del suo lavoro (cfr. art. 400 cpv. 1 CO; Pierre
Tercier, op. cit., n. 4706), una parte immediatamente e una parte entro il
termine di dieci giorni. Si tratta di un contratto bilaterale
(sinallagmatico) nell'ambito del quale le rispettive prestazioni si trovano
in un rapporto di scambio (Austauschver ltnis; cfr. anche Pierre Tercier, op.
cit., n. 4785). La tesi del convenuto, secondo il quale la consegna dei piani
costituirebbe un mero elemento accessorio, non pu  pertanto essere seguita.

5.
Come esposto al consid. 3.2, gi  in sede di replica l'attrice ha giustificato
la sua pretesa adducendo che "quando il debitore   in mora della sua
prestazione, il creditore pu  rinunciare all'esecuzione della prestazione e
richiedere in luogo un equo risarcimento". Essa ribadisce questo argomento
anche dinanzi al Tribunale federale. Seppur senza dichiararlo esplicitamente,
l'attrice fonda dunque la sua richiesta sull'art. 107 CO, che disciplina i
diritti del creditore in caso di mora del debitore.

A norma dell'art. 107 cpv. 1 CO allorquando in un contratto bilaterale un
debitore   in mora, il creditore ha il diritto di fissargli un congruo
termine per l'adempimento. Se l'adempimento non avviene neppure entro questo
termine, il creditore pu  richiedere l'adempimento e il risarcimento del
danno per ritardo oppure, purch  lo dichiari immediatamente, pu  rinunciare
alla prestazione tardiva e pretendere il danno derivante dall'inadempimento
oppure ancora recedere dal contratto (art. 107 cpv. 2 CO).

5.1 In concreto, le parti avevano convenuto che l'architetto avrebbe
consegnato la rimanenza dei documenti concernenti il mandato entro dieci
giorni dalla sottoscrizione dell'accordo, ovvero entro il 13 dicembre 1998.

Stando a quanto accertato nella sentenza impugnata egli non ha per  agito
entro il termine pattuito. Trattandosi dell'esecuzione di una prestazione che
avrebbe dovuto avvenire un giorno ben stabilito, egli   stato costituito in
mora per il decorso di tale giorno (art. 102 cpv. 2 CO).

5.2 Dal giudizio impugnato emerge inoltre che il convenuto, in mora,   stato
ulteriormente invitato a produrre i documenti citati nell'accordo. Il 25
marzo 1999 egli ha dunque consegnato altri piani, dopodich , il 23 giugno
1999 ha dichiarato di non detenere pi  alcun documento concernente il mandato
affidatogli dall'attrice.
Alla luce di questa dichiarazione la fissazione di un ulteriore termine per
l'adempimento era oramai superflua (art. 108 lett. 1 CO) sicch  l'attrice
poteva legittimamente rinunciare alla prestazione e pretendere il danno
derivante dall'inadempimento (art. 107 cpv. 2 CO), cosa che ha fatto. I
giudici ticinesi hanno infatti stabilito che, preso atto della dichiarazione
del 23 giugno 1999, l'attrice ha poi chiesto il pagamento del controvalore
dei piani mancanti, ci  che equivale a una rinuncia alla prestazione con
domanda di risarcimento ai sensi dell'art. 107 cpv. 2 CO. Anche
l'affermazione dell'attrice in sede di replica (pag. 4) - "oramai la
prestazione effettiva   divenuta priva d'interesse per la qui attrice" - va
letta in questo senso e non ha la portata attribuitale dai giudici cantonali,
i quali hanno ravvisato in essa l'ammissione dell'inesistenza del danno.
Tanto pi  che la frase controversa continua con "[l'attrice] che rivendica
oggi un equo risarcimento per inadempienza contrattuale". Qualche riga pi 
sotto vi   poi l'ulteriore passaggio riportato dall'attrice nell'allegato
ricorsuale (cfr. quanto gi  esposto al consid. 3.3) "quando il debitore   in
mora della sua prestazione, il creditore pu  rinunciare all'esecuzione della
prestazione e richiedere in luogo un equo risarcimento".

Ci  significa che l'attrice ha ragione allorquando rimprovera alla Corte
cantonale di aver tratto delle conseguenze sbagliate, sotto il profilo
giuridico, dall'affermazione espressa in replica per cui la prestazione
effettiva era divenuta priva d'interesse: essa non pu  essere intesa quale
implicita ammissione dell'inesistenza di un danno bens  quale rinuncia alla
prestazione ai sensi dell'art. 107 cpv. 2 CO.

5.3 Si pu  ora passare all'esame della pretesa di risarcimento danni avanzata
dall'attrice. L'art. 107 cpv. 2 CO - cos  come l'art. 97 CO, considerato dai
giudici ticinesi - permette al creditore di ottenere il risarcimento
dell'interesse positivo, vale a dire dell'interesse ch'egli aveva
nell'esecuzione del contratto. In altre parole, il creditore dev'essere posto
nella situazione in cui si troverebbe qualora il contratto fosse stato
regolarmente ossequiato (DTF 123 III 16 consid. 4b pag. 22).

5.3.1 In concreto, occorre innanzitutto osservare che, nella misura in cui
dichiara che "non si intravede come possa [l'attrice] sostenere che il fatto
di non avere i piani costituisca un danno" la Corte ticinese omette di tenere
nella debita considerazione il fatto che l'attrice ha pagato l'onorario
richiesto dall'architetto per l'allestimento di tali piani. Donde l'interesse
manifesto a riceverli.

Nel contesto gi  descritto, la rivendicazione dell'attrice, che pretende "la
restituzione degli importi versati per prestazioni non eseguite" (petizione
15 gennaio 2001, pag. 4) non mirava, contrariamente a quanto ritenuto nel
giudizio impugnato, a rimettere in discussione l'esecuzione degli stessi,
effettivamente accertata in maniera definitiva nella sentenza 30 ottobre
1995. L'espressione "prestazione non eseguita" non concerne l'allestimento
dei piani - anche se   vero che ad un certo punto l'attrice ha messo in
dubbio pure questo, inammissibilmente - bens , come rettamente ritenuto dal
giudice di prime cure, la mancata consegna degli stessi, in contrasto con
quanto pattuito il 3 dicembre 1998.

5.3.2 Se la convenzione 3 dicembre 1998 fosse stata ossequiata, l'attrice
sarebbe in possesso di tutti i piani allestiti dal convenuto, per i quali ha
pagato fr. 25'000.--. L'interesse positivo corrisponde pertanto al valore dei
piani mancanti, cos  come sostenuto dall'attrice, la quale lo quantifica
sulla base dell'importo fatturato dal convenuto per il loro allestimento,
ovvero fr. 12'800.--. Con questa argomentazione l'attrice ha sostanziato in
maniera sufficiente la propria pretesa di risarcimento.

Il criterio di valutazione del valore dei piani proposto dall'attrice appare
corretto. Essa ha infatti pagato per dei piani che, quand'anche regolarmente
eseguiti, non le sono stati consegnati. Ora, nei confronti dell'attrice, che
non ha potuto trarre alcun beneficio dal lavoro svolto dal convenuto - il
quale, una volta ricevuto l'onorario, non aveva pi  nessun motivo di
rifiutare la consegna dei piani - la mancata consegna ha in sostanza gli
stessi effetti della mancata esecuzione, sicch  essa pu  pretendere il
pagamento dell'importo fatturato dal convenuto per l'elaborazione di questi
piani.

Non pu  per contro trovare alcun seguito la tesi del convenuto, secondo cui
il valore dei piani equivarrebbe al costo di ristampa, ovvero fr. 768.50.
5.3.3 Giustamente, per , il primo giudice non ha riconosciuto all'attrice
l'intero importo da lei richiesto. Tenuto conto della rinuncia parziale al
proprio credito effettuata dal convenuto nella convenzione 3 dicembre 1998,
il Pretore ha infatti ridotto nella medesima proporzione anche la somma
spettante all'attrice, la quale non ha peraltro eccepito alcunch  al
riguardo. Cos  come non si   aggravata contro la decisione di far decorrere
gli interessi a partire dal 13 dicembre 1999 - invece che dal 13 dicembre
1998 - che anzi riprende nel ricorso per riforma.

6.
Da tutto quanto esposto discende che la Corte ticinese ha attribuito
un'errata portata giuridica alle conclusioni dell'attrice e che la decisione
di negare che questa abbia validamente addotto l'esistenza di un danno viola
il diritto federale, segnatamente gli art. 97 e 107 CO.

La sentenza impugnata deve pertanto venir modificata nel senso della
reiezione dell'appello del convenuto, il quale - in quanto soccombente - deve
sopportare l'integralit  dei costi di quella procedura.
Gli oneri processuali e le ripetibili della sede federale seguono la
soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG) e sono pertanto anch'essi a
carico del convenuto.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso per riforma   accolto. Di conseguenza la sentenza emanata il 29
settembre 2005 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino   annullata e modificata come segue:
"I. L'appello 7 settembre 2004 di B.________   respinto.

II. Le spese della procedura di appello consistenti in:
a) tassa di giustizia  fr. 400.--
b) spese  fr.  50.--
totale  fr. 450.--
gi  anticipate dall'appellante restano a suo carico, con
l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 700.-- per ripetibili
di appello."

2.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.--   posta a carico del convenuto, il
quale rifonder  all'attrice fr. 2'500.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 24 aprile 2006

In nome della I Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  La cancelliera: