Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilabteilung 4C.420/2005
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{T 0/2}
4C.420/2005 /viz

Sentenza del 3 aprile 2006
I Corte civile

Giudici federali Corboz, presidente,
Klett, Rottenberg Liatowitsch, Kiss, Ramelli,
giudice supplente,
cancelliera Gianinazzi.

banca X.________,
convenuta e ricorrente,
patrocinata dall'avv. Pietro Moggi,

contro

A.________,
attore e opponente,
patrocinato dall'avv. Roberto Macconi.

art. 17 Convenzione di Lugano,

ricorso per riforma contro la sentenza emanata il
28 ottobre 2005 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Fatti:

A.
Il 2 settembre 2003 A.________, residente a Roma, ha avviato una causa civile
davanti alla Pretura di Lugano onde ottenere la condanna della banca
X.________, con sede a Lugano, al pagamento di Euro 2'198'592.53. Questa
somma corrispondeva al saldo, al 28 luglio 2003, di un conto aperto dieci
anni prima presso la succursale zurighese della banca convenuta, la quale ne
ha rifiutato la consegna facendo valere una compensazione. Nella risposta di
causa essa ha pure eccepito l'incompetenza territoriale del Pretore di Lugano
per il motivo che nelle condizioni generali sottoscritte dall'attore in
occasione dell'apertura del conto, il 6 aprile 1993, era stato concordato il
foro giudiziario di Zurigo.

La procedura è stata dunque limitata all'esame di questa eccezione, che è
stata respinta il 27 aprile 2005. Il Pretore ha fondato la sua decisione
sulla considerazione che la controversia riguarda solo marginalmente le
relazioni contrattuali per le quali il foro era stato prorogato. Il litigio
non verte, infatti, sul contratto di conto corrente o di deposito posto a
fondamento della pretesa attorea, bensì sul diritto alla compensazione che la
convenuta ha fatto valere asserendo che gli averi in conto, non contestati,
garantirebbero debiti di terzi.

B.
L'impugnativa della banca X.________ avverso la pronunzia pretorile è stata
respinta dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il
28 ottobre 2005.

Dopo aver criticato l'argomentazione pretorile osservando che la competenza
va riferita soltanto alla pretesa dell'attore e che, una volta stabilita,
essa non può venir modificata dalle eccezioni che solleva la parte convenuta,
la massima istanza ticinese ha esaminato la fattispecie sotto il profilo
dell'art. 17 della Convenzione di Lugano (CL; RS 0.275.11), giungendo alla
conclusione che la convenuta non ha dimostrato l'esistenza di un consenso
effettivo delle parti sulla proroga di foro e che, in ogni caso, quand'anche
si volesse optare per la soluzione contraria tale consenso non sarebbe
comunque stato certificato in maniera conforme ai requisiti formali rigorosi
dell'art. 17 n. 1 lett. a CL.

C.
Con un ricorso per riforma del 5 dicembre 2005, fondato sulla violazione
dell'art. 17 CL, la banca X.________ ha postulato la modifica della sentenza
impugnata nel senso di accogliere l'appello e, di conseguenza, ammettere
l'eccezione d'incompetenza territoriale e dichiarare la petizione
irricevibile.

Con risposta del 15 febbraio 2006 A.________ ha proposto la reiezione del
gravame e in subordine, per il caso che venisse accolto, di caricare
ugualmente tasse, spese e ripetibili alla controparte.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame
sull'ammissibilità del rimedio esperito (DTF 131 III 667 consid. 1).

1.1 Rivolto contro un giudizio incidentale, indipendente dal merito,
riguardante la competenza per territorio, per violazione delle prescrizioni
federali (DTF 125 III 108 consid. 3b), il ricorso per riforma è di per sé
ricevibile (art. 49 cpv. 1 OG; DTF 130 III 136 consid. 1.1).
1.2 Come verrà meglio esposto nel successivo considerando, esso deve tuttavia
venir dichiarato in ampia misura inammissibile a causa della sua motivazione.

Vale la pena di ricordare che nella giurisdizione per riforma il Tribunale
federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati
dall'ultima autorità cantonale, a meno che non siano state violate
disposizioni federali in materia di prove, debbano venire rettificati
accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o
si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF
130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tutte queste critiche e gli atti cui si
riferiscono devono essere debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d
OG). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e
l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono
improponibili, così come non si può far riferimento a circostanze non
accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1
lett. c OG; DTF citato; 129 III 618 consid. 3).

2.
Come già esposto, la Corte cantonale ha stabilito che la causa va decisa in
applicazione dell'art. 17 CL, al quale va data l'interpretazione autonoma
indicata nella DTF 131 III 398. In questa sentenza il Tribunale federale ha
precisato che per potersi prevalere di una clausola di proroga di foro ai
sensi della citata norma occorre provare l'esistenza di un consenso effettivo
delle parti quo alla proroga di foro e - cumulativamente - che tale consenso
sia certificato in maniera conforme ai requisiti formali posti dall'art. 17
CL (DTF 131 III 398 consid. 6).

2.1 In ingresso alla prima delle due motivazioni della sentenza impugnata i
giudici ticinesi hanno preannunciato che nella fattispecie la convenuta non è
stata in grado di provare l'esistenza di un consenso effettivo delle parti a
derogare al foro generale di Lugano a favore di quello di Zurigo. All'unico
elemento addotto dalla convenuta a sostegno di questa tesi, ovvero la
sottoscrizione delle condizioni generali contenenti la clausola prestampata
da parte dell'attore al momento dell'apertura del conto, i giudici cantonali
hanno infatti contrapposto le seguenti circostanze. Innanzitutto il fatto che
nessuno dei testimoni ha confermato che in tale occasione le parti avessero
discusso del foro e della sua proroga; il fatto che la clausola prestampata,
quand'anche sottolineata ed evidenziata in neretto, si trovava nelle pagine
interne di un formulario di quattro fogli, di cui solo l'ultimo doveva essere
firmato dal cliente; nonché infine, il fatto che in altri documenti firmati
il medesimo giorno, concernenti un contratto fiduciario e la cessione o messa
in pegno degli averi dell'attore, le clausole di proroga di foro - apposte
poco sopra la firma del cliente - erano state lasciate in bianco. In queste
circostanze la Corte cantonale è giunta alla conclusione di non poter
ritenere con la necessaria certezza che la proroga del foro a Zurigo fosse
sorretta dell'effettivo consenso delle parti.

Dinanzi al Tribunale federale la convenuta non contesta l'applicabilità
dell'art. 17 CL alla fattispecie né critica i principi enunciati dalla Corte
cantonale per l'applicazione di questa disposizione. La sua censura verte
unicamente sulla prova del consenso effettivo, che a suo modo di vedere
sarebbe riuscita. Sennonché, come appena esposto, il giudizio sull'esistenza
del consenso effettivo poggia sugli accertamenti di fatto che hanno indotto
l'autorità cantonale ad escludere l'esistenza di una volontà concorde delle
parti sulla proroga del foro litigiosa.

Tali accertamenti di fatto vincolano il Tribunale federale nella
giurisdizione per riforma (cfr. quanto esposto al consid. 1.2). Ne discende
che le critiche mosse dalla convenuta contro la prima motivazione della
pronunzia cantonale devono essere dichiarate inammissibili siccome rivolte
contro i fatti.

2.2 Dall'accertamento vincolante circa l'assenza di consenso effettivo in
punto alla pattuizione di una proroga di foro discende che il primo
presupposto per poter ammettere una valida proroga di foro ai sensi dell'art.
17 CL non è adempiuto (DTF 131 III 398 consid. 6) .

Ciò significa che, respingendo l'eccezione d'incompetenza territoriale
proposta dalla convenuta, l'autorità cantonale non ha violato il diritto
convenzionale. In queste circostanze la questione di sapere se le forme
imposte dall'art. 17 CL siano state rispettate oppure no non si pone neppure
(cfr. sentenza non pubblicata del 7 luglio 2000 nella causa 4C.108/2000
consid. 3) e l'esame delle censure che la convenuta muove contro la seconda
motivazione della sentenza impugnata diviene superfluo.

3.
In conclusione, il ricorso per riforma dev'essere respinto nella misura in
cui è ammissibile.

Gli oneri processuali e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1
e 159 cpv. 1 e 2 OG).

Il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 12'000.-- è posta a carico della convenuta, la
quale rifonderà all'attore fr. 14'000.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 3 aprile 2006

In nome della I Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  La cancelliera: