Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilabteilung 5C.213/2005
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5C.213/2005 /biz

Sentenza del 22 dicembre 2005
II Corte civile

Giudici federali Raselli, presidente,
Escher, Marazzi,
cancelliere Piatti.

A. ________Sagl,
attrice e ricorrente, patrocinata dall'avv. Corrado Cavalli,

contro

B.________,
convenuta e opponente, patrocinata dall'avv. Gabriele Banfi.

contratto di assicurazione,
ricorso per riforma contro la sentenza emanata il
23 giugno 2005 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Fatti:

A.
Dopo aver subito il 23 giugno 1995 un incidente della circolazione,
C.________, che è uno dei due soci gerenti con firma individuale della
A.________Sagl, è rimasto totalmente inabile al lavoro fino al 15 gennaio
1996. L'incapacità lavorativa è in seguito diminuita al 50%. La SUVA ha
erogato delle prestazioni per il sinistro.

Nel dicembre 1998 la A.________Sagl ha stipulato con la B.________
un'assicurazione collettiva per indennità giornaliere per malattia.
Riempiendo la proposta d'assicurazione, la menzionata società a garanzia
limitata - rappresentata da C.________ - aveva risposto nel questionario
sulla salute relativo a tale dipendente negativamente alle seguenti domande
con cui veniva chiesto se questi "al momento attuale accusa disturbi alla
salute, conseguenze di infortuni..." (domanda n. 1), se "si trova attualmente
in cura o controllo medico o negli ultimi anni ha consultato un medico"
(domanda n. 2), se "negli ultimi anni è stato inabile al lavoro per più di 4
settimane" (domanda n. 3) e se "la sua capacità lavorativa è attualmente
ridotta per motivi di salute e/o percepisce attualmente prestazioni (rendite
giornaliere...)" (domanda n. 4).

Venuta a conoscenza della predetta assicurazione malattia collettiva, il 22
novembre 2000 la SUVA ha trasmesso una copia della decisione 2 agosto 2000
relativa a C.________ alla B.________. Questa, dopo che la SUVA le ha inviato
il 9 gennaio 2001 l'incarto concernente l'infortunio subito dall'assicurato,
ha con scritto 7 febbraio 2001 invocato la reticenza della stipulante in
seguito alle risposte menzognere contenute nel summenzionato questionario
sulla salute e ha dichiarato di recedere dal contratto con effetto 1° gennaio
1999. Essa ha poi precisato che unicamente C.________ veniva escluso
dall'assicurazione a partire da questa data, mentre l'assicurazione della
A.________Sagl, che giungeva a scadenza il 31 dicembre 2001, veniva disdetta
per tale data.

B.
Con petizione 22 maggio 2001 la A.________Sagl ha convenuto in giudizio
innanzi al Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna la B.________,
chiedendo che il suo dipendente rimanga incluso nel contratto e che sia
accertato che la polizza assicurativa non può essere disdetta. Il 25 marzo
2004 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, nel senso che ha
accertato che la disdetta retroattiva al 1° gennaio 1999 concernente
C.________ non esplica effetti.
La II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha invece
accolto il 23 giugno 2005 un'impugnativa presentata dalla B.________ e ha
respinto la petizione. La Corte cantonale ha lasciato indecisa l'eccezione
sollevata dalla convenuta concernente l'assenza di un interesse giuridico per
proporre un'azione di accertamento. Ha poi ritenuto la disdetta del 7
febbraio 2001 tempestiva, perché la convenuta ha avuto le informazioni su cui
si è basata per invocare la reticenza dell'attrice unicamente dalla
consultazione dell'incarto, ricevuto dalla SUVA non prima del 10 gennaio
2001, atteso che dalla lettera e dalla decisione della SUVA trasmesse il 22
novembre 2000 non risultano né la gravità delle lesioni subite da C.________,
né le conseguenze di queste sulla sua capacità lavorativa.

C.
La A.________Sagl chiede al Tribunale federale, con ricorso per riforma del
26 agosto 2005, di confermare la sentenza pretorile. Dopo aver narrato e
completato i fatti, l'attrice afferma che gli elementi addotti per recedere
dal contratto erano già stati comunicati alla convenuta dalla SUVA con la
lettera del 22 novembre 2000 e la decisione che l'accompagnava, motivo per
cui la rescissione del contratto era avvenuta dopo il termine di 4 settimane
previsto dall'art. 6 LCA.

La B.________ propone invece - con osservazioni 28 ottobre 2005 - la
reiezione del gravame. Ritiene l'azione di accertamento inoltrata
dall'attrice irricevibile, perché priva di un interesse giuridico. Afferma
altresì che l'impugnativa risulta inammissibile, poiché diretta contro
l'accertamento di fatto con cui la Corte cantonale aveva constatato che la
decisione della SUVA non permetteva di "inferire l'esistenza di un'inabilità
lavorativa".

Diritto:

1.
In concreto è pacifico che le informazioni menzognere date al momento della
conclusione del contratto d'assicurazione sono idonee a provocare una
rescissione del contratto da parte della convenuta. Controversa è invece la
questione a sapere se la convenuta è receduta, come imposto dall'art. 6 LCA,
entro quattro settimane da quando ebbe conoscenza della reticenza. Tale
termine di perenzione comincia a decorrere dal momento in cui l'assicuratore
è informato su tutti i punti che concernono la reticenza (DTF 118 II 333
consid. 3).

2.
2.1 La Corte cantonale ha indicato che dalla decisione della SUVA inviata alla
convenuta il 22 novembre 2000 risulta che il dipendente dell'attrice aveva
subito il 23 giugno 1995 un infortunio, che gli aveva causato lesioni nella
regione della spalla sinistra, al rachide lombare e al polso destro e che
egli aveva chiesto l'intervento della SUVA in relazione a tali patologie. A
mente dei giudici cantonali, da tale decisione non emergono né le conseguenze
di tali patologie sulla sua capacità lavorativa, né la gravità delle lesioni
subite. Essi hanno altresì ritenuto che la predetta decisione della SUVA non
solo non permette di comprendere la gravità dei disturbi alla salute e le
conseguenze dell'infortunio, ma nemmeno consente di "inferire l'esistenza di
un'incapacità lavorativa al momento della sottoscrizione della proposta
d'assicurazione". Questo fatto risulterebbe unicamente dall'incarto della
SUVA, trasmesso successivamente. In altre parole, interpretando lo scritto 22
novembre 2000 inviato dalla SUVA, la Corte cantonale ha accertato che esso
non consentiva di conoscere né la capacità lavorativa, né lo stato di salute
del dipendente dell'attrice al momento in cui è stata sottoscritta la
proposta d'assicurazione.

2.2 L'attrice afferma che la convenuta ha motivato la rescissione del
contratto con il fatto che è stato risposto in modo inesatto alle domande n.
1 e n. 4 del questionario sulla salute con cui veniva chiesto se il
dipendente al momento attuale accusa disturbi alla salute quali conseguenze
di infortuni, malattie o infermità (n. 1) e se la sua capacita lavorativa è
attualmente ridotta per motivi di salute (n. 4). Essa sostiene che
l'inesattezza delle risposte date già risultava dallo scritto della SUVA del
22 novembre 2000: infatti, nell'allegata decisione 2 agosto 2000 la SUVA
aveva ritenuto estinto solo a partire da tale data il nesso causale fra
l'infortunio del 23 giugno 1995 e le patologie del suo assicurato. Secondo
l'attrice, per riconoscere l'inesattezza delle risposte fornite al
questionario la convenuta non doveva sapere la gravità dei disturbi alla
salute, atteso che i predetti quesiti non chiederebbero alcunché sulla
gravità dei postumi di un eventuale incidente subito. La decisione della SUVA
sarebbe inoltre chiara per quanto attiene alla capacità lavorativa del suo
assicurato, atteso che essa indica esplicitamente di ritenere quest'ultimo
completamente abile al lavoro solo dal 2 agosto 2000. Sempre a mente
dell'attrice, la convenuta sapeva quindi che dal 23 giugno 1995 (data
dell'incidente) fino al 2 agosto 2000 la SUVA considerava il suo dipendente
almeno parzialmente inabile al lavoro. Tale circostanza sarebbe stata del
tutto sufficiente per stabilire l'inesattezza della risposta negativa data
con riferimento alla - ridotta - capacità lavorativa del dipendente. Per
questi motivi, l'attrice ritiene che la convenuta si è prevalsa della
reticenza quando il termine di perenzione di quattro settimane previsto
dall'art. 6 LCA era già scaduto.

2.3 Con la propria critica ricorsuale l'attrice pare dimenticare sia che nel
rimedio esperito non possono essere criticati accertamenti di fatto (art. 55
cpv. 1 lett. c OG), sia che nella giurisdizione per riforma il Tribunale
federale pone a fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati
accertati dall'ultima autorità cantonale, salvo che siano state violate
disposizioni federali in materia di prove e riservate la rettificazione
d'ufficio degli accertamenti dovuti manifestamente a una svista (art. 63 cpv.
2 OG) o la necessità di un loro completamento in seguito alla mancata
considerazione, da parte della Corte cantonale, di fatti pertinenti,
regolarmente allegati (art. 64 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252 con
rinvii). L'attrice misconosce che i fatti che estrapola dalla decisione della
SUVA per dimostrare la propria tesi non solo non risultano dalla sentenza
impugnata, ma sono addirittura in contrasto con quanto accertato dalla Corte
cantonale, la quale ha esplicitamente ritenuto che dalla decisione della SUVA
non risultava né la capacità lavorativa del dipendente al momento in cui è
stata riempita la proposta assicurativa, né se a quell'epoca egli accusasse
(ancora) disturbi alla salute, atteso che non vi erano indicazioni sulla
gravità delle lesioni causate dall'incidente stradale accaduto circa tre anni
e mezzo prima della compilazione della proposta d'assicurazione. Affermando
erroneamente che i fatti estratti dalla decisione 2 agosto 2000 della SUVA
emergano pure dalla sentenza impugnata, l'attrice nemmeno tenta di
prevalersi, invocandola espressamente come richiesto dalla giurisprudenza
(DTF 130 III 136 consid. 1.4; 115 II 399 consid. 2a), di una delle
summenzionate tre eccezioni che permettono di scostarsi dalla fattispecie
accertata nella sentenza impugnata. In realtà, la critica ricorsuale è
inammissibilmente fondata su un diverso apprezzamento delle prove agli atti,
che avrebbe dovuto essere proposto con un ricorso di diritto pubblico per
arbitrio.

3.
Da quanto precede discende che il ricorso si rivela inammissibile. La tassa
di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159
cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico dell'attrice, che
rifonderà alla convenuta fr. 2'000.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 22 dicembre 2005

In nome della II Corte civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: