Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Öffentlich-rechtliche Abteilung 2P.256/2006
Zurück zum Index II. Öffentlich-rechtliche Abteilung 2006
Retour à l'indice II. Öffentlich-rechtliche Abteilung 2006


2P.256/2006 /viz

Sentenza del 4 maggio 2007
II Corte di diritto pubblico

Giudici federali Merkli, presidente,
Karlen, Ramelli, giudice supplente,
cancelliera Ieronimo Perroud.

Consorzio depurazione acque della Riviera,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Maura Colombo,

contro

Comune di Cresciano, rappresentato dal Municipio e patrocinato dall'avv. Luca
Baggi,
Tribunale amministrativo del Cantone Ticino,
via Pretorio 16, casella postale, 6901 Lugano.

Ripartizione dei costi di trattamento delle acque luride,

ricorso di diritto pubblico contro la decisione emessa
il 29 agosto 2006 dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che il Consorzio depurazione acque della Riviera (di seguito: Consorzio
Riviera), composto dei Comuni di Claro, Cresciano, Gnosca, Lodrino, Moleno,
Osogna e Preonzo, raccoglie le acque luride in un collettore che le porta
all'impianto di trattamento del Consorzio depurazione acque di Bellinzona e
dintorni (di seguito: Consorzio Bellinzona);
che nel 2000 la Materials Recovery Industries (di seguito: MRI),
specializzata nel recupero di metalli preziosi e materie plastiche, si è
stabilita nel territorio del Comune di Cresciano;
che le acque luride molto inquinanti provenienti da questa ditta, poi
fallita, sono all'origine di un complesso contenzioso riguardante, da un
lato, i costi di trattamento chiesti dal Consorzio Bellinzona al Consorzio
Riviera e, dall'altro, la rivalsa di quest'ultimo nei confronti del Comune di
Cresciano;
che, a tale titolo, con decisione del 21 novembre 2002, confermata su ricorso
dal Consiglio di Stato del Cantone Ticino il 22 novembre 2005, il Consorzio
Riviera ha preteso dal Comune di Cresciano il pagamento di fr. 270'855.05;
che, con sentenza del 29 agosto 2006, il Tribunale cantonale amministrativo
ha accolto il ricorso esperito dal Comune di Cresciano e ha annullato le
decisioni 22 novembre 2005 del Governo ticinese e 21 novembre 2002 del
Consorzio Riviera, al quale ha rinviato gli atti affinché elabori un nuovo
conteggio nel senso dei considerandi;
che il 29 settembre 2006 il Consorzio Riviera ha presentato dinanzi al
Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, con cui chiede che la
sentenza cantonale sia annullata e che vengano confermate le decisioni delle
due istanze inferiori;
che, chiamati ad esprimersi, il Comune di Cresciano postula la reiezione in
ordine e nel merito del gravame, mentre la Corte cantonale si riconferma
nella propria sentenza;
che siccome la decisione impugnata è stata emanata prima dell'entrata in
vigore, il 1° gennaio 2007, della legge sul Tribunale federale del 17 giugno
2005 (LTF; RS 173.100; cfr. RU 2006 1069), alla presente vertenza si applica
ancora la legge federale sull'organizzazione giudiziaria, del 16 dicembre
1943 (OG; RU 1969 784 segg.; cfr. anche l'art. 131 cpv. 1 LTF) conformemente
alla regola speciale enunciata dall'art. 132 cpv. 1 LTF;
che, sebbene la sentenza cantonale di rinvio non ponga fine alla vertenza,
essa può nondimeno essere impugnata immediatamente poiché un giudizio
contenente delle ingiunzioni nei conforti di un Comune o, come in concreto,
di un Consorzio di Comuni, è considerato causare a quest'ultimo un
pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG in quanto non si può
esigere che esso si sottoponga alle ingiunzioni dell'autorità di ricorso e
poi impugni la propria decisione (DTF 129 I 313 consid. 3.3; 128 I 3 consid.
1b);
che il ricorso di diritto pubblico tende innanzitutto a proteggere
l'individuo da una violazione dei suoi diritti costituzionali compiuta
dall'autorità, diritti che sono di principio riconosciuti unicamente ai
privati, mentre gli enti pubblici, quali detentori del pubblico potere, non
possono di massima invocarli;
che, nondimeno, vi sono delle eccezioni quando le corporazioni di diritto
pubblico intervengono sul piano del diritto privato o sono toccate in modo
analogo a un privato cittadino oppure quando un Comune, come detentore del
pubblico potere, lamenta una lesione della sua autonomia o invoca una
violazione della sua esistenza o del suo territorio garantiti dal diritto
cantonale (DTF 131 I 91 consid. 1; 129 I 410 consid. 1.1; 125 I 173 consid.
1b);
che poiché il ricorso di diritto pubblico sottostà a severe esigenze di
motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; sul cosiddetto "principio
dell'allegazione" in generale cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c), nell'ambito di
questo rimedio il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure di
natura costituzionale sollevate dal ricorrente, a condizione che esse siano
sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 III 626 consid. 4
e rinvii);
che, nel caso concreto, il ricorrente non agisce alla stregua di un privato
cittadino, ma quale detentore del pubblico potere nell'ambito di una
contestazione concernente la chiave di ripartizione dei costi d'esercizio tra
i Comuni consorziati;
che esso non si prevale affatto di un'autonomia che gli competerebbe in
questo campo specifico ed è del tutto silente riguardo alle norme cantonali
dalle quali si potrebbe, se del caso, dedurne l'esistenza, limitandosi ad
invocare arbitrio e disparità di trattamento nonché la violazione dei
principi della buona fede e della proporzionalità in relazione con
l'applicazione di norme riguardanti il calcolo delle tasse d'uso delle
canalizzazioni (e non la ripartizione dei costi all'interno del consorzio);
che, per i motivi illustrati in precedenza, il gravame si avvera pertanto
inammissibile;
che poiché gli interessi pecuniari del Consorzio non sono direttamente in
gioco, si prescinde dal prelievo di spese processuali (art. 156 cpv. 2 OG);
che esso verserà al Comune di Cresciano il quale, vista la sua entità, è
privo di servizio giuridico e si è avvalso dell'assistenza di un avvocato,
un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale (art. 159 cpv. 1 e 2
OG; DTF 132 I 140 consid. 4.2 e richiamo);
che la presente fattispecie, sufficientemente chiara, può essere decisa
secondo la procedura sommaria prevista dall'art. 36a OG.

Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Non si preleva tassa di giustizia.

3.
Il ricorrente rifonderà al Comune di Cresciano fr. 1'500.-- a titolo di
ripetibili della sede federale.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e al Tribunale amministrativo del
Cantone Ticino.

Losanna, 4 maggio 2007

In nome della II Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  La cancelliera: