Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Öffentlich-rechtliche Abteilung 2P.264/2006
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2P.264/2006 /viz

Sentenza del 18 giugno 2007
II Corte di diritto pubblico

Giudici federali Merkli, presidente,
Hungerbühler e Wurzburger,
cancelliere Bianchi.

Comune di Giubiasco, Piazza Grande 1,
casella postale 1066, 6512 Giubiasco,
ricorrente, rappresentato dal Municipio,

contro

D.________,
patrocinata dall'avv. dott. Alberto Agustoni,
Tribunale di espropriazione del Cantone Ticino,
via Bossi 3, 6901 Lugano.

art. 8, 9 e 50 Cost. (contributi di miglioria
per la realizzazione di un parcheggio pubblico),

ricorso di diritto pubblico contro la sentenza emanata
il 6 settembre 2006 dal Tribunale di espropriazione
del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Il 6 aprile 1998 il Consiglio comunale di Giubiasco ha deciso di creare un
parcheggio pubblico per 16 autoveicoli all'entrata del nucleo di Lôro, lungo
la strada che sale in Valle Morobbia, ed ha stabilito di finanziare
l'investimento nella misura del 60% mediante il prelievo di contributi di
miglioria. Realizzata l'opera, costata fr. 139'000.--, dal 15 maggio al 19
giugno 2000 il Municipio ha pubblicato il prospetto dei contributi. Gli
stessi sono stati imposti ai proprietari di 45 fondi, tenendo conto della
superficie dei sedimi, della distanza dal parcheggio e della disponibilità di
aree di sosta private. In particolare, al calcolo risultante dai parametri di
superficie e distanza è stato applicato un fattore correttivo di 0.2 per ogni
stallo in esubero (x 1 se il numero di posteggi corrispondeva alle esigenze
del piano regolatore, x 0.8 se vi era un posteggio in più, x 0.6 se vi erano
due posteggi in più, ecc.) mentre per ogni posteggio mancante è stato
aggiunto un importo fisso di fr. 1'500.--.

B.
Contro il prospetto è insorta, tra gli altri, anche D.________, proprietaria
della particella n. qqq per la quale era stato calcolato un contributo di fr.
8'380.80. L'11 luglio 2002 il Municipio ha parzialmente accolto il reclamo,
quantificando la mancanza di posteggi in un solo stallo, anziché tre, e
riducendo quindi il contributo a fr. 5'380.80. Ulteriormente adito
dall'interessata, con sentenza del 6 settembre 2006 il Tribunale di
espropriazione del Cantone Ticino ne ha accolto il ricorso e annullato il
contributo di miglioria a carico del mappale n. qqq. In sintesi, la Corte
cantonale ha ritenuto che il criterio della disponibilità di parcheggi sui
singoli fondi sia proprio al concetto di contributo sostitutivo, ma
inappropriato nel calcolo di un contributo di miglioria, il quale non è teso
a sopperire a carenze private e si applica già in funzione della possibilità
d'uso di un parcheggio, a prescindere dalla relativa necessità.

C.
Il 9 ottobre 2006 il Comune di Giubiasco ha interposto un ricorso di diritto
pubblico dinanzi al Tribunale federale, chiedendo l'annullamento del giudizio
emanato dal Tribunale di espropriazione. Esso lamenta essenzialmente la
violazione della sua autonomia (art. 50 cpv. 1 Cost.) in relazione alla
scelta dei parametri di calcolo.
Chiamato ad esprimersi, il Tribunale di espropriazione chiede la conferma del
giudizio impugnato senza formulare particolari osservazioni. Dal canto suo,
D.________ postula la reiezione dell'impugnativa.

Diritto:

1.
1.1 La decisione impugnata è stata pronunciata prima dell'entrata in vigore,
il 1° gennaio 2007, della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale
federale (LTF; RS 173.110; RU 2006 pag. 1069): conformemente all'art. 132
cpv. 1 LTF, alla presente procedura è pertanto ancora applicabile la legge
federale del 16 dicembre 1943 sull'organizzazione giudiziaria (OG; RU 1969
pag. 784 segg.).
1.2 La sentenza contestata è una decisione di ultima istanza cantonale (art.
86 cpv. 1 OG; cfr. l'art. 13 cpv. 2 della legge ticinese sui contributi di
miglioria del 24 aprile 1990 [LCM] in relazione con l'art. 60 della legge
cantonale di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966
[LPAmm]) resa in applicazione di norme di diritto cantonale autonomo e contro
cui a livello federale è esperibile unicamente un ricorso di diritto pubblico
(art. 84 cpv. 2 OG).

1.3 Secondo il ricorrente, il giudizio di annullamento litigioso non gli
lascia alcuna possibilità di riprendere la procedura di imposizione nei
confronti dei proprietari insorti dinanzi alla Corte cantonale. Se così
fosse, la pronuncia impugnata costituirebbe una decisione finale,
pacificamente impugnabile. In caso contrario, il ricorso sarebbe rivolto
contro una decisione incidentale e sarebbe dunque ricevibile soltanto se la
stessa cagionasse un pregiudizio irreparabile (art. 87 cpv. 2 OG). Un simile
pregiudizio è dato, tra l'altro, quando una decisione di rinvio obbliga un
comune ad attenersi, nell'adozione di un nuovo provvedimento, ad indicazioni
che esso non condivide (DTF 129 I 313 consid. 3.3; 128 I 3 consid. 1b; 120 Ib
207 consid. 1a). Nella fattispecie questi presupposti sarebbero adempiuti,
poiché nell'eventuale nuovo conteggio il Comune non potrebbe tener conto
della disponibilità di parcheggi privati. Su questo punto, il gravame è
pertanto in ogni caso ammissibile.

1.4 L'annullamento dei tributi da esso stesso imposti tocca il Comune di
Giubiasco nella sua qualità di detentore del pubblico potere. Esso è quindi
legittimato a ricorrere censurando la violazione della propria autonomia.
Sapere se nell'ambito litigioso questa sussista effettivamente e se sia stata
disattesa è infatti una questione di merito e non di ricevibilità (DTF 129 I
410 consid. 1.1; 128 I 3 consid. 1c).

2.
2.1 L'art. 50 Cost. garantisce l'autonomia comunale nella misura prevista dal
diritto cantonale. Un comune beneficia dunque di autonomia in quelle materie
che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto
o in parte al suo ordinamento, conferendogli una notevole libertà di
decisione (DTF 129 I 410 consid. 2.1, 313 consid. 5.2, 290 consid. 2.1). Dati
questi presupposti, il comune può far valere che le autorità cantonali di
ricorso hanno ecceduto nel loro potere cognitivo o hanno applicato in modo
errato il diritto materiale determinante. Se le relative censure sono in
stretta connessione con il mancato rispetto dell'autonomia, esso può pure
prevalersi, tra l'altro, di una violazione del divieto d'arbitrio (art. 9
Cost.) o del principio di uguaglianza (art. 8 Cost.). Laddove la pretesa
violazione dell'autonomia comunale è fondata su norme di rango
costituzionale, il Tribunale federale esamina liberamente la decisione
impugnata; in caso contrario, il suo potere di cognizione è ristretto
all'arbitrio (DTF 131 I 91 consid. 1; 129 I 410 consid. 2.3, 290 consid. 2.3;
128 I 136 consid. 2.2).
2.2 Come già rilevato a più riprese dal Tribunale federale, i comuni ticinesi
dispongono di grande libertà, e quindi di autonomia protetta,
nell'applicazione della legislazione cantonale sui contributi di miglioria
(sentenza 2P.76/2006 del 19 ottobre 2006, consid. 2.2, con riferimenti). Di
conseguenza, essi possono insorgere dinanzi al Tribunale federale mediante
ricorso di diritto pubblico, in particolare sostenendo che l'autorità
cantonale ha corretto in modo arbitrario il calcolo dei contributi da loro
effettuato (sentenza 2P.80/1999 del 17 giugno 1999, in: RDAT II-1999 n. 41,
consid. 2d).

3.
Codificando i principi usuali nella materia, la legislazione ticinese impone
ai comuni di prelevare contributi di miglioria per le opere che procurano
vantaggi particolari (art. 1 cpv. 1 LCM), segnatamente per le opere di
urbanizzazione generale e particolare dei terreni (art. 3 cpv. 1 lett. a
LCM). Un vantaggio particolare è presunto specialmente quando l'opera serve
all'urbanizzazione dei fondi ai fini dell'utilizzazione prevista, oppure
quando l'urbanizzazione viene migliorata secondo uno standard minimo (art. 4
cpv. 1 lett. a LCM). Oltre che per determinare la cerchia dei soggetti
imponibili (art. 5 cpv. 1 LCM), il vantaggio particolare è anche il criterio
per la ripartizione tra di essi della quota complessiva a loro carico (art. 8
cpv. 1 LCM). La ripartizione si effettua di regola secondo la superficie dei
fondi, tenendo conto, per i terreni edificabili, del diverso indice di
sfruttamento (art. 8 cpv. 2 LCM). Fattori di correzione e altri metodi di
computo sono applicabili se speciali circostanze lo giustificano, in
particolare se l'esistente edificazione non rende possibile un miglior
sfruttamento del terreno (art. 8 cpv. 3 LCM).

4.
4.1 Nel caso concreto, la Corte cantonale ha annullato il contributo di
miglioria a carico della resistente per l'utilizzo, tra i parametri di
calcolo, del "fattore posteggi" (x 1, x 0.8, x 0.6, ecc.; cfr. sub A) e del
"contributo posteggi mancanti" (fr. 1'500.-- per ogni stallo mancante).
Questi criteri, definiti "quantomeno discutibili", evocherebbero infatti il
concetto di contributo sostitutivo e porterebbero a tassare la necessità
d'uso del posteggio pubblico, trascurando che già solo la possibilità d'uso
costituisce un elemento rivalutante ed è quindi fonte di un vantaggio
particolare. Per sua natura, il contributo di miglioria non potrebbe venir
stabilito in funzione di carenze private, per cui la disponibilità di un
numero sufficiente di parcheggi sui singoli fondi sarebbe del tutto
ininfluente. Ammettendo il contrario si arriverebbe, secondo l'istanza
cantonale di ricorso, all'aberrante conclusione che i fondi dotati dei
posteggi richiesti dal piano regolatore non trarrebbero alcun vantaggio dalla
costruzione di un parcheggio pubblico e verrebbero quindi esonerati dal
prelievo.
Il Tribunale di espropriazione ha pure rilevato che con l'inserimento dei due
elementi di computo censurati le proprietà senza sufficienti posteggi
sarebbero doppiamente colpite: per l'aggravio del "contributo posteggi
mancanti" e perché il "fattore posteggi" 1 è applicato indistintamente sia ai
fondi che ossequiano ai requisiti di piano regolatore sia a quelli che sono
carenti di posteggi e, per questi ultimi, a prescindere dal numero di stalli
mancanti. Rilevato che per i sedimi con parcheggi in esubero il conteggio è
invece differenziato con un fattore variabile in funzione del numero di
parcheggi, il calcolo creerebbe un'inammissibile disparità di trattamento a
cui il criterio della distanza non porrebbe rimedio, non permettendo di
differenziare sufficientemente la situazione di ogni singolo fondo.

4.2 Il Comune ricorrente ritiene violata la propria autonomia già perché
l'autorità cantonale di ricorso ha definito i parametri litigiosi "quantomeno
discutibili". Non censurando l'illegalità del metodo di computo, tale
valutazione costituirebbe infatti un'inammissibile ingerenza nel margine
d'apprezzamento lasciato alle autorità comunali per quanto attiene alla
determinazione dei criteri di ripartizione.
Il ricorrente ravvisa poi la violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.;
cfr. DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8
consid. 2.1) nella misura in cui la Corte cantonale statuisce che la
rilevanza del contributo di miglioria non può dipendere, nemmeno in parte,
dalle carenze di posteggi su fondi privati. L'importanza del vantaggio
particolare sarebbe infatti legata anche allo scopo per il quale l'opera è
stata realizzata, ovvero, per l'appunto, la necessità di supplire alla
mancanza di aree di sosta private sui sedimi circostanti. In altri termini,
sarebbe del tutto insostenibile non tener conto del fatto che un fondo
disponga già dei posteggi necessari, perlomeno quando il contributo di
miglioria non è determinato esclusivamente da tale criterio. La soluzione
contraria condurrebbe tra l'altro anche ad un'inammissibile disparità di
trattamento (art. 8 Cost.; cfr. DTF 131 I 394 consid. 4.2, 1 consid. 4.2; 129
I 346 consid. 6, 113 consid. 5.1) tra i differenti proprietari all'interno
del comprensorio di prelievo.
Il Comune rileva infine che la carenza di posteggi avrebbe anche potuto venir
imposta applicando un fattore di moltiplicazione al calcolo risultante dai
fattori di superficie e distanza (ad esempio: x 1,5, x 3, ecc.), ma che la
scelta di un contributo forfettario di per sé identico per tutti i
proprietari rispetterebbe comunque il precetto di uguaglianza.

5.
5.1 Per quanto concerne la pretesa discutibilità dei parametri di computo
adottati dal Comune, la critica, se circoscritta a tale affermazione,
potrebbe invero apparire giustificata. In effetti, come brevemente ricordato
nella stessa sentenza impugnata, il Tribunale di espropriazione non può di
per sé imporre ad un comune determinati criteri di computo piuttosto che
altri, ma deve tener conto dell'ampio margine di autonomia di cui lo stesso
gode nella materia. In sostanza, esso deve limitarsi a verificare che il
sistema d'imposizione scelto sia conforme alla costituzione e alla legge
(sentenza 2P.95/2004 del 27 maggio 2005, in: RDAT II-2005 n. 25, consid. 6.4;
sentenza 2P.138/1997 del 23 febbraio 1998, in: RDAT II-1998 n. 29, consid.
7c). La semplice opinabilità di taluni fattori applicati non dovrebbe quindi
indurre l'autorità di ricorso ad annullare la decisione sulla ripartizione
adottata da un'autorità comunale. Di fatto, nello sviluppo ulteriore della
propria motivazione, la Corte cantonale non si è tuttavia limitata a
considerazioni di mero apprezzamento, ma ha chiaramente sancito l'illiceità
dei parametri adottati. Nel complesso, la censura è dunque infondata.

5.2 In merito alla presunta confusione tra tributi di differente natura, va
rilevato che tra il controverso fattore di correzione per posteggi mancanti
ed un contributo sostitutivo vi è effettivamente una certa analogia: entrambi
sono infatti imposti allorquando un fondo non dispone degli stalli di
parcheggio richiesti (cfr., sui contributi sostitutivi, l'art. 49 della norme
di attuazione del piano regolatore di Giubiasco [NAPR]).
Il contributo sostituivo ha tuttavia lo scopo di assicurare la parità di
trattamento tra i proprietari immobiliari che adempiono l'obbligo primario di
dotare gli edifici dei necessari posteggi e quelli che ne vengono liberati e
non conferisce in genere alcun diritto alla realizzazione di posteggi
pubblici nelle vicinanze o all'attribuzione di determinati posti di
stazionamento. Conformemente alle sue finalità, il suo importo deve
compensare il vantaggio che rappresenta per l'assoggettato la dispensa
dall'obbligo primario. Detto vantaggio equivale essenzialmente al valore dei
costi di costruzione risparmiati, da cui va però dedotta la diminuzione di
valore, anche importante, risultante dalla mancanza di posteggi sul sedime
(sentenza 2P.128/1999 del 18 agosto 1999, in: ZBl 104/2003 pag. 551, consid.
5a; sentenza 2P.338/2005 del 16 novembre 2006, consid. 5.1; Adrian
Hungerbühler, Grundsätze des Kausalabgaberechts, in: ZBl 2003 pag. 505 segg.,
in part. pag. 511 e 527). In questo senso, l'art. 49 cpv. 3 NAPR prevede un
contributo che, come ammesso dalla giurisprudenza (cfr. DTF 97 I 792 consid.
8), è pari al 25% dei costi di costruzione. Secondo le indicazioni del
Comune, ciò si traduce, nella zona del nucleo di Lôro, in fr. 4'500.-- per
posto auto mancante.
Anche se il "contributo posteggi mancanti" è espresso sotto forma di un
importo fisso come il contributo sostitutivo, l'oggetto dell'imposizione è
pertanto assai differente. Al di là che non è imposto solo in caso di nuova
costruzione o ristrutturazione importante (cfr. art. 49 cpv. 1 NAPR), esso
colpisce infatti un aumento di valore diverso ed ulteriore rispetto al
vantaggio derivante dal risparmio dei costi per realizzare un parcheggio
privato, senza tuttavia alcun diritto alla costruzione di un parcheggio
pubblico. In effetti, esso è per l'appunto preteso quando l'ente pubblico
edifica nelle vicinanze di una proprietà un'area di sosta a disposizione
degli abitanti e dei loro ospiti. I contributi di miglioria possono dunque
certamente essere percepiti indipendentemente ed in aggiunta al prelievo di
contributi sostitutivi (Marc-Olivier Buffat, Les taxes liées à la propriété
foncière, en particulier dans le Canton de Vaud, tesi Losanna 1989, pag. 255;
Pierre Moor/Danielle Yersin, in: Michel Fromont [a cura di], Plus-values et
moins-values dues à l'urbanisation, Régime juridique et fiscal en Europe
occidentale, Bruxelles/Parigi 1984, pag. 321 seg.). Sotto questo profilo, le
critiche dell'autorità cantonale appaiono dunque infondate.

5.3 Quanto alle considerazioni sul vantaggio particolare, le ragioni addotte
dalla Corte cantonale per annullare le decisioni comunali confondono
manifestamente la questione dell'assoggettamento ai contributi, ovvero
dell'esistenza di un vantaggio particolare, con il problema della
ripartizione, ossia della quantificazione del medesimo. I giudici cantonali
hanno infatti evaso il secondo punto con argomentazioni attinenti invece al
primo aspetto, come dimostrano peraltro già i riferimenti giurisprudenziali e
dottrinali su cui si fondano, che concernono per l'appunto il principio
dell'imposizione in quanto tale (cfr. il consid. 3.2 della sentenza del
Tribunale di espropriazione del Sottoceneri del 7 ottobre 1998 pubblicata in:
RDAT I-99 n. 42 e Adelio Scolari, tasse e contributi di miglioria,
Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 268). È infatti sotto il profilo della
definizione del perimetro d'imposizione che l'esistenza di parcheggi privati
può apparire ininfluente e che l'effettiva necessità d'uso degli stalli
pubblici può essere trascurata poiché le proprietà imposte traggono in ogni
caso un beneficio economico specifico dall'opera realizzata. Del resto, il
Comune non lo contesta.
D'altro canto, è però innegabile che l'aumento della redditività derivante
dalla costruzione, nelle vicinanze, di un posteggio pubblico è ben maggiore
per i fondi edificati sprovvisti di posti auto propri rispetto a quelli che
ne dispongono. Già in generale, l'oggettiva necessità d'uso, in funzione
segnatamente dell'edificazione esistente (cfr. art. 8 cpv. 3 LCM),
costituisce un criterio essenziale per valutare la rilevanza dei singoli
vantaggi (Buffat, op. cit., pag. 261; Werner Otzenberger,
Die  Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, tesi Berna 1976, pag. 76). Ciò
non può che valere a maggior ragione per la realizzazione di un parcheggio
pubblico, dove per stabilire l'aumento di valore appare addirittura
imprescindibile considerare il numero di posteggi privati esistenti. In
effetti, al giorno d'oggi, la possibilità di disporre di parcheggi in
prossimità dell'abitazione rappresenta in genere una condizione ed una
comodità irrinunciabili anche per l'acquisto o l'affitto di edifici nei
nuclei di villaggio. In assenza di aree di sosta proprie, la realizzazione di
un'infrastruttura pubblica collettiva apporta quindi un beneficio marcato
alle proprietà che hanno necessità di usufruirne. Visto il ricorso ai
parametri di piano regolatore, tale necessità è peraltro stabilita non in
maniera soggettiva, secondo la situazione personale di ciascun proprietario,
bensì secondo criteri oggettivi, in funzione dell'utilizzazione del sedime.
La disponibilità di aree private corrisponde in sostanza ad un fattore
correttivo di interesse all'opera, criterio a cui, secondo la giurisprudenza,
si deve far capo ad esempio anche in relazione ai contributi relativi alla
costruzione o al miglioramento di strade (cfr. sentenza 2P.76/2006 del 19
ottobre 2006, consid. 5.4 e 5.5.1, con riferimenti). È d'altronde eloquente
che persino la sentenza cantonale citata nel giudizio impugnato, laddove si
sofferma realmente sul calcolo dei singoli contributi, avalla l'utilizzo di
un criterio di interesse, stabilito proprio in funzione della possibilità di
disporre di posti auto privati (cfr. RDAT I-99 n. 42, consid. 4.2). Detta
sentenza sembra pure confermare l'allegazione dell'insorgente secondo cui il
criterio dei posteggi esistenti non sarebbe un parametro inabituale, essendo
tra l'altro raccomandato da un commentario curato dall'allora Tribunale di
espropriazione del Sopraceneri.
La disponibilità di posteggi privati è comunque soltanto uno dei fattori di
ponderazione su cui si basa il metodo di computo adottato dal Comune
ricorrente, non l'unico. Pertanto tale metodo non conduce ad un esonero
totale per i fondi con parcheggi in esubero né omette di considerare che i
contributi di miglioria vanno prelevati già per la semplice possibilità d'uso
di un'infrastruttura pubblica. Le relative considerazioni della Corte
cantonale risultano dunque manifestamente insostenibili.
Ne segue che l'annullamento dei contributi a causa dell'utilizzo di parametri
legati alla necessità d'uso si fonda su un'interpretazione sprovvista d'ogni
fondamento, e quindi arbitraria, dell'art. 8 LCM. In  mancanza di tale
fattore non è in effetti possibile stabilire una chiave di ripartizione
realmente rapportata al vantaggio particolare tratto da ciascun proprietario.
La conclusione della Corte cantonale risulta parimenti lesiva del principio
di uguaglianza. Senza il contestato elemento di computo non si vede infatti
come si potrebbe garantire un'adeguata differenziazione di situazioni che
presentano tra loro delle diversità rilevanti e che esigono perciò un
trattamento distinto.

5.4 Le considerazioni del giudizio impugnato appaiono tutt'altro che
convincenti pure laddove si riferiscono al metodo concretamente applicato per
tener conto della carenza o dell'esubero di parcheggi, anche perché sono
evidentemente formulate nell'ottica della pretesa irrilevanza di tale
aspetto.
Confutata questa tesi, è infatti infondato affermare che le proprietà con un
ammanco di parcheggi sono doppiamente colpite. Esse sopportano semplicemente
un contributo maggiore degli altri proprietari, poiché ritraggono un maggior
vantaggio dall'opera. Inoltre dal momento che il Comune ha scelto di tener
conto della carenza di posteggi mediante l'importo fisso di fr. 1'500.-- per
posto auto, è del tutto logico che il "fattore posteggi" sia stato
considerato mediante il valore neutro 1. È altresì normale che tale valore
sia stato assunto indipendentemente dal numero degli stalli mancanti ed
applicato anche ai fondi che rispettano i dettami del piano regolatore. Pure
questi argomenti addotti dalla Corte cantonale sono dunque inconferenti.
Ravvisato l'arbitrio nell'argomentazione fondamentale dell'autorità cantonale
di ricorso, il fatto di sapere se il criterio della distanza dovrebbe
incidere in maniera maggiore sul peso complessivo dei mappali, come essa
genericamente pretende, assume poi il carattere di una questione di puro
apprezzamento. Esaminato il prospetto dei contributi ed il loro relativamente
modesto ammontare, lo stesso dicasi per la differenza nel sistema di computo
utilizzato per imporre la mancanza di posteggi rispetto all'esubero, aspetto
che la Corte cantonale peraltro non critica in maniera puntuale e
dettagliata, ma a cui semplicemente accenna in relazione alla pretesa
penalizzazione dei fondi senza sufficienti posteggi.
Va in ogni caso ribadito che il Tribunale di espropriazione non può imporre
ad un comune determinati criteri di computo piuttosto che altri, ma deve
tener conto dell'ampio margine di autonomia di cui lo stesso gode nella
materia (cfr. consid. 5.1, con riferimenti). Laddove la decisione impugnata
rientra nei limiti delle facoltà discrezionali dell'autorità comunale,
l'istanza di ricorso può dunque censurarla soltanto se la chiave di
ripartizione adottata conduce a risultati tanto insostenibili da costituire
un abuso o un eccesso del potere d'apprezzamento (DTF 110 Ia 205 consid. 4c;
sentenza 2P.76/2006 del 19 ottobre 2006, consid. 5.1; Scolari, op. cit., n.
244). Inoltre, ferma restando la verifica in ogni singolo caso del risultato
ottenuto, la giurisprudenza ammette senz'altro che i contributi di miglioria
siano stabiliti in maniera schematica secondo parametri forfetari dedotti
dall'esperienza (DTF 125 I 1 consid. 2b/bb; 122 I 61 consid. 3b; 109 Ia 325
consid. 5; 106 Ia 241 consid. 3b e 4d).
Il giudizio contestato non può dunque essere tutelato nemmeno per le
conclusioni che trae sul sistema di computo dei parcheggi assunto
dall'autorità comunale.

6.
6.1 Sulla base delle considerazioni che precedono il ricorso si rivela fondato
e va perciò accolto. La causa torna di conseguenza allo stadio in cui si
trovava prima dell'emanazione della sentenza impugnata (sentenza 2P.76/2006
del 19 ottobre 2006, consid. 7.1), senza che occorra peraltro soffermarsi
sulla questione di sapere se quest'ultima avrebbe permesso al Comune di
riprendere la procedura d'imposizione. Giova comunque rilevare che la
formulazione utilizzata dai giudici cantonali può perlomeno lasciare dei
dubbi (cfr. anche sentenza 2P.76/2006 del 19 ottobre 2006, consid. 6).

6.2 Secondo soccombenza, le spese vanno poste a carico della proprietaria
della particella n. qqq di Giubiasco, che ha postulato la reiezione del
gravame (art. 156 cpv. 1, 153 e 153a OG). Non si assegnano ripetibili ad
autorità vincenti (art. 159 cpv. 2 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la sentenza impugnata è annullata.

2.
La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico della resistente.

3.
Comunicazione al ricorrente, al patrocinatore della resistente e al Tribunale
di espropriazione del Cantone Ticino.

Losanna, 18 giugno 2007

In nome della II Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: