Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.128/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_128/2010

Sentenza del 23 agosto 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Rottenberg Liatowitsch,
Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Fabio Bacchetta Cattori,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Vittorio Mariotti,
opponente.

Oggetto
contratto di locazione; disdetta,

ricorso contro la sentenza emanata il 30 gennaio 2010 dalla II Camera civile
del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.
Fatti:

A.
Il 30 novembre 2006 B.________ ha donato la part. xxx di X.________ alla figlia
C.________, la quale lo ha in seguito gravato con un diritto di usufrutto vita
naturale durante a favore del marito A.________. In precedenza C.________ aveva
concesso in locazione al padre B.________ un appartamento di 8 locali e mezzo
situato nell'immobile, adibito ad abitazione e studio medico, per una pigione
mensile di fr. 4'750.--.
Il 18 aprile 2008 A.________ ha disdetto il rapporto di locazione seguendo la
procedura prevista dall'art. 257d CO; asseriva che il conduttore non aveva
pagato le pigioni da giugno 2007 a febbraio 2008, per un importo totale
scoperto di fr. 42'750.--.

B.
Con sentenza del 28 agosto 2009 il Pretore di Locarno-Città ha accertato la
nullità della disdetta e respinto l'istanza di sfratto di A.________.

L'appellazione interposta da A.________ è stata respinta dalla II Camera civile
del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il 30 gennaio 2010. La Corte
cantonale ha respinto anche la domanda di assistenza giudiziaria presentata da
A.________ per la procedura d'appello.

C.
Il 1° marzo 2010 A.________ è insorto davanti al Tribunale federale con un
ricorso in materia civile. Chiede che, in riforma della sentenza impugnata, sia
respinta l'istanza di contestazione della disdetta, sia accolta quella di
sfratto, sia sovvertito il giudizio su spese e ripetibili e sia concessa
l'assistenza giudiziaria per la procedura d'appello.
Con istanza separata, allegata all'atto di ricorso, A.________ chiede inoltre
di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio anche per la procedura
federale.
Non sono state chieste osservazioni.

Diritto:

1.
Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF in relazione con l'art. 46 cpv.
1 lett. b LTF) dalla parte soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett.
a LTF) contro una decisione finale (art. 90 LTF) pronunciata dall'autorità
ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa civile in materia
di diritto di locazione il cui valore litigioso supera fr. 15'000.-- (art. 74
cpv. 1 lett. a LTF), il ricorso è ricevibile, perlomeno sotto questo profilo.

2.
A mente del Pretore il convenuto ha provato per mezzo di "indizi concordanti"
che "alla scadenza del termine di 30 giorni non vi era nessuna mora in
relazione ai canoni di locazione per fr. 42'750.--".
Il Tribunale di appello ha dapprima passato in rassegna criticamente gli indizi
valutati dal primo giudice. In seguito ha osservato che, a prescindere da
quelli, "altre circostanze parlano a favore del convenuto": la conferma da
parte della moglie dell'istante del pagamento regolare delle pigioni; l'ammessa
corrispondenza tra gli importi elencati nel libretto delle ricevute e i
giustificativi di cassa dei prelievi bancari del convenuto, la cui destinazione
poteva essere solo il pagamento delle pigioni; l'impiego di somme analoghe nei
medesimi giorni da parte dell'istante per fare fronte ai propri impegni; il
versamento di somme superiori alla pigione mensile per aiutare la famiglia del
convenuto; l'assenza di divergenze tra le parti, in particolare di reclamazioni
del convenuto prima del marzo 2008.
Questi indizi, per ognuno dei quali sono indicate le prove che li sorreggono
(per lo più documenti e testimonianze), hanno portato la Corte d'appello a
confermare che il convenuto avesse pagato le pigioni in discussione, "sulla
base beninteso di un giudizio comunque solo indiziario".

3.
Il ricorrente si duole innanzitutto di una violazione dell'art. 8 CC. Ritiene
che il Tribunale di appello abbia ripartito l'onere della prova in modo errato:
invece di esigere dal convenuto la prova del pagamento degli arretrati avrebbe
chiesto a lui di provare come avesse potuto fare fronte ai propri impegni
finanziari, in quel medesimo periodo, se non con i soldi delle pigioni.
La censura è infondata. L'art. 8 CC regola, per tutti i rapporti giuridici
retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio, in
particolare le conseguenze dell'assenza di ogni prova (DTF 134 III 224 consid.
5 pag. 2 seg; 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323). Questa norma non disciplina
per contro l'apprezzamento delle prove, non prescrive al giudice né quali prove
assumere, né come valutarle (DTF 122 III 219 consid. 3c pag. 223). Quando un
fatto è accertato per apprezzamento delle prove, la questione della
ripartizione dell'onore della prova non si pone più e la censura fondata sulla
violazione dell'art. 8 CC diviene senza oggetto (DTF 134 II 235 consid. 4.3.4
pag. 241; 130 III 591 consid. 5.4 pag. 601 seg).

È ciò che si verifica nel caso in esame. S'è visto che i giudici cantonali
hanno accertato positivamente, apprezzando le prove raccolte, che il convenuto
aveva pagato le pigioni contestate. Non v'è pertanto spazio per l'applicazione
dell'art. 8 CC.

4.
Le rimanenti argomentazioni del ricorrente sono tutte volte contro i fatti
accertati nella sentenza impugnata. È pertanto opportuno ricordare alcune
regole.

4.1 Il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati
dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Tali accertamenti possono essere
censurati unicamente se sono stati svolti in violazione del diritto ai sensi
dell'art. 95 LTF oppure in maniera manifestamente inesatta (art. 97 cpv. 1
LTF). Quest'ultima definizione corrisponde a quella di arbitrio (DTF 133 II 249
consid. 1.2.2 pag. 252) e configura a sua volta una violazione del diritto
(art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1 pag. 39). Poiché il divieto
d'arbitrio rientra fra i diritti fondamentali, la censura relativa a una sua
violazione va proposta espressamente e motivata in modo qualificato (art. 106
cpv. 2 LTF; DTF 135 III 232 consid. 1.2, con rinvii; 134 II 244 consid. 2.2).
Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio non può
limitarsi a criticare la decisione impugnata come in procedura d'appello,
nell'ambito della quale l'autorità di ricorso fruisce di cognizione libera,
opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale
(DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589; 130 I 258 consid. 1.3 pag. 262); deve
dimostrare, attraverso un'argomentazione precisa, che la decisione impugnata si
fonda su un'applicazione della legge o un apprezzamento delle prove
manifestamente insostenibile (DTF 134 II 349 consid. 3; 133 III 638 consid. 2
pag. 639; 133 IV 286 consid. 1.4).

4.2 Non va altresì dimenticato che il giudice cantonale dispone di un ampio
margine di apprezzamento nel campo della valutazione delle prove e
dell'accertamento dei fatti. Egli incorre nell'arbitrio solo se ignora
manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza
valida ragione di tenere conto di un elemento di prova importante, suscettibile
di modificare l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto
ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo
insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9).

5.
Il ricorrente scrive di conoscere l'essenza di queste regole, ma non riesce ad
applicarle concretamente. Il suo ricorso è in effetti un atto d'appello, nel
quale si distanzia dal giudizio impugnato discutendo liberamente la portata di
alcune prove o elementi di giudizio, a suo dire ignorati o male interpretati
dai giudici ticinesi (la sua dichiarazione fiscale, il reddito per prestazioni
complementari, il comportamento processuale del convenuto, il calcolo del
fabbisogno famigliare). Egli contrappone semplicemente la propria versione dei
fatti agli accertamenti articolati e giustificati della sentenza cantonale,
senza nemmeno confrontarsi con tutti gli indizi ch'essa ha valutato (cfr.
consid. 2). In definitiva il ricorrente non si premura affatto di dimostrare
l'arbitrio. Anzi, verso la fine del gravame sembra perfino ritenere possibile
che il convenuto gli avesse versato fr. 48'000.-- tra il mese di luglio 2007 e
il mese di febbraio 2008, sia pure a valere quale rimborso di un mutuo
concessogli da tale D.________, non per pagare le pigioni.
Censure di questa natura contro i fatti non sono ammissibili.

6.
La Corte cantonale ha negato al ricorrente l'assistenza giudiziaria per la
procedura di appello in applicazione dell'art. 14 cpv. 1 lett. a della legge
ticinese sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria del 3 giugno
2002 (assenza di probabilità di esito favorevole). Il ricorrente chiede che il
giudizio cantonale sia riformato anche su questo punto, ma omette completamente
di motivare la domanda, che è di conseguenza irricevibile.

7.
Per i motivi che precedono il ricorso, nella misura limitata in cui è
ammissibile, è infondato.
Ciò esclude la possibilità di concedere al ricorrente l'auspicata assistenza
giudiziaria per la procedura davanti al Tribunale federale. Anche l'art. 64
cpv. 1 LTF presuppone infatti, oltre alla mancanza di mezzi, la parvenza di
probabilità di successo. Le spese giudiziarie sono pertanto poste a carico del
ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF), tenendo però conto della sua situazione
finanziaria (art. 65 cpv. 2 LTF).
Non sono assegnate ripetibili, non essendo stato chiesto al convenuto di
pronunciarsi sul ricorso.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso in materia civile, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 23 agosto 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Hurni