Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.263/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_263/2010

Sentenza del 28 ottobre 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Rottenberg Liatowitsch, Kolly,
Cancelliera Gianinazzi.

Partecipanti al procedimento
A.A.________ AG,
patrocinata dall'avv. Stefano Pizzola,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Enzio Bertola,
opponente.

Oggetto
contratto d'appalto, legittimazione passiva,
principio della trasparenza (Durchgriff),

ricorso in materia civile contro la sentenza emanata
il 18 marzo 2010 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.
Fatti:

A.
I fatti da cui trae spunto la presente causa giudiziaria possono essere
riassunti come segue.
A.a Nel marzo 1997 i comproprietari della part. xxx RFD - vale a dire le
società C.________ AG, D.________ AG, E.________ AG, F.________ AG, G.________
AG, H.________ AG, I.________ AG e J.________ AG nonché K.A.________ - hanno
affidato a M.A.________ AG, in qualità di impresa generale, l'incarico di
procedere all'edificazione, sul fondo di loro proprietà, del condominio
denominato "Y.________", costituito da dieci appartamenti e undici autorimesse.
Il prezzo per ogni appartamento con autorimessa era di fr. 450'000.--, pagabili
per fr. 90'000.-- con prestazioni proprie dei comproprietari, e per il resto in
quattro rate esigibili a dipendenza dell'avanzamento dei lavori, la prima di
fr. 100'000.-- e le altre tre di fr. 70'000.-- ciascuna, mentre la rimanenza
sarebbe stata versata una volta presentata la liquidazione finale.
A.b Il 4 novembre 1997 G.________ AG ha venduto a B.________, per fr.
450'000.--, la sua quota PPP del condominio Y.________, costituita
dall'appartamento n. 7 (con posto auto), a quel momento ancora in costruzione.
Le modalità di pagamento erano simili a quelle dell'appalto generale appena
descritte, tranne che per l'ammontare delle prestazioni proprie, aumentato a
fr. 100'000.--, e della quarta rata, ridotto a fr. 60'000.--.
A.c G.________ AG è fallita con effetto al 25 maggio 1999.

B.
Il 24 maggio 2000 M.A.________ AG - nel frattempo divenuta A.A.________ AG - ha
convenuto B.________ dinanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, onde
incassare fr. 96'145.20 oltre interessi e accessori. Questo importo si
componeva del saldo della mercede per i lavori di edificazione
dell'appartamento (fr. 90'711.45) e delle spese da lei anticipate per il
convenuto, ovvero quella relativa al versamento effettuato a chi si era
occupato di fargli ottenere il finanziamento necessario per procedere
all'acquisto dell'appartamento, di fr. 3'993.75, e quella relativa agli
interessi ipotecari da lui dovuti al 31 dicembre 1997, di fr. 1'440.--.

B.________ si è opposto a ogni richiesta. Egli ha eccepito sia la carenza di
legittimazione attiva della società sia la propria carenza di legittimazione
passiva, non esistendo a suo modo di vedere nessuna relazione contrattuale fra
lui e M.A.________ AG. Da ultimo, ha posto in compensazione un danno di almeno
fr. 150'000.--.

Statuendo il 22 settembre 2008, la Pretora ha disatteso gli argomenti di
B.________ e ha accolto la petizione, modificando unicamente la decorrenza
degli interessi moratori, stabilita dal 1° luglio 1999. La giudice ha infatti
considerato che con l'acquisto della quota PPP egli era divenuto
comproprietario del condominio Y.________, assumendosi anche i costi di
costruzione a quel momento ancora scoperti.

C.
Adita dal soccombente, con sentenza del 18 marzo 2010 la II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha riformato la pronunzia pretorile,
accogliendo la petizione limitatamente a fr. 5'433.75 oltre interessi al 5 %
dal 1° luglio 1999. A differenza della giudice di primo grado, la massima
istanza cantonale ha escluso che B.________ sia subentrato nelle obbligazioni
assunte da G.________ AG.

D.
Prevalendosi di un accertamento dei fatti manifestamente inesatto e della
violazione del diritto federale, il 10 maggio 2010 A.A.________ AG è insorta
dinanzi al Tribunale federale con un ricorso in materia civile volto in
sostanza a ottenere la modifica della sentenza impugnata nel senso della
reiezione dell'appello della controparte e, di conseguenza, della conferma
della petizione.

Con risposta del 21 giugno 2010 B.________ ha proposto di respingere il
gravame, mentre il Tribunale d'appello non ha presentato osservazioni,
riconfermandosi nelle motivazioni e nelle conclusioni esposte nel giudizio
criticato.
Diritto:

1.
Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente in
sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) contro una decisione finale (art.
90 LTF) pronunciata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1
LTF) in una causa civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso supera
fr. 30'000.-- (art. 72 e 74 cpv. 1 lett. b LTF), il ricorso in materia civile è
ricevibile.

2.
Dinanzi al Tribunale federale il litigio verte unicamente ancora sulla
richiesta di pagamento del saldo della mercede per i lavori di edificazione
dell'appartamento, di fr. 90'711.45, non avendo l'opponente impugnato la
decisione con la quale la Corte d'appello lo ha condannato al pagamento di fr.
5'433.75 oltre interessi.

3.
Occorre dunque stabilire se l'opponente è subentrato alle obbligazioni a suo
tempo assunte dalla società che gli ha venduto l'appartamento, come asseverato
dalla ricorrente e ammesso dalla giudice di prime cure, oppure no, come
stabilito dalla II Camera civile del Tribunale d'appello, per le ragioni
esposte qui di seguito.

3.1 Contrariamente a quanto ritenuto nella pronunzia pretorile - ha osservato
in primo luogo la Corte cantonale - il solo fatto che con l'acquisto della
quota di comproprietà di G.________ AG l'opponente sia diventato un condomino
del condominio Y.________ non permette di riconoscergli la legittimazione
passiva, giacché nessuna delle clausole contenute nel contratto di
compravendita prevedeva l'assunzione delle obbligazioni derivanti dal contratto
d'impresa generale del marzo 1997, vincolante solo nei confronti dei condomini
che lo avevano concluso a quel tempo in qualità di committenti.

3.2 Quanto alla pretesa esistenza di un'identità economica, se non giuridica,
fra G.________ AG e l'opponente, tale da far apparire abusiva la distinzione
tra la società e la persona fisica che la identifica (secondo il principio
della trasparenza o Durchgriff) - proseguono i giudici della massima istanza
ticinese - la stessa non è stata dimostrata dalla ricorrente, non bastando al
proposito il solo fatto che il ricorrente fosse titolare del 100 % del
pacchetto azionario della società e che ne fosse l'amministratore con diritto
di firma individuale. Negli allegati preliminari non sono state evidenziate
circostanze particolari (quale ad esempio l'esistenza di decisioni
dell'azionista unico a scapito della società, la mescolanza degli affari o dei
patrimoni sociali e personali, il mancato rispetto delle formalità esatte dal
diritto societario) che permetterebbero di ritenere abusivo rispettivamente
contrario al principio dell'affidamento o all'interesse legittimo di un terzo
(in concreto la ricorrente) il richiamo all'autonomia giuridica dell'anonima da
parte dell'opponente.

3.3 Infine - conclude la pronunzia impugnata - nemmeno il fatto che l'opponente
abbia provveduto a pagare alla ricorrente alcune rate relative al contratto
d'impresa generale può essere considerato una conferma del suo subingresso
nelle obbligazioni a suo tempo assunte da G.________ AG: ritenuto che le
condizioni di pagamento contenute nel contratto d'impresa generale e quelle
contenute nel contratto di compravendita della quota erano sostanzialmente
identiche (nel senso che le somme da pagare in relazione alla compravendita
corrispondevano perlopiù a quelle che G.________ AG era a sua volta obbligata a
versare alla ricorrente), si può ritenere che i pagamenti diretti
dell'opponente alla ricorrente siano in realtà avvenuti con l'accordo di quella
società, sua creditrice e debitrice della ricorrente. Oltretutto, ha concluso
il Tribunale d'appello, la quarta rata versata dall'opponente ammontava a fr.
60'000.--, come previsto nel contratto di compravendita, e non a fr. 70'000.--,
come invece avrebbe dovuto essere secondo il contratto d'impresa generale.

4.
Dinanzi al Tribunale federale ciascuna di queste motivazioni viene contestata.
Prima di chinarsi sulle censure formulate dalla ricorrente, il tenore del suo
allegato fa apparire opportune le seguenti precisazioni in punto alle esigenze
di motivazione del rimedio esperito.

4.1 In linea di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento
giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105
cpv. 1 LTF). In qualità di corte suprema, al Tribunale federale compete infatti
il riesame dell'applicazione del diritto (Messaggio del 28 febbraio 2001
concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale, FF
2001 3764 segg., in particolare pag. 3893 ad art. 92).

È vero che la parte ricorrente può chiedere al Tribunale federale di
rettificare o completare l'accertamento dei fatti dell'autorità inferiore se
questo è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in
modo manifestamente inesatto - ovvero arbitrario (art. 9 Cost.; DTF 135 III 397
consid. 1.5 pag. 401) - e se l'eliminazione dell'asserito vizio può influire in
maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 e 105 cpv. 2 LTF;
cfr. DTF 135 III 127 consid. 1.5).

Questa eccezione alla regola secondo cui il Tribunale federale è vincolato alla
fattispecie accertata nella sentenza impugnata, non autorizza tuttavia le parti
a ridiscutere liberamente i fatti, come in una procedura d'appello dove
l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la
propria opinione a quella dell'autorità cantonale. L'arbitrio, giovi
ricordarlo, non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso
possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata;
il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9
Cost. solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò
non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente
insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo
di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in
contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 135
V 2 consid. 1.3 pag. 4; 134 I 263 consid. 3.1 pag. 265 seg. con rinvii).

La parte che intende ottenere la rettifica o la completazione dell'accertamento
dei fatti deve pertanto dimostrare, con un'argomentazione chiara e dettagliata,
che la decisione impugnata si fonda su un apprezzamento delle prove
manifestamente insostenibile (DTF 134 I 83 consid. 3.2 pag. 88; 134 II 244
consid. 2.2 p. 246), tenendo anche ben presente che l'allegazione di nuovi
fatti e nuovi mezzi di prova dinanzi al Tribunale federale non è ammessa,
riservato il caso in cui sia la decisione dell'autorità inferiore a darne
motivo (art. 99 cpv. 1 LTF; DTF 133 III 393 consid. 3).

4.2 In concreto, pur richiamandosi genericamente alla violazione del diritto
federale, la ricorrente critica soprattutto l'apprezzamento delle prove e
l'accertamento dei fatti eseguiti in sede cantonale. Come verrà meglio esposto
nei successivi considerandi, i suoi argomenti disattendono tuttavia ampiamente
i requisiti di motivazione appena descritti, ciò che rende il rimedio in larga
misura inammissibile.

5.
Nel quadro della censura che rivolge contro la considerazione della Corte
cantonale qui riassunta al consid. 3.1, la ricorrente rimprovera ai giudici
ticinesi di non aver tenuto debito conto del carattere particolare
dell'operazione immobiliare in rassegna, posta in atto da un "consorzio di
artigiani allo scopo di far lavorare gli operai in un momento di crisi e quindi
preservare la loro situazione societaria.[...] I rapporti interni erano
improntati alla necessità di portare a buon fine l'operazione". Fra le imprese
coinvolte, spiega la ricorrente, vi era G.________ AG, che però - vista la
difficile situazione finanziaria in cui versava - non è riuscita a ottenere il
finanziamento necessario per l'operazione; per questo motivo fu deciso che
l'opponente, "titolare di G.________ AG al 100 %, avrebbe assunto la quota di
PPP del condominio Y.________, privatamente". Il mutuo è stato quindi concesso
personalmente all'opponente, grazie anche all'aiuto di K.A.________, che ha
pagato la persona che si è occupata di trovare tale finanziamento e che non
avrebbe certo agito in tal modo se l'opponente "non fosse stato intenzionato a
subentrare nell'operazione al posto della G.________ AG assumendosene tutti gli
oneri".

Nella misura in cui - conclude la ricorrente - esaminando gli atti di causa
trae quale conclusione, contraria alla realtà, che l'opponente "non si sarebbe
assunto gli oneri analogamente agli altri artigiani coinvolti", la Corte
cantonale viola il diritto federale.

5.1 Ora, è di per sé vero che il Tribunale federale esamina d'ufficio
l'applicazione del diritto federale (art. 106 cpv. 1 LTF), senza essere
vincolato agli argomenti sollevati nel ricorso né alle considerazioni
dell'autorità inferiore. Ciononostante, tenuto conto dell'onere di allegazione
e motivazione posto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, la cui mancata ottemperanza
conduce all'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF), il
Tribunale federale esamina di regola solo le censure sollevate (DTF 134 III 102
consid. 1.1 pag. 104 seg.). Nell'allegato sottoposto al Tribunale federale è
pertanto necessario spiegare in maniera concisa perché l'atto impugnato viola
il diritto federale e la motivazione dev'essere riferita all'oggetto del
litigio (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Ciò significa che la parte ricorrente
deve confrontarsi criticamente con i considerandi della decisione impugnata che
reputa lesivi del diritto (DTF 121 III 397 consid. 2a pag. 400; sentenza 4A_22/
2008 del 10 aprile 2008 consid. 1).

5.2 In concreto, la ricorrente non indica quali sarebbero le norme di diritto
violate né tantomeno si confronta criticamente con la decisione dei giudici
ticinesi, per i quali, decisivo ai fini del giudizio sulla questione di sapere
se l'opponente sia subentrato a G.________ AG nel ruolo di
comproprietario-committente, è innanzitutto il contenuto del contratto di
compravendita della quota, che non prevedeva l'assunzione delle obbligazioni
derivanti dal contratto d'impresa generale del marzo 1997.

L'ammissibilità della censura sotto il profilo della motivazione appare dunque
quantomai dubbia. Si può comunque osservare che i fatti addotti dalla
ricorrente, peraltro in buona parte inammissibili siccome privi di riscontro
nella sentenza querelata (cfr. quanto esposto al consid. 4.1 a proposito dei
fatti nuovi), concernenti le circostanze che hanno condotto alla vendita della
quota PPP all'opponente, non sono suscettibili di rimettere in discussione la
portata attribuita dalla Corte cantonale al contratto di compravendita.
L'alienazione della quota ha infatti permesso a G.________ AG di entrare in
possesso del denaro necessario per finanziare l'operazione immobiliare e
adempie-re così le obbligazioni assunte nel quadro del contratto d'impresa
generale. Non si vede per quale motivo con l'acquisto della quota PPP il nuovo
proprietario sarebbe automaticamente subentrato nel ruolo di committente al
posto della società venditrice.

6.
La ricorrente è dell'avviso che - indipendentemente dal contenuto del contratto
di compravendita - l'opponente sia in ogni caso entrato nell'operazione
immobiliare al posto della società in quanto titolare della stessa al 100 %.
Contesta pertanto la seconda considerazione della Corte cantonale, qui
riassunta al consid. 3.2, che ha negato la possibilità di applicare alla
fattispecie in esame il principio della trasparenza (Durchgriff), in virtù del
quale si può talvolta prescindere dall'indipendenza giuridica esistente tra la
società anonima e il suo azionista.

6.1 Richiamandosi alla dottrina e alla prassi vigenti, i giudici d'appello
hanno ricordato che quest'eventualità costituisce l'eccezione, ch'essa esige la
riunione di condizioni estremamente restrittive quali l'identità economica tra
l'azionista e la sua società nonché l'abuso di diritto, rispettivamente la
lesione del principio dell'affidamento o dell'interesse legittimo di un terzo,
in concreto della ricorrente, la quale non ha però dimostrato il sussistere di
queste condizioni.

6.2 Dinanzi al Tribunale federale non vengono rimessi in discussione i principi
giuridici a cui ha fatto capo la Corte cantonale (a ragione; sul principio
della trasparenza cfr. anche la sentenza 4A_337/2009 del 16 ottobre 2009
consid. 1.2 e la sentenza 5A_404/2008 del 30 giugno 2009 consid. 5.2) bensì
l'accertamento dei fatti.

Secondo la ricorrente è "fuori discussione" che, in quanto azionista unico e
amministratore unico della G.________ AG, l'opponente abbia agito mescolando
chiaramente i suoi interessi personali e quelli della società. Inoltre, con
l'acquisto della quota egli ha portato fuori dalla società "quello che con ogni
verosimiglianza era l'unico attivo, al prezzo dell'effettiva costruzione",
agendo così a scapito della stessa.

6.3 La censura è manifestamente inammissibile a causa della sua motivazione. La
ricorrente nemmeno contesta l'accertamento dei giudici ticinesi secondo il
quale negli allegati preliminari di causa essa non aveva evidenziato
circostanze suscettibili di far apparire il comportamento dell'opponente
abusivo o contrario al principio dell'affidamento o all'interesse legittimo del
suo interesse (cfr. quanto esposto al consid. 3.2). Privi di ogni riscontro
nella sentenza impugnata, i fatti addotti per la prima volta dinanzi al
Tribunale federale sono nuovi e quindi inammissibili, non indicando la
ricorrente per quale ragione si potrebbe eccezionalmente tenerne conto (cfr.
quanto esposto al consid. 4.1).

7.
Il rimedio è destinato all'insuccesso anche nella sua ultima parte, rivolta
contro la considerazione della Corte cantonale qui riassunta al consid. 3.3.

7.1 Per la ricorrente, contrariamente a quanto ritenuto dai giudici d'appello,
il pagamento di alcune rate relative al contratto d'impresa generale da parte
dell'opponente è la prova più evidente che questi era a tutti gli effetti
committente. Non sarebbe invece stata provata l'esistenza di un presunto
accordo fra G.________ AG e l'opponente, in virtù del quale quest'ultimo poteva
versare la rata dovuta in relazione al contratto di compravendita alla
ricorrente, alla quale G.________ AG doveva una somma di uguale importo.

7.2 Come esposto al consid. 4.1, la censura di arbitrio dev'essere
adeguatamente sostanziata; occorre dimostrare che il giudice ha pronunciato una
decisione manifestamente insostenibile, manifestamente in contrasto con le
risultanze istruttorie, non basta esporre la propria versione dei fatti e/o
contrapporre la propria lettura del materiale probatorio a quella contenuta
nella sentenza impugnata. Posto che la valutazione dei fatti operata dai
giudici ticinesi appare sostenibile, il rimedio va respinto anche su questo
punto.

8.
In conclusione, il ricorso va respinto nella limitata misura in cui è
ammissibile.

Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e
68 cpv. 1 e 2 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 4'500.-- sono poste a carico della ricorrente, la
quale rifonderà all'opponente fr. 5'500.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 28 ottobre 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: La Cancelliera:

Klett Gianinazzi