Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.33/2010
Zurück zum Index I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010
Retour à l'indice I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_33/2010

Sentenza del 21 maggio 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Rottenberg Liatowitsch,
Cancelliera Gianinazzi.

Partecipanti al procedimento
1. A.A.________,
2. B.A.________,
3. Fondazione C.________,
patrocinati dall'avv. Paola Masoni D'Andrea,
ricorrenti,

contro

D.________,
patrocinata dall'avv. Damiano Brusa,
opponente.

Oggetto
misure provvisionali, ordinanza sulle prove,

ricorso in materia civile con ricorso sussidiario in
materia costituzionale contro il decreto emanato il
15 dicembre 2009 dal Pretore del Distretto di Lugano.
Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
Nel quadro dell'azione di rivendicazione della proprietà avviata il 25 febbraio
2009 da D.________ contro gli avv. A.A.________, B.A.________ e la Fondazione
C.________, avente per oggetto due cartelle ipotecarie di fr. 500'000.--
ognuna, gravanti le particelle xxx, yyy e zzz RFD di Lugano, il 15 dicembre
2009 il Pretore del Distretto di Lugano ha, fra l'altro, ordinato ai convenuti
di produrre, entro 15 giorni, "l'originale integrale dell'atto di cessione del
29 dicembre 1994" relativo alle due cartelle ipotecarie.

Contro questa decisione gli avv. A.A.________, B.A.________ e la Fondazione
C.________ sono insorti sia dinanzi al Tribunale d'appello del Canton Ticino
sia dinanzi al Tribunale federale.

2.
L'impugnativa inoltrata l'11 gennaio 2010 alla I Camera civile del Tribunale
d'appello è stata dichiarata irricevibile il 20 gennaio seguente, siccome
rivolta contro un "provvedimento disciplinante il procedimento", ovvero
un'ordinanza, che secondo il diritto processuale ticinese non è appellabile
(art. 95 cpv. 1 CPC/TI).

3.
Il 15 gennaio 2010 gli avv. A.A.________, B.A.________ e la Fondazione
C.________ hanno adito il Tribunale federale con un ricorso in materia civile
con ricorso sussidiario in materia costituzionale onde ottenere, previa
concessione dell'effetto sospensivo al gravame, l'annullamento della decisione
del Pretore, rispettivamente la sua riforma nel senso della loro liberazione
"dall'obbligo di produrre l'atto di cessione del 29.12.1994 in causa".

L'istanza di conferimento dell'effetto sospensivo presentata contestualmente al
gravame è stata accolta il 9 marzo 2010.

Nella risposta del 27 aprile 2010 D.________ ha proposto, in via principale, di
dichiarare il ricorso inammissibile e, in via subordinata, di respingerlo nel
merito. Il Pretore non ha invece formulato osservazioni.

4.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla
propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio esperito (art. 29 cpv. 1
LTF; DTF 135 III 212 consid. 1).

5.
Come già esposto, il ricorso è rivolto contro un provvedimento disciplinante il
procedimento, ovvero un'ordinanza con la quale viene ordinata la produzione di
un documento.

Si tratta di una decisione incidentale separata dal merito, che non concerne la
competenza o una domanda di ricusazione e può pertanto essere impugnata
direttamente al Tribunale federale soltanto se può causare un pregiudizio
irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF; l'ipotesi prevista dalla lett. b di
questo disposto non entra evidentemente in linea di conto). Tale pregiudizio
dev'essere di natura giuridica e non deve poter essere ulteriormente eliminato,
perlomeno non completamente, nemmeno mediante l'emanazione di una decisione
finale favorevole al ricorrente (DTF 134 III 188 consid. 2.1, con rinvii).

5.1 I ricorrenti sostengono che la produzione dell'originale dell'atto di
cessione del 29 dicembre 1994 "nella sua versione integrale, senza omissis
apportati a tutela di legittimi diritti personali e di privacy anche di terzi",
così come ordinata dal Pretore, è suscettibile di arrecare un pregiudizio
irreparabile ai sensi della citata norma, a loro "e soprattutto a terze parti
(clienti) le cui note furono cedute con indicazione di numero cliente e importo
nell'elenco che figura sul doc."

5.2 La giurisprudenza riconosce in effetti l'esistenza di un pregiudizio
irreparabile se l'assunzione di un mezzo di prova comporta la violazione della
sfera privata di una parte rispettivamente di un terzo, oppure la violazione
del segreto professionale o di segreti commerciali (sentenza 4P.335/2006 del 27
febbraio 2007 consid. 1.2.4; sentenza 4P.117/1998 del 26 ottobre 1998, consid.
1b/bb/aaa in SJ 1999 I 186).
Questa eventualità viene tuttavia ammessa solamente qualora l'autorità chiamata
ad assumere il mezzo di prova non sia in grado di tutelare adeguatamente, nel
prosieguo del procedimento, la legittima esigenza di confidenzialità fatta
valere da una parte. Spetta alla parte che assevera il pregiudizio irreparabile
allegare e dimostrare che ciò si verifica nel caso che la riguarda (DTF 133 II
634 consid. 1.3.2 non pubblicato).

5.3 L'allegazione apodittica dei ricorrenti in tal senso non basta. A maggior
ragione ove si consideri che il Pretore ha esplicitamente fondato la sua
decisione sull'art. 202 CPC/TI, che al cpv. 1 recita:
" In caso di produzione di estratti o di copie di documenti il giudice può
ordinare l'ispezione degli originali; il giudice prenderà le opportune misure
perché l'ispezione non ecceda i bisogni della causa."
Il terzo capoverso di questa norma rinvia poi all'art. 185 CPC/TI, che, posto
al cpv. 1 il principio secondo cui l'assunzione delle prove avviene in presenza
delle parti, al cpv. 2 precisa:
"Il giudice ha tuttavia la facoltà di prendere conoscenza d'un mezzo di prova
con esclusione della controparte, o di ambedue le parti, per garantire i
segreti industriali o commerciali della parte interessata [...]"

5.4 In queste circostanze, tenuto conto della giurisprudenza appena citata, il
requisito del pregiudizio irreparabile dev'essere negato. Le norme di procedura
applicabili permettono infatti di tenere nella debita considerazione gli
interessi di segretezza addotti dai ricorrenti.

6.
Il ricorso deve pertanto venir dichiarato inammissibile.

Le spese giudiziarie e le ripetibili della sede federale seguono la soccombenza
(art. 66 cpv. 1 e 5 nonché art. 68 cpv. 1, 2 e 4 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico dei ricorrenti, in
solido, i quali rifonderanno all'opponente, sempre con vincolo di solidarietà,
fr. 2'500.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e al Pretore del Distretto di
Lugano, avv. Francesco Trezzini.

Losanna, 21 maggio 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: La Cancelliera:

Klett Gianinazzi