Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.35/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_35/2010

Sentenza del 19 maggio 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Rottenberg Liatowitsch,
Cancelliera Gianinazzi.

Partecipanti al procedimento
1. A.A.________,
2. B.A.________,
patrocinati dall'avv. Paola Masoni D'Andrea,
ricorrenti,

contro

1. C.C.________,
2. D.C.________,
3. E.________,
patrocinati dall'avv. Damiano Brusa,
opponenti.

Oggetto
decreto esecutivo; rendiconto,

ricorso in materia civile con ricorso sussidiario in
materia costituzionale contro il decreto emanato il
15 dicembre 2009 dal Pretore del Distretto di Lugano.
Fatti:

A.
Tra il 1989 e il 1995 gli avv. B.A.________ e A.A.________ hanno assistito
F.C.________ nella tutela dei suoi interessi ereditari nella successione della
madre. Una volta terminato il mandato, fra le parti sono sorti gravi disaccordi
in merito alla remunerazione dei legali, sfociati in varie procedure che durano
ancora oggi.
A.a Il 20 aprile 2005 F.C.________ è deceduto e gli sono subentrati gli eredi
C.C.________, D.C.________ e E.________ (di seguito: gli eredi C.________).
A.b Con precetto esecutivo civile del 6 settembre 2006 gli eredi C.________,
richiamandosi all'art. 488a CPC/TI (azione di rendiconto), hanno chiesto la
consegna di diversi documenti e informazioni. Gli avv. B.A.________ e
A.A.________ hanno interposto opposizione e la controversia è proseguita sino
al Tribunale federale, che con sentenza del 9 giugno 2008 (4A_20/2008) ha
confermato l'obbligo dei mandatari di trasmettere i seguenti documenti:
copia dell'atto di cessione avv. A.A.________ e B.A.________ a Fondazione
G.________ del 29 dicembre 1994;
resoconto degli onorari fatturati in relazione alla petizione del 14 settembre
1990 nella causa ereditaria promossa contro il dottor H.________;
resoconto scritto indicante i motivi per cui le cartelle ipotecarie gravanti su
villa xxx, appartenenti a I.________ conformemente ai bilanci della stessa
fondazione nonché al certificato del creditore del 5.11.1990, sono state
trattenute e quindi (asseritamente) cedute alla fondazione di famiglia dei
precettati."

B.
Sostenendo che gli avv. B.A.________ e A.A.________ non avevano dato
integralmente seguito alla sentenza del Tribunale federale, il 15 dicembre 2008
gli eredi C.________ hanno nuovamente adito la Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, con un'istanza di emanazione del decreto esecutivo giusta l'art. 497
segg. CPC/TI, tendente alla consegna degli atti menzionati.

In particolare, gli istanti hanno rilevato che l'atto di cessione era stato
prodotto solo con vari omissis mentre il rendiconto sugli onorari era stato
presentato nella semplice forma di una narrativa di parte, senza alcun
documento a suffragio di quanto esposto.
B.a "Ritenuto che per giurisprudenza è ammissibile il contraddittorio in sede
di emissione del decreto esecutivo quando si tratta di chiarire determinate
circostanze in relazione alle obbligazioni di cui è chiesta l'esecuzione" e che
tale eventualità si era verificata "in concreto, poiché risulta dai documenti
allegati all'istanza che i convenuti hanno dato un certo seguito alla decisione
del TF e che il tema è quello di sapere se detto seguito sia stato integrale o
meno, tema (e non altri) che dev'essere appunto oggetto di discussione e
successivamente di motivazione pretorile in sede di decreto", il 17 dicembre
2008 il Pretore ha citato le parti a comparire lunedì 9 febbraio 2009 per
procedere alla discussione sull'istanza.
B.b L'udienza non ha però avuto luogo, in quanto l'8 gennaio 2009 l'avv.
B.A.________ ha presentato una domanda di ricusa nei confronti di questo
giudice.

La causa è giunta sino al Tribunale federale, che il 3 febbraio 2010 (4A_486/
2009) ha respinto, nella misura in cui ammissibile, il ricorso presentato
dall'avv. B.A.________ contro la sentenza emanata il 24 agosto 2009 dalla II
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, che aveva disatteso
l'istanza di ricusa.
B.c Nelle more della ricusa, preso atto della mancata concessione dell'effetto
sospensivo al ricorso al Tribunale federale, la procedura avviata il 15
dicembre 2008 dagli eredi C.________ è proseguita.

Il 12 novembre 2009 il Pretore ha segnatamente annullato la citazione delle
parti all'udienza di discussione e assegnato loro un termine di dieci giorni
per presentare osservazioni scritte.

Vista la presa di posizione presentata dai precettanti, nella quale è stato
ribadito che i legali non hanno dato integrale seguito a quanto deciso il 9
giugno 2008 dal Tribunale federale, con decreto del 15 dicembre 2009 il Pretore
ha ordinato agli avv. B.A.________ e A.A.________ - sotto comminatoria
dell'azione penale di cui all'art. 292 CPS - di consegnare agli eredi
C.________, entro 15 giorni, la documentazione menzionata nel dispositivo della
citata pronunzia federale.

Nel medesimo atto il giudice ha inoltre retrocesso la documentazione prodotta
dagli avv. B.A.________ e A.A.________ "in quanto inammissibile".
B.d Contro questa decisione gli avv. B.A.________ e A.A.________ hanno
presentato ricorso alla Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino, che il 5 gennaio 2010 ha dichiarato l'impugnativa irricevibile.

C.
Il 14 gennaio 2010 gli avv. B.A.________ e A.A.________ hanno dunque inoltrato
al Tribunale federale un ricorso in materia civile con ricorso sussidiario in
materia costituzionale volto in sostanza a ottenere, previa concessione
dell'effetto sospensivo al gravame, l'annullamento del decreto pretorile,
l'assunzione agli atti della documentazione definita inammissibile dal Pretore
e, di conseguenza, la reiezione dell'istanza volta all'emanazione del decreto
esecutivo.
C.a Nella risposta presentata il 18 febbraio 2010 gli eredi C.________ hanno
proposto, in via principale, di dichiarare il ricorso inammissibile e, in via
subordinata, di respingerlo nel merito. Il Pretore non ha invece formulato
osservazioni.
C.b L'istanza di conferimento dell'effetto sospensivo presentata
contestualmente al gravame è stata accolta il 16 marzo 2010.

Diritto:

1.
Il ricorso è rivolto contro un decreto esecutivo emesso dal Pretore nel quadro
della procedura prevista dall'art. 497 segg. CPC/TI, tendente all'esecuzione
effettiva della sentenza emanata il 9 giugno 2008 dal Tribunale federale su di
un'azione di rendiconto ex art. 400 CO, decisa nella procedura speciale
disciplinata dall'art. 488a CPC/TI.

1.1 A norma dell'art. 72 cpv 2 lett. b n. 1 LTF, le decisioni sull'esecuzione
di decisioni pronunciate in materia civile soggiacciono al ricorso in materia
civile (BERNARD CORBOZ in Commentaire de la LTF, 2008, n. 30 e 33 ad art. 72
LTF).

1.2 L'atto criticato configura una decisione finale ai sensi dell'art. 90 LTF e
può essere impugnato direttamente al Tribunale Federale, non essendo aperta
nessuna via ricorsuale a livello cantonale (art. 497 cpv. 2 CPC/TI).

Contrariamente a quanto ritenuto dagli opponenti, non nuoce che il Pretore non
sia un'istanza cantonale suprema (art. 75 cpv. 2 e 130 cpv. 2 LTF).

Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalle parti soccombenti (art.
76 cpv. 1 lett. a LTF) in sede cantonale, in un procedimento connesso a una
causa civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso supera ampiamente
il limite di fr. 30'000.-- posto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (cfr. sentenza
4A_20/2008 del 9 giugno 2008 consid. 1.2), il ricorso in materia civile risulta
pertanto ricevibile.

2.
Visto il tenore dell'art. 113 LTF, la proponibilità del ricorso in materia
civile comporta l'inammissibilità, d'acchito, del ricorso sussidiario in
materia costituzionale (DTF 133 III 545 consid. 5 pag. 552).

3.
A prescindere dalla questione della ricevibilità formale del gravame, gli
opponenti propongono di dichiararlo inammissibile nella procedura semplificata
prevista dall'art. 108 LTF, siccome manifestamente non motivato in modo
sufficiente (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF) nonché querulomane e abusivo (art.
108 cpv. 1 lett. b LTF).

La loro richiesta non può essere accolta. Anche se - per le ragioni esposte qui
di seguito - le critiche mosse dagli opponenti contro la motivazione del
gravame non sono prive di pertinenza, non sono ravvisabili, in questa
circostanza, gli estremi per ritenere il gravame "manifestamente non motivato
in modo sufficiente" né imputare ai ricorrenti, in concreto, un atteggiamento
"querulomane e/o abusivo".

4.
Come già detto, il ricorso verte su di un decreto esecutivo emesso dal Pretore
nel quadro della procedura prevista dall'art. 497 segg. CPC/TI, tendente
all'esecuzione effettiva della sentenza emanata il 9 giugno 2008 dal Tribunale
federale (4A_20/2008).

4.1 Nella procedura tendente all'emanazione del decreto esecutivo il giudice
non può più esaminare il contenuto del giudizio di cui si pretende l'esecuzione
(RtiD II-2005 pag. 691). In questo ambito possono essere sollevate solo
eccezioni concernenti il giudizio stesso - ad esempio la sua mancata notifica -
rispettivamente fondate su circostanze intervenute dopo la sua pronuncia, quali
l'adempimento, la concessione di una dilazione o l'impossibilità oggettiva di
fornire la prestazione. Argomenti riferiti a circostanze antecedenti
l'emanazione del giudizio di cui si pretende l'esecuzione sono invece esclusi
(cfr. sentenza 5A_810/2008 del 5 maggio 2009 consid. 3.3 pubblicato in RSPC
2009 pag. 418; sentenza 5P.381/2004 del 23 marzo 2005 consid. 3.2).

4.2 Ciò comporta l'inammissibilità, d'acchito, delle censure riferite
all'azione di rendiconto e alla decisione di far capo alla procedura speciale
di cui all'art. 488a CPC/TI, già evase - nella misura in cui motivate
conformemente ai dettami di legge - nella sentenza emanata dal Tribunale
federale il 9 giugno 2008.

Pure immediatamente inammissibili sono quegli argomenti che avrebbero potuto e
dovuto anch'essi, se del caso, venir invocati nel quadro dell'azione di
rendiconto, concernenti le modalità di consegna dell'atto di cessione del 29
dicembre 1994, che i ricorrenti rifiutano ora di produrre nella versione
integrale, e dei rendiconti, che i ricorrenti sembrano voler ora subordinare al
versamento di una remunerazione.

4.3 Esulano dall'attuale procedimento - e sono quindi inammissibili - anche le
critiche inerenti al comportamento del Pretore, che al momento
dell'introduzione dell'impugnativa faceva già l'oggetto di una procedura di
ricusa pendente dinanzi al Tribunale federale, sfociata nella sentenza 4A_486/
2009 del 3 febbraio 2010.

4.4 Come già osservato in quest'ultimo giudizio, nonostante l'evidente
relazione esistente fra le varie cause che vedono opposti gli avv.
B.A.________, A.A.________ e gli eredi C.________, non è ammissibile esporre
ogni volta, in ciascuna di esse, argomenti concernenti le altre, peraltro già
sollevati - ed esaminati, nella misura in cui formulati in maniera ammissibile
- nelle dovute sedi. Questa - ormai abituale - strategia argomentativa nuoce ai
ricorrenti, giacché rende i loro scritti inutilmente prolissi e di difficile
comprensione e li espone al rischio di vedersi un giorno rimproverare un
comportamento processuale abusivo, suscettibile di giustificare l'evasione del
gravame mediante la procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF.

5.
Tornando all'oggetto dell'attuale procedura ricorsuale, ovverosia al decreto
esecutivo emanato dal Pretore il 15 dicembre 2009, i ricorrenti sostengono in
definitiva di aver già dato seguito a quanto disposto nella sentenza del 9
giugno 2008.

Ciononostante - si legge nel gravame - il 15 dicembre 2008 gli opponenti hanno
adito il giudice con una domanda dal tenore identico al dispositivo del
Tribunale Federale, che il Pretore ha integralmente accolto il 15 dicembre
2009, senza nessun commento, malgrado lui stesso nella citazione spiccata il 17
dicembre 2008 avesse riconosciuto ch'essi avevano "dato un certo seguito alla
decisione del Tribunale Federale", manifestando anche l'intenzione di convocare
le parti a un'udienza di discussione.

In contraddizione con quanto preannunciato, il giudice ha però successivamente
annullato l'udienza e accolto integralmente la richiesta di controparte, senza
nemmeno esaminare se con la documentazione prodotta in causa dai ricorrenti -
che ha rifiutato di assumere agli atti senza alcuna spiegazione - essi avessero
adempiuto gli obblighi loro imposti dal Tribunale federale. In questo modo -
concludono i ricorrenti - il giudice li ha lasciati nell'incertezza in merito a
quali ulteriori completamenti, oltre a quelli dati, sarebbero a suo giudizio
ancora necessari; e così facendo ha violato il loro diritto di essere sentiti,
garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost.

6.
Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. garantisce alle
parti la possibilità di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su
punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione
e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui essi
possano influire sulla decisione (DTF 135 II 286 consid. 5.1 pag. 293 con
rinvii). Il giudice rimane comunque autorizzato a procedere a un apprezzamento
anticipato delle prove e se - senza incorrere nell'arbitrio - ritiene un mezzo
di prova irrilevante ai fini del giudizio, può rifiutarne l'assunzione (DTF 131
I 153 consid. 3 pag. 157; 130 II 425 consid. 2.1 pag. 428).

Dal diritto di essere sentito la giurisprudenza ha inoltre dedotto il diritto
dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma non pone
tuttavia esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione e l'autorità
giudicante è tenuta ad esprimersi unicamente sulle circostanze significative,
atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni
singola asserzione delle parti: essa ha essenzialmente lo scopo di permettere,
da un lato, agli interessati di afferrare le ragioni che stanno alla base della
decisione e di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità
di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 135 III 513
consid. 3.6.5 pag. 520 con rinvio).

6.1 Il diritto di essere sentito va garantito anche nella procedura tendente
all'esecuzione di sentenze che non concernono pagamenti in denaro o la
prestazione di garanzie (cfr. sentenza 5A_810/2008 del 5 maggio 2009 consid. 3
pubblicato in RSPC 2009 pag. 418; sentenza 5P.381/2004 del 23 marzo 2005; v.
anche Kofmel Ehrenzeller, Die Realvollstreckung in Zivilsachen: aktuelle Fragen
und Ausblick, in ZZZ 2004 pag. 220 seg.).
6.2
6.2.1 Ora, in concreto, come esposto al consid. B.a, visti i documenti allegati
all'istanza tendente all'emanazione del decreto esecutivo, il giudice aveva
inizialmente previsto di indire un'udienza volta a chiarire se i ricorrenti
avessero dato integralmente seguito alla decisione emanata il 9 giugno 2008 dal
Tribunale federale (il cui dispositivo è già stato riprodotto al consid. A.b.)
oppure no. Successivamente ha annullato tale udienza, concedendo tuttavia alle
parti la possibilità di determinarsi in forma scritta.
6.2.2 I ricorrenti hanno reagito inoltrando un allegato di tredici pagine,
corredato da più di cento documenti, nel quale, invece di concentrarsi
sull'asserito adempimento della sentenza, sono tornati ancora una volta a
criticare la procedura di rendiconto ex art. 488a CPC/TI, a contestare
l'obbligo di consegnare l'atto di cessione e i rendiconti, a disquisire sulla
validità della cessione nonché sulla validità del diritto di pegno sulle
cartelle ipotecarie. Per le ragioni già evocate al consid. 4, si tratta di
argomenti inammissibili - e irrilevanti - nel quadro dell'attuale procedura,
tendente all'esecuzione della sentenza del 9 giugno 2008. Altrettanto
irrilevante appare, a prima vista, buona parte dei documenti prodotti
unitamente alle osservazioni, fra cui si trovano, a titolo di esempio, atti
della procedura arbitrale che ha visto opposti i ricorrenti a F.C.________ e
gli atti dell'azione di rendiconto.

Sia come sia, nello scritto sottoposto al Tribunale federale i ricorrenti
sostengono di aver comunque chiaramente indicato al Pretore - ai punti 8-10
delle loro osservazioni - quali fossero i documenti da loro consegnati alla
controparte in esecuzione del dispositivo della sentenza del Tribunale
federale. La loro affermazione trova riscontro nell'allegato esibito in sede
cantonale; anche se con l'abituale stile argomentativo aggrovigliato, si deve
concedere ai ricorrenti di aver menzionato l'avvenuta consegna dei documenti
prodotti sub (plico) doc. NN e PP.
6.2.3 Ciononostante, nel decreto impugnato il Pretore ha rifiutato di assumere
agli atti tutti i documenti prodotti dai ricorrenti, in blocco, senza fornire
alcuna spiegazione, e ha integralmente accolto la richiesta della controparte,
senza formulare alcuna considerazione in merito alle osservazioni dei
ricorrenti.

L'assenza di una motivazione rende impossibile il riesame della fondatezza
della sua decisione.

6.3 In siffatte circostanze, la censura relativa alla violazione dell'art. 29
cpv. 2 Cost. si avvera fondata.

7.
L'assunzione dei documenti in questa sede, auspicata dai ricorrenti, affinché
il Tribunale federale si pronunci sulla domanda di emanazione del decreto
esecutivo alla stessa stregua di una prima istanza non entra in linea di conto.

In accoglimento del ricorso in materia civile, il decreto emanato il 15
dicembre 2009 deve piuttosto essere annullato e l'incarto venir rinviato al
Pretore affinché proceda all'emanazione di un decreto motivato.

8.
Le spese giudiziarie e le ripetibili della sede federale seguono la soccombenza
(art. 66 cpv. 1 e 5 nonché art. 68 cpv. 1, 2 e 4 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso in materia costituzionale è inammissibile.

2.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso in materia civile è accolto. Di
conseguenza il decreto emanato il 15 dicembre 2009 è annullato e la causa viene
rinviata al Pretore del Distretto di Lugano per nuovo giudizio.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico degli opponenti, in
solido, i quali rifonderanno ai ricorrenti, sempre con vincolo di solidarietà,
fr. 2'500.-- per ripetibili della sede federale.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e al Pretore del Distretto di
Lugano, avv. Francesco Trezzini.

Losanna, 19 maggio 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: La Cancelliera:

Klett Gianinazzi