Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.426/2010
Zurück zum Index I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010
Retour à l'indice I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_426/2010

Sentenza del 7 ottobre 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Kolly, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
ricorrente,

contro

Stato del Canton Ticino,
rappresentato dal Consiglio di Stato, 6500 Bellinzona,
opponente.

Oggetto
contratto di locazione, giurisdizione civile

ricorso in materia civile contro la sentenza emanata
il 9 giugno 2010 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.
Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
A.________, titolare della ditta individuale "B.________", gestisce dal 1993
l'esercizio pubblico situato nell'omonimo castello a Bellinzona, di proprietà
dello Stato del Cantone Ticino.

L'attuale controversia verte sul suo diritto di continuare a occupare i locali
in cui si trova il ristorante, la concessione rilasciatagli a tal scopo dallo
Stato del Cantone Ticino essendo giunta a scadenza il 31 dicembre 2008.

2.
Dopo aver adito senza successo l'Ufficio di conciliazione in materia di
locazione, il 9 febbraio 2009 A.________ si è rivolto alla Pretura del
Distretto di Bellinzona chiedendo di accertare l'esistenza di un con-tratto di
locazione "in ogni caso efficace dal 1° gennaio 2009" e l'inesistenza di una
regolare disdetta e, in via subordinata, di concedere una protrazione del
contratto di locazione fino al 31 dicembre 2011.

In accoglimento della corrispondente eccezione sollevata dallo Stato del
Cantone Ticino, il 6 luglio 2009 il Pretore ha dichiarato l'istanza
irricevibile per carenza di giurisdizione civile. Come già il Tribunale
amministrativo cantonale nel quadro della controversia relativa al mancato
rinnovo della concessione - sulla quale si è pronunciato anche il Tribunale
federale nella sentenza del 1° febbraio 2010 (causa 2C_5/2009) - il Pretore ha
infatti stabilito che X.________ non è un bene patrimoniale soggetto alle
regole del diritto civile bensì un bene demaniale sottratto all'uso comune, la
cui utilizzazione è per principio soggetta alle regole del diritto pubblico e
di cui lo Stato non può disporre liberamente, ciò che esclude la possibilità di
concludere un contratto di locazione riguardo all'esercizio pubblico litigioso.
"Al rapporto instauratosi fra le parti" - ha concluso il giudice - "soggiace in
ultima analisi soltanto al diritto pubblico e - di riflesso - alla
giurisdizione amministrativa ad esclusione di quella civile".

3.
L'impugnativa interposta da A.________ contro la pronunzia pretorile è stata
respinta dalla II Camera civile del Tribunale d'appello con sentenza del 9
giugno 2010.

Nella prima parte della loro sentenza i giudici cantonali hanno rifiutato di
assumere le prove già respinte dal Pretore, volte a dimostrare il comportamento
contraddittorio dello Stato, che - a dire di A.________ - avrebbe sempre
trattato la relazione con lui al pari di un contratto di locazione: questo
accertamento non serve infatti in alcun modo a chiarire il quesito
dell'esistenza della giurisdizione civile, l'unico in discussione. Pure
respinta la domanda di assunzione suppletoria di prove, intesa a far accertare
circostanze avvenute nella primavera 2010, dopo l'emanazione del giudizio
pretorile: l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta infatti di allegare nuovi fatti,
prove ed eccezioni in sede di appello, e ciò vale anche nella procedura
speciale per locazione (DTF 125 III 231 consid. 4 pag. 239).

L'alta Corte ticinese si è quindi chinata sul tema centrale della lite, quello
della natura pubblica o privata dei rapporti giuridici insorti tra A.________ e
lo Stato del Canton Ticino, da cui dipende l'esistenza dell'asserita
giurisdizione civile. Rammentati i criteri di distinzione tra beni
patrimoniali, amministrativi e di uso comune, anche il Tribunale d'appello -
come tutte le altre autorità che hanno esaminato la questione - ha stabilito
che X.________ non è un bene patrimoniale, soggetto alle regole del diritto
civile, bensì un bene del demanio pubblico, e che "tale sua qualità esclude
d'acchito ogni e qualsiasi conclusione di un contratto di locazione soggetto al
Codice delle obbligazioni, poiché ogni e qualsiasi conclusione di un contratto
avente per oggetto un bene del demanio pubblico soggiace al diritto pubblico".

Donde la reiezione della tesi secondo la quale quantomeno dal 1° gennaio 2009
esisterebbe un contratto di locazione. "Le controversie sorte tra le parti" -
hanno precisato ancora una volta i magistrati ticinesi - "soggiacciono dunque
esclusivamente al diritto pubblico e il giudice civile non è competente per
dirimerle, neppure dopo la scadenza del contratto di concessione".

4.
Il 16 agosto 2010 A.________ è insorto dinanzi al Tribunale federale con un
ricorso in materia civile onde ottenere il rinvio della causa all'autorità
cantonale "affinché ordini i dovuti accertamenti di fatto ai sensi dell'art.
274d cpv. 3 CO e accetti le nova rifiutate, in applicazione dell'art. 274 CO".
Chiede inoltre che venga "accertata l'illegalità dell'art. 321 cpv. 1 lett. b
CPC rispetto agli art. 274 CO e 5 CCS (oltre che 49 cpv. 1 CF) nel rifiutare
sistematicamente e incondizionatamente tutti i nova, anche posteriori".

4.1 Contestualmente al gravame il ricorrente ha domandato la concessione
dell'effetto sospensivo rispettivamente l'adozione di analoghe misure
cautelari, intese a permettergli di continuare a occupare i locali durante la
procedura ricorsuale, "al più tardi fino al 31 dicembre 2010".

Invitato a esprimersi su tale richiesta, lo Stato del Cantone Ticino ha
proposto di respingerla, mentre il Tribunale d'appello non si è pronunciato,
riconfermandosi nella pronunzia criticata. Nelle osservazioni del 31 agosto
2010 l'opponente ha in particolare evidenziato lo scopo dilatorio della
procedura ricorsuale - volta appunto a permettere al ricorrente di continuare a
occupare i locali fino al 31 dicembre 2010, quando in ogni caso cesserà la sua
attività - e l'assenza di possibilità di successo del gravame. Le prove di cui
il ricorrente chiede l'assunzione sono state infatti "rifiutate da tutte le
istanze adite proprio per la loro ininfluenza nella determinazione della
fattispecie. Appare quindi manifesto che le prove richieste non sarebbero
suscettibili di modificare l'esito della causa e il ricorso dovrebbe essere
dichiarato irricevibile anche per questo motivo".

4.2 Né lo Stato del Cantone Ticino né il Tribunale d'appello sono stati
invitati a determinarsi ulteriormente sul merito del gravame.

5.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla
propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio esperito (art. 29 cpv. 1
LTF; DTF 135 III 212 consid.1 pag. 216 con rinvii).

Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente in
sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) contro una decisione finale (art.
90 LTF) pronunciata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1
LTF) in una causa che verte sulla questione di sapere se le pretese controverse
- che il ricorrente fonda su di un contratto di locazione, con un valore
litigioso superiore al limite posto dall'art. 74 cpv. 1 lett. a LTF - attengono
al diritto privato federale o al diritto pubblico, il ricorso in materia civile
risulta ricevibile (DTF 135 III 483 consid. 1 pag. 485 seg.), ma solo sotto
questo profilo.

6.
Il rimedio deve infatti venir dichiarato inammissibile siccome privo di una
motivazione conforme alle esigenze minime poste dalla legge e concretizzate
dalla giurisprudenza, qui di seguito riassunte.

6.1 Tenuto conto dell'esigenza di motivazione di cui all'art. 42 cpv. 1 e 2
LTF, la cui mancata ottemperanza conduce all'inammissibilità del gravame (art.
108 cpv. 1 lett. b LTF), il Tribunale federale esamina di regola solo le
censure sollevate (DTF 134 III 102 consid. 1.1 pag. 104 seg.); non è tenuto a
esaminare, come farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni
giuridiche che si pongono se queste non sono più oggetto di discussione in sede
federale. Nell'allegato ricorsuale occorre pertanto spiegare in modo conciso i
motivi per i quali l'atto impugnato viola il diritto; la motivazione dev'essere
riferita all'oggetto del litigio, così che si capisca perché e su quali punti
la decisione contestata è impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1 e 2.2). In
altre parole, la parte ricorrente deve confrontarsi criticamente con i
considerandi della decisione impugnata.

Qualora venga pure censurato l'accertamento dei fatti siccome incompleto o
manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF), la parte che se ne prevale non
solo deve esporre in maniera circostanziata il motivo che la induce a ritenere
adempiute queste condizioni, ma anche spiegare in quale modo l'eliminazione
dell'asserito vizio può risultare determinante per l'esito della causa (art. 97
cpv. 1 LTF; DTF 133 IV 286 consid. 6.2).

Se i requisiti di motivazione appena descritti non sono ossequiati, il gravame
va dichiarato inammissibile (DTF 134 II 244 consid. 2.1; 133 III 350 consid.
1.3, 393 consid. 7.1).

6.2 In concreto, dinanzi al Tribunale federale il ricorrente non si confronta
con la decisione cantonale sulla qualifica di X.________ quale bene del demanio
pubblico, ciò che "esclude d'acchito ogni e qualsiasi conclusione di un
contratto di locazione soggetto al Codice delle obbligazioni".

Prevalendosi della violazione degli art. 274 e 274f cpv. 3 CO - la cui
applicazione presuppone di per sé l'esistenza di una causa di natura civile -
egli insiste piuttosto a chiedere l'assunzione dei mezzi di prova suscettibili
di dimostrare il comportamento contraddittorio e contrario della buona fede del
Cantone, che gli avrebbe lasciato credere di essere al beneficio di un
contratto di locazione disciplinato dal diritto privato.

Come già esposto al consid. 3, le autorità giudiziarie ticinesi hanno rifiutato
di assumere le prove richieste, poiché l'accertamento del comportamento del
Cantone non sarebbe comunque di nessuna utilità ai fini del giudizio
sull'esistenza della giurisdizione civile, unico oggetto della procedura in
esame: appurata la natura demaniale del bene, è d'acchito escluso che su di
esso possa essere sorto un rapporto di diritto civile.

Nel suo allegato il ricorrente non tenta nemmeno di contrastare questa
considerazione né spiega in alcun modo quale sarebbe l'influsso
dell'accertamento da lui richiesto sull'esito della causa. In particolare non
indica per quale ragione l'asserito comportamento contraddittorio dello Stato
permetterebbe, in pratica, di ammettere la stipulazione di un contratto di
locazione avente per oggetto un bene del demanio pubblico.

Lo stesso vale per l'accertamento - oggetto della domanda di assunzione
suppletoria di prove - dell'episodio verificatosi nella primavera 2010, quando
un funzionario del Dipartimento delle finanze e dell'economia ha contattato il
ricorrente per organizzare una manifestazione in agosto. Stando a quanto
indicato dallo stesso ricorrente, la proposta è stata infatti ritirata. Non si
vede, né il ricorrente si esprime al riguardo, quale sarebbe l'influsso di tale
episodio sulla valutazione della giurisdizione civile.

6.3 In assenza di censure adeguatamente motivate e suscettibili di rimettere in
discussione la motivazione principale della sentenza impugnata, il ricorso
risulta interamente inammissibile, come preannunciato in ingresso al presente
considerando.

7.
Con l'evasione del gravame, l'istanza tendente al conferimento dell'effetto
sospensivo è per finire divenuta priva d'oggetto.

8.
Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).

All'opponente, non patrocinato, non spetta nessuna indennità per ripetibili
(DTF 133 III 439 consid. 4 pag. 446).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione alle parti e alla II Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Losanna, 7 ottobre 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Hurni