Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.436/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_436/2010

Sentenza del 12 novembre 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Kolly, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Riccardo Balmelli,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Filippo Gianoni,
opponente.

Oggetto
mandato,

ricorso contro la sentenza emanata il 18 giugno 2010 dalla II Camera civile del
Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.
Fatti:

A.
Il 30 maggio 2006 l'Ufficio di esecuzioni di X.________ ha notificato a
A.________, avvocato a Z.________, un precetto esecutivo con il quale
B.________ gli chiedeva il pagamento di fr. 2'765'000.--. Secondo le
indicazioni del creditore fr. 2'750'000.-- costituivano il risarcimento dei
danni materiali e morali consecutivi d'un canto a un'irruzione avvenuta
nell'ottobre 2002 nella casa ch'egli occupava a Y.________, di proprietà del
debitore, dall'altro all'inesecuzione del mandato di amministrazione
patrimoniale ch'egli aveva affidato all'avvocato; i rimanenti fr. 15'000.--
consistevano di tasse di giustizia e ripetibili stabilite in diverse sentenze.
A.________ ha dichiarato opposizione al precetto esecutivo e con petizione del
16 febbraio 2007 proposta davanti al foro del convenuto B.________ - la Pretura
di Lugano - ha chiesto di accertare ch'egli non fosse debitore del predetto
importo e che l'esecuzione fosse di conseguenza dichiarata nulla e cancellata e
non fosse comunicata a terzi. B.________ si è opposto all'azione e in via
riconvenzionale ha chiesto la condanna di A.________ al pagamento di fr.
5'852'387.20 nonché il rigetto definito dell'opposizione. Tale somma si
suddivideva nel risarcimento di fr. 552'387.20 per danni consecutivi
all'irruzione dell'ottobre 2002 e di fr. 5'300'000.-- per danni subiti
nell'ambito del mandato di gestione patrimoniale.
A.________ ha eccepito l'incompetenza territoriale e la prescrizione
dell'azione riconvenzionale di B.________. La procedura è stata limitata a
queste eccezioni.

B.
Con sentenza del 30 luglio 2009 il Pretore ha respinto l'eccezione
d'incompetenza e parzialmente quella di prescrizione, ossia limitatamente alle
pretese derivanti dai fatti dell'ottobre 2002; ha invece dichiarato prescritta
e respinto la riconvenzione nella misura in cui riguardava le pretese
contrattuali.
Entrambe le parti hanno impugnato il giudizio: B.________ ha chiesto che
l'eccezione di prescrizione fosse respinta interamente mentre A.________ ha
ribadito sia l'incompetenza territoriale, sia la prescrizione completa delle
pretese riconvenzionali.

La seconda Camera civile del Tribunale di appello ticinese si è pronunciata con
sentenza del 18 giugno 2010. Essa ha accolto l'appello di B.________,
respingendo quindi l'eccezione di prescrizione per riguardo alle pretese
contrattuali di B.________, e ha "evaso ai sensi dei considerandi" quello di
A.________, confermando cioè l'infondatezza dell'eccezione d'incompetenza
territoriale e annullando il dispositivo con il quale il Pretore aveva respinto
l'eccezione di prescrizione delle pretese di risarcimento per i fatti
dell'ottobre 2002; per quest'ultimo aspetto gli atti sono stati ritornati al
Pretore "per la continuazione della procedura".

C.
A.________ insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile
del 20 agosto 2010: chiede l'accoglimento sia dell'eccezione di prescrizione
delle pretese contrattuali, a conferma del giudizio del Pretore, sia
dell'eccezione d'incompetenza territoriale. Il dispositivo con il quale la
Corte d'appello ha ritornato gli atti al Pretore in merito all'eccezione di
prescrizione delle pretese per i fatti dell'ottobre 2002 non è impugnato.
B.________, con risposta 21 settembre 2010, propone che il ricorso sia respinto
nella misura in cui fosse ammissibile. L'autorità cantonale non ha preso
posizione.
Al ricorso è stato conferito effetto sospensivo con decreto del 14 settembre
2010.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere di esame sulla
propria competenza e sull'ammissibilità del gravame (art. 29 cpv. 1 LTF; DTF
135 III 212 consid. 1 pag. 216 con rinvii).

1.1 Il ricorso, presentato dalla parte parzialmente soccombente nella sede
cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è
volto contro una sentenza emanata dall'autorità giudiziaria ticinese di ultima
istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa civile di carattere pecuniario con
valore litigioso superiore a fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF). Sotto
questo profilo è pertanto ammissibile.

1.2 La sentenza impugnata è una decisione incidentale. In forza dell'art. 92
cpv. 1 LTF essa può essere impugnata direttamente nella misura in cui riguarda
la competenza territoriale del giudice ticinese. L'eccezione di prescrizione
può invece essere esaminata subito soltanto alle condizioni poste dall'art. 93
cpv. 1 LTF. Il ricorrente invoca la lett. b di questa norma, la quale ammette
l'impugnazione se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una
decisione finale e consentirebbe di evitare così una procedura probatoria
defatigante o dispendiosa. Egli precisa che, qualora l'eccezione di
prescrizione fosse confermata, si eviterebbe "una lunga, infinita e dispendiosa
istruttoria sulla fantasiosa pretesa riconvenzionale di B.________" il quale,
nelle numerose altre cause pendenti e richiamate, avrebbe "chiesto l'assunzione
di una valanga di prove".
L'opponente contesta l'adempimento di questi requisiti, asserendo che il
ricorrente non dimostra la durata della procedura né le spese che si dovrebbero
affrontare se il processo continuasse.
1.2.1 La prima condizione posta dall'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF è adempiuta: se
l'eccezione di prescrizione fosse fondata, il Tribunale federale potrebbe
respingere subito e definitivamente la pretesa oggetto di ricorso. Si
tratterebbe invero soltanto di una decisione di merito parziale, poiché
limitata all'azione contrattuale riconvenzionale, mentre l'azione di
risarcimento per i fatti dell'ottobre 2002, per la quale la causa è stata
ritornata al Pretore, rimarrebbe pendente. Tale circostanza non nuoce tuttavia
all'applicazione dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF (art. 91 lett. a LTF; cfr.
BERNARD CORBOZ, in: Commentaire de la LTF, 2009, n. 26 ad art. 93 e rif.).
1.2.2 La seconda condizione attiene all'economia processuale. La giurisprudenza
vuole che sia la parte che se ne prevale a dovere allegare e dimostrare che, se
la causa continuasse, l'istruttoria sarebbe defatigante o dispendiosa; essa
deve in particolare indicare in modo dettagliato sia i fatti litigiosi, sia le
prove che si renderebbero necessarie per chiarirli, sia le ragioni per le quali
l'assunzione sarebbe lunga e costosa, a meno che tali circostanze non siano
manifeste (DTF 134 III 426 consid. 1.3.2 pag. 430, 133 III 629 consid. 2.4.2
pag. 633 e rif.).
Su tutti questi aspetti l'atto di ricorso è scarno: il ricorrente si limita ad
affermare che l'opponente, in altre procedure, ha chiesto "l'assunzione di una
valanga di prove" ed elenca quelle concernenti una di esse, ma non dice nulla
di questo processo. È vero che, essendo l'udienza preliminare e l'istruttoria
state limitate alle eccezioni d'incompetenza e di prescrizione, le parti non
hanno ancora potuto formulare in modo preciso le rispettive richieste di prove.
Il ricorrente avrebbe però potuto spiegare quali sono le questioni di fatto
litigiose e indicare perlomeno le prove delle quali lui chiederebbe
l'assunzione se il processo continuasse.
Tenuto conto che, come osserva con ragione l'opponente, il ricorso immediato al
Tribunale federale contro una decisione incidentale per motivi di economia
processuale secondo l'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF ha carattere eccezionale e va
ammesso in modo restrittivo (DTF 134 III 426 consid. 1.3.2 pag. 430) si deve
costatare che nel caso in esame i presupposti non sono dati, poiché il
ricorrente non ha fatto fronte all'onere di motivare che gli incombe e che,
nello stadio attuale della procedura, non è possibile dare per scontati gli
asseriti oneri straordinari della futura istruttoria.
1.2.3 Sul tema della prescrizione il ricorso è perciò inammissibile. Al
ricorrente rimarrà nondimeno la possibilità di fare valere contro la decisione
finale i propri argomenti a questo proposito (art. 93 cpv. 3 LTF).

2.
Davanti alle istanze cantonali il ricorrente ha motivato l'eccezione di
incompetenza territoriale con l'assenza di connessione tra la sua azione di
accertamento negativo e l'azione riconvenzionale proposta dal convenuto. La
Corte cantonale ha respinto l'eccezione per applicazione dell'art. 6 cpv. 1
della legge sul foro del 24 marzo 2000 (LForo; RS 272). Ha osservato che questa
norma esige una connessione materiale delle azioni, al pari degli art. 8 LDIP e
6 n. 3 CL, allo scopo di evitare giudizi contraddittori e di favorire la
liquidazione rapida ed efficace di vertenze correlate. Richiamando
abbondantemente dottrina e prassi i giudici ticinesi hanno ricordato che, per
essere proposte davanti al medesimo giudice, le due azioni non devono
necessariamente essere dello stesso tipo o avere la stessa natura, ma devono
fondarsi "sulla medesima causa fattuale o giuridica, cioè sulla stessa
fattispecie o sullo stesso contratto". Nel caso in esame, hanno concluso, "non
occorrono molte parole per affermare che le questioni oggetto delle due cause,
pur non essendo del tutto identiche, si fondano sul medesimo complesso di fatti
ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 LForo".
Anche il ricorrente riprende passaggi di giurisprudenza e commentatori, dopo di
che spiega che nel suo caso azione principale e riconvenzione "non poggiano
sulla stessa fattispecie giuridica" e "non si riferiscono nemmeno alla stessa
fattispecie materiale": l'azione principale ha per oggetto l'inesistenza del
credito posto in esecuzione dal convenuto per un risarcimento dipendente, tra
l'altro, dall'inesecuzione del mandato di amministrazione patrimoniale, mentre
con l'azione riconvenzionale egli "sembra fare riferimento ad un deposito",
senza peraltro sostanziare la propria pretesa. Il ricorrente ne conclude che
potrebbe esservi connessione tutt'al più per la pretesa dipendente dai fatti
dell'ottobre 2002, ma non per le altre, perlomeno non "per l'importo della
riconvenzionale che supera quello posto in esecuzione di fr. 2'765'000.--". Il
ricorrente ritiene infine che la sentenza del Tribunale d'appello sia
"paradossale ed arbitraria" perché avallerebbe la grande disparità esistente
tra la facilità con la quale la controparte ha potuto promuovere un'esecuzione
e una riconvenzione milionarie senza nemmeno dovere sostanziare le proprie
pretese e i mezzi di difesa a sua disposizione, che lo hanno costretto ad agire
al foro del convenuto.

3.
L'art. 6 cpv. 1 LForo stabilisce che la domanda riconvenzionale può essere
proposta davanti al giudice della domanda principale se le due azioni sono
materialmente connesse. Sul significato di questa nozione non v'è
contestazione, giacché il ricorrente ripete in altra forma le considerazioni
dell'autorità cantonale. Basta pertanto riassumere che la connessione materiale
presuppone che le azioni principale e riconvenzionale abbiano il medesimo
fondamento fattuale o giuridico, ciò che significa, in particolare, ch'esse
debbono fondarsi sui medesimi fatti o sul medesimo contratto (DTF 129 III 230
consid. 3.1 pag. 232 e, per l'art. 6 n. 3 CL, DTF 130 III 607 consid. 5).

3.1 La sentenza cantonale accerta che, secondo le indicazioni del creditore
riportate sul precetto esecutivo, la somma di fr. 2'750'000.-- vale
risarcimento "a seguito della violazione di domicilio (e) della razzia compiuta
dal detentore (l') 8/9 ottobre 2002 a Y.________ e dell'inesecuzione del
mandato di amministrazione patrimoniale"; con l'azione principale il ricorrente
ha quindi chiesto l'accertamento dell'inesistenza di queste pretese. La
sentenza accerta altresì che "con la domanda riconvenzionale il convenuto mira
alla condanna dell'attore al pagamento di fr. 5'852'387'20, somma
corrispondente ai danni cagionatigli nell'ambito del mandato di gestione
patrimoniale da lui svolto e a seguito dei fatti accaduti l'8/9 ottobre 2002 a
Y.________".
È pertanto indiscutibile che le due azioni poggiano in parte sui medesimi
fatti, ovvero nella misura in cui hanno per oggetto il risarcimento dei danni
in relazione con gli accadimenti dell'ottobre 2002, e in parte sul medesimo
contratto, laddove la causa del risarcimento è il mandato di amministrazione
patrimoniale.

3.2 Per giustificare quella che definisce "fattispecie giuridica" diversa il
ricorrente asserisce che con l'azione riconvenzionale il convenuto "sembra fare
riferimento ad un rapporto di deposito", non a un mandato di amministrazione
patrimoniale. Dimentica tuttavia che gli accertamenti di fatto del giudizio
impugnato sono vincolanti, anche quelli riguardanti i fatti procedurali
(sentenze 4A_210/2009 del 7 aprile 2010 consid. 2; 4A_272/2008 del 25 novembre
2008 consid. 5.1) e che per rimetterli in discussione davanti al Tribunale
federale occorre quindi una motivazione qualificata (art. 105 cpv. 1 e 2 LTF;
DTF 133 IV 286 consid. 6.2 pag. 288). Una contestazione generica come quella
proposta dal ricorrente, espressa persino nella forma dubitativa, non è
ammissibile.
Anche l'argomento dell'insufficienza delle allegazioni e dei documenti
concernenti il rapporto contrattuale - che curiosamente il ricorrente sviluppa
nei passaggi ove vorrebbe spiegare la diversità della "fattispecie materiale" -
è infondato (o prematuro) perché attiene al fondamento materiale dell'azione:
l'ammissione della competenza in forza dell'art. 6 cpv. 1 LForo non è di
pregiudizio alcuno per l'esame di merito che il giudice dovrà effettuare nel
corso del processo che seguirà e nell'ambito del quale dovrà anche stabilire se
il convenuto ha adempiuto il proprio onere di allegazione (per la prassi
concernente l'esame di fatti di rilievo sia per la questione pregiudiziale
della competenza, sia per il merito - la cosiddetta doppia rilevanza - si veda
DTF 134 III 27, in part. consid. 6.2.1 a pag. 34 con i riferimenti).

3.3 Ammettendo la connessione materiale di azione principale e riconvenzionale
la Corte d'appello ticinese ha pertanto applicato correttamente l'art. 6 cpv. 1
LForo. E se è data la competenza territoriale nel senso di questa norma, non
rimane spazio per correttivi di tipo equitativo, siano essi riferiti alla
facilità con la quale la legislazione vigente permette a chi si pretende
creditore di promuovere un'esecuzione contro l'asserito debitore, oppure al
rispetto del foro naturale ordinario istituito dall'art. 3 LForo.

4.
In conclusione il ricorso si avvera infondato, nella misura in cui è
ammissibile.
Gli oneri processuali vanno caricati al ricorrente in conformità con gli art.
66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso in materia civile, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 25'000.-- sono poste a carico del ricorrente, il
quale rifonderà all'opponente fr. 30'000.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 12 novembre 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Hurni