Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.557/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_557/2010

Sentenza del 6 aprile 2011
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Rottenberg Liatowitsch,
Cancelliere Piatti.

Partecipanti al procedimento
1. A.A.________,
2. B.A.________,
patrocinati dall'avv. Paola Masoni D'Andrea,
ricorrenti,

contro

1. C.C.________,
2. D.C.________,
3. E.C.________,
patrocinati dall'avv. Damiano Brusa,
opponenti.

Oggetto
decreto esecutivo; rendiconto,

ricorso contro il decreto esecutivo emanato
il 17 settembre 2010 dal Pretore del distretto
di Lugano.

Fatti:

A.
A.a Tra il 1989 e il 1995 gli avv. B.A.________ e A.A.________ hanno assistito
F.C.________ nella tutela dei suoi interessi ereditari nella successione della
madre. Una volta terminato il mandato, sono sorti gravi disaccordi in merito
alla remunerazione dei legali. F.C.________ è deceduto il 20 aprile 2005 e i
suoi eredi C.C.________, D.C.________ e E.C.________ (in seguito eredi
C.________) gli sono subentrati nella lite.

B.
Con precetto esecutivo del 6 settembre 2006 C.C.________, D.C.________ e
E.C.________ hanno richiesto ai predetti avvocati diverse informazioni con la
consegna di documenti, in adempimento dell'obbligo di rendere conto di cui
all'art. 400 CO. La procedura di opposizione al precetto esecutivo si è
conclusa con la sentenza del 9 giugno 2008 in cui il Tribunale federale ha
stabilito, in parziale accoglimento di un ricorso in materia civile dei
precettati, che essi sono tenuti a consegnare ai precettanti:
una copia dell'atto di cessione avv. A.A.________ e B.A.________ a Fondazione
G.________ del 29 dicembre 1994;
il resoconto degli onorari fatturati in relazione alla petizione del 14
settembre 1990 nella causa ereditaria promossa contro il dottor H.________;
il resoconto scritto indicante i motivi per cui le cartelle ipotecarie gravanti
su villa xxx, appartenenti a I.________ conformemente ai bilanci della stessa
fondazione nonché al certificato del creditore del 5.11.1990 sono state
trattenute e quindi (asseritamente) cedute alla fondazione di famiglia dei
precettati.

C.
Il 15 dicembre 2008, reputando che gli avv. B.A.________ e A.A.________ non
avessero dato integralmente seguito alla sentenza del Tribunale federale, gli
eredi C.________ hanno nuovamente adito il Pretore del distretto di Lugano, con
un'istanza tendente all'emanazione del decreto esecutivo giusta l'art. 497 CPC/
TI per ottenere la consegna dei predetti atti. Con sentenza del 19 maggio 2010,
dopo aver ritenuto che il diritto di essere sentito dei citati legali è stato
violato, il Tribunale federale ha annullato il decreto del 15 dicembre 2009 con
cui il Pretore aveva ordinato di consegnare agli istanti la documentazione
enunciata nella sentenza del 9 giugno 2008 e ha rinviato la causa al primo
giudice per nuova decisione.

D.
Statuendo nuovamente con decreto esecutivo del 17 settembre 2010 il Pretore ha
ordinato, con la comminatoria di cui all'art. 292 CP, agli avv. A.A.________ e
B.A.________ di consegnare entro 15 giorni a C.C.________, D.C.________ e
E.C.________, tramite il loro patrocinatore, la seguente documentazione:
copia dell'atto di cessione avv. A.A.________ e B.A.________ a Fondazione
G.________ del 29 dicembre 1994;
una tabella sintetica, con relativi giustificativi, degli onorari fatturati in
relazione alla petizione del 14 settembre 1990 nella causa ereditaria promossa
contro il dott. H.________;
un rendiconto sintetico, integrato dei documenti giustificativi, prendendo come
punto di partenza il doc. NNC in merito ai motivi per cui le cartelle
ipotecarie gravanti la villa xxx, appartenenti a I.________ conformemente ai
bilanci della stessa fondazione nonché al certificato del creditore del
5.11.1990, sono state trattenute e quindi (asseritamente) cedute alla
fondazione di famiglia dei precettati.
Dopo aver specificato che il procedimento verte sulla questione di sapere se
dopo la relativa decisione i convenuti abbiano volontariamente dato rendiconto,
il Pretore ha innanzi tutto ritenuto che quest'ultimi non hanno prodotto l'atto
di cessione. Il Giudice di prime cure ha poi considerato che i menzionati
legali hanno invece dato una certa rendicontazione con riferimento alla causa
ereditaria promossa nei confronti del dott. H.________, ma non hanno fornito
una tabella sintetica degli onorari fatturati, con i relativi documenti
giustificativi, e ha infine indicato che essi hanno pure omesso di produrre i
documenti a sostegno degli argomenti indicati nel doc. NNC da loro redatto e da
utilizzare quale base per l'allestimento di un rendiconto sintetico.

E.
E.a Il 5 ottobre 2010 gli avv. B.A.________ e A.A.________ hanno adito il
Tribunale federale con un ricorso in materia civile e un ricorso sussidiario in
materia costituzionale con cui chiedono, previo conferimento dell'effetto
sospensivo all'impugnativa, l'annullamento del predetto decreto esecutivo,
l'ammissione negli atti della Pretura dei documenti annessi alla comparsa 20
novembre 2009 e la reiezione dell'istanza di decreto esecutivo. In via
subordinata domandano che, nell'eventualità in cui dovesse essere mantenuto un
ordine relativo alla consegna della cessione, sia imposto al magistrato di
prendere una specificata serie di cautele.
E.b Con decreto del 7 ottobre 2010 la Presidente della Corte adita ha ordinato
che fino alla decisione sulla richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo
non può essere adottata alcuna misura di esecuzione del giudizio impugnato.
E.c Il 18 ottobre 2010 i ricorrenti hanno prodotto una breve memoria
integrativa ai loro ricorsi.
E.d Con risposta 21 gennaio 2011 C.C.________, D.C.________ e E.C.________
propongono che la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al gravame
sia respinta, che il ricorso in materia civile e il ricorso sussidiario in
materia costituzionale siano dichiarati inammissibili rispettivamente, in via
subordinata, che siano respinti. Il Pretore si è invece rimesso al giudizio di
questo Tribunale.

Diritto:

1.
Nella sentenza 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 fra le medesime parti, il
Tribunale federale si è già diffusamente espresso sull'ammissibilità di un
ricorso in materia civile contro un decreto esecutivo emanato ai sensi
dell'art. 497 CPC/TI da un Pretore ticinese. Tali considerazioni rimangono
interamente valide nella fattispecie, nonostante l'entrata in vigore il 1°
gennaio 2011 del Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), poiché il
decreto impugnato è stato comunicato alle parti prima di tale data (art. 405
cpv. 1 CPC). Sia il presente ricorso in materia civile che lo scritto
integrativo del 18 ottobre 2010 sono stati consegnati alla posta svizzera (art.
48 cpv. 1 LTF) entro il termine ricorsuale di 30 giorni previsto dall'art. 100
cpv. 1 LTF e si rivelano pertanto ricevibili.

2.
Vista la proponibilità del ricorso in materia civile, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale si rivela di primo acchito inammissibile (DTF 133 III
545 consid. 5 pag. 552).

3.
Considerato il tenore dell'impugnativa, prima di chinarsi sulle argomentazioni
ivi sollevate, occorre ribadire i principi applicabili all'esame di un ricorso
in materia civile.

3.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio il diritto federale (art. 106 cpv.
1 LTF). Nondimeno, secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, l'atto ricorsuale deve
contenere le conclusioni della parte ricorrente e i motivi su cui esse si
fondano. Occorre spiegare in maniera concisa perché l'atto impugnato viola il
diritto. La motivazione deve essere riferita all'oggetto del litigio, in modo
che si capisca perché e su quali punti la decisione contestata è impugnata (DTF
133 IV 286 consid. 1.4; 131 II 449 consid. 1.3). Quando viene fatta valere la
violazione di diritti fondamentali le esigenze di motivazione sono più severe:
giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina simili censure
soltanto se il ricorrente le solleva e motiva in modo circostanziato (DTF 136
II 304 consid. 2.5). Per lamentare con un'ammissibile censura la violazione del
divieto dell'arbitrio non è segnatamente sufficiente formulare una critica
meramente appellatoria (DTF 136 II 489 consid. 2.8) e contestare la decisione
impugnata come in una procedura d'appello, nella quale l'autorità di ricorso
gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella
dell'autorità cantonale (DTF 134 II 349 consid. 3).

3.2 In linea di principio il Tribunale federale fonda il suo ragionamento
giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105
cpv. 1 LTF) e può scostarsene o completarlo unicamente se è stato effettuato in
violazione del diritto nel senso dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente
inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella
sentenza impugnata può essere censurato alle stesse condizioni (art. 97 cpv. 1
LTF). Poiché la definizione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella
dell'arbitrio (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2) e configura a sua volta la
violazione di un diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid.
1.4.1), valgono le accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv.
2 LTF.

Giova rammentare che, per giurisprudenza invalsa, l'arbitrio non si realizza
già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o
addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale
annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il
giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua
motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto
contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un
principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il
sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4, con
rinvii).

Per quanto concerne più in particolare l'apprezzamento delle prove e
l'accertamento dei fatti, il giudice - il quale in questo ambito dispone di un
ampio potere discrezionale - incorre nell'arbitrio se misconosce manifestamente
il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza valida ragione di
tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare
l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto ponendosi in aperto
contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF
134 V 53 consid. 4.3 pag. 62; 129 I 8 consid. 2.1).

3.3 In concreto, l'impugnativa in cui argomenti di diritto e di fatto si
accavallano e spesso si esauriscono in un'apodittica elencazione di norme,
disattende ampiamente le esigenze di motivazione suesposte e si rivela di
difficile lettura. Qui di seguito il Tribunale federale vaglierà unicamente le
tesi ricorsuali che sono sufficientemente individuabili, atteso che le altre si
appalesano di primo acchito inammissibili.

4.
Giova innanzi tutto premettere che, contrariamente a quanto indicato nel
ricorso, il Pretore non ha integralmente accolto l'istanza dei qui opponenti.
Infatti, nei motivi del decreto impugnato il Giudice di prime cure ha
riconosciuto che i precettati avevano provveduto a una certa rendicontazione e
ha indicato che essi non sono integralmente soccombenti; nel dispositivo ha poi
unicamente posto 2/3 della tassa di giustizia a loro carico.

5.
l ricorrenti non possono nemmeno essere seguiti quando ritengono che la sorte
dei documenti prodotti con la comparsa del 20 novembre 2009 sia incerta, perché
il Pretore non avrebbe - almeno formalmente - deciso sulla loro assunzione. Dal
giudizio impugnato, in cui vengono esplicitamente menzionati due documenti
prodotti con tale allegato (doc. NNB e NNC) e date precise indicazioni su
quanto viene ancora richiesto, emerge che il giudice di prime cure ha vagliato
la documentazione allegata dai ricorrenti e ha negato che quest'ultimi abbiano
già dato integralmente e volontariamente rendiconto.

Delle argomentazioni ricorsuali sollevate in questo ambito, l'unica che non si
rivela di primo acchito inammissibile dal profilo dell'art. 106 cpv. 2 LTF è
quella concernente una violazione del diritto di essere sentito asseritamente
cagionata da un'insufficiente motivazione del decreto impugnato. La censura si
rivela tuttavia infondata. Infatti, l'art. 29 cpv. 2 Cost. non impone al
giudice di esporre e discutere tutti gli argomenti invocati dalle parti, ma
egli può limitarsi alle questioni pertinenti (DTF 135 III 670 consid. 3.3.1),
con una motivazione che permetta agli interessati di capire la portata della
decisione ed impugnarla con cognizione di causa (DTF 135 III 513 consid.
3.6.5). Già dalla semplice lettura dell'atto di ricorso di 24 pagine (senza la
memoria integrativa) inoltrato a questo Tribunale emerge che la motivazione del
decreto esecutivo, ritenuta carente dai ricorrenti, non ha impedito loro di
comprendere ed attaccare la decisione pretorile. Non rientra invece nel campo
di applicazione della garanzia costituzionale in discussione, la questione di
sapere se la conclusione a cui è giunto il Pretore (parziale inadempienza
dell'obbligo di rendiconto) sia conforme al diritto.

6.
Il Codice di procedura civile ticinese prevede che, in linea di principio,
l'esecuzione si propone con il precetto esecutivo (art. 489 CPC/TI). Se il
precettato non ha fatto opposizione o se questa è stata rigettata, la parte che
vuole proseguire nell'esecuzione ha diritto di ottenere dal pretore il decreto
esecutivo (art. 497 cpv. 1 CPC/TI). Giusta la qui incontestata giurisprudenza
cantonale allo stadio dell'emanazione del decreto esecutivo il giudice non può
più esaminare la validità, il contenuto o la realtà dell'obbligazione; egli può
unicamente rifiutarsi di rilasciare tale decreto se vi si oppongano motivi di
ordine pubblico (Rep. 1990 pag. 287; 1967 pag. 144).

Nella fattispecie nemmeno i ricorrenti affermano di aver consegnato ai
precettanti una copia da cui risulta il testo integrale dell'atto di cessione
del 29 dicembre 1994, ma sollevano una serie di critiche rivolte contro
l'obbligo di produrre senza condizioni tale atto. Queste censure - che non
concernono motivi di ordine pubblico - si rivelano tuttavia inammissibili nella
presente procedura: come già indicato nella sentenza del 19 maggio 2010 di
questo Tribunale, le modalità di consegna del citato atto di cessione avrebbero
dovuto essere proposte nell'ambito della causa sull'azione di rendiconto
(consid. 4.2).

7.
A differenza della consegna del predetto atto di cessione, la consegna di un
resoconto richiede dal mandatario l'allestimento di un atto che adempie precisi
requisiti. Infatti, per soddisfare l'art. 400 cpv. 1 CO il rendiconto deve
essere sufficientemente dettagliato, comprensibile e menzionare tutti gli
elementi essenziali (ROLF H. WEBER, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I,
4a ed. 2007, n. 4 ad art. 400 CO; WALTER FELLMANN, Commento bernese, n. 20 ad
art. 400 CO), nonché essere corredato dai relativi documenti giustificativi
(FELLMANN, op. cit., n. 28 ad art. 400 CO), atteso che l'obbligo di render
conto garantisce al mandante la possibilità di ottenere chiarezza sul modo in
cui è stato svolto il mandato (DTF 110 II 181 consid. 2).

Sapere se i ricorrenti abbiano adempiuto l'obbligo di rendiconto e segnatamente
se il resoconto soddisfi le predette esigenze è una questione che concerne gli
accertamenti di fatto rispettivamente la valutazione delle prove agli atti e
soggiace quindi alle severe esigenze di motivazione previste dall'art. 106 cpv.
2 LTF (v. supra consid. 3.1 e 3.2).

7.1 Con riferimento agli onorari fatturati in relazione alla petizione 14
settembre 1990, i ricorrenti affermano in sostanza che la loro rendicontazione
sarebbe chiara e completa e ritengono che l'obbligo di produrre una tabella
sintetica sia segnatamente arbitrario e violi l'art. 400 CO. Pure l'obbligo di
fornire "i relativi giustificativi fatturati" sarebbe lesivo di quest'ultimo
articolo e di una serie di diritti fondamentali.

Nella fattispecie l'argomentazione ricorsuale (diretta contro un accertamento
di fatto della decisione impugnata), secondo cui la rendicontazione sarebbe
chiara e completa è puramente appellatoria e si rivela quindi inammissibile.
Inconferente appare in concreto anche la lamentela formulata contro l'ordine di
fornire una tabella sintetica. Infatti, nel ricorso sfociato nella sentenza del
19 maggio 2010 (consid. 5 pag. 7), i ricorrenti avevano rimproverato al Pretore
di averli lasciati nell'incertezza sulla natura di eventuali complementi
ritenuti necessari. Ora, prevedendo la produzione di una tabella sintetica
degli onorari fatturati, il giudice di prime cure ha dissipato tale dubbio,
specificando quale atto debba ancora essere allestito per poter ritenere
l'obbligo di rendiconto adempiuto con riferimento agli onorari attinenti alla
nota petizione. Alla luce della mole dell'incartamento - in cui, come già
indicato nella sentenza del 19 maggio 2010 (consid. 6.2.2), vi sono molti
documenti del tutto irrilevanti - non è nemmeno possibile affermare che il
Pretore abbia abusato del suo potere di apprezzamento, chiedendo -
manifestamente al fine di rendere il rendiconto comprensibile - l'allestimento
di una tabella sintetica. Infine, come già indicato al precedente considerando,
l'obbligo di rendiconto include pure la produzione di documenti giustificativi,
motivo per cui anche la critica - in gran parte inintelligibile - diretta
contro l'obbligo di produrre tali documenti appare infondata.

7.2 Pure con riferimento ai motivi per la trattenuta e asserita cessione delle
cartelle ipotecarie gravanti la villa xxx, i ricorrenti asseverano di aver
effettuato una rendicontazione completa, con una cronistoria esaustiva nel doc.
NNC. Sostengono inoltre che non potrebbe essere loro imposta la produzione di
documenti giustificativi: affermano che essa non è prevista dalla sentenza del
Tribunale federale e che i documenti "più importanti" sarebbero "tutti
notoriamente nelle mani delle controparti", perché prodotti nella "apparentata"
procedura avviata da una fondazione, pure patrocinata dal legale dei qui
opponenti.

Con riferimento a quest'ultima doglianza occorre ribadire che l'obbligo di
rendiconto include pure la produzione dei relativi documenti giustificativi,
motivo per cui la critica ricorsuale risulta infondata. Per poter ritenere
soddisfatto tale obbligo non basta nemmeno che, come asserito nel ricorso, i
documenti "più importanti" siano stati prodotti in una - altra - causa pendente
fra i ricorrenti e una parte assistita dall'avvocato degli opponenti. Per il
resto giova rilevare che il Pretore non ha ignorato il documento NNC allestito
dai ricorrenti, ma lo ha ritenuto il "punto di partenza" per un rendiconto
sintetico integrato dei documenti giustificativi. Ora, a giusta ragione nemmeno
i ricorrenti pretendono che tale documento menzioni - tutti - i documenti a
sostegno dei fatti che riporta. È vero che i ricorrenti ritengono di aver
adempiuto il loro obbligo di rendiconto, oltre che con il predetto documento
NNC, anche con i documenti PP1 e PP2, ma ancora una volta si limitano ad
inammissibilmente contrapporre la loro opinione a quella del giudice di prime
cure, senza formulare alcuna critica idonea a far apparire quest'ultima
insostenibile. Ne segue che in definitiva l'argomentazione ricorsuale, secondo
cui la rendicontazione finora effettuata sarebbe chiara e completa, si rivela
puramente appellatoria e quindi inammissibile.

8.
Da quanto precede discende che il ricorso, nella ridotta misura in cui risulta
ammissibile, si appalesa infondato e come tale va respinto. Con l'evasione
dell'impugnativa la domanda di effetto sospensivo è divenuta caduca. Le spese
processuali e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e art. 68
cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso sussidiario in materia costituzionale è inammissibile.

2.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso in materia civile è respinto.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico dei ricorrenti, che
rifonderanno, in solido, agli opponenti fr. 2'500.-- a titolo di ripetibili per
la sede federale.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e al Pretore del distretto di
Lugano.

Losanna, 6 aprile 2011

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Piatti