Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.60/2010
Zurück zum Index I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010
Retour à l'indice I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2010


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_60/2010

Sentenza del 20 agosto 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Rottenberg Liatowitsch, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Carlo Brusatori,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinata dall'avv. Curzio Fontana,
opponente.

Oggetto
contratto di compravendita,

ricorso contro la sentenza emanata il 4 dicembre 2009 dalla II Camera civile
del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Il 6 settembre 2000 A.________ ha acquistato da B.________ azioni di società
appartenenti al gruppo A.________ per il prezzo di fr. 402'095.40, pagabile
secondo diverse modalità. L'acquirente non ha soluto le ultime due rate di fr.
75'000.-- l'una.
Il 5 febbraio 2004 B.________ ha fatto notificare a A.________ un precetto
esecutivo per l'importo di fr. 150'000.-- oltre a interessi e spese.
L'opposizione del debitore è stata rigettata in via provvisoria il 28 maggio
2004.

B.
Il 28 giugno 2004 A.________ ha avviato davanti al Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 3, un'azione di accertamento dell'inesistenza del debito
secondo l'art. 83 cpv. 2 LEF. Sosteneva che la venditrice lo aveva indotto a
concludere il contratto sottacendogli la situazione reale del fondo xxx di
Arbedo-Castione, di proprietà della A.________SA, in particolare i costi
effettivi di sgombero dei materiali inerti e da costruzione che vi erano
depositati sopra nonché di quelli utilizzati per livellare il terreno; in
conseguenza di ciò le azioni comperate avrebbero a suo dire un minor valore di
fr. 150'000.-- almeno. B.________ si è opposta all'azione obiettando che
A.________ era a conoscenza dello stato del fondo.
Il Pretore ha respinto l'azione con sentenza del 19 agosto 2008, negando
l'adempimento dei presupposti dell'art. 28 CO.
La successiva appellazione dell'attore è stata a sua volta respinta, nella
misura in cui era ammissibile, dalla II Camera civile del Tribunale di appello
ticinese, con sentenza il 4 dicembre 2009.

C.
A.________ insorge davanti al Tribunale federale con un ricorso in materia
civile del 27 maggio 2009. Chiede in via principale che sia accertata
l'inesistenza del debito di fr. 150'000.-- oggetto dell'esecuzione n. 1022017
del 5 febbraio 2004 dell'Ufficio di esecuzione di Lugano; in via subordinata
l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio della causa all'autorità
cantonale per nuovo giudizio. Chiede inoltre che sia ordinato un sopralluogo
sulla particella xxx di Arbedo-Castione.
Con risposta del 10 marzo 2010 B.________ propone la reiezione del gravame,
mentre l'autorità cantonale non ha formulato osservazioni.
Al ricorso è stato conferito effetto sospensivo con decreto del 22 febbraio
2010.
Con istanza del 29 aprile 2010 A.________ chiede l'acquisizione di una nuova
perizia sui costi di sgombero del terreno.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla
propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio (art. 29 cpv. 1 LTF; DTF
135 III 212 consid. 1 pag. 216 con rinvii).

1.1 Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF in relazione con l'art. 46
cpv. 1 lett. b LTF) dalla parte soccombente nella sede cantonale (art. 76 cpv.
1 lett. a LTF) contro una decisione finale (art. 90 LTF) pronunciata
dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa
civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso supera fr. 30'000.--
(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF), il ricorso è ricevibile, perlomeno sotto questo
profilo.

1.2 In linea di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento
giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105
cpv. 1 LTF); può scostarsene solo se è stato svolto in violazione del diritto
ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto ovvero arbitrario
(art. 105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza
impugnata può essere criticato alle stesse condizioni; occorre inoltre che
l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante
sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 LTF). Tocca alla parte che propone una
fattispecie diversa da quella contenuta nella sentenza querelata il compito di
esporre in maniera circostanziata il motivo che la induce a ritenere adempiute
queste condizioni (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 133 IV 286 consid. 6.2).

1.3 Nel campo dell'apprezzamento delle prove (o dell'accertamento dei fatti in
genere) il giudice cantonale fruisce di un grande potere discrezionale. Chi
invoca l'arbitrio deve pertanto dimostrare che la sentenza impugnata ha
ignorato il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso senza ragioni
valide di tenere conto di una prova importante suscettibile di modificare
l'esito della lite, oppure ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto
contrasto con gli atti di causa o interpretando questi in modo insostenibile
(DTF 129 III 8 consid. 2.1 pag. 9).

1.4 Il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale
(art. 106 cpv. 1 LTF). Nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e
motivazione posto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, la cui mancata osservanza
conduce all'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF), esso
esamina di regola solo le censure sollevate (DTF 133 III 545 consid. 2 pag.
550; 133 II 249 consid. 1.4.1 pag. 254). Ciò significa che nell'allegato
ricorsuale occorre spiegare in maniera concisa perché l'atto impugnato viola il
diritto federale; la motivazione deve essere riferita all'oggetto del litigio,
in modo che si capisca perché e su quali punti la decisione contestata è
impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Un rinvio agli atti cantonali non è
sufficiente sotto il profilo dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF. Non spetta al
Tribunale federale completare lo scritto sottoposto al suo esame andando a
consultare le impugnative presentate nella sede cantonale (cfr. DTF 133 II 396
consid. 3.2).

1.5 Quando è fatta valere la violazione di diritti fondamentali e di
disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione
sono più rigorose. Il Tribunale federale tratta queste censure solo se la parte
ricorrente le ha debitamente sollevate e motivate, come prescritto dall'art.
106 cpv. 2 LTF (combinato con l'art. 42 LTF; DTF 134 II 244). Il campo di
applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di
diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali (DTF 133 III 397
consid. 6 pag. 397, 638 consid. 2). Ne discende che l'allegato ricorsuale deve
indicare chiaramente i diritti costituzionali che si pretendono violati, e
precisare altresì in che consiste tale violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.2;
133 III 393 consid. 6).

2.
La Corte cantonale, posto che l'art. 83 cpv. 2 LEF non sovverte l'onere della
prova e ricordati i requisiti dell'art. 28 CO, ha stabilito che "l'attore non
ha saputo in alcun modo suffragare con elementi oggettivi" il dolo che avrebbe
commesso la convenuta, perché non si può "ritenere provato che la sua decisione
di acquisire i pacchetti di azioni di tre società del gruppo A.________
detenuti dalla convenuta sia stata influenzata dall'evocazione da parte di
quest'ultima di circostanze inveritiere o dal suo consapevole silenzio su
circostanze di cui era in buona fede tenuta a rendere partecipe l'attore". In
particolare i giudici ticinesi hanno accertato, basandosi su documenti e
testimonianze agli atti, indicate in modo preciso, che l'attore conosceva la
situazione della discarica, che non poteva d'altronde ignorare nemmeno per la
sua veste di presidente del consiglio di amministratore e azionista di
maggioranza della A.________SA, proprietario del fondo, mentre la convenuta non
ricopriva funzioni dirigenziali e operative e non era perciò tenuta a saperlo
né a dare informazioni particolari prima della conclusione del contratto.

Prima di giungere a questa conclusione la Corte cantonale ha posto in dubbio la
ricevibilità dell'appello nel suo insieme, ha respinto una domanda di
sopralluogo giudicata inutile e ha considerato irricevibili i nuovi argomenti
fondati sugli art. 1, 2, 97 e 120 CO.

3.
A mente del ricorrente i giudici d'appello hanno leso l'obbligo di motivare
prescritto dall'art. 285 CPC, commettendo altresì un "diniego di giustizia
materiale".
La censura è infondata. Il riassunto che precede rende palese che la
motivazione della sentenza cantonale è chiarissima, spiega in modo preciso le
ragioni che hanno portato alla reiezione dell'azione e pone il ricorrente nella
situazione di potere ricorrere con piena conoscenza di causa. La garanzia
minima dell'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 134 I 83 consid. 4.1 e riferimenti) è
così rispettata e il ricorrente non sostiene che l'art. 285 CPC sia più
esigente.

4.
Per il resto l'atto di ricorso è essenzialmente un'esposizione lunga e
ripetitiva, di natura appellatoria, con la quale il ricorrente critica con toni
a tratti assai polemici l'operato dei giudici della Corte cantonale, opponendo
globalmente il proprio punto di vista alle loro considerazioni, senza
confrontarsi con i singoli accertamenti di fatto, prim'ancora che con le
considerazioni giuridiche, della sentenza impugnata. Il gravame è pertanto
d'acchito inammissibile nella misura in cui è volto contro l'accertamento dei
fatti, non essendo individuabili censure di arbitrio motivate correttamente,
ovvero non spiegando il ricorrente quali accertamenti puntuali del giudizio
cantonale avrebbero ignorato o male interpretato quali elementi di prova
precisi. Valgano nondimeno le considerazioni che seguono.

5.
La tesi di fondo del ricorrente - ripetuta innumerevoli volte, o "fino alla
noia", come egli stesso scrive - è che il Tribunale di appello abbia confuso la
situazione della discarica sotto e sopra la "quota 0" del terreno, la seconda
essendo determinante sotto i profilo del dolo. Tuttavia il ricorrente, pur
asserendo qua e là che tale errore violerebbe il divieto d'arbitrio o il
diritto di essere sentiti, non sostanzia affatto l'arbitrio, non spiega con
quali prove precise l'accertamento contestato sarebbe inconciliabile, né quali
distinzioni il Tribunale di appello avrebbe dovuto effettuare e quali
conseguenze concrete esse avrebbero avuto sull'esito della lite. Per tacere del
fatto che l giudici ticinesi hanno accertato che l'attore conosceva gli
"sconsiderati depositi - il drammatico problema dei materiali depositati
illegalmente - l'attuale abusiva discarica di materiali commercialmente
inutilizzabili", considerando così palesemente anche lo stato in superficie del
terreno.

6.
In diritto il ricorrente censura, tra l'altro, la violazione degli art. 1, 20,
28, 97, 151 e 197 CO, nonché del principio della parità di trattamento.
In parte argomentazioni analoghe sono state giudicate nuove e irricevibili già
dal Tribunale di appello, in applicazione degli art. 321 cpv. 1 e 75 CPC e sono
inammissibili anche davanti al Tribunale federale, giacché il ricorrente non
sostanzia l'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale. Per il resto esse
poggiano sul presupposto di fatto secondo cui il ricorrente non avrebbe
conosciuto la situazione della discarica al momento di contrarre e sarebbe di
conseguenza stato ingannato dalla venditrice. Dal momento che gli accertamenti
di fatto determinanti del giudizio cantonale dicono l'esatto contrario, il
gravame si avvera inammissibile anche sotto questo profilo.

7.
Il ricorrente chiede che sia effettuato un sopralluogo e acquisita una nuova
perizia, ma non si premura di addurre l'adempimento delle condizioni che
permettono di portare davanti al Tribunale federale fatti e prove nuove (art.
99 cpv. 1 LTF; cfr. DTF 133 III 393 consid. 3 pag. 395). Anche queste domande
sono di conseguenza inammissibili.

8.
Per i motivi che precedono il ricorso, nella misura limitata in cui è
ammissibile, è infondato.

Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza: esse sono pertanto
poste a carico del ricorrente (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 e 2 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Le istanze per assunzione di prove sono inammissibili.

2.
Il ricorso in materia civile, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 5'500.-- sono poste a carico del ricorrente, il
quale rifonderà all'opponente fr. 6'500.-- per ripetibili della sede federale.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 20 agosto 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Hurni