Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.73/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_73/2010

Sentenza del 20 agosto 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Rottenberg Liatowitsch,
Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinata dall'avv. Gianluca Generali,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinata dall'avv. Giampiero Berra,
opponente.

Oggetto
contratto di compravendita internazionale,

ricorso contro la sentenza emanata il 16 dicembre 2009 dalla II Camera civile
del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A.
La succursale svizzera della società olandese A.________, concessionaria della
società italiana C.________ Srl, ha venduto alla società francese B.________
una macchina per l'avvolgimento di filo in acciaio inossidabile e per
saldatura. Il contratto stabiliva il prezzo di EUR 82'633.-- (da pagarsi in
ragione del 30 % all'ordine e del 70 % alla consegna) e conteneva una proroga
di foro a favore del Tribunale di Lugano. La messa in esercizio della macchina
ha rivelato difetti di rendimento, per cui l'acquirente non ha pagato la
seconda rata del prezzo.

B.
Il 10 febbraio 2003 la A.________, asserendo in sostanza che le difficoltà
erano dovute al filo tubolare utilizzato dalla B.________, ha avviato una causa
civile davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1: ha chiesto la
condanna della convenuta al pagamento di EUR 79'674.80, dei quali EUR 57'843.--
costituivano il saldo del prezzo di vendita e EUR 21'813.80 il credito ceduto
all'attrice dalla C.________ Srl, la quale aveva effettuato e fatturato
interventi propri sulla macchina.
La convenuta si è opposta alla petizione obiettando che i difetti erano
imputabili all'attrice, della quale ha chiesto in via riconvenzionale la
condanna al pagamento di EUR 90'000.-- per minor valore della macchina e danni
consecutivi al cattivo funzionamento.
Il Pretore ha accolto parzialmente entrambe le azioni: la petizione per EUR
52'657.--, la domanda riconvenzionale per EUR 3'000.--.

C.
Adita dalla convenuta, il 16 dicembre 2009 la II Camera civile del Tribunale di
appello ticinese ha ridotto la somma riconosciuta a favore dell'attrice a EUR
47'843.-- e ha accolto la domanda riconvenzionale per l'intero importo di EUR
90'000.--.

D.
L'attrice insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile
del 29 gennaio 2010. Domanda la conferma della decisione emanata in prima
istanza.
Con osservazioni dell'8 marzo 2010 la convenuta propone in via principale di
dichiarare il ricorso inammissibile, in via subordinata di respingerlo.
L'autorità cantonale non ha presentato osservazioni.
La richiesta di concessione dell'effetto sospensivo è stata respinta con
decreto presidenziale del 22 febbraio 2010.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla
propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio (art. 29 cpv. 1 LTF; DTF
135 III 212 consid. 1 pag. 216 con rinvii).

1.1 Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 in relazione con l'art. 46 cpv.
1 lett. c LTF) dalla parte parzialmente soccombente nella sede cantonale (art.
76 cpv. 1 lett. a LTF) contro una decisione finale (art. 90 LTF) pronunciata
dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa
civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso supera fr. 30'000.--
(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF), il ricorso è ricevibile, perlomeno sotto questo
profilo.

1.2 Il Tribunale federale esamina d'ufficio il diritto federale (art. 106 cpv.
1 LTF), tenuto però conto dell'obbligo minimo di allegazione e motivazione
imposto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF (DTF 134 III 102 consid. 1.1 pag. 104). Le
esigenze sono più rigorose quando è fatta valere la violazione di diritti
fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale. Il
Tribunale federale esamina queste censure solo se la parte ricorrente le ha
debitamente sollevate e motivate, come prescritto dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF
134 II 244 consid. 2.2).

2.
La ricorrente dichiara di insorgere contro la valutazione delle prove e
l'accertamento dei fatti effettuati dal Tribunale di appello, che ritiene
insostenibili e arbitrari, perché, contrariamente a quanto fatto dal Pretore,
non tengono in considerazione le conclusioni peritali.

2.1 In linea di principio il Tribunale federale fonda il suo ragionamento
giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105
cpv. 1 LTF); può scostarsene o completarlo solo se è stato effettuato in
violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente
inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF).
L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata può essere
censurato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione
dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della
causa (art. 97 cpv. 1 LTF). Spetta alla parte che si prevale di una fattispecie
diversa da quella accertata in sede cantonale il dovere di esporre in maniera
circostanziata il motivo che la induce a ritenere adempiute queste condizioni e
di spiegare che il procedimento avrebbe avuto un esito diverso qualora i fatti
fossero stati accertati in maniera conforme al diritto. Dato che la definizione
di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella di arbitrario (DTF 133 II 249
consid. 1.2.2 pag. 252) e configura dunque a sua volta la violazione di un
diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1 pag. 39),
valgono le esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF.

2.2 Nel campo dell'apprezzamento delle prove (o dell'accertamento dei fatti in
genere) il giudice cantonale fruisce di un grande potere discrezionale. Chi
invoca l'arbitrio deve pertanto dimostrare che la sentenza impugnata ha
ignorato il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso senza ragioni
valide di tenere conto di una prova importante suscettibile di modificare
l'esito della lite, oppure ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto
contrasto con gli atti di causa o interpretando questi in modo insostenibile
(DTF 129 III 8 consid. 2.1 pag. 9).

Una critica degli accertamenti di fatto eseguiti dall'autorità cantonale che
non ossequia i requisiti appena esposti è inammissibile (DTF 133 III 350
consid. 1.3 pag. 351 seg., 133 III 393 consid. 7.1 pag. 398, 133 III 462
consid. 2.4 pag. 466 seg.).

2.3 La ricorrente enuncia bene queste regole, ma nell'applicazione pratica
gliene sfugge l'essenza.
2.3.1 L'argomento di fondo della ricorrente è che la Corte cantonale ha fatto
uso in modo insostenibile della perizia giudiziaria, ignorando o "stravolgendo"
in modo arbitrario accertamenti determinanti. Primo fra tutti quello
concernente il filo utilizzato dalla convenuta, che, a suo dire, sarebbe la
causa del rendimento insufficiente della macchina. Le sue argomentazioni sono
però generiche, senza riferimenti puntuali ai passaggi della perizia (o delle
testimonianze) che i giudici ticinesi avrebbero travisato. E soprattutto la
ricorrente non si confronta con la motivazione precisa della sentenza
impugnata, la quale non ha affatto omesso di considerare l'influenza del filo
utilizzato sul rendimento della macchina; ha invece accertato che la perizia
giudiziaria "ha smentito la tesi attorea secondo cui il filo tubulare della
convenuta all'origine dei problemi riscontrati non sarebbe conforme al
contratto", con l'indicazione delle pagine del referto peritale ove ciò è
avvenuto.
2.3.2 Le medesime considerazioni valgono per l'indennità di EUR 12'000.--
riconosciuta in appello alla convenuta a rifusione parziale delle spese
sostenute per modificare la macchina. La ricorrente non si china
sull'argomentazione del giudizio cantonale che, sempre con rinvii precisi al
referto peritale, ha negato che gli interventi sulla macchina costituissero
migliorie e ha quantificato il costo in EUR 3'000.-- moltiplicato per quattro
anni.
2.3.3 Per calcolare l'onere supplementare dell'addetto alla sorveglianza della
macchina il Tribunale di appello ha costatato che dal prospetto pubblicitario
allegato alla prima offerta si evinceva che sarebbe bastato un operatore a metà
tempo, mentre la perizia ha accertato che per la macchina fornita dall'attrice
occorre una sorveglianza a tempo pieno: moltiplicando la metà dello stipendio
percepito dall'operatore per i sei anni di durata presumibile della macchina è
arrivato a un totale di EUR 56'244.30.

A questo proposito le critiche della ricorrente sono un poco più mirate. Essa
sostiene che la motivazione impugnata è manifestamente errata perché ignora gli
accertamenti concreti del perito, prevalenti sul contenuto del prospetto
pubblicitario, secondo i quali una macchina del genere richiede la presenza
continua dell'operatore. La Corte cantonale, laddove accenna a quanto stabilito
dal Pretore, prende in considerazione tali accertamenti, giudicandoli però
irrilevanti; essa reputa invece determinante "il minor impiego di manodopera
prospettato a suo tempo dalla convenuta", ossia ciò che l'attrice aveva
effettivamente promesso. Contro quest'argomentazione la ricorrente dice poco:
non spiega in cosa consisterebbe l'arbitrio se non affermando genericamente che
il contenuto del prospetto "era del tutto eccezionale", poiché si riferiva a
una "situazione ideale e perfetta", oppure riprendendo l'argomento del filo a
suo dire inadeguato impiegato dalla convenuta, del quale s'è già detto. Ne
viene l'inammissibilità delle contestazioni.
2.3.4 Ancora d'acchito inammissibili sono poi gli argomenti con i quali la
ricorrente definisce insostenibile il giudizio impugnato quanto all'indennizzo
per minore produttività della macchina. Non si addentra affatto nella
motivazione articolata mediante la quale i giudici ticinesi, sempre citando i
passaggi della perizia giudiziaria sui quali si sono basati, hanno calcolato in
EUR 29'247.-- quest'indennità. Anzi, la ricorrente giunge perfino ad affermare
di non comprendere perché "ci si discosta dalle conclusioni peritali e di prima
istanza".

3.
Nel considerando finale il Tribunale di appello ha rifiutato per incompetenza
territoriale di condannare la convenuta a pagare una fattura di EUR 4'814.--
emessa per prestazioni eseguite dalla C.________ Srl, la quale ha in seguito
ceduto il credito all'attrice. Esso ha considerato inefficace la clausola di
proroga del foro, poiché, sebbene la pretesa trovi fondamento nel contratto
stipulato tra attrice e convenuta, C.________ Srl non l'aveva sottoscritta, né
l'aveva accettata in un'altra forma ammessa dall'art. 17 n. 1 della convenzione
di Lugano (RS 0.275.11). La Corte cantonale ha soggiunto che non sono
individuabili neppure fori ordinari o speciali secondo gli art. da 2 a 6 della
convenzione.

La ricorrente si limita a ricordare che "la pretesa in questione trova
fondamento nel punto 10 del contratto sottoscritto da attrice e convenuta, per
il quale vale la proroga prevista", senza minimamente affrontare, tanto meno
contestare, le spiegazioni del giudizio d'appello. Anche questa parte del
gravame è di conseguenza inammissibile.

4.
Il ricorso è pertanto interamente inammissibile per insufficienza della
motivazione. Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza (art.
66 cpv. 1 e 5 LTF, art. 68 cpv. 1, 2 e 4 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 4'500.-- sono poste a carico della ricorrente, la
quale rifonderà all'opponente fr. 5'500.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 20 agosto 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Klett Hurni