Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.84/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_84/2010

Sentenza del 6 maggio 2010
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Rottenberg Liatowitsch,
Cancelliera Gianinazzi.

Partecipanti al procedimento
A.________,
ricorrente,

contro

B.________,
rappresentata dalla Commissione tutoria regionale 14, vicolo Muggiasca 1a, 6500
Bellinzona,
opponente.

Oggetto
moderazione degli onorari dell'avvocato,

ricorso di diritto pubblico e ricorso in materia costituzionale contro la
sentenza emanata il 17 dicembre 2009 dal Consiglio di moderazione
del Tribunale di appello del Cantone Ticino.
Fatti:

A.
A.a Tra il 2005 e il 2006 l'avv. A.________ ha assistito B.________ in varie
pratiche: dapprima in quella di divorzio, terminata il 17 maggio 2005 con lo
stralcio della causa giudiziaria a seguito del decesso del marito C.B.________,
e poi in quella successoria, nell'ambito della quale il 12 maggio 2006 egli ha
introdotto una petizione tendente all'annullamento della diseredazione della
sua cliente nei testamenti del marito e al riconoscimento della sua porzione
legittima.
A.b Con risoluzione del 23 maggio 2006, in applicazione dell'art. 394 CC, la
Commissione tutoria regionale 14 (CTR 14) ha istituito una curatela volontaria
in favore di B.________, nominando quale curatore l'avv. A.________.
A.c Per l'attività svolta prima dell'istituzione della curatela, il legale ha
emesso, il 21 settembre 2006, tre fatture: la prima, per la pratica di
divorzio, di complessivi fr. 15'700.-- e composta di fr. 14'000.-- per onorari,
di fr. 600.-- per spese e di fr. 1'100.-- per IVA; la seconda, per la pratica
successoria, di complessivi fr. 26'790.-- e composta di fr. 24'000.-- per
onorari, di fr. 900.-- per spese e di fr. 1'890.-- per IVA; la terza, per
consulenze varie, di complessivi fr. 1'290.-- e composta di fr. 1'000.-- a
titolo di onorario, di fr. 50.-- per spese, di fr. 79.-- per IVA e di fr.
161.-- per esborsi.
A.d Nella sua veste di curatore A.________ ha quindi proceduto all'allestimento
dell'inventario dei beni della curatelata, inserendo fra i passivi anche le tre
note professionali appena menzionate.
A.e Con decisione del 19 dicembre 2006 la CTR 14 ha rifiutato di approvare
l'inventario e, ritenuto eccessivo l'onorario esposto dall'avvocato, ha
trasmesso le citate fatture alla Commissione di verifica dell'Ordine degli
avvocati per esame.

B.
Statuendo il 30 maggio 2007, la Commissione di verifica, premessa
l'irricevibilità della domanda volta alla verifica della fattura relativa alle
varie consulenze prestate dal legale, ha tassato in fr. 5'000.-- la nota
concernente la pratica di divorzio e in fr. 9'800.-- quella concernente la
successione.

C.
Adito dall'avvocato, con sentenza del 17 dicembre 2009 il Consiglio di
moderazione ha parzialmente riformato la decisione impugnata aumentando a fr.
10'600.-- l'onorario riconosciuto in relazione alla pratica successoria.

D.
Prevalendosi della violazione del diritto a un tribunale indipendente e
imparziale (art. 6 CEDU), del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.),
del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e del principio della proporzionalità,
il 31 gennaio 2010 l'avv. A.________ è insorto dinanzi al Tribunale federale
sia con ricorso di diritto pubblico che con ricorso in materia costituzionale,
postulando tanto l'annullamento della sentenza del Consiglio di moderazione
quanto quello della decisione della Commissione di verifica.

Né la CTR 14 né il Consiglio di moderazione si sono determinati sul gravame.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla
propria competenza e sulla ricevibilità del rimedio esperito (art. 29 cpv. 1
LTF; DTF 135 III 1 consid. 1.1 pag. 3).

1.1 Il ricorrente ha introdotto un ricorso di diritto pubblico ai sensi
dell'art. 82 LTF.

Trattandosi di una decisione che, seppur pronunciata in applicazione di norme
di diritto pubblico cantonale, ha un rapporto diretto con il diritto civile, il
rimedio ordinario contro il giudizio del Consiglio di moderazione sarebbe
invero il ricorso in materia civile in virtù dell'art. 72 cpv. 2 lett. b LTF
(cfr. sentenza 4A_343/2007 del 26 marzo 2009 consid. 2.3), che però in concreto
non entra in linea di conto, non essendo raggiunto il valore litigioso minimo
di fr. 30'000.-- prescritto dalla legge (art. 51 cpv. 1 lett. a, 74 cpv. 1
lett. b LTF).

1.2 Contro la decisione emanata il 17 dicembre 2009 dal Consiglio di
moderazione è pertanto proponibile solo il ricorso in materia costituzionale
(art. 113 LTF).

Interposto tempestivamente (art. 117 e 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente
in sede cantonale (art. 115 lett. a LTF) contro una decisione finale (art. 117
e 90 LTF) pronunciata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 114 e 75
cpv. 1 LTF), tale rimedio risulta ricevibile, perlomeno sotto questo profilo.

2.
La sua ammissibilità suscita infatti serie perplessità a causa del suo
contenuto.

2.1 Giusta l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF nell'allegato ricorsuale occorre esporre in
maniera concisa i motivi per i quali l'atto impugnato viola il diritto
federale; la motivazione deve essere riferita all'oggetto del litigio, in modo
che si capisca perché e su quali punti la decisione contestata è impugnata (DTF
134 II 244 consid. 2.1; 133 IV 286 consid. 1.4). Inoltre, come il ricorso
ordinario in materia civile, anche il ricorso in materia costituzionale ha
effetto riformatorio (art. 117 e art. 107 cpv. 2 LTF). Questo significa che la
parte ricorrente non può, di principio, limitarsi a postulare genericamente
l'annullamento della pronunzia impugnata o il rinvio della causa all'autorità
precedente, bensì deve formulare una conclusione chiara sul merito del litigio
(DTF 134 III 379 consid. 1.3). In particolare, nelle controversie che vertono
sul pagamento di una somma di denaro è necessario quantificare le conclusioni
(DTF 134 III 235 consid. 2).

2.2 In concreto, nel suo allegato il ricorrente non si confronta criticamente
con le considerazioni addotte dai giudici ticinesi per confermare la tassazione
della nota relativa alla pratica di divorzio (consid. 8 e 9 della sentenza
impugnata) rispettivamente per modificare parzialmente quella concernente la
pratica successoria (consid. 10 e 11 della sentenza impugnata). I suoi
argomenti non riguardano i criteri di valutazione e di calcolo cui hanno fatto
capo i magistrati cantonali per statuire sulla conformità delle sue note con la
TOA; egli non ne chiede peraltro la conferma.

2.3 A suo modo di vedere, piuttosto, la decisione del Consiglio di moderazione
di emanare un giudizio nonostante l'esplicita richiesta in senso contrario di
B.________ - della quale non viene fatta nessuna menzione nell'atto impugnato -
nei tempi, nei toni e nella composizione in cui lo ha fatto, viola il suo
diritto a un tribunale indipendente e imparziale (art. 6 CEDU), il suo diritto
di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), il divieto dell'arbitrio (art. 9
Cost.) e il principio della proporzionalità.
Questo è, in sintesi, il motivo che lo induce a domandare l'annullamento della
pronunzia dell'autorità cantonale.

2.4 Il ricorrente reputa di essere vittima di una ventennale campagna di
pubblica stigmatizzazione e criminalizzazione per aver osato denunciare abusi e
disfunzioni in seno a varie autorità politiche e giudiziarie del Cantone
Ticino, che descrive diffusamente anche nell'atto ricorsuale. Ora, nella misura
in cui sostiene che la procedura di tassazione delle sue note professionali
sarebbe un "tentativo di gettare ulteriore discredito" sulla sua persona e che
la decisione del Consiglio di moderazione di emanare il proprio giudizio nel
dicembre 2009 sarebbe "funzionale ad una futura nuova stigmatizzazione", per
indebolire la sua posizione in altre procedure pendenti, il ricorrente formula
delle insinuazioni inammissibili nel quadro dell'attuale rimedio al Tribunale
federale, che andrebbero se del caso fatte valere dinanzi alle competenti
autorità di sorveglianza.

2.5 Nel quadro del presente giudizio possono essere vagliate solamente le
critiche che il ricorrente muove contro la sentenza del Consiglio di
moderazione, (unico) oggetto della procedura ricorsuale, che si avverano
manifestamente prive di fondamento per i motivi esposti qui di seguito.

3.
La vertenza è strettamente connessa con l'istituzione, in applicazione
dell'art. 394 CC, della curatela volontaria in favore di B.________. Il ruolo
di curatore è stato affidato all'avv. A.________.

In tale veste egli ha proceduto alla compilazione dell'inventario della
sostanza da amministrarsi (art. 398 CC; art. 20-21 del Regolamento in materia
di tutele e curatele [RTC]; RL/TI 4.1.2.2.1), da sottoporre all'approvazione
della Commissione tutoria (Art. 7 lett. c RTC).

3.1 L'esistenza di una situazione di conflitto d'interessi allorquando l'avv.
A.________, nella sua veste di curatore - incaricato di collaborare con
B.________ nella gestione e nell'amministrazione del di lei patrimonio -
inserisce fra i passivi della curatelata tre note professionali per la sua
attività di avvocato, è patente. La constatazione dell'esistenza di tale
conflitto d'interessi non lede pertanto la sua personalità o la sua reputazione
professionale, né tantomeno può far dubitare dell'imparzialità del Consiglio di
moderazione.

3.2 La verifica di queste posizioni non poteva evidentemente essere eseguita da
lui stesso bensì andava affidata a un terzo. Invece di optare per la nomina di
un curatore ad hoc (art. 392 n. 2 CC; cfr. sentenza 5C.226/1999 del 9 marzo
2000 consid. 2b con riferimenti dottrinali), la CTR 14, non convinta
dell'ammontare esposto dal legale nelle tre fatture, con decisione del 19
dicembre 2006 le ha trasmesse alla Commissione di verifica.

Ora, stando a quanto accertato in maniera vincolante nel giudizio impugnato
(art. 118 cpv. 1 LTF) - e non contestato nel gravame - né il ricorrente né
B.________ si sono aggravati contro la decisione della CTR 14 dinanzi
all'autorità di vigilanza sulle tutele (art. 420 cpv. 2 CC, art. 10 e 11 lett.
g RTC), nonostante la possibilità d'inoltrare ricorso entro dieci giorni fosse
esplicitamente menzionata in quell'atto. In altre parole, quando avrebbero
potuto - e dovuto, secondo le norme legali vigenti in tale ambito - né il
ricorrente né la curatelata si sono opposti a che le note venissero sottoposte
alla Commissione di verifica.

3.3 Quanto appena esposto fa apparire manifestamente inconferente
l'argomentazione ricorsuale concernente la violazione del divieto dell'arbitrio
nell'accertamento dei fatti, nell'ambito della quale il ricorrente muove
critiche contro l'operato della CTR 14 che non spettava al Consiglio di
moderazione "accertare" bensì al ricorrente presentare nei modi e nei tempi
previsti dalle norme legali determinanti. Lo stesso vale per l'asserita lesione
del principio della proporzionalità.

Ne segue l'inammissibilità, in questa sede, di tutti gli argomenti concernenti
la decisione emanata il 19 dicembre 2006 dalla CTR 14.

3.4 Nelle circostanze descritte, inoltre, la mancata menzione, nella decisione
del Consiglio di moderazione, della lettera indirizzatagli dalla curatelata il
29 agosto 2007, con la quale veniva chiesto l'abbandono del procedimento di
moderazione, non configura una violazione del diritto di ottenere una decisione
motivata, che deriva dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.).

Come ben osservato dal ricorrente stesso, l'autorità non deve pronunciarsi su
tutti gli argomenti sottopostile (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88 con rinvii),
ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio e la lettera
inviata dalla curatelata al Consiglio di moderazione il 29 agosto 2007,
contrariamente a quanto preteso nel gravame, non lo era. Se avesse voluto
opporsi alla verifica delle fatture del ricorrente, (anche) la curatelata
avrebbe dovuto procedere nei tempi e nelle forme stabilite dalle regole
determinanti.

4.
Pure la censura relativa alla violazione del diritto a un tribunale imparziale
garantito dall'art. 6 CEDU, che su questo punto ha la medesima portata
dell'art. 30 Cost. (DTF 134 I 238 consid. 2.1 pag. 240 con rinvii), è destinata
all'insuccesso.

A mente del ricorrente tale diritto sarebbe stato violato dalla partecipazione
del giudice D.________ nella composizione del collegio chiamato a valutare la
conformità delle sue note professionali con la TOA, giacché egli fa parte anche
della Camera dei ricorsi penali, che il 19 settembre 2007 ha "evitato di
accertare la mancata audizione di testimoni diretti dei fatti da parte
dell'allora PP E.________".

Sennonché un giudice non appare prevenuto per il solo fatto di aver in
precedenza pronunciato una decisione in una procedura giudiziaria che
riguardava un'altra vertenza, vedeva coinvolte altre parti e nell'ambito della
quale il ricorrente non è intervenuto a titolo personale ma quale
patrocinatore. Occorrono ulteriori motivi per ammettere una sua parzialità e il
ricorrente non ne adduce alcuno.

5.
In conclusione, il ricorso in materia costituzionale va respinto nella limitata
misura in cui è ammissibile.

Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione alle parti e al Consiglio di moderazione del Cantone Ticino.

Losanna, 6 maggio 2010

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: La Cancelliera:

Klett Gianinazzi