Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.739/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_739/2010

Sentenza del 28 aprile 2011
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Hohl, Presidente,
Escher, Marazzi,
Cancelliera Antonini.

Partecipanti al procedimento
A.________SA,
patrocinata dall'avv. Brenno Martignoni,
ricorrente,

contro

1. Banca B.________,
2. C.________AG,
3. Ufficio di esecuzione e fallimenti del distretto
di Leventina, 6760 Faido,
opponenti.

Oggetto
realizzazione del pegno,

ricorso contro la sentenza emanata il 7 ottobre 2010 dalla Camera di esecuzione
e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di
vigilanza.

Fatti:

A.
Con tre domande di esecuzione datate 7 settembre 2010, la banca B.________ ha
chiesto la realizzazione dei pegni - con l'estensione del diritto di pegno ai
crediti per eventuali pigioni e fitti - gravanti 39 quote di proprietà per
piani (PPP) di spettanza di C.________AG.

B.
Con scritto 16 settembre 2010 l'Ufficio di esecuzione e fallimenti del
distretto di Leventina ha informato A.________SA, amministratrice delle
predette quote di PPP, di averne assunto l'amministrazione coatta e di averla
delegata ad un'altra società, D.________SA. La predetta autorità ha parimenti
invitato A.________SA a consegnare a D.________SA tutti i documenti concernenti
la gestione delle quote di PPP in questione nonché le chiavi dei locali vuoti.

C.
Con sentenza 7 ottobre 2010 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto, in
quanto ricevibile, un ricorso di A.________SA contro tale provvedimento.

D.
Con ricorso in materia civile del 21 ottobre 2010 A.________SA chiede al
Tribunale federale, previo conferimento dell'effetto sospensivo al rimedio, che
la sentenza cantonale sia annullata e che sia pertanto parimenti annullato il
provvedimento dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti del distretto di
Leventina di istituire un'amministrazione coatta delle predette quote di PPP,
delegando tale amministrazione a D.________SA.
Con decreto 16 novembre 2010, la Presidente della Corte adita ha accolto la
richiesta dell'effetto sospensivo al rimedio.
Non sono state chieste risposte al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 Il ricorso è stato interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 2 lett. a LTF)
dalla parte soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) contro
una decisione finale (art. 90 LTF; DTF 133 III 350 consid. 1.2) pronunciata
dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in materia di
esecuzione e fallimento (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF). Trattandosi di una
decisione dell'autorità cantonale di vigilanza in materia di esecuzione e
fallimento, il valore di causa è privo di rilievo (art. 74 cpv. 2 lett. c LTF;
DTF 133 III 350 consid. 1.2).

1.2 Giusta l'art. 76 cpv. 1 lett. b LTF (nel suo tenore in vigore fino al 31
dicembre 2010, in quanto la decisione impugnata è stata pronunciata prima della
modifica legislativa; v. art. 132 cpv. 1 LTF; sentenza del Tribunale federale
5A_524/2010 del 9 febbraio 2011 consid. 1.4) ha diritto di interporre ricorso
in materia civile chi ha un interesse giuridicamente protetto all'annullamento
o alla modifica della decisione impugnata. Se alle parti della procedura
esecutiva - segnatamente al creditore ed al debitore (DTF 129 III 400 consid.
1.3) - va ampiamente conferita la legittimazione ricorsuale, è per contro più
difficile riconoscere a terzi un interesse giuridicamente protetto (FRANCO
LORANDI, Besonderheiten der Beschwerde in Zivilsachen gegen Entscheide der
kantonalen Aufsichtsbehörden in SchKG-Sachen, in AJP 2007 pagg. 433-450, in
particolare pag. 439; v. anche ELISABETH ESCHER, Zum Rechtsschutz in
Zwangsvollstreckungssachen nach dem Bundesgesetz über das Bundesgericht, in AJP
2006 pagg. 1247-1251, in particolare pag. 1250; HANS PETER WALTER, Neue
Zivilrechtspflege, in Neue Bundesrechtspflege, Auswirkungen der Totalrevision
auf den kantonalen und eidgenössischen Rechtsschutz, 2007, pagg. 113- 151, in
particolare pag. 137). Nella misura in cui non sono immediatamente ravvisabili,
il ricorrente deve dimostrare che i presupposti per riconoscere la sua
legittimazione ricorsuale sono adempiuti (DTF 135 III 46 consid. 4 con rinvii).
Ora, nella fattispecie, la ricorrente non fornisce elementi chiari e
convincenti per giustificare la sua legittimazione ad impugnare, dinanzi al
Tribunale federale, l'istituzione dell'amministrazione coatta con la scelta di
delegare tale amministrazione ad una società terza, ed anzi nemmeno entra nel
merito dei dubbi sollevati dalla Corte cantonale sulla sua legittimazione nella
sede cantonale. In ogni modo, non parrebbe che, conformemente alla definizione
di "interesse giuridicamente protetto", gli interessi all'annullamento della
sentenza impugnata invocati dalla ricorrente quale amministratrice preesistente
delle quote di PPP siano protetti da una norma di diritto federale o cantonale,
o direttamente da un diritto fondamentale specifico (DTF 136 I 323 consid. 1.2
con rinvio; v. sentenza del Tribunale federale B.158/1996 del 31 luglio 1996
consid. 1). Nella misura in cui invoca gli interessi di terzi (ossia delle
parti della procedura esecutiva, dei creditori e del complesso immobiliare)
alla ricorrente non va comunque riconosciuta la legittimazione ricorsuale
(BERNARD CORBOZ, in Commentaire de la LTF, 2009, n. 22 ad art. 76 LTF; KATHRIN
KLETT, in Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, 2008, n. 1 ad art. 76 LTF).
Atteso tuttavia - come si dirà in seguito - che il ricorso è destinato
all'insuccesso, la questione della legittimazione ricorsuale non merita
maggiore disamina.

2.
2.1 Se il fondo è dato in locazione o in affitto e il creditore pignoratizio
procedente pretende che il diritto di pegno sia esteso ai crediti per pigioni e
fitti (art. 806 CC), l'ufficio d'esecuzione ne dà comunicazione ai locatari e
agli affittuari, ingiungendo loro che il pagamento delle pigioni e dei fitti
che verranno a scadenza andrà fatto all'ufficio d'esecuzione (art. 152 cpv. 2
LEF; art. 91 cpv. 1 del regolamento del Tribunale federale del 23 aprile 1920
concernente la realizzazione forzata dei fondi [RFF; RS 281.42]). Dopo aver
dato agli inquilini ed affittuari tale avviso, l'ufficio prenderà in luogo del
debitore o del proprietario del pegno le misure necessarie onde garantire il
pagamento delle pigioni ed affitti ed effettuarne l'incasso, eventualmente
anche in via di esecuzione, eserciterà il diritto di ritenzione, disdirà i
contratti, provvederà allo sfratto degli inquilini, stipulerà nuovi contratti
di locazione o di affitto; avrà inoltre facoltà di ordinare le riparazioni
urgenti e di pagare col ricavo degli affitti i contributi correnti (per il gas,
l'acqua potabile, l'elettricità ecc.), le riparazioni ed i sussidi previsti
dall'art. 103 cpv. 2 LEF (art. 94 cpv. 1 RFF). Si tratta di un'amministrazione
coatta limitata a queste uniche misure conservatrici urgenti, che l'ufficio
potrà sotto la sua responsabilità affidare ad un terzo in virtù dell'art. 94
cpv. 2 RFF (DTF 129 III 90 consid. 2.1 con rinvio).

2.2 A datare dalla domanda di vendita l'ufficio - o il terzo a lui sostituitosi
(art. 16 cpv. 3 RFF) - provvederà all'amministrazione ed alla cultura del fondo
nel modo previsto per l'esecuzione in via di pignoramento, a meno che il
creditore istante avesse espressamente dichiarato di rinunciarvi (art. 102 cpv.
3 LEF, su rinvio dell'art. 155 cpv. 1 LEF; art. 16 segg. e art. 23c RFF, su
rinvio dell'art. 101 cpv. 1 RFF). Questa amministrazione ha una portata più
ampia di quella dell'art. 94 RFF (DTF 129 III 90 consid. 2.2). Comprende tutti
i provvedimenti ordinari enumerati all'art. 17 RFF, necessari per conservare il
fondo nella sua sostanza e nella sua rendita e per percepirne i frutti e gli
altri redditi, ed i provvedimenti eccezionali dell'art. 18 RFF.

3.
Dai motivi addotti nel gravame emerge un intento dilatorio della ricorrente,
che si manifesta immediatamente nel rimprovero mosso alla Corte cantonale di
aver emanato la decisione nel merito rapidamente e senza essersi
preliminarmente pronunciata, mediante decreto separato, sulla domanda di
concessione dell'effetto sospensivo. Tale censura è comunque priva di una
qualsiasi motivazione ai sensi degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e si
appalesa pertanto manifestamente inammissibile.

4.
4.1 La ricorrente eccepisce l'istituzione dell'amministrazione coatta da parte
dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti e la scelta di affidare tale
amministrazione ad un terzo. La prima critica è tuttavia insufficientemente
motivata atteso che la ricorrente non spende nemmeno una parola per invocare -
o tantomeno dimostrare - la violazione delle norme che prevedono l'istituzione
dell'amministrazione coatta (art. 42 cpv. 2 LTF) e si rivela quindi, già per
questo motivo, inammissibile. Va pertanto analizzata unicamente la censura
relativa alla decisione di delegare l'amministrazione coatta ad un terzo giusta
l'art. 94 cpv. 2 RFF.

Relativamente a questo punto, la Corte cantonale, rammentato l'ampio potere di
apprezzamento dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti, ha ritenuto le ragioni
per la nomina della nuova amministratrice idonee, necessarie e fondate su
motivi oggettivi: da un lato gli interessi economici dell'amministrazione
esclusa non sono pertinenti e dall'altro le procedure esecutive pendenti contro
la ricorrente sono atte a favorire un atteggiamento prudente dell'autorità
esecutiva. A mente dei Giudici cantonali, inoltre, la scelta di affidare
l'amministrazione coatta a D.________SA appare adeguata soluzione atteso che
essa già gestisce altre quote di PPP dello stesso complesso immobiliare
spettanti ad altri debitori.

4.2 La ricorrente, contestando la scelta dell'Ufficio di esecuzione e
fallimenti di affidare l'amministrazione coatta ad un terzo e lamentando la
violazione dei principi della proporzionalità, della buona fede e del divieto
dell'arbitrio, eccepisce (implicitamente) un eccesso o un abuso del suo potere
di apprezzamento. Considera che tale scelta sia parziale proprio perché
D.________SA già gestisce per conto dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti
altre quote di PPP dello stesso complesso immobiliare. A suo dire, il
provvedimento pone inoltre D.________SA a beneficio di una maggioranza
millesimale, conferendole la facoltà di attribuirsi l'amministrazione
dell'intero complesso. La ricorrente sostiene altresì che l'Ufficio di
esecuzione e fallimenti avrebbe dovuto affidare a lei stessa l'amministrazione
coatta e che non avrebbe pertanto tenuto sufficientemente conto della qualità
della sua gestione e degli investimenti da lei intrapresi in tale ambito nonché
dei vantaggi di una gestione dell'intero complesso immobiliare affidata alla
medesima amministratrice.

4.3 La scelta dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti di affidare, sotto la sua
responsabilità, ad un terzo i compiti dell'amministrazione coatta è una
questione di opportunità che il Tribunale federale esamina unicamente dal
profilo dell'eccesso o dell'abuso del potere di apprezzamento (DTF 129 III 400
consid. 1.2 in fine). Commette un eccesso o un abuso l'autorità che si fonda su
criteri inappropriati, che non tiene conto di circostanze pertinenti o che
emana una decisione irragionevole, contraria al buon senso, arbitraria (DTF 129
III 400 consid. 3.1 con rinvii).

Come giustamente osservato dai Giudici cantonali, la scelta dell'Ufficio di
esecuzione e fallimenti di affidare l'amministrazione coatta a D.________SA si
fonda su motivi appropriati, seri ed oggettivi: da un lato, i precetti
esecutivi a carico della ricorrente portano a decidere con prudenza a chi
affidare l'amministrazione coatta e, dall'altro, D.________SA già gestisce
altre quote di PPP dello stesso complesso immobiliare. Ora, la ricorrente
nemmeno si confronta con la prima motivazione e travisa invece il senso della
seconda sostenendo che dimostra soltanto la parzialità della decisione
impugnata.
Va inoltre rilevato che l'Ufficio di esecuzione e fallimenti poteva liberamente
decidere se assumere esso stesso l'amministrazione coatta oppure se affidarla
ad un terzo e, in tal caso, poteva anche liberamente scegliere a chi affidarla,
senza dover dare la priorità all'amministratrice precedente (sentenza del
Tribunale federale 7B.5/2006 del 10 marzo 2006 consid. 4.2.2; B.158/1996 del 31
luglio 1996 consid. 1; EDUARD BRAND, Die betreibungsrechtliche Zwangsverwertung
von Grundstücken im Pfandverwertungsverfahren, 2008, pag. 28 n. 5; PHILIPP
KÄNZIG/MARC BERNHEIM, in Basler Kommentar, Bundesgesetzt über Schuldbetreibung
und Konkurs I, 2a ed. 2010, n. 22 ad art. 152 LEF). Esso non era pertanto
tenuto a prendere in considerazione la qualità della gestione della ricorrente,
gli investimenti da lei intrapresi in tale ambito ed il pericolo che
D.________SA, detentrice delle maggioranze millesimali, potesse estrometterla
dall'amministrazione del complesso immobiliare. Tali circostanze di fatto non
sono d'altronde state accertate dalla Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 LTF) e
si rivelano quindi inammissibili (DTF 135 III 127 consid. 1.5). La ricorrente,
poi, a sostegno della sua tesi nemmeno concretizza quali siano i vantaggi di
una gestione dell'intero complesso immobiliare affidata ad una sola
amministratrice, ma si limita ad evocare il maggior dispendio e la difficoltà
operativa.

L'obiezione ricorsuale non dimostra pertanto che l'Ufficio di esecuzione e
fallimenti abbia fatto un uso insostenibile del suo potere di apprezzamento. La
censura si appalesa pertanto infondata.

5.
5.1 La Corte cantonale ha considerato che la ricorrente, non essendo parte
della procedura esecutiva, non aveva il diritto di essere sentita prima della
decisione dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti né poteva pretendere una
motivazione più estesa di quella fornita da tale autorità.

5.2 La ricorrente ripropone dinanzi al Tribunale federale la sua censura
relativa alla violazione del diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost.) -
nelle forme del diritto di esprimersi prima dell'emanazione di una decisione
sfavorevole e del diritto di ottenere una decisione motivata - da parte
dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti.

5.3 A prescindere dal fatto che la critica ricorsuale non si riferisce alla
sentenza impugnata oggetto di ricorso, ma a quella dell'autorità di prime cure,
e senza che occorra esprimersi in merito alla lesione denunciata, va rilevato
che la lamentata violazione dei diritti dedotti dall'art. 29 cpv. 2 Cost. è
stata in ogni modo sanata dal fatto che la ricorrente ha potuto esporre i suoi
argomenti mediante ricorso alla Corte cantonale, che gode di piena cognizione
in fatto ed in diritto e dispone pertanto dello stesso potere di esame
dell'autorità cui viene imputata la lesione del diritto di essere sentito. La
pretesa violazione non riveste inoltre un carattere grave e la concessione
successiva del diritto di essere sentito non ha comunque comportato alcun
pregiudizio per la ricorrente (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1).

6.
Da quanto precede discende che il ricorso, nella ridotta misura in cui si
rivela ammissibile, si appalesa infondato. Le spese giudiziarie seguono la
soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).
Per quanto riguarda le ripetibili occorre rilevare che le opponenti sono state
invitate a pronunciarsi unicamente sulla domanda di conferimento dell'effetto
sospensivo, risultando soccombenti. Non si giustifica pertanto assegnare loro
ripetibili per la sede federale.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'500.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.
Comunicazione alle parti e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 28 aprile 2011

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: La Cancelliera:

Hohl Antonini