Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.466/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_466/2011

Sentenza del 24 febbraio 2012
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Hohl, Presidente,
Escher, Marazzi,
Cancelliera Antonini.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Sonja Achermann Bernaschina,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinata dall'avv. Corinne Koller Baiardi,
opponente.

Oggetto
protezione dell'unione coniugale,

ricorso contro la sentenza emanata il 1° giugno 2011 dalla I Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A.a A.________ e B.________ si sono sposati nel 2004. Dall'unione non sono nati
figli. I coniugi si sono separati nell'estate del 2009.
A.b Adito da B.________ nel marzo 2010, con sentenza 30 marzo 2011 il Pretore
della giurisdizione di Locarno-Città ha regolato la vita separata dei coniugi,
in particolare condannando il marito a versare un contributo alimentare mensile
alla moglie di fr. 5'335.--; egli ha posto le spese di giudizio per cinque
settimi a carico del marito e per il resto a carico della moglie, e ha
condannato il marito a versare alla moglie fr. 2'500.-- a titolo di ripetibili.

B.
Adito dal marito in data 11 aprile 2011, il Tribunale di appello ne ha respinto
il gravame con la qui impugnata sentenza del 1° giugno 2011, ponendo a carico
dell'appellante le spese di giudizio ed un risarcimento di fr. 2'500.-- a
titolo di ripetibili della seconda sede.

C.
Contro la sentenza di appello, A.________ (ricorrente) inoltra un ricorso in
materia civile 7 luglio 2011, chiedendo la fissazione del contributo alimentare
a favore di B.________ (opponente) a fr. 558.-- mensili, in subordine a fr.
1'867.--, nonché la messa a carico dell'opponente delle spese di prima istanza
nella misura di sei settimi e dell'integralità delle spese giudiziarie di
seconda sede. Postula infine la condanna dell'opponente al versamento di
ripetibili.

Non sono state chieste determinazioni.

Diritto:

1.
1.1 La sentenza impugnata con cui l'autorità di ultima istanza del Cantone
Ticino (art. 75 cpv. 1 LTF) ha respinto un appello in materia di protezione
dell'unione coniugale è una decisione finale (art. 90 LTF; DTF 133 III 393
consid. 4) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF) con un valore di lite
superiore al limite di fr. 30'000.-- (art. 51 cpv. 4 LTF) previsto dall'art. 74
cpv. 1 lett. b LTF. Essa è pertanto suscettiva di un ricorso in materia civile.
Il tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) gravame, inoltrato dalla parte soccombente
nella sede cantonale e titolare di un interesse degno di protezione a che la
sentenza impugnata sia modificata (art. 76 cpv. 1 LTF, nel suo tenore in vigore
a partire dal 1° gennaio 2011; v. art. 132 cpv. 1 LTF), è in linea di principio
ammissibile.

1.2 Le pronunzie in cui vengono fissati i contributi alimentari in una
procedura di misure di protezione dell'unione coniugale sono considerate
decisioni cautelari ai sensi dell'art. 98 LTF (DTF 133 III 393 consid. 5.2).
Giusta questa norma, contro le decisioni in materia di misure cautelari il
ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali. Il
Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e
costituzionali (DTF 133 III 638 consid. 2) e di disposizioni di diritto
cantonale unicamente se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura
(art. 106 cpv. 2 LTF). Ciò significa che il ricorrente deve indicare in modo
chiaro e dettagliato con riferimento ai motivi della decisione impugnata in che
modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 133 III 393
consid. 6). Censure insufficientemente motivate o una critica meramente
appellatoria della sentenza impugnata sono inammissibili e non vengono
esaminate (DTF 134 II 244 consid. 2.2; 133 II 396 consid. 3.1). Per sostanziare
convenientemente una censura di arbitrio (art. 9 Cost.), non è quindi
sufficiente criticare la decisione impugnata come si farebbe di fronte ad una
superiore Corte di appello con completa cognizione in fatto e in diritto (DTF
134 II 349 consid. 3), atteso che una sentenza non è arbitraria per il solo
motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile,
bensì è necessario mostrare e spiegare con un ragionamento preciso perché nel
suo risultato il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile, in aperto
contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure
in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 137 I 1 consid.
2.4 con rinvii).

2.
2.1 Il Pretore - la cui argomentazione il Tribunale di appello ha confermato -
ha stabilito i contributi alimentari a favore dell'opponente in applicazione
della regola della suddivisione a metà dell'eccedenza. I Giudici cantonali
hanno ricordato come in costanza di matrimonio resti applicabile il principio
dell'art. 163 cpv. 2 CC, in virtù del quale il calcolo del contributo di un
coniuge in favore dell'altro deve fondarsi anzitutto sugli accordi intercorsi
esplicitamente o tacitamente dalla coppia sul riparto dei compiti e le
prestazioni in denaro durante la vita in comune. Certo, qualora non sussista
più speranza alcuna di ricostituzione della coppia si può essere più esigenti
nel pretendere che il coniuge inattivo (o solo parzialmente attivo) riprenda o
aumenti un'attività retribuita al fine di sopperire da sé al proprio
sostentamento; si può allora considerare di applicare per analogia i criteri
dell'art. 125 CC. Ciò non implica tuttavia la rinuncia ad un calcolo fondato
sulla suddivisione per metà dell'eccedenza. Nel caso concreto, secondo il
Tribunale di appello non sono date le condizioni perché si debba esigere
dall'opponente una ripresa dell'attività lavorativa né il ricorrente ha esposto
quale attività la moglie, 58 anni compiuti al momento della separazione di
fatto, avrebbe potuto svolgere e chi l'avrebbe impiegata.

2.2 Il ricorrente ribadisce essenzialmente che il matrimonio, nonostante i
dubbi dei Giudici cantonali, è finito e che pertanto i Giudici ticinesi
avrebbero dovuto applicare al caso concreto la giurisprudenza resa a proposito
del contributo di mantenimento dopo il divorzio (art. 125 CC).

2.3 Giova innanzitutto ricordare che, conformemente alla giurisprudenza, anche
qualora non si possa più seriamente contare sulla ripresa della comunione
domestica, l'art. 163 CC rimane la causa dell'obbligo di mantenimento fra
coniugi nell'ambito delle misure di protezione dell'unione coniugale (DTF 137
III 385 consid. 3.1).

Il gravame consiste essenzialmente nell'esposizione appellatoria della tesi
ricorsuale. Nell'allegato redatto da un mandatario professionale non vi è la
benché minima traccia di una censura di natura costituzionale; segnatamente la
censura di applicazione arbitraria del diritto federale (art. 9 Cost.) non è
sollevata neppure implicitamente.
Il ricorso non soddisfa dunque le suesposte esigenze formali e va dichiarato
inammissibile (supra consid. 1.2).

3.
3.1 Un secondo tema riguarda il reddito da capitale che percepisce l'opponente.
In appello, i Giudici cantonali hanno confermato il calcolo pretorile fondato
sulla dichiarazione d'imposta 2008 della coppia, che aveva portato a
considerare un montante di fr. 687.-- mensili, rilevando che la pretesa
divergente ammissione dell'opponente a verbale si deve ad un'illazione del
ricorrente, e che peraltro nella procedura di protezione dell'unione coniugale
il giudice non è vincolato a dichiarazioni di qualsiasi natura rilasciate dalle
parti.

3.2 Come già avanti al Tribunale di appello, il ricorrente ribadisce che il
patrimonio dell'opponente le fornisce - per sua stessa ammissione - un reddito
pari a fr. 15'000.-- all'anno rispettivamente fr. 1'250.-- mensili, e che
dunque a torto sia stato considerato un importo inferiore. A suo dire,
l'ammissione dell'opponente ha quale conseguenza che egli non era tenuto a
provare il fatto (ossia il reale ammontare del reddito da sostanza), appunto
incontestato; il Pretore, sprovvisto di potere inquisitorio in materia, sarebbe
intervenuto "indebitamente". Intravvedendo nella decisione di appello
un'applicazione anticipata dell'art. 262 del codice di diritto processuale
civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC; RS 272), il ricorrente lamenta un
accertamento dei fatti manifestamente inesatto ed una violazione del diritto
federale intertemporale.

3.3 Anche in questo contesto il ricorrente non si avvale di alcuna violazione
di diritti costituzionali. A ben vedere, sotto le spoglie della critica di un
accertamento dei fatti inesatto egli censura in realtà l'applicazione del
diritto processuale cantonale e del diritto federale intertemporale; lo fa
tuttavia in termini squisitamente appellatori, senza neppure tentare di
dimostrarne l'arbitrarietà.

Quanto alla presunta applicazione anticipata del CPC, la critica ricorsuale
appare fondata su pura speculazione. Né è corretto qui parlare di violazione
della massima dispositiva: al consid. 7 della sentenza impugnata il Tribunale
di appello ha proceduto ad una interpretazione delle dichiarazioni delle parti
all'udienza del 22 aprile 2010, sottolineando che il Pretore si è basato in
ultima analisi sui dati fiscali del 2008, senza che il ricorrente abbia preteso
in appello che questi dati fossero inattendibili o inveritieri o che
l'accertamento del Pretore fosse erroneo. Si è pertanto nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove, non criticato dal ricorrente come arbitrario.

Infine, va rilevato che il ricorrente si limita a genericamente dissentire con
i Giudici cantonali circa la non vincolatività delle dichiarazioni delle parti
in sede di procedure di protezione dell'unione coniugale, senza motivare la
propria posizione.
Insufficientemente motivate alla luce dei requisiti dell'art. 106 cpv. 2 LTF
(supra consid. 1.2), anche queste due ultime censure si appalesano
inammissibili.

4.
In sede di conclusioni, il ricorrente postula una diversa ripartizione delle
spese di giustizia di prima e seconda istanza. Non spende tuttavia una sola
parola per spiegare in cosa e perché la fissazione e/o la messa a carico delle
spese giudiziarie di prima e seconda istanza sia contraria ad un diritto
costituzionale.
La relativa conclusione, immotivata, è pertanto inammissibile.

5.
Ne discende che il ricorso va dichiarato inammissibile, con conseguenza di
tassa e spese a carico del ricorrente soccombente (art. 66 cpv. 1 LTF). Non
sono dovute ripetibili, l'opponente non essendo stata invitata ad esprimersi in
sede federale e non essendo pertanto incorsa in spese per la sede federale.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'500.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione alle patrocinatrici delle parti e alla I Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 24 febbraio 2012

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Hohl

La Cancelliera: Antonini