Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.724/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_724/2011

Sentenza del 13 febbraio 2013
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali von Werdt, Presidente,
Hohl, Marazzi,
Cancelliera Antonini.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Hans Peter Aeberhard,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Cristina Keller,
opponente.

Oggetto
contestazione di un testamento,

ricorso contro la sentenza emanata il 2 settembre 2011 dalla I Camera civile
del Tribunale cantonale dei Grigioni.

Fatti:

A.
A.a Il 21 febbraio 1991 i coniugi C.________ e D.________ hanno stipulato un
contratto successorio nella forma pubblica. Essi si sono istituiti
reciprocamente quali unici eredi dell'intera successione (art. 2). Hanno
istituito B.________ e E.________ quali eredi finali, definendo le loro quote
ereditarie mediante attribuzione di determinati beni patrimoniali, sotto
esplicita esclusione dell'obbligo di collazione (art. 3 n. 1 e 2); alla quota
ereditaria di B.________ essi hanno tra l'altro attribuito 50 azioni nominative
F.________SA (art. 3 n. 2.1), azioni litigiose nella presente procedura. I
coniugi hanno poi pattuito l'elargizione di diversi legati (art. 3 n. 3), tra i
quali 100 azioni nominative F.________SA a A.________ (art. 3 n. 3.3) e 48
azioni nominative F.________SA ad altre due persone (art. 3 n. 3.4 e 3.5).
L'eredità rimanente dopo deduzione delle quote ereditarie, dei predetti legati
e dei costi di liquidazione della successione è infine stata destinata a più
persone mediante ulteriori legati (art. 3 n. 4). I contraenti si sono riservati
la facoltà di disporre diversamente a causa di morte delle azioni F.________SA
legate (art. 3 n. 3), nonché di disporre liberamente a causa di morte di
oggetti mobili (dipinti, gioielli, mobilio, ecc.) e di eventuali piccoli doni
(art. 4 n. 2). In un secondo contratto successorio 25 ottobre 1991, che
completa il primo, i coniugi C.________ e D.________ hanno concesso a
A.________ un diritto di compera personale su tutte le azioni F.________SA non
già attribuitegli per legato.
C.________ è deceduto il 6 gennaio 1992. D.________, la cui successione è in
causa nella fattispecie, è deceduta il 29 marzo 2007. Con un testamento
olografo 10 settembre 1995 ella aveva nuovamente favorito A.________
devolvendogli tutte le azioni F.________SA non già attribuitegli mediante
contratto successorio (tra le quali le 50 azioni qui litigiose), e mediante
convenzione 5 luglio 2000 ella aveva anticipatamente trasferito a A.________
198 azioni nominative F.________SA in proprietà.
A.b B.________, cui erano state attribuite 50 azioni F.________SA per contratto
successorio 21 febbraio 1991, si è opposto alla devoluzione di queste ultime
effettuata da D.________ in favore di A.________ per testamento olografo 10
settembre 1995. Dopo un infruttuoso tentativo di conciliazione, con istanza 27
febbraio 2009 B.________ ha quindi - per quanto qui di rilievo - contestato
tale testamento e ha chiesto che l'attribuzione a A.________ delle azioni
F.________SA fosse "ridotta delle 50 azioni nominative assegnate a B.________
tenore contratto successorio 21 febbraio 1991", postulando che fosse di
conseguenza ordinato a A.________ di restituire tali azioni alla successione,
subordinatamente di pagare alla successione a beneficio di B.________ l'importo
di fr. 50'000.-- oltre interessi.
A.c Con sentenza 10 novembre 2009 il Tribunale distrettuale di Moesa ha
parzialmente accolto l'istanza 27 febbraio 2009 annullando - per quanto qui di
rilievo - il legato di cui al testamento olografo 10 settembre 1995 di
D.________ in favore di A.________ e riducendolo di 50 azioni nominative
F.________SA. Il Tribunale distrettuale ha però rigettato l'azione di condanna
a restituzione delle azioni rispettivamente a pagamento di fr. 50'000.-- non
avendo B.________ contestato il trasferimento di proprietà in vita delle
azioni.

B.
Con appello 20 gennaio 2010 B.________ ha chiesto di completare la sentenza 10
novembre 2009 nel senso di ordinare a A.________ di restituire alla successione
50 azioni nominative F.________SA spettanti a B.________, subordinatamente di
pagare alla successione a beneficio di B.________ l'importo di fr. 50'000.--
oltre interessi. Con appello 22 gennaio 2010 A.________ ha invece postulato di
respingere la petizione promossa nei suoi confronti, nella misura in cui
l'autorità precedente vi è entrata nel merito, e di dichiarare inammissibile
l'azione di riduzione.
Con sentenza 2 settembre 2011 la I Camera civile del Tribunale cantonale dei
Grigioni ha parzialmente accolto l'appello di B.________, constatando che il
testamento olografo 10 settembre 1995 di D.________ in favore di A.________ e
la convenzione 5 luglio 2000 conclusa fra D.________ e A.________ violano il
contratto successorio 21 febbraio 1991 e condannando A.________ a versare a
B.________ l'importo di fr. 50'000.--. La Corte cantonale ha invece respinto
l'appello di A.________.

C.
Con ricorso in materia civile 12 ottobre 2011 A.________ ha impugnato la
sentenza 2 settembre 2011 al Tribunale federale, postulando l'annullamento
della stessa, la reiezione - nella misura della loro ammissibilità -
dell'azione di contestazione, dell'azione di riduzione e dell'azione creditoria
promosse da B.________ nei suoi confronti ed il rinvio della causa all'istanza
inferiore per nuova decisione sulle spese di procedura e ripetibili nel senso
dei considerandi. Il ricorrente ha lamentato la violazione del diritto federale
in merito all'interpretazione dell'art. 3 n. 2.1 e della riserva ad art. 3 n. 3
del contratto successorio 21 febbraio 1991, nonché l'applicazione arbitraria
dell'ormai abrogato diritto processuale civile grigionese.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 La sentenza impugnata è una decisione finale (art. 90 LTF) che è stata
emanata su ricorso dall'ultima istanza cantonale (art. 75 cpv. 1 e 2 LTF) in
una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF) con un valore di lite superiore al limite
di fr. 30'000.-- previsto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Il tempestivo
ricorso in materia civile (art. 100 cpv. 1 LTF), redatto dalla parte
soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 LTF), è quindi in linea di
principio ammissibile.

1.2 L'allegato ricorsuale in esame è stato redatto in lingua tedesca. Nel
gravame non viene tuttavia fatta valere alcuna ragione per scostarsi dalla
regola sancita dall'art. 54 cpv. 1 LTF. In ossequio a questa norma, la presente
sentenza è quindi emanata nella lingua della decisione impugnata, ovvero in
italiano.

1.3 Con il ricorso in materia civile può essere fatta valere la violazione del
diritto federale (art. 95 lett. a LTF), che include anche i diritti
costituzionali dei cittadini (DTF 133 III 446 consid. 3.1). Salvo che per i
casi citati dall'art. 95 LTF, non può invece essere censurata la violazione del
diritto cantonale; è per contro possibile prevalersi di un'applicazione
arbitraria (art. 9 Cost.) o lesiva di altre norme della Costituzione federale
di tale diritto (DTF 133 III 462 consid. 2.3).

1.4 Il Tribunale federale è tenuto ad applicare d'ufficio il diritto federale
(art. 106 cpv. 1 LTF). Nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e
motivazione posto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, la cui mancata ottemperanza
conduce all'inammissibilità del gravame, il Tribunale federale esamina di
regola solo le censure sollevate (DTF 137 III 580 consid. 1.3; 134 III 102
consid. 1.1). Nell'atto di ricorso occorre pertanto spiegare in modo conciso,
riferendosi all'oggetto del litigio, in cosa consiste la violazione del diritto
e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 134 II 244 consid.
2.1). Le esigenze di motivazione sono più rigorose quando è fatta valere la
violazione di diritti fondamentali. II Tribunale federale esamina queste
censure solo se la parte ricorrente le ha debitamente sollevate e motivate,
come prescritto dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Ne discende che l'allegato ricorsuale
deve indicare chiaramente i diritti costituzionali che si pretendono violati,
precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.2;
133 III 393 consid. 6); critiche appellatorie non sono ammissibili (DTF 133 III
589 consid. 2).
Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei
fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); può scostarsene o
completarlo solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art.
95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). L'accertamento
dei fatti contenuto nella sentenza impugnata può essere censurato alle stesse
condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa
influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 LTF).
Dato che la definizione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella
dell'arbitrio (DTF 133 Il 249 consid. 1.2.2) e configura dunque a sua volta una
violazione di un diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid.
1.4.1), valgono anche in questo contesto le esigenze di motivazione poste
dall'art. 106 cpv. 2 LTF.

2.
In forza dell'art. 494 CC il disponente può obbligarsi, mediante contratto
successorio, a lasciare la sua successione od un legato alla controparte o ad
un terzo (cpv. 1); egli conserva la libera disposizione del suo patrimonio
(cpv. 2); le disposizioni a causa di morte e le donazioni incompatibili con le
sue obbligazioni derivanti dal contratto successorio possono tuttavia essere
contestate (cpv. 3). Il contratto successorio può contenere, oltre a
disposizioni contrattuali che vincolano le due parti, disposizioni
testamentarie unilaterali, liberamente revocabili ai sensi dell'art. 509 cpv. 1
CC. Le disposizioni a causa di morte o le donazioni successive non possono
essere contestate in virtù dell'art. 494 cpv. 3 CC se il passaggio litigioso
del contratto successorio non contiene alcuna disposizione di natura
contrattuale, ma soltanto disposizioni testamentarie unilaterali (DTF 133 III
406 consid. 2.1 con rinvii).

Secondo la giurisprudenza, le regole del diritto delle obbligazioni relative
all'interpretazione dei contratti si applicano anche ai contratti successori.
La vera e concorde volontà dei contraenti è perciò determinante (questione di
fatto). Se non si può provare la reale e concorde volontà dei contraenti,
occorre trovare la loro volontà presunta interpretando le loro dichiarazioni
secondo il principio dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni parte
poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà
dell'altro tenuto conto del testo letterale, del contesto nel quale le
dichiarazioni sono state espresse e di tutte le circostanze concrete (questione
di diritto che il Tribunale federale esamina liberamente; esso si fonda
comunque sul contenuto della manifestazione di volontà e sulle circostanze del
caso, che attengono ancora ai fatti; v. DTF 135 III 410 consid. 3.2; 133 III 61
consid. 2.2.1). L'interpretazione letterale ha la precedenza sugli altri metodi
di interpretazione; tuttavia dalle altre clausole contrattuali, dallo scopo
perseguito dalle parti oppure ancora da altre circostanze può risultare che il
testo di una clausola non restituisce con esattezza il senso dell'accordo. Il
senso esatto di una clausola contrattuale deriva anzitutto dal contesto nel
quale essa si situa. Le circostanze che hanno accompagnato la stipulazione del
contratto o gli interessi dei contraenti a tale momento possono pure essere
presi in considerazione (DTF 133 III 406 consid. 2.2 con rinvii; sentenza
5A_473/2011 del 29 maggio 2012 consid. 6 con rinvii, non pubblicato in DTF 138
III 489).
La questione a sapere se una disposizione contenuta in un contratto successorio
sia contrattuale, e con ciò vincolante, o unilaterale, e quindi revocabile,
deve essere risolta in base agli interessi dei contraenti, se la loro reale e
concorde volontà non può essere determinata ed il tenore letterale della
clausola non fornisce un'indicazione precisa (DTF 133 III 406 consid. 2.3 con
rinvii).

3.
In concreto la Corte cantonale ha considerato che "sia l'interpretazione
letterale e sistematica del contratto successorio 21 febbraio 1991 sia la
particolare forma d'istituzione di eredi suggeriscono prevalentemente" che la
disposizione che prevede l'attribuzione di 50 azioni F.________SA a B.________
(art. 3 n. 2.1) sia da intendere quale disposizione contrattuale vincolante.
Essa ha inoltre ritenuto che D.________ non poteva disporre diversamente per
causa di morte di tali azioni avvalendosi della riserva prevista dall'art. 3 n.
3 del contratto successorio 21 febbraio 1991. I Giudici cantonali hanno
pertanto stabilito che il testamento olografo 10 settembre 1995 di D.________
in favore di A.________ e la convenzione 5 luglio 2000 conclusa fra D.________
e A.________ sono incompatibili, ai sensi dell'art. 494 cpv. 3 CC, con il
contratto successorio 21 febbraio 1991.

In merito alle conseguenze della contestazione ex art. 494 cpv. 3 CC, la Corte
cantonale, citando giurisprudenza e dottrina, ha osservato che una pretesa di
restituzione in natura non è ammessa, e ha pertanto respinto la relativa
conclusione principale di B.________. Ha invece accolto la sua conclusione
subordinata tendente al pagamento di fr. 50'000.--, corrispondente al doppio
del valore nominale delle 50 azioni F.________SA, ossia il prezzo stabilito nel
diritto di compera concesso al ricorrente con contratto successorio 25 ottobre
1991, diritto rimasto incontestato ed il cui esercizio può essere presunto.

4.
Il ricorrente lamenta la violazione del diritto federale in merito
all'interpretazione dell'art. 3 n. 2.1 e della riserva ad art. 3 n. 3 del
contratto successorio 21 febbraio 1991. Afferma, in sostanza, che
l'attribuzione delle 50 azioni F.________SA a B.________ (art. 3 n. 2.1)
costituirebbe in realtà un prelegato e che D.________ poteva pertanto avvalersi
della riserva ad art. 3 n. 3 che concede ai contraenti la facoltà di disporre
diversamente per causa di morte delle azioni F.________SA legate. In altre
parole, il ricorrente sostiene che la disposizione contenuta nel contratto
successorio 21 febbraio 1991 che prevede la devoluzione di 50 azioni
F.________SA a B.________ non sarebbe vincolante (v. infra consid. 4.1).

A dire del ricorrente, il Tribunale cantonale avrebbe inoltre violato il
diritto federale per non aver fondato la sua sentenza sulla soluzione che
prevede il diritto successorio nei casi in cui difettano sia le quote degli
eredi sia gli oggetti dei legati. Questa argomentazione ricorsuale è tuttavia
incomprensibile e si appalesa pertanto di primo acchito inammissibile.
Il ricorrente si prevale poi dell'applicazione arbitraria del principio
dispositivo previsto dall'ormai abrogato diritto processuale civile grigionese
(v. infra consid. 4.2).
Egli conclude pertanto alla reiezione - nella misura della loro ammissibilità -
dell'azione di contestazione, dell'azione di riduzione e dell'azione creditoria
promosse dall'opponente.

4.1 In assenza, come in concreto, di accertamenti di fatto sulla volontà reale
e concorde dei contraenti, la questione a sapere se la disposizione contenuta
nel contratto successorio 21 febbraio 1991 che prevede l'attribuzione di 50
azioni F.________SA a B.________ (art. 3 n. 2.1) sia una clausola contrattuale,
vincolante, oppure una clausola unilaterale, revocabile, deve essere risolta
mediante un'interpretazione secondo il principio dell'affidamento (DTF 133 III
406 consid. 2.5).
4.1.1 Il tenore letterale (in lingua tedesca) della sola disposizione all'esame
non fornisce un'indicazione precisa in merito al suo carattere contrattuale
oppure unilaterale. Essa va pertanto esaminata in relazione con le altre
disposizioni del contratto successorio 21 febbraio 1991 (DTF 133 III 406
consid. 3.2). Ora, come rettamente osservato dalla Corte cantonale, mediante
tale atto giuridico i contraenti hanno disposto dettagliatamente dell'intero
loro patrimonio, prevedendo l'attribuzione - alla morte del secondo coniuge o
in caso di morte simultanea dei coniugi - di quote di eredità (con precisa
assegnazione di beni patrimoniali) e di legati per la totalità dell'eredità.
Essi si sono riservati la facoltà di disporre diversamente a causa di morte
delle azioni F.________SA legate, nonché di disporre liberamente a causa di
morte di oggetti mobili (dipinti, gioielli, mobilio, ecc.) e di eventuali
piccoli doni. Si deve pertanto ammettere, fondandosi sul testo del contratto
successorio, che i contraenti abbiano previsto che al coniuge superstite non
sarebbe rimasto un ampio potere di disposizione (contrariamente alla
fattispecie esaminata nella DTF 133 IIII 406, v. in particolare consid. 3.3),
ciò che suggerisce l'esistenza di un'obbligazione contrattuale di quest'ultimo
nei confronti del coniuge predeceduto.
La facoltà di disporre diversamente a causa di morte delle azioni F.________SA
si riferisce unicamente alle azioni legate (ossia le 148 "vermachte Aktien") e
non a quelle attribuite all'erede istituito B.________, come si evince
chiaramente sia dai termini usati dai contraenti sia dalla sistematica del
contratto successorio (la riserva è infatti inserita all'art. 3 n. 3 -
"Vermächtnisse" - subito dopo i n. 3.3, 3.4 e 3.5), ricordato per di più che il
contratto successorio è stato redatto da un notaio. Il ricorrente considera che
l'attribuzione delle 50 azioni F.________SA a B.________ sarebbe da considerare
quale prelegato. La sua argomentazione non può però essere condivisa: dal
tenore e dalla sistematica del contratto successorio emerge infatti in modo
chiaro che le 50 azioni compongono (con altri beni) la quota ereditaria
dell'opponente, erede istituito; esse non possono pertanto costituire un
prelegato.
4.1.2 Non solo il testo del contratto successorio, ma pure la presa in
considerazione degli interessi dei contraenti porta a concludere che la
disposizione all'esame sia di natura contrattuale.

L'autorità inferiore (lasciata irrisolta la questione delle relazioni di
parentela fra i coniugi contraenti e gli eredi istituiti rispettivamente i
legatari) ha infatti valutato che sia stato C.________ a voler avvantaggiare
B.________ quale erede istituito finale, mentre il favorire A.________ quale
legatario abbia corrisposto alla volontà di D.________. La Corte cantonale è
giunta a tale conclusione - non censurata dal ricorrente - prendendo in
considerazione il fatto che alla quota ereditaria di B.________, oltre alle 50
azioni F.________SA, sono pure state attribuite 75 azioni della società
G.________, azioni di proprietà di C.________ al momento della stipulazione del
contratto, mentre al ricorrente, oltre alle 100 azioni F.________SA, sono pure
state legate 38 azioni della società G.________, azioni di proprietà di
D.________. Avendo voluto favorire B.________, C.________ aveva pertanto un
interesse a che D.________ fosse vincolata alla disposizione all'esame.
4.1.3 Sulla base di un'interpretazione secondo il principio dell'affidamento
occorre pertanto ammettere che la disposizione contenuta nel contratto
successorio 21 febbraio 1991 che prevede l'attribuzione di 50 azioni
F.________SA a B.________ (art. 3 n. 2.1) sia una disposizione contrattuale, e
con ciò vincolante.

Il Tribunale cantonale non ha quindi violato il diritto federale nel
considerare che il testamento olografo 10 settembre 1995, mediante il quale
D.________ ha attribuito al ricorrente tutte le azioni F.________SA, sia una
disposizione a causa di morte incompatibile, ai sensi dell'art. 494 cpv. 3 CC,
con il contratto successorio 21 febbraio 1991.
Il ricorrente non nega che la convenzione 5 luglio 2000, mediante la quale
D.________ gli ha trasferito in vita la proprietà di 198 azioni F.________SA,
sia un "mezzo d'esecuzione anticipata del testamento" 10 settembre 1995 e sia
stata anch'essa, implicitamente, contestata dall'opponente, come ritenuto
dall'autorità inferiore. Egli affronta infatti tale argomento unicamente
laddove afferma che non vi era alcuna conclusione riferita alla predetta
convenzione ed invoca la violazione della massima dispositiva prevista
dall'ormai abrogato diritto processuale civile grigionese (v. infra consid.
4.2). Il ricorrente, inoltre, non si confronta sufficientemente con
l'argomentazione della Corte cantonale secondo la quale, sebbene il contratto
successorio 21 febbraio 1991 non contenga esplicitamente una limitazione di
disporre in vita del patrimonio attribuito, un tale divieto risulta comunque
chiaramente dallo scopo del predetto contratto, dato che quest'ultimo
stabilisce l'assegnazione di precisi e determinati beni agli eredi istituiti
(v. anche sentenze 5C.71/2001 del 28 settembre 2001 consid. 3b con rinvii;
5C.79/1998 del 29 maggio 1998 consid. 2 con rinvii); il ricorrente si limita
infatti ad apoditticamente affermare che i beni assegnati agli eredi istituiti
costituirebbero soltanto delle unità di grandezza per determinare la quota
ereditaria, fondandosi in parte su fatti non accertati dall'autorità inferiore.
In queste circostanze non si può pertanto affermare che la Corte cantonale
abbia violato il diritto federale ritenendo che la convenzione 5 luglio 2000
sia una donazione incompatibile, ai sensi dell'art. 494 cpv. 3 CC, con il
contratto successorio 21 febbraio 1991.
4.1.4 Nella misura in cui censura la violazione del diritto federale, il
ricorso va pertanto respinto (per quanto ammissibile).

4.2 Il ricorrente si prevale anche di un'applicazione arbitraria del principio
dispositivo previsto dall'art. 119 del codice di procedura civile del Cantone
dei Grigioni del 1° dicembre 1985 (di seguito: CPC/GR, in vigore fino al 31
dicembre 2010 ed ancora applicabile alla fattispecie, v. art. 404 cpv. 1 e 405
cpv. 1 CPC [RS 272]), in forza del quale il tribunale deve assegnare a una
parte né più né altro di quanto essa stessa abbia preteso, né meno di quanto
l'avversario abbia riconosciuto. A suo dire, infatti, nel giudizio impugnato la
Corte cantonale avrebbe constatato che la convenzione 5 luglio 2000 viola il
contratto successorio 21 febbraio 1991 malgrado non vi fosse alcuna conclusione
in tal senso, l'opponente essendosi limitato a contestare il testamento
olografo 10 settembre 1995 ma non la predetta convenzione. Il Tribunale
cantonale avrebbe inoltre accolto la conclusione subordinata tendente al
pagamento di fr. 50'000.-- ordinando che il pagamento fosse effettuato a
B.________, malgrado quest'ultimo avesse chiesto che il pagamento fosse
effettuato alla successione.
A sostegno della sua critica il ricorrente si limita però ad affermare in modo
apodittico che ciò che non è oggetto di conclusioni non può essere oggetto del
dispositivo. La sua censura d'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale
non soddisfa pertanto le esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF
e si avvera inammissibile.

5.
Il ricorrente afferma infine che il Tribunale cantonale avrebbe respinto la
conclusione principale di B.________ tendente alla restituzione delle 50 azioni
F.________SA del valore attuale di fr. 2,9725 milioni, senza però attribuire
spese di procedura e ripetibili a suo carico, applicando così in modo
arbitrario l'art. 122 CPC/GR. Egli conclude perciò al rinvio della causa
all'istanza inferiore per nuova decisione sulle spese di procedura e ripetibili
nel senso dei considerandi.

Giusta l'art. 122 dell'abrogato CPC/GR, la parte soccombente viene di regola
obbligata ad assumersi tutte le spese della procedura e a rifondere alla parte
vincente tutte le spese necessarie derivanti a quest'ultima dalla controversia
giudiziaria, e se nessuna delle parti ha vinto completamente le spese della
procedura e le ripetibili possono essere ripartite in proporzione.

Il Tribunale cantonale non ha accollato spese di procedura e ripetibili
all'opponente, ritenendo che la reiezione della sua conclusione principale
tendente alla restituzione in natura delle azioni non fosse di grande rilevanza
nel contesto dell'insieme della procedura. I Giudici cantonali hanno infatti
osservato che B.________ già con la sua istanza aveva riconosciuto che alla sua
pretesa di restituzione si opponeva il diritto di compera del ricorrente, e che
qualora quest'ultimo avesse voluto mantenere le azioni in proprietà avrebbe
dovuto unicamente pagare il prezzo di compera prestabilito. In merito alle
ripetibili il Tribunale cantonale ha inoltre evidenziato che il ricorrente non
ha contestato in nessun stadio della procedura il diritto di compera e che
pertanto, per la conclusione principale dell'opponente, non gli si è creato un
dispendio degno di nota.

Con tale motivazione il ricorrente non si confronta a sufficienza, ma si limita
a semplicemente opporre la sua opinione a quella dei Giudici cantonali,
affermando in modo generico che la ripartizione delle spese di procedura e
delle ripetibili dovrebbe essere proporzionata al valore di lite contenuto
nella conclusione principale dell'opponente (fr. 2,9725 milioni, pari al valore
attuale delle 50 azioni F.________SA) ed al rischio incorso di perdere
definitivamente tale valore patrimoniale. La critica ricorsuale è appellatoria
e comunque fondata su un fatto - il valore attuale delle azioni F.________SA -
che non è stato constatato nel giudizio impugnato, senza che il ricorrente
lamenti un accertamento incompleto dei fatti da parte dell'autorità inferiore
(v. supra consid. 1.4). Ne segue che pure questa censura d'arbitrio
nell'applicazione del diritto cantonale non adempie le esigenze di motivazione
di cui all'art. 106 cpv. 2 LTF e si rivela inammissibile.

6.
Da quanto precede risulta che il ricorso va respinto nella misura della sua
ammissibilità. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1
LTF). Non si assegnano ripetibili all'opponente che non è stato invitato a
presentare una risposta al ricorso e non è pertanto incorso in spese per la
sede federale (art. 68 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 7'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla I Camera civile del Tribunale
cantonale dei Grigioni.

Losanna, 13 febbraio 2013

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: von Werdt

La Cancelliera: Antonini