Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.866/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_866/2011

Sentenza del 2 marzo 2012
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Hohl, Presidente,
Marazzi, Herrmann,
Cancelliera Antonini.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Romina Biaggi,
ricorrente,

contro

1. B.B.________,
patrocinata dall'avv. Silvio Pestelacci,
2. C.B.________, rappresentato dal curatore D.________, e
patrocinato dall'avv. Stefano Ferrari,
opponenti.

Oggetto
relazioni personali,

ricorso contro la sentenza emanata il 4 novembre 2011 dalla I Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Dalla relazione tra A.________ e B.B.________ è nato nel 2003 C.B.________. Sin
dall'estate 2006 il padre lamenta difficoltà nell'esercizio delle relazioni
personali con il figlio. La Commissione tutoria regionale 1 (CTR 1) si è
occupata di molteplici richieste d'intervento formulate da A.________.

Per quanto qui di rilievo, con decisione 5 febbraio 2009 la CTR 1 ha fissato ad
A.________ un diritto di visita di due incontri mensili con il figlio, di tre
ore ciascuno, da concordare con la madre tramite il curatore del figlio. La
decisione prevedeva una progressiva diminuzione della presenza della madre alle
visite. Con istanza 4 novembre 2009 il padre ha chiesto alla CTR 1 la modifica
dell'assetto del diritto di visita stabilito con decisione 5 febbraio 2009 ed
altre misure relative al figlio. Con decisione 17 marzo 2010 la CTR 1 ha
incaricato il Servizio medico psicologico per minorenni di Y.________ di
procedere all'audizione di C.B.________ e di valutare le relazioni con il
padre, formulando le proposte ed i correttivi ritenuti opportuni.

B.
Il 17 marzo 2010 A.________ si è nuovamente rivolto alla CTR 1 per ottenere
(tra l'altro) in via cautelare la facoltà di incontrare il figlio il 4 aprile
2010 (Pasqua) ed il 9 aprile 2010 (compleanno di C.B.________) e nel merito la
facoltà di potere vedere il figlio durante le festività ed in occasione del suo
compleanno nelle modalità da stabilirsi dal curatore educativo e fino al
raggiungimento della maggiore età.

Con decisione 30 marzo 2010 la CTR 1 ha evidenziato che era in corso
l'istruttoria di merito per definire un'eventuale modifica dell'assetto della
forma e dei tempi dei diritti di visita in vigore. Ha quindi respinto la
richiesta sia in via cautelare sia nel merito, sottolineando da un lato che non
erano emerse nuove sostanziali e rilevanti circostanze che imponevano un
intervento urgente e dall'altro che l'ancoramento al principio dei diritti di
visita in occasione delle festività sarebbe stato oggetto della decisione presa
una volta conclusi gli approfondimenti e le valutazioni in corso.
Con decisione 10 maggio 2010 l'Autorità di vigilanza sulle tutele del Cantone
Ticino ha dichiarato un ricorso 9 aprile 2010 di A.________ contro la decisione
della CTR 1 parzialmente privo d'oggetto per quanto riguarda la richiesta
relativa al diritto di visita per il 4 ed il 9 aprile 2010, e per il resto
irricevibile. L'Autorità di vigilanza sulle tutele ha anch'essa sottolineato
che era in corso la procedura di modifica dell'assetto delle relazioni
personali.
A.________ ha impugnato la decisione dell'Autorità di vigilanza sulle tutele
alla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino con un appello
31 maggio 2010, postulando di vedersi riconoscere il diritto di poter
incontrare il figlio durante le festività e in occasione del suo compleanno e
di fare ordine alla CTR 1, per il tramite del curatore, di concordarne le
modalità.

C.
In pendenza di appello, con decisione 20 dicembre 2010 la CTR 1 ha statuito
sull'istanza 4 novembre 2009 di A.________ (supra fatto A), riservando a
quest'ultimo - fino a nuova decisione - un diritto di visita minimo con il
figlio di due incontri al mese della durata di due ore da esercitarsi presso
l'istituto X.________ di Lugano sotto la supervisione di personale
specializzato e senza la presenza della madre e incaricando il curatore del
figlio di organizzare il calendario dei diritti di visita. La CTR 1 ha ordinato
agli operatori dell'istituto X.________ ed al curatore di presentare un
rapporto sull'andamento delle visite entro sei mesi dalla sua decisione,
formulando le proposte di adeguamento più opportune al caso.
Con decisione 18 febbraio 2011 l'Autorità di vigilanza sulle tutele ha
dichiarato irricevibili i ricorsi inoltrati da A.________ e da B.B.________
avverso la decisione 20 dicembre 2010 della CTR 1.

A.________ ha impugnato la decisione 18 febbraio 2011 alla I Camera civile del
Tribunale d'appello con un ricorso 23 marzo 2011.

D.
Con sentenza 4 novembre 2011 la I Camera civile del Tribunale d'appello ha
dichiarato irricevibile l'appello 31 maggio 2010 di A.________ per mancanza di
un interesse concreto ed attuale, essendo le date oggetto dell'appello (4 e 9
aprile 2010) già decorse. Nella medesima sentenza, la Corte cantonale ha
inoltre respinto il suo ricorso 23 marzo 2011.

E.
Con ricorso in materia civile del 12 dicembre 2011 A.________ insorge al
Tribunale federale. Egli impugna la sentenza della I Camera civile del
Tribunale d'appello resa nell'ambito del suo appello 31 maggio 2010 lamentando
una violazione dell'art. 9 Cost. Chiede in via principale di annullare la
sentenza cantonale, di riconoscere al padre il diritto di poter vedere il
figlio durante le festività e in occasione del suo compleanno e di fare ordine
alla CTR 1, per il tramite del curatore, di concordarne le modalità. In via
subordinata il ricorrente chiede di annullare la sentenza cantonale e di
rinviare la causa alla I Camera civile del Tribunale d'appello per nuova
decisione ai sensi dei considerandi.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 Decisioni su misure provvisionali sono decisioni finali ai sensi dell'art.
90 LTF se sono pronunciate in una procedura a sé stante; se invece sono
pronunciate nel quadro di un'azione principale e valgono per la durata della
medesima sono da considerarsi di natura incidentale ai sensi dell'art. 93 LTF.
Ciò vale anche se esse sono pronunciate prima della litispendenza dell'azione
principale e se la loro efficacia nel tempo è fatta dipendere dal successivo
inoltro dell'azione di merito (DTF 137 III 324 consid. 1.1; 134 I 83 consid.
3.1).

Dagli atti emerge che la CTR 1 è stata chiamata a disciplinare le relazioni
personali tra il genitore non detentore della custodia parentale ed il figlio
(art. 273 CC). Al momento dell'emanazione della sentenza impugnata non vi era
ancora un assetto definitivo dei diritti di visita. La richiesta del ricorrente
di poter veder il figlio durante le festività e in occasione del suo compleanno
va intesa quale richiesta di misure provvisionali nel quadro della causa
principale sulla disciplina delle relazioni personali. La decisione della Corte
cantonale su tale richiesta di misure provvisionali va pertanto considerata
quale incidentale ai sensi dell'art. 93 LTF, come peraltro ammette il
ricorrente stesso.

Le decisioni incidentali su misure provvisionali possono essere impugnate a
titolo indipendente unicamente se sono atte a causare al ricorrente un
pregiudizio irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF; DTF 137 III 324 consid.
1.1; 134 I 83 consid. 3.1). Tale pregiudizio deve essere di natura giuridica e
quindi non deve poter essere ulteriormente eliminato, perlomeno non
completamente, nemmeno mediante l'emanazione di una decisione finale favorevole
al ricorrente. Semplici inconvenienti di fatto, come ad esempio un
prolungamento dei tempi procedurali o un aumento dei costi legati alla causa,
non rappresentano un danno di natura irreparabile, poiché non si tratta di
pregiudizi di natura giuridica (DTF 137 III 380 consid. 1.2.1 con rinvii).
Incombe al ricorrente l'onere di allegare e dimostrare che la decisione
incidentale sia suscettibile di causargli un danno irreparabile, a meno che
tale eventualità appaia evidente di primo acchito (DTF 136 IV 92 consid. 4 con
rinvii).

In concreto appare chiaro, come sottolinea il ricorrente stesso, che la
decisione della Corte cantonale che dichiara inammissibile il suo appello
inteso all'ottenimento dell'esercizio del diritto di visita in occasione delle
festività e del compleanno del figlio è suscettibile di causargli un
pregiudizio irreparabile in quanto, se anche fosse emanata una decisione finale
a lui favorevole, una riparazione non sarebbe più possibile per le ricorrenze
nel frattempo già trascorse (v. per analogia sentenza del Tribunale federale
5A_861/2011 del 10 gennaio 2012; v. anche DTF 137 III 475 consid. 1 con
rinvii).

1.2 La via d'impugnazione di decisioni incidentali segue essenzialmente quella
della vertenza di fondo (DTF 137 III 261 consid. 1.4). Nel caso concreto il
merito della controversia concerne una causa sulla disciplina delle relazioni
personali, di natura non pecuniaria; motivo del contendere sono pertanto misure
a protezione dei figli, contro le quali è aperta la via del ricorso in materia
civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 7 LTF). La decisione impugnata emana dal
tribunale supremo cantonale che ha deciso in ultima istanza e su ricorso (art.
75 cpv. 1 e 2 LTF). Il tempestivo (combinati art. 45 cpv. 1 e art. 100 cpv. 1
LTF) ricorso in materia civile inoltrato dalla parte soccombente dinanzi
all'autorità inferiore (art. 76 cpv. 1 LTF) è dunque di principio ammissibile.

2.
Contro le decisioni in materia di misure cautelari il ricorrente può far valere
soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Il Tribunale
federale esamina le censure relative alla violazione di diritti costituzionali
unicamente se il ricorrente le ha puntualmente sollevate e motivate (art. 106
cpv. 2 LTF): in altre parole egli deve spiegare in modo chiaro e dettagliato,
alla luce dei considerandi della sentenza impugnata, in che modo sarebbero
stati violati diritti costituzionali (DTF 135 III 232 consid. 1.2; 133 III 393
consid. 6). Il Tribunale federale fonda inoltre la sua sentenza sui fatti
accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF) e nell'ambito dei
ricorsi sottoposti alle limitazioni dell'art. 98 LTF, il ricorrente può
unicamente ottenere la rettifica o il complemento degli accertamenti di fatto
se dimostra una violazione dei suoi diritti costituzionali da parte
dell'autorità cantonale. Gli art. 95, 97 e 105 cpv. 2 LTF non si applicano
dunque direttamente, poiché non sono dei diritti costituzionali (DTF 133 III
393 consid. 7.1; 133 III 585 consid. 4.1). Tuttavia l'applicazione dell'art. 9
Cost. porta praticamente al medesimo risultato: il Tribunale federale corregge
gli accertamenti di fatto unicamente se sono arbitrari e hanno un'influenza
sull'esito della causa (sentenza del Tribunale federale 5A_528/2011 del 26
gennaio 2012 consid. 2.1).

Per giurisprudenza invalsa l'arbitrio è ravvisabile solo quando la decisione
impugnata risulti manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la
situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro e
indiscusso principio giuridico o in contrasto intollerabile con il sentimento
di giustizia e di equità. La decisione dev'essere inoltre arbitraria anche nel
suo risultato e non solo nella sua motivazione. Non si è inoltre in presenza
d'arbitrio per il semplice fatto che anche un'altra soluzione potrebbe entrare
in linea di conto o sarebbe addirittura preferibile (DTF 137 I 1 consid. 2.4
con rinvii). Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto dell'arbitrio
non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura
d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo
semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale (DTF 134 II
349 consid. 3).

3.
3.1 La Corte cantonale ha valutato privo di interesse concreto ed attuale
l'appello 31 maggio 2010 del qui ricorrente, mediante il quale egli ha chiesto
che gli fosse riconosciuto il diritto di incontrare il figlio "durante le
festività e in occasione del suo compleanno". Secondo i Giudici cantonali tale
richiesta era riferita al 4 ed al 9 aprile 2010 (date indicate nell'istanza del
17 marzo 2010), vale a dire a date già decorse (e ciò già in pendenza di
procedura dinanzi all'Autorità di vigilanza sulle tutele).

3.2 Il ricorrente sostiene che la sentenza impugnata sia arbitraria poiché la
Corte cantonale non ha minimamente considerato che la sua richiesta era
riferita alla necessità di regolamentare tutte le festività ed il compleanno
del figlio fino al raggiungimento della sua maggiore età, ciò che risulterebbe
in maniera esplicita dalle conclusioni d'appello ed anche dall'istanza del 17
marzo 2010 inoltrata alla CTR 1.

3.3 Sapere quali conclusioni sono state formulate dinanzi all'istanza cantonale
è una questione di carattere fattuale (DTF 125 III 305 consid. 2e; BERNARD
CORBOZ, in Commentaire de la LTF, 2009, n. 31 ad art. 105 LTF). Come già
precisato, spetta al ricorrente dimostrare un accertamento arbitrario dei fatti
da parte dell'autorità inferiore (supra consid. 2).
In concreto il ricorrente si limita a sostenere che il fatto che la sua
richiesta fosse da intendere fino al raggiungimento della maggiore età del
figlio risulterebbe in maniera esplicita dalle conclusioni d'appello e
dall'istanza del 17 marzo 2010.

In realtà, mediante le conclusioni d'appello egli ha chiesto l'accoglimento del
ricorso 9 aprile 2010 (inoltrato dinanzi all'Autorità di vigilanza sulle
tutele) con la conseguenza che gli sia "riconosciuto il diritto di poter vedere
il figlio C.B.________ durante le festività e in occasione del suo compleanno
ed è fatto ordine alla Commissione tutoria regionale di Chiasso, per il tramite
del curatore, di concordarne le modalità". Contrariamente a quanto pretende il
ricorrente, dalla lettura delle conclusioni d'appello non era quindi per nulla
evidente che la sua richiesta fosse da intendere fino al raggiungimento della
maggiore età del figlio. Peraltro, neppure la lettura della motivazione
dell'appello gli è di soccorso, in quanto non contiene alcun elemento che possa
suffragare la sua tesi.

Va inoltre evidenziato come l'appello - checché ne pensi il ricorrente - non
contiene le medesime conclusioni formulate nell'istanza del 17 marzo 2010, le
quali prevedevano sì esplicitamente che la richiesta di merito riguardasse le
festività ed i compleanni "fino al raggiungimento della maggiore età". Rispetto
all'istanza del 17 marzo 2010 l'appello non distingue inoltre più tra richiesta
cautelare e di merito.

L'assenza di un'esplicita precisazione nelle conclusioni (e nella motivazione)
d'appello, unita al fatto che nella sua decisione la CTR 1 (ed in parte anche
l'Autorità di vigilanza sulle tutele) ha sottolineato che era in corso
l'istruttoria di merito per valutare la modifica dei diritti di visita -
modifica chiesta peraltro proprio dallo stesso ricorrente - e che la presa in
considerazione delle festività nella disciplina dei diritti di visita sarebbe
stata oggetto della decisione presa una volta conclusa tale istruttoria,
portano a concludere che non era manifestamente insostenibile giudicare che la
richiesta formulata dal ricorrente nel suo appello si limitasse unicamente alla
Pasqua ed al compleanno del figlio per l'anno 2010.

Il ricorrente non riesce pertanto a dimostrare che la Corte cantonale abbia
accertato i fatti in modo arbitrario. Motivata in modo sommario, la sua censura
di violazione del divieto dell'arbitrio, al limite dell'ammissibilità (art. 106
cpv. 2 LTF; supra consid. 2), si appalesa infondata.

4.
4.1 La Corte cantonale ha tenuto conto del fatto che la questione oggetto della
richiesta del ricorrente poteva ripresentarsi, ma ha tuttavia considerato che
le condizioni (cumulative) per esaminare un appello privo di interesse pratico
ed attuale (questione suscettibile di ripresentarsi in ogni tempo e in
circostanze identiche o almeno analoghe, caso di fondamentale importanza onde
la necessità di risolverlo in funzione del pubblico interesse, nonché
succedersi degli eventi talmente rapido da impedire una verifica tempestiva
delle censure da parte dell'autorità di ricorso) non fossero adempiute. I
Giudici cantonali hanno infatti considerato che l'esercizio di un diritto di
visita dipende da situazioni contingenti, diverse di caso in caso, e che in
concreto non si ravvisano questioni giuridiche di principio la cui soluzione si
giustifichi alla luce del pubblico interesse.

4.2 Il ricorrente considera invece che tali condizioni siano adempiute. Afferma
che la questione del diritto di visita durante la Pasqua ed il compleanno del
figlio è una circostanza che si ripete in maniera identica o quantomeno analoga
ogni anno. Permettere al padre di vedere il figlio durante questi due
avvenimenti importanti sarebbe una questione di fondamentale importanza. Infine
la presente procedura dimostrerebbe come le lungaggini processuali non
permettono alle autorità di esprimersi per tempo sulle sue richieste di diritti
di visita per periodi specifici presentate con largo anticipo.

4.3 Così facendo, tuttavia, il ricorrente si limita ad opporre la propria
opinione a quella dell'autorità cantonale come se si trovasse in una procedura
d'appello. Egli infatti non discute gli argomenti addotti dalla Corte cantonale
a sostegno dell'inadempimento dei presupposti per soprassedere ad un interesse
pratico ed attuale (segnatamente l'argomento secondo il quale l'esercizio di un
diritto di visita dipende da situazioni contingenti, diverse di caso in caso) e
non riesce pertanto a dimostrare che essa sia incorsa nell'arbitrio. La
censura, in gran parte appellatoria (supra consid. 2), si rivela infondata.

In merito alle future ricorrenze va in ogni modo nuovamente evidenziato, come
indicato dalla CTR 1 nella sua decisione 30 marzo 2010, che la richiesta del
ricorrente di esercitare il suo diritto di visita in occasione delle festività
dovrebbe essere tenuta in considerazione nella decisione presa una volta
conclusa l'istruttoria di merito.

5.
Da quanto precede discende che il ricorso deve essere respinto nella misura
della sua ammissibilità. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66
cpv. 1 LTF). Non si giustifica assegnare ripetibili atteso che gli opponenti
non sono stati invitati ad esprimersi sul ricorso.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla I Camera civile del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 2 marzo 2012

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Hohl

La Cancelliera: Antonini