Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.1125/2015
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_1125/2015

Sentenza del 30 novembre 2015

Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Denys, Presidente,
Eusebio, Oberholzer,
Cancelliera Ortolano Ribordy.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Clarissa Indemini,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano,
opponente.

Oggetto
Grave infrazione alle norme della circolazione,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata il 24 settembre 2015 dalla
Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino.

Fatti:

A. 
Con sentenza dell'8 maggio 2015, il Presidente della Pretura penale ha
riconosciuto A.________ autore colpevole di grave infrazione alle norme della
circolazione stradale, per avere il 18 marzo 2014, a X.________, circolato a
una velocità di 77 km/h (dedotto il margine di tolleranza), malgrado il vigente
limite di 50 km/h. Lo ha quindi condannato, oltre al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie, alla pena pecuniaria di 15 aliquote giornaliere di fr.
410.-- ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni,
nonché alla multa di fr. 1'000.--, fissando a 3 giorni la pena detentiva
sostitutiva in caso di mancato pagamento.

B. 
Adita dall'imputato, con sentenza del 24 settembre 2015 la Corte di appello e
di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) ne ha respinto l'appello,
confermando sia la condanna sia la pena.

C. 
A.________ si aggrava al Tribunale federale con un ricorso in materia penale,
postulando il suo proscioglimento da ogni accusa.

Diritto:

1. 
Presentato nei termini legali (art. 100 cpv. 1 LTF) dall'imputato (art. 81 cpv.
1 lett. a e lett. b n. 1 LTF) e diretto contro una decisione finale (art. 90
LTF), resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorità cantonale di
ultima istanza che ha giudicato su ricorso (art. 80 LTF), il gravame appare di
massima ammissibile, anche perché inoltrato nelle forme richieste (art. 42 cpv.
1 LTF).

2.

2.1. Giusta l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali
ragioni l'atto impugnato viola il diritto. La parte ricorrente deve quindi
almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nell'avversata
decisione, indicando per quali motivi violerebbero il diritto (DTF 140 III 115
consid. 2 pag. 116).

2.2. Il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati
dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). La parte ricorrente che intende
scostarsene deve dimostrare che il loro accertamento è stato svolto in modo
manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (DTF 140 IV 97 consid. 1.4.1; sulla
nozione di arbitrio v. DTF 140 III 264 consid. 2.3 pag. 266), o in violazione
del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF, spiegando inoltre in che misura
l'eliminazione dell'invocato vizio è determinante per l'esito del procedimento
(art. 97 cpv. 1 LTF). In caso contrario, non è possibile tener conto di uno
stato di fatto diverso da quello posto a fondamento della decisione impugnata (
DTF 135 II 313 consid. 5.2.2 pag. 322; 134 I 65 consid. 1.5).

3. 
L'art. 90 cpv. 2 LCStr punisce chiunque, violando gravemente le norme della
circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il
rischio di detto pericolo. Anche la negligenza è punibile, salvo disposizione
espressa e contraria (art. 100 n. 1 LCStr). Sotto il profilo oggettivo, il
reato è realizzato quando l'autore disattende in modo grave una regola
fondamentale della circolazione e pone così in serio pericolo la sicurezza del
traffico, essendo sufficiente una messa in pericolo astratta accresciuta. Sotto
quello soggettivo, l'infrazione presuppone un comportamento senza riguardi o
gravemente contrario alle norme della circolazione, vale a dire una colpa o una
negligenza gravi (DTF 131 IV 133 consid. 3.2). Quanto più è grave la violazione
delle norme della circolazione sotto il profilo oggettivo, tanto più fondata
sarà la conclusione che l'agente ha agito senza riguardi, salvo particolari
indizi contrari al proposito (sentenza 6B_742/2011 del 1° marzo 2012 consid.
3.3).

Per quanto concerne specificamente gli eccessi di velocità, al fine di
garantire la parità di trattamento tra conducenti, la giurisprudenza ha
stabilito regole precise. Così, il caso è oggettivamente grave, ovvero a
prescindere dalle circostanze concrete, quando il superamento della velocità
autorizzata è di 25 km/h o più all'interno delle località, di 30 km/h o più
all'esterno delle località o sulle semiautostrade e di 35 km/h o più sulle
autostrade (DTF 132 II 234 consid. 3.1). Il conducente che supera in modo tanto
marcato la velocità massima consentita agisce di regola intenzionalmente o per
lo meno per grave negligenza (sentenza 6B_571/2012 dell'8 aprile 2013 consid.
3.4). Ciò vale in ogni caso nella misura in cui non sussistano particolari
circostanze che abbiano indotto in errore il conducente sulla velocità massima
consentita (sentenze 6B_171/2010 del 19 aprile 2010 consid. 3.2 e 6B_264/2007
del 19 settembre 2007 consid. 3.1).

4. 
L'adempimento degli elementi costitutivi oggettivi della grave infrazione alle
norme della circolazione è pacifico. Per contro, il ricorrente contesta la
realizzazione dell'aspetto soggettivo, prevalendosi di un errore sui fatti.
L'assenza di segnaletica sul tratto di strada da lui percorso prima del
rilevamento della velocità, la conformazione della carreggiata, la possibilità
di manovre di sorpasso e la zona senza insediamenti abitativi a ridosso della
strada sarebbero dei seri e validi motivi che gli permettevano di ritenere di
circolare all'infuori di una località, ove il limite di velocità fosse di
almeno 60 km/h. Sostiene poi che Via Y.________, percorsa prima di entrare
nella località di X.________, sarebbe una strada importante di collegamento tra
due località, al cui termine avrebbe dovuto essere apposta la segnaletica
relativa alla velocità massima consentita.

4.1. Benché tra il domicilio in Via Y.________ del ricorrente e il luogo del
rilevamento della sua velocità non vi fosse alcuna segnaletica indicante il
limite generale di velocità di 50 km/h, la CARP ha stabilito che tale
segnaletica è regolarmente collocata in entrata della località di X.________ ed
è valida in tutta la zona molto fabbricata all'interno della stessa, senza che
sia necessaria una sua ripetizione. Ha poi osservato che egli non poteva in
ogni caso ritenere che nel tratto da lui percorso vigesse un limite di 60 km/h,
perché non essendo un limite generale il relativo segnale avrebbe dovuto essere
ripetuto a ogni intersezione, in particolare al più tardi dopo la rotatoria che
sbocca su Via Z.________, ove vi è stato il rilevamento. Oltre alla presenza di
passaggi pedonali in prossimità di detta rotatoria e all'irrilevanza della
possibilità di sorpasso, la CARP ha accertato una densa edificazione su
entrambi i lati o alternativamente su un lato o sull'altro della strada
cantonale, segnatamente nei pressi della rotatoria dove l'insorgente si è
immesso provenendo dal suo domicilio. Ha infine rilevato che Via Y.________ è
una strada di accesso privata di cui l'insorgente medesimo è comproprietario e
non è dunque una strada di collegamento. Nel suo tragitto fra il suo domicilio
e il luogo del rilevamento della velocità, egli si è sempre trovato all'interno
della località senza mai uscirne. In aggiunta, atteso che il ricorrente abita
in Via Y.________ da circa 30 anni, per l'autorità cantonale egli non poteva
pretendere di ignorare il limite generale vigente sulla strada cantonale
sottostante alla sua abitazione, tanto più che non risulta avere subito
modifiche di recente. In simili circostanze, non aveva alcun motivo per
ritenere di trovarsi in una zona in cui non vigeva il limite generale di 50 km/
h, di modo che per la CARP l'insorgente non poteva prevalersi di un errore sui
fatti ai sensi dell'art. 13 cpv. 1 CP.

4.2. Invano si cerca nel gravame un confronto con le considerazioni della
sentenza impugnata testé riassunte. Il ricorrente sembra disattendere che la
configurazione della carreggiata in cui è stata rilevata la velocità e della
zona circostante (presenza di passaggi pedonali, densità edile, ...) è una
questione di fatto che vincola il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF).
Lungi dal sostanziare arbitrio di sorta (v. supra consid. 2.2), egli argomenta
come se si trovasse ancora dinanzi a un tribunale d'appello, opponendo
semplicemente la sua descrizione dei luoghi a quella della CARP. Peraltro,
anche volendo ammettere, come preteso nell'impugnativa, che i passaggi pedonali
e le costruzioni sorgano essenzialmente in prossimità della rotatoria che ha
attraversato per immettersi in seguito su Via Z.________, egli non pretende di
aver oltrepassato un segnale di "Fine della velocità massima 50, limite
generale" (v. art. 4a cpv. 2 dell'ordinanza sulle norme della circolazione
stradale del 13 novembre 1962, ONC; RS 741.11). L'eventuale assenza di passaggi
pedonali, la pretesa scarsità di abitazioni lungo la carreggiata e la
possibilità di sorpasso non gli permettevano pertanto di pensare di non
soggiacere più al limite generale di velocità. A nulla vale affermare che un
conducente non può "ricordare a memoria tutti i segnali stradali che ha
incontrato e superato nel tragitto precedentemente percorso". Quanto alla
natura di Via Y.________, il ricorrente omette ancora una volta di confrontarsi
con quanto esposto dalla CARP. La sua motivazione (ricorso in materia penale
pag. 9-11) riprende infatti quella del suo ricorso al Consiglio di Stato
ticinese avverso la revoca della licenza di condurre pronunciata dalla Sezione
della circolazione (v. allegato al documento 10 dell'incarto della Pretura
penale pag. 10-12). Tale argomentazione non ossequia le esigenze di motivazione
dell'art. 42 LTF (v. DTF 140 III 115 consid. 2 pag. 116; 139 I 306 consid. 1.2
pag. 309) : non è minimamente spiegato perché e in che misura la decisione
impugnata violerebbe il diritto. Non solo: il ricorrente tace anche sul fatto
di abitare nello stesso luogo da circa 30 anni, come evidenziato dalla CARP, e
non illustra come possa pretendere di non conoscere la limitazione di velocità
vigente sulla strada cantonale sottostante alla sua abitazione.

4.3. Sulla base di quanto accertato in sede cantonale, non sussistono quelle
particolari circostanze esatte dalla giurisprudenza per negare l'adempimento
dell'elemento soggettivo del reato imputato. Confermando la condanna del
ricorrente per titolo di grave infrazione alle norme della circolazione, la
CARP ha applicato correttamente sia l'art. 13 CP sia l'art. 90 cpv. 2 LCStr.

5. 
Ne segue che, nella limitata misura in cui è ammissibile, il ricorso si rivela
infondato e va respinto.

Le spese giudiziarie sono poste a carico dell'insorgente secondo soccombenza
(art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1. 
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2. 
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3. 
Comunicazione alla patrocinatrice del ricorrente, al Ministero pubblico e alla
Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino.

Losanna, 30 novembre 2015

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

La Cancelliera: Ortolano Ribordy

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