Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.1172/2015
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_1172/2015

Sentenza dell'8 febbraio 2016

Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Denys, Presidente,
Eusebio, Jacquemoud-Rossari,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Paolo Tamagni,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano,
opponente.

Oggetto
Proscioglimento, spese legali,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 6 ottobre 2015 dalla Corte di appello e di revisione penale del Cantone
Ticino.

Fatti:

A. 
Con decreto d'accusa del 6 giugno 2011 il Procuratore pubblico (PP) ha
riconosciuto A.________ autore colpevole di amministrazione infedele aggravata
commessa ai danni del patrimonio dell'accusatrice privata B.________SA. Ne ha
proposto la condanna alla pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di fr.
130.-- ciascuna, per complessivi fr. 7'800.--, sospesa condizionalmente per un
periodo di prova di due anni, alla multa di fr. 300.-- e al pagamento degli
oneri processuali.

B. 
Statuendo sull'opposizione dell'imputato, con sentenza del 15 ottobre 2013, il
Giudice della Pretura penale lo ha prosciolto dall'imputazione, ha respinto le
pretese di indennizzo dell'accusatrice privata e ha posto gli oneri processuali
a carico dello Stato, fatta salva una tassa relativa alla motivazione della
sentenza, accollata all'accusatrice privata.

C. 
Adita da quest'ultima, la Corte di appello e di revisione penale (CARP) ne ha
respinto l'appello con sentenza del 6 ottobre 2015. Ha confermato il giudizio
di primo grado e posto gli oneri processuali d'appello a carico
dell'accusatrice privata. La Corte cantonale ha rilevato che non occorreva
statuire su un indennizzo giusta l'art. 429 CPP siccome l'imputato prosciolto
non aveva avanzato pretese in tal senso.

D. 
A.________ impugna questa sentenza con un ricorso in materia penale al
Tribunale federale, chiedendo di annullarla nella misura in cui non gli
riconosce un'indennità per le spese sostenute per la sua difesa. Postula il
rinvio degli atti alla Corte cantonale affinché si esprima ai sensi dei
considerandi in merito all'indennizzo. Il ricorrente fa valere la violazione
dell'art. 429 cpv. 2 CPP.

E. 
La Corte cantonale rileva di avere interpretato il comportamento processuale
del ricorrente come una rinuncia all'indennità e chiede conseguentemente di
respingere il ricorso. Il PP comunica di non avere osservazioni e di rimettersi
al giudizio del Tribunale federale. Il ricorrente ha ribadito le proprie
conclusioni con osservazioni dell'11 gennaio 2016.

Diritto:

1. 
Le pretese d'indennità previste dall'art. 429 cpv. 1 lett. a-c CPP fanno parte
del giudizio penale e rientrano quindi nelle decisioni pronunciate in materia
penale giusta l'art. 78 cpv. 1 LTF (DTF 139 IV 206 consid. 1). Rivolto contro
una sentenza finale (art. 90 LTF), emanata da un'autorità cantonale di ultima
istanza (art. 80 cpv. 1 LTF), il gravame è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e
di principio ammissibile. La legittimazione a ricorrere giusta l'art. 81 cpv. 1
lett. a e b n. 1 LTF può essere ammessa.

2.

2.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale una violazione dell'art. 429
cpv. 2 CPP per non avere statuito d'ufficio sulla questione dell'indennità a
seguito del suo proscioglimento. Sostiene che, benché non avesse fatto valere
pretese in tal senso, la Corte cantonale avrebbe comunque dovuto invitarlo a
determinarle. Ritiene che una rinuncia all'indennizzo avrebbe potuto essere
ammessa per deduzione soltanto nel caso in cui egli non avesse dato seguito ad
un invito esplicito dell'autorità penale. Sarebbe a suo dire contrario al
principio della buona fede dovere subire un pregiudizio a causa di un'omissione
dell'autorità.

2.2. Giusta l'art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se
il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a
un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi
diritti procedurali (lett. a); un'indennità per il danno economico risultante
dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (lett. b); una
riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi
interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà (lett.
c).
L'art. 429 cpv. 2 CPP prevede che l'autorità penale esamini d'ufficio le
pretese dell'imputato e possa invitarlo a quantificarle ed a comprovarle.
Risulta da questa disposizione che l'autorità è tenuta a trattare con il
giudizio penale la questione dell'indennità e deve quantomeno interpellare
l'imputato al riguardo, al fine di consentirgli di esporre le sue pretese (cfr.
sentenza 6B_1/2015 del 25 marzo 2015 consid. 4, in: Pra 2015, pag. 468 seg.;
sentenza 6B_472/2012 del 13 novembre 2012 consid. 2.4; sentenza 1B_475/2011
dell'11 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3, in: Pra 2012, pag. 552 segg.). È certo
possibile rinunciare all'indennizzo, di principio mediante una dichiarazione
esplicita. Un comportamento passivo può essere equiparato a una rinuncia quando
l'imputato non ha reagito ad un invito rivoltogli espressamente dall'autorità,
in virtù dell'art. 429 cpv. 2 CPP, di quantificare e dimostrare le proprie
pretese (cfr. sentenza 6B_472/2012, citata, consid. 2.4; WEHRENBERG/BERNHARD,
in: Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2aed., 2014, n. 31b
all'art. 429; NIKLAUS SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, 2aed., 2013, n. 12 segg. all'art. 429). In assenza di un
qualsiasi invito da parte dell'autorità penale, una rinuncia non può in
particolare essere dedotta dal solo fatto che l'imputato non ha presentato un
appello (cfr. sentenza 6B_472/2012, citata, consid. 2.4).

2.3. Nella fattispecie, contrariamente a quanto impone l'art. 429 cpv. 2 CPP,
il Giudice della Pretura penale non ha esaminato d'ufficio la questione
dell'indennità e non ha quindi statuito al riguardo nell'ambito del giudizio di
proscioglimento del 15 ottobre 2013. In particolare, non risulta ch'egli abbia
invitato il ricorrente a quantificare e a dimostrare le sue pretese. È altresì
incontestato che il ricorrente non ha rinunciato espressamente a fare valere
pretese d'indennizzo. Certo, il ricorrente avrebbe potuto impugnare l'omissione
del primo giudice mediante un appello o avrebbe potuto ancora sollevare la
questione presentando un appello incidentale dopo avere avuto conoscenza del
gravame interposto dall'accusatrice privata contro la sentenza di
proscioglimento. Tuttavia, come visto, per equivalere ad una rinuncia, un
comportamento passivo dell'imputato presuppone una sua mancata reazione ad un
esplicito invito dell'autorità a sostanziare le pretese. Ciò non è avvenuto in
concreto. Del resto, nemmeno la CARP ha interpellato il ricorrente, quantomeno
con riferimento alle pretese relative alla procedura d'appello. In tali
circostanze, il mancato esame della questione dell'indennità da parte delle
istanze cantonali viola l'art. 429 CPP.

3. 
Ne segue che il ricorso deve essere accolto. La causa è rinviata alla CARP,
affinché inviti il ricorrente a quantificare ed a dimostrare le sue pretese e
statuisca in seguito sull'indennizzo giusta l'art. 429 CPP. Non si giustifica
di prelevare spese giudiziarie a carico dello Stato del Cantone Ticino (art. 66
cpv. 1 e 4 LTF), che è tenuto a versare al ricorrente un'indennità a titolo di
ripetibili della sede federale (art. 68 cpv. 1 e 2 LTF).

 Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è accolto. La sentenza emanata il 6 ottobre 2015 dalla Corte di
appello e di revisione penale è annullata nella misura in cui non si pronuncia
sull'indennità giusta l'art. 429 CPP. La causa le è rinviata per un nuovo
giudizio su questo aspetto.

2. 
Non si prelevano spese giudiziarie.

3. 
Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà al ricorrente un'indennità di fr.
1'500.-- a titolo di ripetibili della sede federale.

4. 
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, al Ministero pubblico e alla
Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino.

Losanna, 8 febbraio 2016

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

Il Cancelliere: Gadoni

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