Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.329/2015
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_329/2015

Sentenza dell'8 aprile 2015

Corte di diritto penale

Composizione
Giudice federale Denys, Presidente,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico del Cantone Ticino, palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano.

Oggetto
Decreto di abbandono (diffamazione, calunnia, ingiuria),

ricorso contro la sentenza emanata il 24 febbraio 2015 dalla Corte dei reclami
penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Considerando:
che A.________ è stato alle dipendenze, fino al momento del suo licenziamento
nel mese di settembre del 2012, di una società di cui era amministratore unico
B.________;
che il 15 febbraio 2013 A.________ ha denunciato B.________ per i titoli di
diffamazione, calunnia, ingiuria, denuncia mendace e contravvenzione alla legge
sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0);
che la denuncia penale verte sul contenuto di due scritti redatti da B.________
in relazione al licenziamento;
che, con decisione del 4 novembre 2014, il Procuratore pubblico ha decretato
l'abbandono del procedimento penale;
che, contro il decreto di abbandono, il denunciante ha presentato un reclamo
alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP);
che, con sentenza del 24 febbraio 2015, la CRP ha respinto il reclamo;
che la Corte cantonale ha ritenuto che gli scritti in discussione non
adempivano i requisiti oggettivi della fattispecie di diffamazione (art. 173
CP) e ha negato l'esistenza di sufficienti indizi di reato a carico del
denunciato;
che A.________ impugna di persona questa sentenza con un ricorso al Tribunale
federale, chiedendo di annullarla e di emanare un decreto di accusa nei
confronti del denunciato e dei testimoni interrogati in sede d'inchiesta;
che, in via subordinata, postula il rinvio degli atti ad un altro Procuratore
pubblico per la continuazione del procedimento penale;
che il ricorrente chiede inoltre di essere ammesso al beneficio dell'assistenza
giudiziaria;
che non sono state chieste osservazioni sul ricorso;
che il Tribunale federale esamina d'ufficio se e in che misura un ricorso può
essere esaminato nel merito (DTF 137 I 371 consid. 1);
che, secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, l'accusatore privato che ha
partecipato alla procedura dinanzi all'istanza precedente è abilitato ad adire
il Tribunale federale, se la decisione impugnata può influire sul giudizio
delle sue pretese civili;
che spetta di principio al ricorrente addurre i fatti a sostegno della sua
legittimazione, incombendogli in particolare il compito di spiegare quali
pretese intende fare valere e in quale misura la decisione impugnata potrebbe
avere un'incidenza sul loro giudizio;
che ciò vale segnatamente laddove, tenendo conto della natura del reato
perseguito, l'influenza sulla decisione relativa alle pretese civili non sia
facilmente deducibile dagli atti (DTF 138 IV 186 consid. 1.4.1, 86 consid. 3 e
rinvii);
che questa giurisprudenza è pure applicabile in materia di reati contro l'onore
(cfr. sentenza 6B_94/2013 del 3 ottobre 2013 consid. 1.1);
che in concreto il ricorrente non spiega quali pretese civili intenda fare
valere contro il denunciato in relazione con i pretesi reati (cfr. sentenza
6B_261/2014 del 4 dicembre 2014 consid. 1.1, destinata a pubblicazione);
che inoltre, secondo l'art. 42 LTF, il ricorso deve contenere le conclusioni, i
motivi e l'indicazione dei mezzi di prova (cpv. 1) e dev'essere motivato in
modo sufficiente, spiegando perché l'atto impugnato viola il diritto (cpv. 2;
DTF 134 II 244 consid. 2.1);
che queste esigenze di motivazione sono disattese anche nel merito del ricorso
poiché il ricorrente non si confronta con i motivi posti a fondamento del
criticato giudizio della Corte cantonale, dimostrando perché l'impugnata
decisione violerebbe il diritto;
che, in particolare, egli non si confronta puntualmente con le espressioni
contenute nei criticati scritti e non spiega per quali ragioni sarebbero
realizzati gli estremi dell'art. 173 CP;
che pertanto il ricorso, non motivato in modo sufficiente, può essere deciso
sulla base della procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF;
che la domanda di assistenza giudiziaria non può essere accolta, essendo il
gravame fin dall'inizio privo di possibilità di successo (art. 64 cpv. 1 LTF);
che le spese giudiziarie devono di conseguenza essere poste a carico del
ricorrente, in considerazione della sua soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF);
che tuttavia, vista la sua situazione, si giustifica di prelevare una tassa di
giustizia ridotta (art. 65 cpv. 2 LTF);

per questi motivi, il Presidente pronuncia:

1. 
Il ricorso è inammissibile.

2. 
Le spese giudiziarie di fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

3. 
Comunicazione al ricorrente, al Ministero pubblico e alla Corte dei reclami
penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 8 aprile 2015
In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

Il Cancelliere: Gadoni

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