Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.660/2015
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_660/2015

Sentenza del 26 agosto 2015

Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Denys, Presidente,
Eusebio, Jametti,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Rossano Guggiari,
ricorrente,

contro

1. Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio
16, 6901 Lugano,
2. B.________,
patrocinato dall'avv. dott. Dario Item e
dall'avv. Maurizio Pagliuca,
opponenti.

Oggetto
Tentata estorsione, ripetuta coazione, assoluzione,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 13 maggio 2015 dalla Corte di appello e di revisione penale del Cantone
Ticino.

Fatti:

A. 
B.________ e A.________ sono proprietari, nel Comune di X.________, di fondi
confinanti. Il 7 novembre 2007 hanno concluso mediante atto pubblico un
contratto di permuta di terreni, con rettifica di confini e costituzione di
servitù in deroga alle distanze legali. L'operazione ha in particolare
consentito a A.________ di disporre di una superficie edificabile più ampia e
razionale, sulla quale intendeva edificare un complesso residenziale costituito
da due ville e quattro abitazioni. Quale imprenditore edile, B.________
auspicava che i lavori di costruzione fossero deliberati alla sua impresa
C.________ SA, ciò che non si è però realizzato. A seguito della mancata
attribuzione dell'appalto, è sorta tra le parti una controversia, sfociata in
un procedimento penale contro B.________.

B. 
Con sentenza del 2 settembre 2014 la Corte delle assise correzionali di Lugano
ha riconosciuto B.________ autore colpevole di tentata estorsione per avere a
X.________ e in altre località, nel periodo dal 4 marzo 2010 al 24 gennaio
2012, compiuto senza risultato atti volti ad indurre A.________ a versargli
l'indebito importo di fr. 300'000.--. L'imputato è stato prosciolto dalla
medesima imputazione limitatamente ad alcuni fatti, nonché dalle accuse di
ripetuta coazione e di falsità in documenti. È quindi stato condannato alla
pena detentiva di 13 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di
due anni. La Corte ha inoltre condannato B.________ a versare fr. 30'000.-- per
spese legali all'accusatore privato A.________, la cui richiesta di
risarcimento dei danni è stata ammessa nel principio, ma rinviata al foro
civile per la quantificazione.

C. 
Contro la sentenza della prima istanza, B.________ ha presentato appello alla
Corte di appello e di revisione penale (CARP), mentre il Procuratore pubblico
ha interposto un appello incidentale. Con sentenza del 13 maggio 2015, la Corte
cantonale ha accolto il primo e respinto il secondo. Ricordato che il
proscioglimento dall'imputazione di falsità in documenti non era stato
impugnato, la CARP ha prosciolto l'imputato anche dai reati di tentata
estorsione e di ripetuta coazione. Gli ha inoltre riconosciuto un'indennità
giusta l'art. 429 CPP e ha integralmente respinto l'azione civile
dell'accusatore privato.

D. 
A.________ impugna questa sentenza con un ricorso in materia penale al
Tribunale federale, chiedendo in via principale di annullarla e di riconoscere
B.________ autore colpevole di tentata estorsione, confermando il giudizio di
primo grado. In via subordinata, postula la condanna dell'imputato per ripetuta
coazione. Il ricorrente, che chiede pure di conferire l'effetto sospensivo al
ricorso, fa valere la violazione dell'art. 156 n. 1 CP, in relazione con l'art.
22 CP, e dell'art. 181 CP. Lamenta inoltre un abuso del potere di apprezzamento
da parte della Corte cantonale.

E. 
Sono state chieste osservazioni soltanto sulla domanda di effetto sospensivo,
che l'opponente chiede di respingere.

Diritto:

1. 
La decisione impugnata, di carattere finale (art. 90 LTF), è stata pronunciata
in una causa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF), da un'autorità di ultima
istanza cantonale (art. 80 cpv. 1 LTF). Il ricorso è tempestivo (art. 100 cpv.
1 LTF). Il ricorrente, accusatore privato che ha presentato un'azione civile, è
legittimato ad adire il Tribunale federale giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5
LTF. Il gravame è quindi sotto i citati aspetti ammissibile.

2.

2.1. Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in
materia penale al Tribunale federale può essere presentato per violazione del
diritto, nel quale, riservate le esigenze di motivazione imposte dall'art. 106
cpv. 2 LTF, rientra pure il diritto costituzionale (DTF 136 II 101 consid. 3;
134 IV 36 consid. 1.4.1). Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre
spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. Il ricorrente
deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte
nella decisione impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di
motivazione sono inoltre accresciute laddove è censurato l'arbitrio
nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, poiché ciò
equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9
Cost. e del diritto federale (DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). Trattandosi di
garanzie di rango costituzionale, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale
federale esamina infatti le relative censure soltanto se sono motivate in modo
chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in
materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 137 V 57 consid. 1.3; 136 I 49
consid. 1.4.1; 134 I 83 consid. 3.2; 134 II 244 consid. 2.2; 133 IV 286 consid.
1.4). In questa misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e
semplici rinvii agli atti cantonali sono quindi inammissibili (DTF 140 III 264
consid. 2.3 e rinvii).

2.2. Il gravame disattende le citate esigenze di motivazione ed è pertanto
inammissibile. Il ricorrente non si confronta puntualmente con la sentenza
impugnata, spiegando conformemente agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF per
quali motivi violerebbe il diritto o si fonderebbe su accertamenti di fatto
manifestamente insostenibili e pertanto arbitrari. Egli si limita ad esporre in
modo appellatorio la propria opinione, senza tuttavia sostanziare arbitrio
alcuno. Per motivare l'arbitrio non basta infatti criticare semplicemente la
decisione impugnata contrapponendole una versione propria. Occorre piuttosto
dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle
prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la
fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante
il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 138 I 49 consid. 7.1 e rinvii;
129 I 8 consid. 2.1).

3.

3.1. Riguardo al reato di tentata estorsione, il ricorrente sembra rimproverare
alla Corte cantonale di avere negato il carattere coercitivo di una lettera
redatta dall'imputato e datata 18 ottobre 2007 fondandosi sulla rinuncia del
Procuratore pubblico a contestare l'imputazione di falsità in documenti.

3.2. In realtà, la CARP non ha dato un peso decisivo alla rinuncia del
Procuratore pubblico a contestare il proscioglimento dell'imputato dall'accusa
di falsità in documenti. Ha infatti rilevato che, quand'anche fosse ammessa
l'ipotesi accusatoria di una retrodatazione della lettera, si sarebbe trattato
solamente di una semplice bugia scritta, del tutto inidonea ad esercitare una
pressione coercitiva sul ricorrente. Tant'è che questi non ha dato prova di
trovarsi soggetto a minaccia di grave danno, attivandosi anzi per contrapporsi
alle azioni dell'imputato e, più che a tutelarsi da intenti estorsivi, messo in
atto tutti i provvedimenti finalizzati all'avanzamento del cantiere. Il
ricorrente non si confronta con queste considerazioni, spiegando con una
motivazione conforme alle esposte esigenze perché violerebbero il diritto. La
censura è quindi inammissibile.

3.3. Parimenti inammissibile è la critica di non avere esaminato nel loro
insieme le azioni di blocco e di ostruzione dell'accesso al cantiere messe in
atto dall'imputato. In realtà, la CARP non ha approfondito la questione di
sapere se tali azioni fossero suscettibili di costituire una minaccia di un
grave danno ai sensi dell'art. 156 n. 1 CP, giacché ha ritenuto comunque non
adempiuto l'elemento soggettivo del reato, negando l'intenzione dell'imputato
di procacciarsi un indebito profitto. Spettava quindi al ricorrente
confrontarsi con le considerazioni della CARP relative al diniego dell'elemento
soggettivo, spiegando con una motivazione rispettosa delle già indicate
esigenze perché lederebbero il diritto.

4.

4.1. Il ricorrente sostiene di non avere mai promesso all'imputato
l'assegnazione dei lavori di costruzione del complesso immobiliare, sicché
quest'ultimo non aveva alcun diritto di chiedergli un risarcimento dei danni di
fr. 300'000.--. Sottolinea che un accordo in tal senso non è stato stipulato
dalle parti al momento della sottoscrizione dell'atto notarile, essendo
soltanto stata prospettata la possibilità per l'imputato di partecipare alla
gara di appalto. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere negato
l'elemento soggettivo fondandosi esclusivamente sulle dichiarazioni
dell'imputato. Ritiene che, se avesse effettivamente agito nella convinzione di
avere diritto a un risarcimento, l'imputato avrebbe adito l'autorità
giudiziaria per ottenere un indennizzo, passo che non ha però intrapreso.

4.2. Ciò che l'autore sapeva, voleva o ha preso in considerazione sono
questioni di fatto (DTF 130 IV 58 consid. 8.5 e rinvii) che vincolano di
principio il Tribunale federale, tranne quando i fatti sono stati accertati in
modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (cfr. art. 105 LTF).
Il ricorrente si limita ad esporre una sua versione sulle intenzioni perseguite
dall'imputato, senza tuttavia tenere conto dei fatti accertati dalla Corte
cantonale e senza sostanziare quindi arbitrio alcuno. In particolare, egli non
si confronta con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF
con il considerando n. 14 della sentenza impugnata, ove la CARP ha esposto le
ragioni per cui ha ritenuto che l'imputato poteva credere che la sottoscrizione
del rogito di permuta immobiliare era subordinata all'appalto dei lavori di
costruzione alla C.________ SA, concludendo che l'imputato si reputava
raggirato e in diritto quindi di chiedere al ricorrente un risarcimento per il
danno di almeno fr. 300'000.--. Contrariamente all'opinione del ricorrente, la
precedente istanza non si è fondata al riguardo solo sulle dichiarazioni
dell'imputato, ma anche su uno scritto del 31 agosto 2007, in cui il ricorrente
lasciava intendere all'imputato di essere privilegiato nell'assegnazione dei
lavori di costruzione. Il ricorrente non considera questo accertamento,
vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) e non sostanzia
pertanto l'arbitrio della conclusione alla quale è giunta la CARP.
Insufficientemente motivato, come visto, al proposito il gravame è
inammissibile.

5. 
Con riferimento al reato di coazione, il ricorrente si limita ad esporre
critiche generiche, lamentando sostanzialmente una mancata valutazione
complessiva dei comportamenti coercitivi. Non si confronta tuttavia con i fatti
concretamente rimproverati all'imputato, oggetto del considerando n. 17 della
decisione impugnata per quanto concerne le ripetute ostruzioni dell'accesso, e
del considerando n. 19 riguardo alle procedure avviate dinanzi alle autorità
civili ed amministrative.

5.1. Il ricorrente sostiene in modo generico che l'imputato avrebbe ostruito e
ritardato a più riprese il transito dei veicoli diretti al cantiere. Disattende
che la CARP ha accertato come, in determinati casi, il passaggio degli
autocarri non è stato impedito, ma solo reso più difficoltoso. Il ricorrente
non dimostra che tali accertamenti sarebbero manifestamente in contrasto con
gli atti e pertanto arbitrari. Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso,
la Corte cantonale non si è d'altra parte fondata unicamente sulle
dichiarazioni dell'imputato, ma sull'insieme degli atti dell'incarto,
comprensivi in particolare dei rapporti relativi agli interventi della polizia.
La circostanza addotta dal ricorrente, secondo cui l'imputato disponeva di due
garages e di un piazzale davanti alla propria abitazione ove avrebbero potuto
trovare posto complessivamente quattro automobili, non risulta poi essere stata
oggetto di accertamenti da parte della Corte cantonale. Costituisce pertanto
una semplice asserzione del ricorrente, che non può essere ammessa in questa
sede come un fatto chiaramente deducibile dagli atti e incontestato.

5.2. Il ricorrente sostiene poi che gli interventi dell'imputato a tutela della
strada di sua proprietà sarebbero stati soltanto un pretesto per ostacolare i
lavori di costruzione, giacché il limite massimo di carico di 25 tonnellate per
gli autocarri diretti al cantiere sulla strada d'accesso, fissato con decreto
pretorile, è stato superato una sola volta. Disattende tuttavia che la Corte
cantonale ha accertato come il decreto del Pretore, che stabiliva in 25
tonnellate il limite massimo di carico, è stato emanato il 29 aprile 2010,
mentre prima di questa data l'imputato disponeva di una perizia secondo cui il
carico massimo sopportabile dalla strada era di sole 3,5 tonnellate. Questo
accertamento, non censurato d'arbitrio, è vincolante per il Tribunale federale
(art. 105 cpv. 1 LTF). Nella misura in cui il ricorrente espone argomentazioni
proprie, relative in particolare ai costi di rifacimento del manto stradale,
facendo astrazione dagli accertamenti alla base del giudizio impugnato, il
gravame non rispetta le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv.
2 LTF e non deve essere esaminato oltre.

5.3. Il ricorso è infine parimenti inammissibile laddove il ricorrente
rimprovera genericamente all'imputato di avere  "abusato del sistema
giudiziario facendo uso reiterato di istanze di giustizia civile e
amministrativa". Come già rilevato, egli non si confronta con il considerando
n. 19 della sentenza impugnata e con le numerose procedure oggetto del
procedimento penale, limitandosi in sostanza a fare esplicito riferimento
unicamente a una procedura avviata con un ricorso del 6 settembre 2011 al
Consiglio di Stato.

6.

6.1. Ne segue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Le spese e
le ripetibili seguono la soccombenza e sono quindi poste a carico del
ricorrente (art. 66 cpv. 1 e art. 68 cpv. 1 LTF). L'indennità riconosciuta
all'opponente a titolo di ripetibili di questa sede è limitata al dispendio
occasionato dalla domanda di effetto sospensivo.

6.2. L'emanazione del presente giudizio rende priva d'oggetto la domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo contenuta nel gravame.

 Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è inammissibile.

2. 
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico del ricorrente, che
rifonderà a B.________ un'indennità di fr. 500.-- a titolo di ripetibili della
sede federale.

3. 
Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al Ministero pubblico e alla Corte
di appello e di revisione penale del Cantone Ticino.

Losanna, 26 agosto 2015

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

Il Cancelliere: Gadoni

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