Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.684/2015
Zurück zum Index Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 2015
Retour à l'indice Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 2015


Wichtiger Hinweis:
Diese Website wird in älteren Versionen von Netscape ohne graphische Elemente
dargestellt. Die Funktionalität der Website ist aber trotzdem gewährleistet.
Wenn Sie diese Website regelmässig benutzen, empfehlen wir Ihnen, auf Ihrem
Computer einen aktuellen Browser zu installieren.
Zurück zur Einstiegsseite Drucken
                                                               Grössere Schrift

Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_684/2015

Sentenza del 1° ottobre 2015

Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Denys, Presidente,
Eusebio, Rüedi,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Yasar Ravi,
ricorrente,

contro

1. Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio
16, 6901 Lugano,
2. Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6901 Lugano,
opponenti.

Oggetto
Liberazione condizionale,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 27 maggio 2015 dalla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A. 
Il 27 gennaio 2009 A.________ (nato il 1° aprile 1989) è stato riconosciuto
dalla Corte delle assise criminali di Locarno autore colpevole di omicidio
intenzionale e di pornografia. Egli è stato condannato alla pena detentiva di
dieci anni, da dedursi il periodo di carcerazione preventiva alla quale è stato
sottoposto dal 2 febbraio 2008 al 27 gennaio 2009.
Contro il giudizio di condanna, l'imputato ha adito dapprima l'allora Corte di
cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello ed in seguito il
Tribunale federale, che hanno respinto i ricorsi con sentenze del 17 giugno
2009, rispettivamente dell'11 marzo 2010 (causa 6B_656/2009).
A.________ sconta attualmente la pena presso lo stabilimento carcerario di
B.________ a X.________. I due terzi della pena sono stati raggiunti il 2
ottobre 2014, mentre la fine ordinaria della sua esecuzione cadrà il 1°
febbraio 2018.

B. 
Con decisione del 18 settembre 2014 il Giudice dei provvedimenti coercitivi ha
negato a A.________ la liberazione condizionale e ha contestualmente disposto
il collocamento del detenuto nel carcere aperto, con il beneficio del regime
del lavoro esterno giusta l'art. 77a CP.

C. 
Contro il diniego della liberazione condizionale, A.________ ha adito la Corte
dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP). Il reclamo, intimato per
osservazioni al Giudice dei provvedimenti coercitivi, al Ministero pubblico e
alla Commissione per l'esame dei condannati pericolosi, è stato respinto dalla
Corte cantonale con sentenza del 27 maggio 2015.

D. 
A.________ impugna questa sentenza con un ricorso in materia penale al
Tribunale federale, chiedendo di annullarla, di annullare pure la decisione del
Giudice dei provvedimenti coercitivi e di concedergli la liberazione
condizionale. Postula l'estromissione dagli atti della risposta e della duplica
presentate dinanzi alla CRP dalla Commissione per l'esame dei condannati
pericolosi. Il ricorrente chiede inoltre di essere ammesso al beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

Diritto:

1. 
Emanata da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 80 cpv. 1 LTF)
nell'ambito dell'esecuzione di pene e misure (art. 78 cpv. 2 lett. b LTF), la
sentenza della CRP può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale con
ricorso in materia penale (art. 78 segg. LTF). Il ricorrente, che ha
partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore e che ha un
interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica
dell'avversata decisione, è legittimato a proporre questo rimedio (art. 81 cpv.
1 LTF). Il ricorso è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e di massima ammissibile.

2. 
Invocando il suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), il
ricorrente chiede di potersi esprimere personalmente in questa sede. La
procedura di ricorso dinanzi al Tribunale federale è di principio scritta e le
parti non hanno diritto a un dibattimento orale, il quale riveste carattere
eccezionale (cfr. art. 57 LTF; sentenza 2C_844/2009 del 22 novembre 2010
consid. 3.2.3, non pubblicato in: DTF 137 II 40; Stefan Heimgartner/Hans
Wiprächtiger, in: Basler Kommentar BGG, 2aed., 2011, n. 1 segg. all'art. 57).
La richiesta deve essere convenientemente motivata dal ricorrente,
conformemente alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF (cfr. sentenza 5A_880/2011
del 20 febbraio 2012 consid. 1.5, in: Pra 2012 n. 91 pag. 606 segg.). Al
riguardo, egli si limita ad invocare l'art. 29 Cost., disattendendo che dalla
decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi risulta come in prima
istanza egli ha rinunciato ad essere sentito di persona a favore di una presa
di posizione scritta. Formulata genericamente in questa sede, la domanda è
inammissibile. Peraltro, l'art. 29 cpv. 2 Cost. non sancisce in generale un
diritto per l'interessato di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità chiamata
a statuire (DTF 130 II 425 consid. 2.1; 125 I 209 consid. 9b). I documenti
acquisiti agli atti sono del resto sufficienti per un esame della legalità del
ricorso.

3.

3.1. Il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 390 cpv. 2 CPP, adducendo
che la Commissione per l'esame dei condannati pericolosi non avrebbe avuto
qualità di parte nella procedura ricorsuale dinanzi alla CRP, sicché la
risposta al reclamo contro il diniego della liberazione condizionale avrebbe
dovuto essere estromessa dagli atti. Sostiene che detta Commissione
rivestirebbe un ruolo consultivo non giudicante, quasi peritale, per cui,
quantomeno per una questione di imparzialità, si sarebbe giustificato di
negarle la legittimazione a presentare osservazioni al reclamo.

3.2. Giusta l'art. 390 cpv. 2 prima frase CPP, se il ricorso non è
manifestamente inammissibile o infondato, chi dirige il procedimento invita le
altre parti e la giurisdizione inferiore a presentare le loro osservazioni.
Poiché la procedura della liberazione condizionale non è retta direttamente dal
CPP, ma dal diritto cantonale, nella fattispecie l'art. 390 cpv. 2 CPP è stato
applicato dalla CRP a titolo di diritto cantonale suppletorio (art. 439 cpv. 1
CPP, art. 12 della legge cantonale sulle esecuzioni delle pene e delle misure
per gli adulti, del 20 aprile 2010; DTF 141 IV 187 consid. 1.1). In tale
ambito, il potere cognitivo del Tribunale federale è quindi limitato
all'arbitrio (sentenza 6B_158/2013 del 25 aprile 2013 consid. 2.1).

3.3. Risulta che al patrocinatore del ricorrente è stata inviata copia per
conoscenza della comunicazione del 30 settembre 2014 della CRP che, richiamando
esplicitamente l'art. 390 cpv. 2 CPP, assegnava tra gli altri alla Commissione
per l'esame dei condannati pericolosi un termine di dieci giorni per presentare
le osservazioni al reclamo. Gli è inoltre stata trasmessa, sempre per
conoscenza, copia della proroga di venti giorni, concessa il 3 ottobre 2014
dalla CRP su istanza del Presidente della Commissione. Quest'ultima ha poi
presentato le sue osservazioni, sfavorevoli al reclamante, il 31 ottobre 2014.
Ci si può chiedere se, in tali circostanze, la richiesta di estromissione delle
osservazioni della Commissione, formulata dal reclamante soltanto con la
replica del 13 novembre 2014, non debba essere giudicata tardiva. Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, con riferimento al principio della buona
fede, non è infatti ammissibile sollevare censure formali, che avrebbero potuto
essere proposte in modo conforme alla legge già in un precedente stadio
processuale, solo più tardi, attendendo il possibile esito sfavorevole della
procedura (DTF 132 III 497 consid. 3.3 pag. 508; 121 I 30 consid. 5f pag. 38 e
rinvii). La questione può comunque rimanere indecisa, ritenuto che la censura è
in ogni caso inammissibile.
In effetti, la Corte cantonale ha rilevato che la Commissione per l'esame dei
condannati pericolosi era stata interpellata, nella procedura relativa alla
liberazione condizionale, dal Giudice dei provvedimenti coercitivi in
applicazione dell'art. 75a CP (in relazione con l'art. 64 cpv. 1 CP, avendo il
ricorrente commesso un omicidio intenzionale). Ha quindi spiegato di avere dato
alla Commissione, siccome intervenuta nella procedura, la possibilità di
esprimersi anche sul reclamo, rilevando altresì che il ricorrente ha potuto
determinarsi compiutamente sulle osservazioni della Commissione. In questa
sede, il ricorrente non si confronta con quest'argomentazione, spiegando con
una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF per quali
ragioni sarebbe lesiva del diritto. Egli prescinde in particolare dalla
partecipazione della Commissione per l'esame dei condannati pericolosi nella
procedura dinanzi al Giudice dei provvedimenti coercitivi e non fa valere la
violazione delle citate disposizioni. Il ricorrente disattende inoltre che,
come visto, nella fattispecie l'art. 390 cpv. 2 CPP è stato applicato dalla
Corte cantonale a titolo di diritto cantonale suppletorio, sicché gli spettava
dimostrare, giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, che tale sussunzione sarebbe non
soltanto opinabile, ma addirittura manifestamente insostenibile e quindi
arbitraria (cfr., sulle esigenze di motivazione poste dagli art. 42 cpv. 2 e
106 cpv. 2 LTF; DTF 136 II 101 consid. 3; 134 IV 36 consid. 1.4.1; 134 II 244
consid. 2.1 e 2.2 ).

4.

4.1. Il ricorrente critica la valutazione della prognosi riguardante il suo
comportamento futuro. Pone l'accento sul fatto ch'egli già beneficia del lavoro
esterno e di congedi svoltisi senza problemi. Sostiene che, siccome questi
alleggerimenti dell'esecuzione della pena presuppongono l'assenza di un rischio
di recidiva, non vi sarebbe spazio per una valutazione diversa della prognosi
in relazione alla decisione sulla liberazione condizionale. Il ricorrente
rimprovera alla Corte cantonale di avere dato un peso eccessivo al fatto che
non ha ancora ultimato la formazione professionale, il calo del suo rendimento
nell'apprendimento essendo soprattutto riconducibile al cambiamento di regione
linguistica e alla necessità di imparare una nuova lingua. Adduce che le
sanzioni disciplinari inflittegli durante l'esecuzione della pena non
riguarderebbero infrazioni gravi e non sarebbero sufficienti per fondare
l'esistenza di un rischio di recidiva. Ritiene inoltre poco chiaro il giudizio
impugnato laddove gli addebita l'assenza di una  "vera e propria presa di
coscienza e responsabilità dei suoi atti criminosi"e farebbe riferimento senza
ulteriori precisazioni al suo carattere.

4.2. Giusta l'art. 86 cpv. 1 CP, quando il detenuto ha scontato i due terzi
della pena, ma in ogni caso almeno tre mesi, l'autorità competente lo libera
condizionalmente se il suo comportamento durante l'esecuzione della pena lo
giustifica e non si debba presumere che commetterà nuovi crimini o delitti.
Questa disposizione rafforza il principio secondo cui la liberazione
condizionale costituisce la regola e il suo rifiuto l'eccezione, in quanto non
è più richiesta la previsione che il condannato terrà buona condotta in libertà
(cfr. art. 38 n. 1 cpv. 1 vCP), ma soltanto che non sia da temere la
commissione di nuovi crimini o delitti. Detto altrimenti, per la concessione
della liberazione condizionale non è più necessaria una prognosi positiva, ma è
sufficiente che la stessa non sia negativa (DTF 133 IV 201 consid. 2.2). In
quest'ultima fase dell'esecuzione della pena, l'interessato deve prepararsi
alla vita in libertà. A questo scopo di prevenzione speciale, si contrappongono
i bisogni di tutela della comunità, ai quali deve essere attribuito un peso
maggiore più il valore del bene giuridico minacciato è alto (DTF 133 IV 201
consid. 2.3; 125 IV 113 consid. 2a). La prognosi relativa al comportamento
futuro del detenuto deve essere formulata procedendo a una valutazione
complessiva, che tenga conto dei suoi precedenti, della sua personalità e del
suo comportamento durante l'esecuzione della pena, come pure del suo nuovo
atteggiamento nei confronti dei fatti oggetto del reato, del suo eventuale
miglioramento e delle sue presumibili condizioni di vita dopo la liberazione (
DTF 133 IV 201 consid. 2.3; 124 IV 193 consid. 3). Nell'ambito della decisione
sulla liberazione condizionale le competenti autorità beneficiano di un potere
di apprezzamento e il Tribunale federale interviene nella valutazione delle
prospettive d'emendamento solo quando eccedano o abusino di tale potere,
violando così il diritto federale (DTF 133 IV 201 consid. 2.3; 119 IV 5 consid.
2).

4.3. La Corte cantonale ha accertato che, conformemente al piano di esecuzione
della sanzione penale, il ricorrente è stato trasferito il 16 febbraio 2010 dal
carcere "C.________" al penitenziario di D.________, nel Canton Y.________.
Questo trasferimento mirava in particolare a favorire in lui un cambiamento
personale con una presa di coscienza e una corretta valutazione dei fatti alla
base della sua condanna. La CRP ha rilevato che il primo periodo di espiazione
della pena non si è svolto positivamente: oltre alle prestazioni scolastiche
giudicate insoddisfacenti, il ricorrente è incorso tra il maggio del 2010 e il
giugno del 2011 in quattro sanzioni disciplinari (per possesso di un telefono
cellulare, per avere detenuto materiale vietato di carattere pornografico, per
comportamento incivile sul terreno da gioco e per essersi rifiutato di recarsi
al lavoro). Poiché il ricorrente non aveva in tali circostanze dimostrato di
avere intrapreso il necessario progresso personale e di non sapere a quel
momento controllare la propria impulsività, che contribuiva alla sua
pericolosità sociale, una prima domanda di congedo era stata respinta nel
settembre del 2011. Il regime degli alleggerimenti di pena è quindi iniziato
soltanto dall'aprile del 2012 con la concessione del primo congedo ed è poi
proseguito, nel luglio del 2012, con il trasferimento del ricorrente nella
sezione aperta del penitenziario di D.________, al fine di permettergli di
riprendere il suo apprendistato di montatore di impianti sanitari presso la
scuola professionale di Y.________. Contestualmente si sono svolte in modo
positivo le sedute presso lo psicoterapeuta del penitenziario.
La progressione nell'esecuzione della pena si è però interrotta nel maggio del
2013, quando la direzione del penitenziario di D.________ ha comunicato alle
autorità ticinesi di non volere più autorizzare la formazione professionale
all'esterno siccome non più meritevole di fiducia, ritenuto ch'egli aveva di
nuovo violato il regolamento carcerario (nel marzo del 2013 per la mancata
frequentazione di un corso e il rientro tardivo, e nel maggio del 2013 per
un'uscita malgrado l'annullamento dei corsi professionali). Sempre secondo gli
accertamenti della CRP, il ricorrente ha altresì mostrato disinteresse e
arroganza riguardo ai corsi di cultura generale e di lingua francese impartiti
all'interno della struttura, che non ha frequentato per almeno quindici giorni,
mentre per quanto concerne il tirocinio ha ottenuto una media del 4,1, ritenuta
appena sufficiente.
Dopo essere stato ricollocato in carcere chiuso, su suggerimento della
direzione del penitenziario il ricorrente è stato trasferito il 10 marzo 2014
presso la sezione aperta dello stabilimento carcerario di B.________, nel
Comune bernese di X.________, ritenuto sufficientemente vicino alla scuola
professionale di Y.________ per permettergli di riprendere il tirocinio nel
frattempo interrotto e considerato fondamentale per la sua risocializzazione.
La Corte cantonale ha poi rilevato che, secondo il rapporto del 21 luglio 2014
della direzione del carcere di B.________, il ricorrente in poco tempo si è
inserito bene nella nuova struttura, pur osservando che inizialmente nei
confronti del personale di custodia egli ha tenuto un comportamento collerico e
a volte pretenzioso. Sempre in base a questo rapporto, il ricorrente ha
tuttavia ancora difficoltà a controllare le proprie emozioni nei momenti
ricreativi e sportivi. Egli si distanzia dal delitto commesso, ma una sua vera
presa di coscienza dell'infrazione è difficilmente valutabile. La precedente
istanza ha accertato che la mancanza di un'introspezione verso i fatti oggetto
di condanna trova conferma nelle sue dichiarazioni di fronte alla direzione del
carcere di B.________ nell'ambito dell'allestimento del piano di esecuzione
della pena dell'aprile del 2014 e ha rilevato che la stessa direzione ha
espresso preavviso favorevole al passaggio al regime del lavoro esterno, cui
potrebbe seguire, in caso di svolgimento positivo, la concessione della
liberazione condizionale.
La Corte cantonale ha pure richiamato il preavviso del 23 luglio 2014
dell'Ufficio dell'assistenza riabilitativa, che ha rilevato il ritardo nella
progressione del piano di esecuzione della sanzione penale, posto come il
ricorrente avrebbe dovuto concludere la sua formazione professionale entro il
termine dei due terzi della pena. Tale autorità si è quindi espressa
negativamente sulla liberazione condizionale, ma favorevolmente per quanto
concerne il passaggio al regime del lavoro esterno. La CRP ha infine riassunto
la valutazione del 5 settembre 2014 della Commissione per l'esame dei
condannati pericolosi, che ha espresso un avviso negativo sulla liberazione
condizionale, pronunciandosi nondimeno favorevolmente sulla concessione del
lavoro esterno ed auspicando una rivalutazione della situazione dopo alcuni
mesi.
Sulla scorta di una valutazione complessiva degli esposti elementi, i giudici
cantonali hanno rilevato come durante l'esecuzione della pena il ricorrente ha
avuto più volte atteggiamenti sia irrispettosi delle regole sia di disimpegno
nei confronti della sua formazione professionale, che hanno concorso a fare
interrompere il suo tirocinio e a cambiare penitenziario, ritardando la
progressione verso la sua risocializzazione e la liberazione. Secondo la
precedente istanza, le ricadute nelle violazioni del disciplinamento
carcerario, seppure non di gravità estrema, valutate congiuntamente con un
discontinuo impegno scolastico e professionale, con le difficoltà a controllare
la propria emotività nel caso di confronti e con l'assenza di una reale presa
di coscienza e responsabilità dei fatti alla base della condanna, portano alla
formulazione di una prognosi negativa riguardo alla liberazione condizionale.
La CRP ha stabilito che in questa fase si giustificava per contro di ammettere
il ricorrente al beneficio del lavoro esterno, l'eventuale concessione della
liberazione condizionale dovendo essere valutata nuovamente in seguito, sulla
base dell'evoluzione del suo comportamento.

4.4. Il ricorrente non si confronta con l'insieme degli esposti accertamenti e
con la valutazione complessiva eseguita dalla Corte cantonale, sostanziando con
una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF un
esercizio abusivo del potere di apprezzamento. Si limita a contestare
genericamente un rischio di recidiva, richiamando sia i congedi finora
concessi, che si sarebbero svolti senza particolari problemi, sia il beneficio
del lavoro esterno, sottolineando che questi alleggerimenti dell'esecuzione
della pena già presuppongono che non vi sia da attendersi la commissione di
nuovi reati. Tuttavia, come riconosce del resto egli medesimo, il Tribunale
federale ha già avuto modo di precisare che l'ottenimento di congedi non è di
per sé determinante per la prognosi relativa alla liberazione condizionale, la
quale non è limitata al breve periodo del congedo, ma ha per oggetto il
comportamento del detenuto durante tutto il periodo di prova e anche oltre
(cfr. sentenze 6B_521/2011 del 12 settembre 2011 consid. 2.4 e 6B_1074/2009 del
28 gennaio 2010 consid. 2.1). Non vi è quindi di principio incongruenza nel
fatto che le autorità hanno concesso al ricorrente i congedi e il lavoro
esterno, rifiutandogli per contro la liberazione condizionale a motivo di una
prognosi negativa.
Nel gravame, il ricorrente sminuisce inoltre la sua responsabilità nel mancato
completamento della formazione professionale, attribuendola sostanzialmente al
cambiamento di regione linguistica. Disattende tuttavia che la Corte cantonale
ha accertato in modo scevro d'arbitrio e pertanto vincolante per il Tribunale
federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), ch'egli si è rifiutato di frequentare
taluni corsi, dimostrando disinteresse per la sua formazione e contribuendo con
il suo comportamento ad interrompere il tirocinio. Adduce poi che le sanzioni
disciplinari inflittegli non riguarderebbero violazioni gravi del regolamento
carcerario e non sarebbero sufficienti per ammettere un rischio di recidiva.
Rimprovera inoltre alla CRP di non avere spiegato su quali basi ha fondato le
considerazioni relative al suo carattere e all'assenza di una presa di
coscienza relativamente al reato commesso. La Corte cantonale ha invero
riconosciuto come tali violazioni disciplinari non siano state di  "estrema
gravità", ma ha ritenuto in modo sostenibile ch'esse confortavano la
constatazione secondo cui il ricorrente palesava difficoltà ad accettare e a
rispettare le disposizioni di esecuzione della pena. D'altra parte, i giudici
cantonali non hanno fondato la prognosi sfavorevole sulle sanzioni disciplinari
inflitte al ricorrente, ma su una valutazione complessiva del suo comportamento
e della sua personalità. Come visto, hanno quindi tenuto conto anche del suo
disimpegno verso la formazione scolastica e professionale, della sua difficoltà
a controllare l'emotività quando è posto dinanzi a un confronto e di una
mancata elaborazione da parte sua dei fatti per i quali è stato condannato. Al
riguardo, la Corte cantonale ha fondato il proprio giudizio sul rapporto del 21
luglio 2014 della direzione del penitenziario di B.________, sul preavviso del
23 luglio 2014 dell'Ufficio dell'assistenza riabilitativa e sulla valutazione
del 5 settembre 2014 della Commissione per l'esame dei condannati pericolosi.
Ora, il ricorrente non considera questi atti, facendone anzi astrazione ed
omettendo del tutto di confrontarvisi. Disattende altresì che giusta l'art. 75
cpv. 4 CP il detenuto deve partecipare attivamente agli sforzi di
risocializzazione e alla preparazione della liberazione. Alla luce delle
esposte circostanze, rilevato che la ritrosia del ricorrente nel portare avanti
e concludere la propria formazione professionale nonché il suo immutato
atteggiamento nei confronti dei fatti oggetto dell'infrazione potevano essere
valutati negativamente sotto il profilo della prognosi, non può essere
rimproverato alla CRP di avere abusato o ecceduto nel proprio potere di
apprezzamento negando allo stato attuale la liberazione condizionale (cfr.
sentenza 6B_93/2015 del 19 maggio 2015 consid. 5.6). La questione di un
ulteriore alleggerimento dell'esecuzione della pena dovrà nondimeno essere
riesaminata dall'autorità cantonale nel prosieguo della procedura, tenendo
conto in particolare del comportamento del ricorrente dopo il passaggio al
regime del lavoro esterno.

5. 
Ne segue che, in quanto ammissibile, il ricorso deve essere respinto. La
domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio può essere accolta,
vista la situazione finanziaria del ricorrente (art. 64 cpv. 1 e 2 LTF).

 Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1. 
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2. 
La domanda di assistenza giudiziaria è accolta.

3. 
Non si prelevano spese giudiziarie.

4. 
La cassa del Tribunale federale verserà al patrocinatore del ricorrente fr.
3'000.-- a titolo di indennità di patrocinio per la procedura dinanzi al
Tribunale federale.

5. 
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, al Ministero pubblico,
all'Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi e alla Corte dei reclami
penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 1° ottobre 2015

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

Il Cancelliere: Gadoni

Navigation

Neue Suche

ähnliche Leitentscheide suchen
ähnliche Urteile ab 2000 suchen

Drucken nach oben