Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.958/2015
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

[8frIR2ALAGK1]     
{T 0/2}
                   
6B_958/2015

Sentenza del 24 novembre 2015

Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Denys, Presidente,
Eusebio, Jacquemoud-Rossari, Oberholzer, Jametti,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Paolo Tamagni,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano,
opponente.

Oggetto
Decreto di abbandono (omicidio colposo), spese legali,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 12 agosto 2015 dalla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A. 
Il 30 luglio 2010 a X.________ è avvenuto un incidente della circolazione
stradale che ha visto coinvolti un'autovettura Ford guidata da A.________ e un
motoveicolo Aprilia guidato da B.________. In seguito all'urto, il motociclista
è deceduto il 1° agosto 2010.

B. 
Il Procuratore pubblico del Cantone Ticino (PP) ha aperto nei confronti di
A.________ un procedimento penale per il titolo di omicidio colposo. Dopo una
serie di atti che non occorre qui evocare, terminata l'istruzione, con
decisione del 19 maggio 2015 ha decretato l'abbandono del procedimento, negando
contestualmente a A.________ un indennizzo ai sensi dell'art. 429 CPP. Il PP ha
rilevato che sia l'onorario del difensore sia le spese per la partecipazione
dell'imputato alla procedura erano coperti dalla sua assicurazione di
protezione giuridica.

C. 
Contro il diniego dell'indennità A.________ ha adito la Corte dei reclami
penali del Tribunale d'appello (CRP). Con il reclamo ha chiesto di
riconoscergli un indennizzo giusta l'art. 429 CPP di fr. 10'037.-- per le spese
legali e di fr. 1'113.50 per il danno economico derivante dalla sua
partecipazione necessaria al procedimento penale. Con sentenza del 12 agosto
2015 la Corte cantonale ha respinto il reclamo per il fatto che l'interessato
disponeva di un'assicurazione di protezione giuridica che copriva tali pretese.

D. 
A.________ impugna questa sentenza con un ricorso in materia penale al
Tribunale federale, chiedendo di annullarla e di modificare il dispositivo del
decreto di abbandono nel senso di riconoscergli l'indennità richiesta. Il
ricorrente fa valere la violazione del diritto federale, segnatamente dell'art.
429 cpv. 1 lett. a e b CPP.

E. 
La Corte cantonale si rimette al giudizio del Tribunale federale, mentre il PP
chiede di respingere il ricorso.

Diritto:

1. 
Le pretese d'indennità previste dall'art. 429 cpv. 1 lett. a-c CPP fanno parte
del giudizio penale e rientrano quindi nelle decisioni pronunciate in materia
penale giusta l'art. 78 cpv. 1 LTF (DTF 139 IV 206 consid. 1). Rivolto contro
una sentenza finale (art. 90 LTF), emanata da un'autorità cantonale di ultima
istanza (art. 80 cpv. 1 LTF), il gravame è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e
di principio ammissibile. La legittimazione a ricorrere giusta l'art. 81 cpv. 1
lett. a e b n. 1 LTF può essere ammessa.

2.

2.1. Il ricorrente sostiene che il rifiuto di un'indennità (per le spese di
difesa e per il danno economico derivante dalla partecipazione al procedimento
penale) basato sull'esistenza di una copertura assicurativa di protezione
giuridica violerebbe l'art. 429 cpv. 1 lett. a e b CPP.

2.2. La Corte cantonale ha ritenuto applicabile anche dopo l'entrata in vigore
del CPP la propria giurisprudenza relativa al previgente CPP/TI, che negava
all'accusato prosciolto un'indennità per la rifusione delle spese di patrocinio
se disponeva di un'assicurazione di protezione giuridica. Al proposito ha
richiamato il caso della responsabilità di più persone per cause diverse di cui
all'art. 51 CO ed ha considerato che il danneggiato è tenuto a ridurre per
quanto possibile il danno, attivando la sua copertura assicurativa. I giudici
cantonali hanno inoltre rilevato che per motivi di equità e di trasparenza non
si giustifica di trasferire allo Stato la copertura che le polizze di
protezione giuridica offrono in materia penale.
La precedente istanza ha invero fatto riferimento alla giurisprudenza del
Tribunale federale esposta in DTF 135 V 473 e nella sentenza 6B_312/2010 del 13
agosto 2010, ma non l'ha ritenuta applicabile alla fattispecie.

2.3. Giusta l'art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se
il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a
un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi
diritti procedurali (lett. a); un'indennità per il danno economico risultante
dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (lett. b); una
riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi
interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà (lett.
c).
Gli art. 429 segg. CPP non prevedono il rifiuto o la riduzione dell'indennizzo
nel caso in cui l'imputato prosciolto beneficia di una copertura assicurativa
di protezione giuridica (cfr., in particolare, art. 430 CPP). Il Tribunale
federale ha d'altra parte già avuto modo di precisare che è arbitrario negare a
una parte un'indennità a titolo di ripetibili per il solo fatto ch'essa
beneficia di un'assicurazione di protezione giuridica (DTF 117 Ia 295 consid.
3). Mediante la stipulazione della polizza assicurativa e il pagamento dei
relativi premi, l'assicurato tutela infatti solo la copertura del rischio dei
costi a suo carico e non di quelli addossati alla controparte. La situazione
non è diversa di quando il rischio dei costi è assunto da un'assicurazione di
responsabilità civile, da un sindacato o da un'altra organizzazione. Del resto,
neppure nel caso in cui una parte vincente beneficia del patrocinio gratuito la
controparte soccombente è dispensata dall'obbligo di versarle un'indennità per
ripetibili (DTF 117 Ia 295 consid. 3).
Questa giurisprudenza, sviluppata nella procedura civile, trova applicazione
anche nella procedura amministrativa, segnatamente in materia di assicurazioni
sociali (DTF 135 V 473 consid. 3.1; 122 V 278 consid. 3d e 3e/aa). Il Tribunale
federale l'ha inoltre estesa alla procedura penale. Ha precisato che lo Stato,
quando esercita l'azione penale, procede nei confronti dell'imputato con potere
coercitivo. Se il procedimento penale sfocia in un'assoluzione o in un
abbandono, la legge prevede pretese d'indennizzo a carico dello Stato, il quale
non può sottrarsi al suo obbligo di risarcimento per il fatto che l'imputato è
assicurato (sentenze 6B_976/2008 dell'8 giugno 2009 consid. 2.2, 6B_312/2010
del 13 agosto 2010 consid. 2.2, 6B_816/2013 del 22 gennaio 2014 consid. 3.2.4).
Questa giurisprudenza è riportata senza particolari commenti anche da una parte
della dottrina con riferimento agli art. 429 segg. CPP (cfr. WEHRENBERG/FRANK,
Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2aed., 2014, n. 17c
all'art. 429; NIKLAUS SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, 2aed., 2013, n. 7 all'art. 430; CAMILLE PERRIER DEPEURSINGE,
Code de procédure pénale suisse annoté, 2015, pag. 520).

2.4. In concreto, la Corte cantonale ha negato al ricorrente qualsiasi
indennità esclusivamente sulla base del fatto ch'egli beneficia di
un'assicurazione di protezione giuridica. Alla luce dell'esposta
giurisprudenza, è quindi incorsa nell'arbitrio ed ha omesso a torto di
applicare l'art. 429 CPP. Contrariamente al parere della CRP, non si tratta di
trasferire allo Stato la copertura di polizze assicurative private, quanto
piuttosto di non addebitare all'imputato, che ha stipulato un'assicurazione e
ne paga i premi, il rischio di costi che incombono di per sé allo Stato. Né i
giudici cantonali potevano rinviare ai principi vigenti in materia di
responsabilità per atti illeciti (art. 41 segg. CO) per esonerare l'autorità
che ha esercitato l'azione penale dal suo obbligo di risarcimento derivante
dall'abbandono del procedimento. In particolare, nemmeno un eventuale onere per
il ricorrente di limitare il danno, può ragionevolmente estendersi a un obbligo
di stipulare, prima peraltro che il danno si verifichi, un'assicurazione di
protezione giuridica allo scopo di non fare sopportare all'ente pubblico il
rischio di un risarcimento. Nelle esposte circostanze, il rifiuto di
indennizzare il ricorrente viola pertanto il diritto federale.

3. 
Ne segue che il ricorso deve essere accolto. La sentenza impugnata è annullata
e la causa è rinviata alla CRP, affinché statuisca nuovamente sul gravame. Non
si giustifica di prelevare spese giudiziarie a carico dello Stato del Cantone
Ticino (art. 66 cpv. 1 e 4 LTF), che è tenuto a versare al ricorrente
un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale (art. 68 cpv. 1 e 2
LTF).

 Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è accolto. La sentenza emanata il 12 agosto 2015 dalla Corte dei
reclami penali del Tribunale d'appello è annullata e la causa le è rinviata per
un nuovo giudizio.

2. 
Non si prelevano spese giudiziarie.

3. 
Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà al ricorrente un'indennità di fr.
3'000.-- a titolo di ripetibili della sede federale.

4. 
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, al Ministero pubblico e alla
Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 24 novembre 2015

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Denys

Il Cancelliere: Gadoni

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