Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.116/2000
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7B.116/2000

         CAMERA DELLE ESECUZIONI E DEI FALLIMENTI
         ****************************************

                       4 luglio 2000

Composizione della Camera: giudici federali Bianchi, presi-
dente, Weyermann e Nordmann.
Cancelliere: Piatti.

                          _______

Visto il ricorso del 18 maggio 2000 presentato da
A.________, Minusio, patrocinato dagli avv. E.________ e
F.________, Bellinzona, contro la sentenza emanata il 2
maggio 2000 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di
vigilanza, in merito al sequestro operato dall'Ufficio di
esecuzione di Lugano nei confronti di B.________ GmbH,
Sontra (D), patrocinata dall'avv. C.________, Lugano, e che
vede come parte interessata lo stesso avv. C.________, Lu-
gano, patrocinato dall'avv. G.________, Lugano;

             R i t e n u t o  i n  f a t t o :

  A.-  Il 6 settembre 1999 il Pretore del distretto
di Lugano ha ordinato, ad istanza di A.________ e nei con-
fronti della B.________ GmbH, il sequestro "presso la fi-
liale di Lugano della UBS SA del credito e la somma in
contanti di fr. 537'000.-- di proprietà della B.________
GmbH depositata sul conto clienti no X.________ dell'avv.
C.________ o in qualche modo deviata su un altro conto, sia
esso dell'avv. C.________, del suo studio legale o di ter-
zi; presso la filiale di Lugano della UBS S.A., nelle sue
immediate vicinanze fino allo studio legale dell'avv.
C.________ in via H.________ a Lugano la somma in contanti
di fr. 537'000.-- di proprietà della B.________ GmbH prele-
vata da tali conti e in mano dello studio legale dell'avv.
C.________". L'Ufficio di esecuzione di Lugano ha eseguito
il sequestro il medesimo giorno, diffidando la banca ad
accertare l'esistenza di quanto indicato nel decreto di
sequestro e di non disporre di quanto forma oggetto del
sequestro senza l'esplicito consenso dell'Ufficio. Il mede-
simo giorno l'avv. F.________, patrocinatrice del credito-
re, ha versato fr. 537'000.-- sul conto X.________ dell'UBS
di Lugano, indicando quale titolo "pagamento D.________
alla B.________ GmbH".

  B.-  Il 17 settembre 1999 C.________ ha impugnato
il predetto provvedimento con ricorso all'autorità di vigi-
lanza. Con sentenza 2 maggio 2000 la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, qua-
le autorità di vigilanza, ha accolto il rimedio, dichiarato
nulla l'esecuzione del sequestro e in particolare il rela-
tivo verbale. I giudici cantonali hanno ritenuto nulla la
diffida relativa "al credito della B.________", poiché
l'UBS è unicamente debitrice nei confronti di C.________ e

la sequestrante non ha chiesto il sequestro del credito del
predetto legale. Neppure il sequestro della somma in con-
tanti di fr. 537'000.-- di proprietà della B.________ depo-
sitata sul predetto conto cliente dell'avv. C.________ può
essere eseguito, poiché non esiste alcuna somma in contanti
oggetto di un diritto di proprietà indipendente, essendo il
predetto importo stato versato sul menzionato conto e di
conseguenza divenuto di proprietà della banca. Poiché tale
somma non può essere individualizzata, essa non può neppure
essere sequestrata. Infine non potrebbe nemmeno essere
eseguito il chiesto sequestro del predetto importo even-
tualmente prelevato dall'avv. C.________, poiché il denaro
sarebbe di proprietà di quest'ultimo e non della B.________
GmbH.

  C.-  Il 18 maggio 2000 A.________ ha inoltrato
contro la predetta decisione un ricorso, chiedendo al Tri-
bunale federale, previa concessione dell'effetto sospensi-
vo, di annullarla e di confermare il verbale di sequestro.
Il ricorrente rileva che la formulazione del decreto di se-
questro è conforme alla dottrina e giurisprudenza; quand'
anche si volesse ritenere il testo di tale decreto impreci-
so, tale fatto non giustifica la sanzione estrema della
nullità. Inoltre, l'autorità di vigilanza ha esaminato
l'appartenenza materiale dei beni da sequestrare, facoltà
che spetta unicamente al giudice del sequestro. Infine, il
dispositivo si rivela pure errato laddove accoglie il rime-
dio inoltrato da C.________, poiché la nullità dell'esecu-
zione è stata pronunciata per motivi evocati d'ufficio e
non per quelli, completamente differenti, invocati nel gra-
vame.

  Il 25 maggio 2000, il Presidente della Camera adita
ha conferito, in via supercautelare, effetto sospensivo al
gravame.

  Con risposta 7 giugno 2000 C.________ propone la
reiezione del ricorso. Presso l'UBS di Lugano non esistono
né un credito né una somma in contanti di proprietà della
B.________ GmbH, motivo per cui non è possibile eseguire il
sequestro. Inoltre per ammissione stessa del creditore e
per evidenza manifesta i beni appartengono ad un terzo. In-
fine, pure il fatto che il sequestro è stato manifestamente
ottenuto in violazione del principio della buona fede, co-
stituisce un ulteriore motivo che ne giustifica la nullità.

       C o n s i d e r a n d o  i n  d i r i t t o :

  1.- a)  Giusta l'art. 22 cpv. 1 LEF l'autorità di
vigilanza constata d'ufficio la nullità anche qualora la
decisione dell'ufficio di esecuzione o dei fallimenti non
sia stata impugnata. È vero che con la revisione della LEF
è stata introdotta la procedura di opposizione al decreto
di sequestro. Tuttavia l'esistenza di tale procedura non
obbliga l'ufficio ad eseguire un sequestro nullo (Reeb, Les
mesures provisoires dans la procédure de poursuite, ZSR,
1997, pag. 489) né impedisce all'autorità di vigilanza di
constatare l'eventuale nullità dell'esecuzione di un seque-
stro.

  b)  In virtù dell'art. 79 cpv. 1 OG, l'atto di ri-
corso deve indicare le modificazioni della decisione impu-
gnata che sono proposte ed esporre in modo conciso le norme
di diritto federale da questa violate e in che consiste la
violazione. Se e nella misura in cui il ricorrente ha pure
inteso chiedere l'annullamento della decisione cantonale
per quanto riguarda l'inesistenza di un credito della
B.________ GmbH, il ricorso, totalmente silente sulla que-
stione, si rivela inammissibile per carenza di motivazione.

  2.- a)  L'autorità di vigilanza ha ritenuto che non
sussiste alcuna somma in contanti di fr. 537'000.-- di pro-
prietà della B.________ depositata sul conto cliente della
controparte. La somma versata appartiene alla banca, poiché
la persona che deposita o investe una somma di denaro su un
conto bancario (deposito irregolare ai sensi dell'art. 481
CO o mutuo giusta l'art. 312 CO) ne perde la proprietà e il
possesso che passano al depositario risp. mutuario. L'im-
porto versato non potendo essere individualizzato, non può
nemmeno essere sequestrato. Una richiesta in tal senso è
pertanto nulla.

  b)  Il ricorrente asserisce invece che il bene esi-
ste e che occorre esaminare la sua designazione quale "som-
ma di denaro", che in concreto è più che sufficiente, poi-
ché la designazione generica di valori patrimoniali da
sequestrare è stata ammessa sia dalla giurisprudenza che
dalla dottrina.

  c)  Per costante giurisprudenza l'Ufficio non può
essere costretto a sequestrare beni inesistenti, né seque-
strare beni non indicati nel decreto di sequestro (DTF 107
III 33 consid. 4 e rinvii; Amonn/Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed., § 51 n. 50).
Ora, in concreto, il ricorrente pare misconoscere che in
virtù dei vincolanti accertamenti dell'autorità di vigi-
lanza (combinati art. 81 e 63 cpv. 2 OG), egli ha chiesto
il sequestro della somma in contanti di fr. 537'000.--. Co-
sì facendo egli non ha affatto designato in modo generico i
beni da sequestrare, ma, al contrario, ha specificato l'og-
getto del sequestro. Poiché nemmeno il ricorrente pretende
nel proprio rimedio che presso l'istituto di credito vi sia
la predetta somma di denaro in contanti quale bene indivi-
dualizzato, la censura si rivela infondata.

  3.-  Il ricorrente afferma poi che l'autorità di
vigilanza ha fatto uso di un potere d'esame che non le
compete, vagliando l'appartenenza dei beni da sequestrare,
quando ha dichiarato nulla l'esecuzione del sequestro, an-
che nell'eventualità di un prelievo da parte dell'avv.
C.________, poiché tale somma, di proprietà della banca,
diverrebbe di proprietà del legale e non della B.________
GmbH.

  Il sequestro dev'essere eseguito sui beni del debi-
tore. La giurisprudenza ha già avuto modo di specificare
che esso si rivela nullo qualora tocchi beni, che non sono
palesemente di proprietà del debitore. Infatti, il seque-
stro deve aver per oggetto il patrimonio del debitore (DTF
107 III 33 consid. 4 pag. 38 con rinvii; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed.,
§ 51 n. 50) e per la sua esecuzione si applicano per analo-
gia le norme concernenti il pignoramento (art. 275 LEF). Ne
segue che l'autorità di vigilanza non ha violato il diritto
federale, dichiarando nullo un sequestro che manifestamente
non è diretto contro beni di proprietà del debitore.

  4.-  Infine il ricorrente chiede che il dispositivo
n. 1, in cui l'autorità di vigilanza indica che il ricorso
dell'avv. C.________ è accolto, sia annullato. Egli osserva
che l'esecuzione del sequestro è stata dichiarata nulla per
motivi evocati d'ufficio e non per quelli fatti valere nel
rimedio cantonale. La critica è speciosa. Con la dichiara-
zione di nullità dell'esecuzione del sequestro sono pure
state annullate le diffide impugnate dal predetto legale. È
pertanto di solare evidenza che il rimedio cantonale è sta-
to accolto anche se parzialmente per motivi diversi da
quelli indicati nel gravame.

  5.-  Da quanto precede segue che il ricorso, nella
misura in cui è ammissibile, si rivela infondato e va re-
spinto. Non si preleva tassa di giustizia e non si assegna-
no ripetibili della sede federale (art. 20a cpv. 1 LEF).

                     Per questi motivi

        la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

                    p r o n u n c i a :

  1.  Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è
respinto.

  2.  Comunicazione ai patrocinatori delle parti,
all'Ufficio di esecuzione di Lugano e alla Camera di esecu-
zione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 4 luglio 2000
MDE

  In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
             del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:
                      Il Presidente,

                      Il Cancelliere,