Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.146/2000
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7B.146/2000

         CAMERA DELLE ESECUZIONI E DEI FALLIMENTI
         ****************************************

                      22 agosto 2000

Composizione della Camera: giudici federali Bianchi, presi-
dente, Weyermann e Nordmann.
Cancelliere: Piatti

                       ____________

Visto il ricorso del 19 luglio 2000 presentato da
A.________, Lucerna, rappresentata dalla liquidatrice con-
cordataria Atag Ernst & Young AG, Lucerna, e patrocinata
dall'avv. Pietro Moggi, studio legale Sganzini Bernasconi
Peter & Gaggini, Lugano, contro la sentenza emanata il 29
maggio 2000 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di
vigilanza, nella causa che oppone la ricorrente a
B.________, Losanna, patrocinata dall'avv. Antonio Monti,
Lugano, e che vede come parte interessata la C.________,
Lucerna, quale amministratrice speciale del fallimento
D.________, in materia di incanto;

             R i t e n u t o  i n  f a t t o :

  A.-  L'amministratrice speciale del fallimento di
D.________ ha incaricato l'Ufficio dei fallimenti di Lugano
di procedere in via rogatoriale alla realizzazione mediante
pubblico incanto delle quote di proprietà per piani n. 1798
a n. 1817 del fondo base n. 2594 RFD di Lugano, di proprie-
tà del fallito.

  Il 15 giugno 1999 la E.________, incaricata della
gestione degli immobili dall'amministratrice speciale del
fallimento, ha inviato a B.________, creditrice garantita
da cartelle ipotecarie gravanti in primo rango le PPP og-
getto dell'incanto, il bilancio e il conto economico ri-
guardante gli immobili in questione dal periodo 1.1.1999 -
31.5.1999, da cui risulta un attivo di fr. 1'589'030.-- e
un ricavo di fr. 30'459,85. Tre giorni dopo l'amministra-
trice speciale del fallimento ha comunicato a B.________,
su sua richiesta, che per coprire integralmente il suo cre-
dito nei confronti del fallito, essa avrebbe dovuto offrire
all' asta fr. 4'160'000.-- , tenuto conto delle spese di
realizzazione, delle ipoteche legali poziori e degli attivi
di fr. 1'550'000.-- risultanti dalla gestione dell'immobi-
le. Nel proprio scritto l'amministratrice speciale del fal-
limento aveva specificato che le predette indicazioni veni-
vano fornite "ohne jede Gewähr".

  Le condizioni d'incanto depositate il 10 giugno
1999 comprendevano pure i menzionati conto economico e bi-
lancio. All'incanto del 24 giugno 1999 B.________ si è ag-
giudicata le predette quote di PPP per fr. 4'100'000.--,
dopo aver dapprima offerto fr. 3'600'000.--, poi fr.

4'000'000.-- e infine fr. 4'100'000.--. Il 25 agosto 1999
l'amministrazione speciale del fallimento ha notificato a
B.________ il conto finale e lo stato di riparto. Il primo
documento indica un conto bancario presso la Banca
X.________ di Agno con un saldo attivo di fr. 1'025'000.--,
conto non menzionato nei documenti inviati a B.________
prima dell'asta né nel bilancio allegato alle condizioni
d'incanto. In base allo stato di riparto risulta la comple-
ta tacitazione di B.________ e il versamento di
1'050'759,53 alla creditrice di secondo rango A.________.

  B.-  Il 6 settembre 1999 B.________ ha impugnato
l'aggiudicazione del 24 giugno 1999. Con sentenza 29 maggio
2000 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza,
ha accolto il rimedio e ha annullato la contestata aggiudi-
cazione. I giudici cantonali hanno riconosciuto un errore
essenziale ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 n. 4 CO dell'aggiu-
dicataria. Questa non avrebbe infatti spontaneamente aumen-
tato la propria offerta, in assenza di un rilancio da parte
di altri astanti, fino a fr. 4'100'000.-- se fosse stata a
conoscenza della disponibilità di fr. 1'025'000.-- su un
conto della Banca X.________ di Agno.

  C.-  Il 19 luglio 2000 la A.________ ha inoltrato
al Tribunale federale un ricorso, con cui postula l'annul-
lamento della decisione dell'autorità di vigilanza e la sua
riforma nel senso che l'aggiudicazione del 24 giugno 1999 è
confermata. La ricorrente sostiene che in realtà trattasi
di un errore nei motivi del contratto, giuridicamente irri-
levante. Inoltre la sentenza impugnata viola pure l'art. 25
cpv. 1 CO, avendo l'amministrazione espressamente escluso
una garanzia sull'esattezza dell'informazione. Infine

l'aggiudicataria non ha adempiuto il suo obbligo precon-
trattuale di informarsi.

  Con osservazioni del 4 agosto 2000 B.________ pro-
pone la reiezione del ricorso con la conferma dell'annulla-
mento dell'aggiudicazione e chiede che sia ordinato all'Uf-
ficio fallimenti di Lugano di indire un nuovo incanto.

       C o n s i d e r a n d o  i n  d i r i t t o :

  1.-  La legittimazione della ricorrente, creditrice
ipotecaria in secondo rango al beneficio, in caso di con-
ferma dell'aggiudicazione, di fr. 1'050'759,53 dal provento
dell'incanto non dà adito a particolari osservazioni. Il
ricorso, tempestivo, è ammissibile.

  2.-  Nella causa in esame è pacifico che una rea-
lizzazione può essere contestata mediante ricorso (art.
132a cpv. 1 LEF) per il fatto che l'aggiudicatario sia in-
corso in un vizio di volontà, quale un errore essenziale ai
sensi del CO. Litigiosa è unicamente la questione di sapere
se le condizioni per riconoscere un siffatto vizio di vo-
lontà si siano in concreto avverate.

  3.- a)  L'autorità di vigilanza ritiene adempiuti i
presupposti per riconoscere un errore essenziale ai sensi
dell'art. 24 cpv. 1 n. 4 CO. La sentenza impugnata rileva
che se l'aggiudicataria avesse saputo il reale ammontare
degli attivi da pigione, che le sarebbero spettati quale
creditore pignoratizio, essa avrebbe offerto un milione di
franchi in meno, importo pari all'ammontare delle pigioni

reperite dopo l'asta. Anche il presupposto oggettivo è da-
to, poiché nessuno aumenterebbe la propria offerta, senza
essere obbligato da rilanci, sapendo che tale aumento an-
drebbe unicamente a favore di terzi. Infine, l'errore era
pure riconoscibile dalla controparte, poiché l'aggiudicata-
ria aveva espressamente chiesto all'amministratrice specia-
le del fallimento quale fosse la somma da offrire all'asta
per coprire il proprio credito.

  b)  La ricorrente sostiene invece che l'art. 24
cpv. 1 CO è inapplicabile in concreto per il fatto che
l'errore invocato dalla controparte non è oggettivamente
importante, poiché essa avrebbe potuto aggiudicarsi gli im-
mobili per il prezzo minimo indicato nelle condizioni di
incanto di fr. 3'600'000.--, senza che fosse necessario au-
mentare due volte la propria offerta, fino a giungere a fr.
4'100'000.--. L'aggiudicataria riteneva quindi che gli im-
mobili valessero almeno tale importo, essa non avendo colto
l'opportunità di poter acquistare le quote di PPP a un
prezzo inferiore, ciò a dimostrazione che quanto offerto
corrisponde al valore oggettivo dei beni venduti. Nemmeno
dal punto di vista soggettivo l'errore invocato può essere
considerato essenziale, poiché dopo aver ricevuto la lette-
ra dell'amministrazione speciale del fallimento, in cui
quest'ultima specificava che il montante indicato veniva
comunicato senza garanzia, la controparte non si è preoccu-
pata di raccogliere ulteriori informazioni.

  c)  La censura si rivela infondata. L'aggiudicata-
ria è creditrice pignoratizia di primo grado. Per un credi-
tore pignoratizio di primo rango è economicamente irrile-
vante aggiudicarsi il fondo per un prezzo inferiore a quan-
to necessario per estinguere completamente il suo credito.
Infatti, quanto risparmiato con un prezzo di aggiudicazione

inferiore viene tramutato in una perdita per quanto riguar-
da il credito garantito da pegno. Diversa è la situazione
se il prezzo di aggiudicazione va oltre a quanto necessario
per il soddisfacimento delle proprie pretese: la parte re-
siduante va infatti a soddisfare gli altri creditori meno
privilegiati. Il fatto che in concreto l'aggiudicataria,
senza esservi obbligata dagli altri partecipanti all'asta,
abbia rilanciato la propria offerta fino all'importo erro-
neamente creduto necessario per tacitare completamente il
suo credito non significa che il prezzo di aggiudicazione
non fosse oggettivamente rilevante, ma dimostra esattamente
il contrario. Per il resto, si può rinviare alla pertinente
motivazione della sentenza impugnata (art. 36a cpv. 3 OG).

  4.- a)  La ricorrente afferma poi che la sentenza
impugnata viola l'art. 25 cpv. 1 CO, poiché l'amministra-
zione del fallimento aveva, nella propria lettera del 18
giugno 1999, escluso una garanzia per le indicazioni for-
nite. Inoltre, all'aggiudicataria competeva l'obbligo pre-
contrattuale di effettuare ulteriori indagini.

  b)  La sentenza impugnata rileva che l'indicazione
dell'amministratrice speciale del fallimento "diese Angaben
machen wir ohne jede Gewähr", potevano in buona fede essere
interpretate nel senso che la precisione del risultato in-
dicato non era garantito, ma non in quello di dover prende-
re in considerazione errori marchiani come in concreto
verificatisi.

  c)  A prescindere dalla portata che può essere at-
tribuita all'esclusione della garanzia per indicazioni for-
nite da un amministratrice speciale del fallimento, occorre
rilevare che dal bilancio facente parte delle condizioni
d'incanto - e precedentemente inviato alla controparte -

l'importo di oltre un milione di franchi, scoperto succes-
sivamente, non risultava e che tale bilancio indicava uni-
camente, come la comunicazione del 18 giugno 1999, un atti-
vo di circa un milione e mezzo di franchi. Ora, non risulta
dagli accertamenti di fatto dell'autorità di vigilanza - né
la ricorrente lo sostiene - che pure tale bilancio conte-
nesse l'esclusione di qualsiasi garanzia concernente le in-
dicazioni ivi contenute. Ne segue che non è possibile rim-
proverare all'aggiudicataria di non aver esperito ulteriori
indagini o di essersi volutamente assunta il rischio di
acquistare l'immobile a un prezzo di un milione di franchi
superiore di quanto necessario per tacitare il suo credito
nei confronti del fallito.

  5.-  Da quanto precede discende che il ricorso si
rivela infondato e va respinto. Inammissibile si avvera la
richiesta contenuta nella risposta di ordinare all'Ufficio
fallimenti di procedere a un nuovo incanto. Il ricorso ai
sensi dell'art. 19 cpv. 1 LEF non conosce l'istituto del
ricorso adesivo e qualora, con la propria domanda, la con-
troparte avesse inteso dolersi di una ritardata o denegata
giustizia da parte dell'Ufficio, il rimedio dev'essere pro-
posto all'autorità di vigilanza. Non si preleva tassa di
giustizia e non si assegnano ripetibili (art. 20a cpv. 1
LEF).

                     Per questi motivi

        la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

                    p r o n u n c i a :

  1.  Il ricorso è respinto.

  2.  Comunicazione ai patrocinatori delle parti,
all'amministrazione speciale del fallimento, all'ufficio
fallimenti di Lugano e alla Camera di esecuzione e falli-
menti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale
autorità di vigilanza.

Losanna, 22 agosto 2000
VIZ

  In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
             del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:
                      Il Presidente,

                      Il Cancelliere,