Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.255/2000
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7B.255/2000

         CAMERA DELLE ESECUZIONI E DEI FALLIMENTI
         ****************************************

                      8 dicembre 2000

Composizione della Camera: giudici federali Bianchi, presi-
dente, Nordmann e Merkli.
Cancelliere: Piatti.

                          _______

Visto il ricorso del 2 novembre 2000 presentato dalla
U.________ S.A., patrocinata dall'avv. Filippo Ferrari, Lu-
gano, contro la sentenza emanata il 17 ottobre 2000 dalla
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, nella cau-
sa che oppone la ricorrente a B.________, Agno, patrocinata
dall'avv. Gianluca Boscaro, Lugano, nell'esecuzione in via
di realizzazione del pegno promossa dalla ricorrente nei
confronti di C.________ e D.________, Breganzona;

             R i t e n u t o  i n  f a t t o :

  A.-  La U.________ S.A. ha escusso in via di
realizzazione del pegno manuale i coniugi C.________ e
D.________ per un prestito loro concesso. La banca fonda la
sua pretesa su un riconoscimento di debito e su due cartel-
le ipotecarie al portatore di nominali fr. 200'000.-- ca-
dauna gravanti in II risp. III grado la particella n. XXX
del registro fondiario definitivo di Caslano, intestata a
C.________ e a B.________ in ragione di metà ciascuna. Dopo
che gli escussi hanno ritirato l'opposizione inizialmente
interposta, la creditrice ha chiesto la vendita delle due
predette cartelle ipotecarie. L'incanto è stato fissato per
il 14 settembre 2000.

  B.-  Con ricorso 13 settembre 2000 B.________ ha
chiesto l'annullamento dell'asta e delle esecuzioni in cor-
so, poiché la costituzione in pegno delle due cartelle
ipotecarie è avvenuta senza il suo consenso. Il 17 ottobre
2000 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza,
ha annullato l'incanto e ha ordinato all'ufficio di esecu-
zione di notificare un esemplare del precetto esecutivo
anche a B.________. I Giudici cantonali hanno in sostanza
ritenuto l'insorgente comproprietaria del pegno, che in
applicazione dell'art. 153 cpv. 2 LEF assume il ruolo di
coescussa con il diritto di ricevere il precetto esecutivo
e di interporre opposizione. Poiché la notifica di tale
precetto non era ancora avvenuta, la richiesta di prose-
guire l'esecuzione era prematura e l'Ufficio non poteva
indire l'incanto.

  C.-  Con ricorso 2 novembre 2000 la U.________ S.A.
ha chiesto al Tribunale federale di annullare la sentenza
dell'autorità di vigilanza e di riformarla nel senso che il
rimedio di B.________ è dichiarato inammissibile risp.
respinto ed è fatto ordine all'Ufficio di esecuzione di Lu-
gano di procedere alla vendita delle due cartelle ipoteca-
rie. La ricorrente indica che B.________ è comproprietaria
del fondo, ma non delle cartelle ipotecarie che lo gravano
e che l'autorità di vigilanza ha confuso la procedura di
realizzazione del pegno manuale in concreto avviata con la
procedura di realizzazione di un pegno immobiliare. Con la
trasmissione dell'incarto, pure l'autorità di vigilanza ha
prodotto osservazioni, di cui si dirà, se necessario, nei
considerandi di diritto. Infine con risposta 28 novembre
2000 B.________ postula la reiezione del ricorso e la
conferma della sentenza impugnata.

       C o n s i d e r a n d o  i n  d i r i t t o :

  1.-  La legittimazione della ricorrente, creditrice
procedente, non dà adito a particolari osservazioni. Il ri-
corso, tempestivo e diretto contro una decisione dell'auto-
rità di vigilanza, è pertanto ammissibile.

  2.-  Nell'ambito di un ricorso ai sensi dell'art.
19 LEF, il Tribunale federale pone a fondamento della sua
sentenza i fatti così come sono stati accertati dall'ultima
autorità cantonale, salvo che siano state violate disposi-
zioni federali in materia di prove e riservate la rettifi-
cazione d'ufficio degli accertamenti dovuti manifestamente
ad una svista o la loro completazione su punti puramente
accessori (art. 63 cpv. 2 e 64 cpv. 2 OG applicabili per
analogia in virtù del rinvio contenuto nell'art. 81 OG).

  Nel caso in esame la ricorrente non sostiene il
verificarsi di alcuna delle predette possibilità, motivo
per cui nella misura in cui allega fatti che non sono stati
accertati nella decisione impugnata il ricorso si rivela
inammissibile.

  3.-  Giusta l'art. 153 cpv. 2 lett. a LEF l'Ufficio
notifica il precetto anche al terzo che ha costituito il
pegno o ne è diventato proprietario. Unicamente colui che è
effettivamente proprietario o comproprietario del pegno ha
diritto a ricevere un precetto (DTF 48 III 36 consid. 3 in
alto, 77 III 30 consid. 2). L'Ufficio notifica al terzo il
precetto se lo stesso creditore procedente lo indica quale
proprietario del pegno o se il suo diritto di proprietà ri-
sulta dal registro fondiario o è stato accertato giudizial-
mente (DTF 48 III 36 consid. 3, 72 III 14 pag. 19 in alto;
art. 88 RFF). Se nessuna di queste eventualità si avvera,
trattasi di una questione di diritto materiale da risolvere
con la procedura di rivendicazione ai sensi degli art. 106
segg. LEF (DTF 48 III 36 consid. 3, 72 III 14 pag. 19 in
alto; Schellenberg, Die Rechtsstellung des Dritteigentümers
in der Betreibung auf Pfandverwertung, tesi Zurigo 1968,
pag. 57; cfr. anche Känzig/Bernheim, Commento basilese,
SchKG II, n. 25 all'art. 155 LEF). Scopo della procedura di
rivendicazione è infatti di chiarire la situazione, qualora
terzi avanzino diritti sui beni oggetto della procedura di
esecuzione (Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-
und Konkursrechts, 6a ed., § 24 n. 5) ed essa va segnata-
mente aperta per determinare se un precetto esecutivo dev'
essere notificato a un terzo che fa valere pretese sul pe-
gno (Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la pour-
suite pour dettes et la faillite, n. 39 all'art. 155 LEF).

  Nella fattispecie, trattandosi di un pegno manuale,
non sussiste alcuna iscrizione a registro fondiario riguar-
dante la sua proprietà né la qui ricorrente indica la con-
troparte quale comproprietaria né sussiste una sentenza
giudiziaria sulla questione. In queste condizioni, non com-
pete all'autorità di vigilanza accertare, anche solo impli-
citamente, la comproprietà della controparte sulle cartelle
ipotecarie oggetto del pegno manuale. Se i giudici cantona-
li, come pare in concreto, ritengono che con il ricorso
quest'ultima abbia fatto valere la sua (com)proprietà sul
pegno, il rimedio dev'essere ritornato all'Ufficio affinché
lo tratti quale rivendicazione ai sensi degli art. 106
segg. Se al termine di tale procedura la pretesa della ter-
za rivendicante dovesse essere riconosciuta o accertata
giudizialmente, essa ha diritto alla notifica di un precet-
to esecutivo. Ne segue che la sentenza dev'essere annullata
nella misura in cui ordina all'Ufficio di esecuzione di no-
tificare un precetto esecutivo alla controparte. La deci-
sione cantonale va invece confermata laddove annulla l'in-
canto, essendo la procedura di realizzazione sospesa per la
durata di quella di rivendicazione (art. 109 cpv. 5 LEF ap-
plicato per analogia in virtù dell'art. 155 cpv. 1 LEF).

  4.-  Da quanto precede discende che il ricorso,
nella misura in cui è ammissibile, dev'essere parzialmente
accolto. Non si preleva tassa di giustizia e non si asse-
gnano ripetibili (art. 20a cpv. 1 LEF).

                     Per questi motivi

        la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

                    p r o n u n c i a :

  1.  Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è
parzialmente accolto e il punto 1.2 del dispositivo della
sentenza impugnata è annullato e la causa è rinviata all'
autorità di vigilanza per nuova decisione nel senso dei
considerandi.

        2.  Comunicazione alle parti, rispettivamente ai
loro patrocinatori, all'Ufficio di esecuzione di Lugano e
alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'ap-
pello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 8 dicembre 2000
MDE

  In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
             del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:
                      Il Presidente,

                      Il Cancelliere,