Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.67/2000
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7B.67/2000

         CAMERA DELLE ESECUZIONI E DEI FALLIMENTI
         ****************************************

                      12 aprile 2000

Composizione della Camera: giudici federali Bianchi, presi-
dente, Weyermann e Nordmann.
Cancelliere: Piatti.

                         ________

Visto il ricorso del 28 febbraio 2000 presentato da
A.________, Zurigo, rappresentato dal Servizio giuridico di
A.________, Lugano, contro la sentenza emanata l'11 febbra-
io 2000 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribu-
nale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigi-
lanza, nella causa che oppone il ricorrente allo Stato del
Cantone Ticino, rappresentato dall'Ufficio di esazione e
condoni, Bellinzona, e all'Ufficio di esecuzione e falli-
menti del distretto di Leventina, e che vede come parte in-
teressata l'avv. B.________, in materia di incanto;

             R i t e n u t o  i n  f a t t o :

  A.-  Nell'ambito dell'esecuzione in via di realiz-
zazione del pegno promossa nei confronti di B.________,
l'Ufficio di esecuzione e fallimenti del distretto di Le-
ventina ha realizzato, il 6 agosto 1999, ai pubblici incan-
ti le particelle n. 790 e 792 RFD di Bodio. I predetti fon-
di sono stati aggiudicati in blocco ad A.________ per un
importo complessivo di fr. 500'000.--. Il 19 novembre 1999
l'Ufficio ha annullato di propria sponte il predetto incan-
to, onde poter riprendere la procedura dalla pubblicazione
dell'avviso d'incanto. Esso ha motivato il provvedimento
con il fatto di aver omesso di inserire negli elenchi oneri
dei predetti fondi un credito - garantito da ipoteca legale
- tempestivamente insinuato dallo Stato del Cantone Ticino
e di non aver di conseguenza notificato gli elenchi oneri
all'appena menzionato creditore.

  B.-  Con sentenza 11 febbraio 2000 la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto un ricorso
presentato dall'aggiudicatario contro il predetto provvedi-
mento. I Giudici cantonali, dopo aver accertato che gli
elenchi oneri non sono stati intimati allo Stato del Canto-
ne Ticino, hanno reputato che tale fatto ha impedito la
crescita in giudicato degli stessi nei confronti di tale
creditore. L'Ufficio ha quindi rettamente provveduto ad an-
nullare l'asta svoltasi sulla base di elenchi oneri incom-
pleti, in cui non figuravano i crediti insinuati dallo Sta-
to del Cantone Ticino, al fine di ripristinare la procedura
prevista dalla LEF. L'autorità di vigilanza ha quindi ordi-
nato all'Ufficio di riprocedere alla pubblicazione dell'av-
viso di incanto e al conseguente nuovo deposito degli elen-
chi oneri e delle condizioni d'incanto per i citati fondi.

  C.-  Il 28 febbraio 2000 A.________ ha inoltrato al
Tribunale federale un ricorso con cui postula, previa con-
cessione dell'effetto sospensivo, l'annullamento della
decisione dell'autorità di vigilanza e l'accoglimento del
proprio rimedio cantonale con il conseguente annullamento
della decisione dell'Ufficio. Il ricorrente rileva che nes-
sun creditore ha impugnato l'aggiudicazione e che l'omis-
sione della comunicazione dell'elenco oneri non costituisce
un motivo di nullità dell'incanto. Contesta inoltre che gli
elenchi oneri non siano cresciuti in giudicato nei confron-
ti del creditore, la cui pretesa non vi è stata iscritta, e
afferma che tale credito non può essere opposto all'acqui-
rente in buona fede. Il 9 marzo 2000 il Presidente della
Camera adita ha conferito, in via supercautelare, effetto
sospensivo al gravame. Con risposte 22 marzo 2000 sia lo
Stato del Cantone Ticino sia l'Ufficio propongono la reie-
zione del ricorso. Lo Stato del Cantone Ticino chiede inol-
tre, nell'eventualità di un accoglimento del ricorso, che
lo stato di riparto sia modificato nel senso di includere
la sua pretesa.

       C o n s i d e r a n d o  i n  d i r i t t o :

  1.-  La legittimazione del ricorrente, aggiudicata-
rio nell'annullato incanto, non dà adito a dubbi. Il ricor-
so, tempestivo, è pertanto ammissibile.

  2.- a)  Il ricorrente sostiene, in via principale,
che un incanto può unicamente essere annullato nell'even-
tualità di un'omessa notifica dell'elenco oneri a un credi-
tore, se quest'ultimo impugna l'aggiudicazione. Non essendo
l'aggiudicazione stata oggetto di alcun ricorso, essa non
poteva venir annullata.

  b)  L'autorità di vigilanza ha dapprima rilevato
che la mancata notifica dell'elenco oneri a un creditore
non ha per conseguenza la nullità dell'incanto, ma può co-
stituire un motivo per contestare l'asta. Essa ha tuttavia
ritenuto corretta la decisione dell'Ufficio, che accortosi
di non aver inserito un'insinuazione di credito nell'elenco
oneri e di aver di conseguenza omesso la sua comunicazione
a tale creditore, ha annullato l'incanto. I giudici canto-
nali hanno ritenuto che un siffatto provvedimento costitui-
sce un atto dovuto per il ripristino della procedura così
come imposto dalla LEF.

  c)  In linea di principio una decisione dell'Uffi-
cio è definitiva e cresce in giudicato se non può più esse-
re oggetto di un ricorso all'autorità di vigilanza (Gillié-
ron, Commmentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour
dettes et la faillite, n. 17 all'art. 22 LEF). L'Ufficio
può unicamente revocare una propria decisione, non oggetto
di un ricorso, se essa si avvera essere nulla (Cometta,
Commento basilese, SchKG I, n. 4 all'art. 22 LEF). Se in-
vece è pendente un procedimento innanzi all'autorità di vi-
gilanza, la sostituzione può avvenire solo fino al termine
di invio della risposta (art. 22 cpv. 2 LEF). Ora, in con-
creto, l'aggiudicazione dei fondi in questione non è stata
impugnata. Rimane pertanto da esaminare se l'aggiudicazione
poteva essere revocata dall'Ufficio perché inficiata di
nullità in seguito agli atti preparatori dell'incanto.

  aa)  Giusta l'art. 22 cpv. 1 LEF sono nulle le de-
cisioni che violano prescrizioni emanate nell'interesse
pubblico o nell'interesse di persone che non sono parte nel
procedimento. La giurisprudenza ha già avuto modo di stabi-
lire che la mancata notifica a un creditore dell'elenco
oneri con l'assegnazione, giusta l'art. 140 cpv. 2 LEF, del

termine per contestarlo comporta la possibilità dell'inte-
ressato di impugnare l'incanto e di chiedere l'annullamento
dell'aggiudicazione (DTF 41 III 352 consid. 4). La dottrina
ritiene che tale mancata notifica non ha per conseguenza la
nullità dell'incanto, ma unicamente la possibilità di con-
testarlo (Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Das Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, n. 31 all'art. 140 LEF).
Tale opinione è da condividere, non essendo infatti ravvi-
sabile quali altri interessi, oltre a quelli del creditore
la cui notifica è stata ignorata, sono stati lesi dall'
omissione dell'Ufficio.

  bb)  Ora, il creditore in questione fa valere, nel-
le proprie osservazioni, di non aver avuto la possibilità
di contestare l'aggiudicazione, poiché non ha ricevuto
dall'Ufficio alcuna comunicazione fino alla decisione del
19 novembre 1999, con cui lo stesso Ufficio ha annullato
l'incanto. Tale creditore riconosce tuttavia di aver avuto
conoscenza dell'avviso di incanto mediante la pubblicazione
avvenuta sul Foglio Ufficiale dell'11 maggio 1999. Tale
bando indicava che l'incanto era stato fissato per il 6
agosto 1999 e il creditore non pretende - a giusta ragione
- di aver avuto diritto a una notifica dello stesso per
lettera semplice ai sensi dell'art. 139 LEF. Nulla impediva
al creditore di informarsi, dopo il 6 agosto 1999, se l'
asta aveva effettivamente avuto luogo e per quale motivo
non gli erano stati trasmessi gli elenchi oneri. Inoltre,
trattandosi di un'esecuzione in via di realizzazione del
pegno, l'allestimento dell'elenco oneri dovrebbe avvenire
in tempi assai brevi, poiché le verifiche di competenza
dell'ufficio sono limitate: l'ufficiale non può rifiutarsi
o modificare le indicazioni risultanti dal registro fondia-
rio (DTF 121 III 24 consid. 2b), mentre per quanto concerne
i diritti insinuati, il suo potere d'esame è ristretto alla
questione della tempestività della notifica (DTF 113 III 17

consid. 2) e alla verifica che la pretesa insinuata costi-
tuisca effettivamente un aggravio per il fondo (cfr. per le
pretese di diritto privato DTF 113 III 42 consid. 2 e per i
crediti fondati sul diritto pubblico DTF 117 III 36 consid.
3). Non può pertanto essere seguita l'obiezione (sottinte-
sa), secondo cui l'Ufficio, annullando l'aggiudicazione
oltre tre mesi dopo l'incanto, avrebbe in questo modo pri-
vato tale creditore della facoltà di proporre un ricorso
contro l'aggiudicazione.

  cc)  Da quanto precede segue che il ricorso diretto
contro l'annullamento dell'incanto si rivela fondato e la
decisione impugnata dev'essere annullata e riformata nel
senso che la decisione del 19 novembre 1999 con cui l'uf-
ficio ha revocato l'incanto delle part. 790 e 792 RFD di
Bodio è annullata.

  3.-  Nell'eventualità di un accoglimento del ricor-
so il creditore, la cui pretesa non è stata menzionata
nell'elenco oneri, chiede che il proprio credito venga in-
serito nello stato di riparto. In concreto non può esser
dato seguito a tale domanda nella sede federale già per il
motivo che lo stato di riparto dev'essere allestito dall'
Ufficio e che il Tribunale federale può unicamente pronun-
ciarsi sullo stesso dopo una decisione dell'autorità di vi-
gilanza (art. 19 cpv. 1 LEF). Occorre tuttavia rilevare che
le possibilità offerte allo Stato dalla legislazione fisca-
le e segnatamente dagli art. 252 seg. della legge tributa-
ria ticinese in materia di ipoteca legale rimangono impre-
giudicate dalla presente sentenza.

                     Per questi motivi

        la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

                    p r o n u n c i a :

  1.  Il ricorso è accolto, la decisione impugnata è
annullata e riformata come segue:

          "1.  Il ricorso 30 novembre 1999 di
     A.________ è accolto.

           2.  La decisione 19 novembre 1999 con cui
     l'Ufficio di esecuzione e fallimenti del di-
     stretto di Leventina ha annullato l'incanto 6
     agosto 1999 delle particelle n. 790 e 792 RFD di
     Bodio è annullata."

  2.  Comunicazione alle parti, all'Ufficio di esecu-
zione e fallimenti del distretto di Leventina e alla Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Can-
tone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 12 aprile 2000
MDE

  In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
             del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:
                      Il Presidente,

                      Il Cancelliere,