Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.140/2005
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7B.140/2005 /viz

Sentenza del 9 agosto 2005
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Giudici federali Meyer, giudice presidente,
Nordmann, Marazzi,
cancelliere Piatti.

A. ________,
ricorrente,

contro

Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino,
quale autorità di vigilanza, via Pretorio 16, 6901 Lugano.

richiesta di documentazione di un fallimento chiuso,

ricorso LEF contro la decisione emanata il 12 luglio 2005 dalla Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale
autorità di vigilanza.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
In seguito alla chiusura del suo fallimento, la X.________ S.A. è stata
cancellata dal registro di commercio il 30 luglio 1997. Affermando di essere
stato azionista unico ed unico correntista della predetta società, A.________
ha chiesto, il 30 marzo 2005, all'Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Locarno "l'incarto completo relativo ai pagamenti creditori e onorario
commissario". Egli ha reiterato la sua domanda il 29 aprile 2005. Il 2 maggio
2005 l'Ufficio gli ha comunicato che analoga domanda era già stata fatta dal
suo patrocinatore nel 1994, motivo per cui tali atti dovrebbero già da anni
essere in possesso dell'istante rispettivamente del suo legale, ma che dietro
il pagamento delle spese di fr. 41.-- (art. 9 OTLEF) la desiderata
documentazione gli sarebbe nuovamente stata trasmessa.

2.
Con ricorso 17 maggio 2005 A.________ ha chiesto alla Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di
vigilanza, di ordinare la trasmissione degli atti entro 5 giorni nonché
l'apertura di un'inchiesta nei confronti dell'Ufficiale e di un funzionario
dell'Ufficio. L'autorità di vigilanza ha respinto, in quanto ricevibile, il
ricorso. Essa ha negato che vi fosse una denegata o ritardata giustizia,
perché l'Ufficio si era dichiarato disposto a soddisfare la richiesta non
appena ricevuto l'anticipo spese e che esso può sospendere qualsiasi
operazione la cui tassa non sia stata anticipata. Ha inoltre indicato che
l'ammontare richiesto in applicazione dell'art. 9 OTLEF avrebbe dovuto essere
contestato entro 10 giorni e che non può nemmeno essere dato seguito alla
domanda di intervento nei confronti dei responsabili dell'Ufficio, atteso che
la decisione sull'apertura di una procedura disciplinare è di mera competenza
dell'autorità di vigilanza.

3.
Il 25 luglio 2005 A.________ ha inoltrato al Tribunale federale un ricorso
con cui chiede l'annullamento della decisione dell'autorità di vigilanza,
l'emanazione di una nuova decisione "fondata sui fatti reali" e la
trasmissione della documentazione richiesta. Domanda altresì l'apertura di
un'inchiesta amministrativa nei confronti dei responsabili dell'Ufficio, con
trasmissione delle risultanze al Ministero pubblico. Dei motivi del ricorso
si dirà nei considerandi che seguono.
Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

4.
Giusta l'art. 19 cpv. 1 LEF la decisione dell'autorità cantonale di vigilanza
può essere deferita al Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione
per violazione del diritto federale o dei tratti conclusi dalla
Confederazione, come pure per eccesso o abuso nell'apprezzamento. La
violazione di norme del diritto cantonale deve invece essere fatta valere con
un ricorso di diritto pubblico (DTF 125 III 247 consid. 2).

5.
Il ricorrente rimprovera innanzi tutto all'autorità di vigilanza di travisare
i fatti. Con scritto del 19 maggio 2005 essa gli avrebbe comunicato che il
suo rimedio andava insinuato all'Ufficio che aveva preso il contestato
provvedimento, motivo per cui egli sarebbe rimasto in attesa di una presa di
posizione dell'Ufficio, che avrebbe poi impugnato. L'autorità di vigilanza ha
invece emanato una sentenza, senza che gli venisse offerta la possibilità di
replicare alle osservazioni dell'Ufficio.
Nella fattispecie il ricorrente misconosce che con lo scritto del 19 maggio
2005 l'autorità di vigilanza ha solo trasmesso il ricorso, direttamente ad
essa inoltrato, all'Ufficio. Con tale ordinanza l'autorità di vigilanza ha
semplicemente corretto un passo procedurale fatto dal ricorrente, senza che
quest'ultimo ne abbia subito un qualsiasi pregiudizio. Tale modo di procedere
non aveva nulla di inusuale e non permetteva certo al ricorrente di dedurre
una protrazione del termine di ricorso. Per quanto concerne poi la mancata
possibilità di proporre una replica alle osservazioni dell'Ufficio, la
critica si rivela di primo acchito inammissibile (supra consid. 4 in fine),
atteso che tale questione attinente alla procedura innanzi all'autorità di
vigilanza è disciplinata dal diritto cantonale (art. 20a LEF).

6.
Secondo il ricorrente la sentenza impugnata ritiene conforme e fondato
l'anticipo di fr. 41.--, nonostante il fatto che siano stati computati fr.
2.-- per ogni fotocopia e fr. 8.-- per lo scritto del 2 maggio, a cui è stato
aggiunto fr. 1.-- per spese postali. Tale circostanza denoterebbe una
denegata e ritardata giustizia perché gli atti richiesti avrebbero invece
dovuto essere trasmessi d'ufficio e perché l'autorità di esecuzione non
avrebbe mai chiesto simili anticipi. La decisione impugnata coprirebbe un
abuso di autorità da parte dell'Ufficio.
Con tale censura il ricorrente dimentica che l'autorità di vigilanza ha
ritenuto che la questione inerente alla determinazione dell'anticipo spese
era cresciuta in giudicato, perché non tempestivamente impugnata. Il
ricorrente, che non critica tale motivazione della decisione cantonale, non
può quindi prevalersi nella sede federale di una - implicitamente asserita -
violazione della OTLEF. Per il resto il ricorrente misconosce che, tranne le
eccezioni espressamente previste dalla legge, le operazioni compiute dagli
uffici nel quadro di un'esecuzione forzata sono onerose (DTF 131 III 136
consid. 3.1) e che quindi il rilascio di estratti dagli atti di un fallimento
soggiace alla riscossione di una tassa.

7.
Giova infine rilevare che il ricorrente non si confronta in alcun modo (art.
79 cpv. 1 OG) con la pertinente motivazione della sentenza impugnata, a cui
si può rinviare (art. 36a cpv. 3 OG), secondo cui egli non ha qualità di
parte per esigere l'apertura di una procedura disciplinare nei confronti dei
responsabili dell'Ufficio. La conclusione tendente all'avvio di un' inchiesta
amministrativa formulata nel ricorso in esame si rivela pertanto
irricevibile.

8.
Da quanto precede discende che il ricorso, nella minima parte in cui risulta
ammissibile, si rivela manifestamente infondato e dev'essere respinto. Non si
preleva tassa di giustizia (art. 20a cpv. 1 LEF).

Per questi motivi, la Camera pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Comunicazione al ricorrente, all'Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Locarno e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 9 agosto 2005

In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
del Tribunale federale svizzero

Il giudice presidente:  Il cancelliere: