Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.198/2005
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7B.198/2005 /viz

Sentenza del 21 ottobre 2005
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Giudici federali Hohl, presidente,
Meyer, Marazzi,
cancelliere Piatti.

X. ________ S.A., rappresentata dall'amministratore unico A.________,
ricorrente,

contro

Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino,
quale autorità di vigilanza, via Pretorio 16, 6901 Lugano.

comminatoria di fallimento,

ricorso LEF contro la decisione emanata il
14 settembre 2005 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
Il 24 giugno 2005 sono state notificate alla Y.________ S.A. due comminatorie
di fallimento destinate alla X.________ S.A. Quest'ultima ha impugnato le
comminatorie di fallimento l'8 luglio 2005, lamentandosi in sostanza che i
precetti esecutivi fatti spiccare dai creditori Z.________ S.A. e B.________
le siano stati notificati in via edittale.

2.
Con sentenza 14 settembre 2005 la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha
dichiarato tardivo il summenzionato ricorso. L'autorità di vigilanza ha
rilevato che le comminatorie sono state notificate il 24 giugno 2005, mentre
il rimedio è stato inoltrato unicamente l'8 luglio 2005. Ha ritenuto
irrilevante che la Y.________ S.A. abbia trasmesso solo il 28 giugno 2005 le
comminatorie di fallimento all'escussa. Quest'ultima non ha infatti
contestato che gli atti esecutivi a lei destinati possano essere notificati
alla Y.________ S.A. L'autorità di vigilanza ha poi indicato che una notifica
edittale di un precetto esecutivo avvenuta senza che siano realizzate le
condizioni di cui all'art. 66 LEF non è nulla, ma dev'essere contestata entro
il termine ricorsuale di 10 giorni di cui all'art. 17 cpv. 2 LEF. Sempre
secondo la sentenza cantonale, il debitore che viene a conoscenza di un atto
esecutivo successivo a quello che ritiene irregolarmente notificato, può
impugnare entrambi i provvedimenti, rispettando tuttavia il termine di
ricorso che inizia a decorrere dalla notifica del secondo atto esecutivo.

3.
Con ricorso del 30 settembre 2005 la X.________ SA chiede al Tribunale
federale di dichiarare irrita e nulla la pubblicazione sul foglio ufficiale
cantonale del 31 maggio 2005, di riconoscere che essa è unicamente venuta a
conoscenza delle comminatorie di fallimento il 28 giugno 2005 (data in cui la
Y.________ SA le ha spedito tali documenti), di dichiarare nulle le due
procedure esecutive o, in via subordinata di riconoscere il 4 luglio 2005
quale data di ricezione dei precetti esecutivi. La ricorrente sostiene
innanzi tutto che la notifica dei precetti esecutivi non è avvenuta in modo
conforme alla legge, atteso che essi "non sono stati portati in via
K.________ ma in via Q.________" e non sono stati notificati al domicilio del
suo amministratore unico. Essa afferma poi di non avere alcun rapporto con la
Y.________ S.A., società che "non è assolutamente legittimata" a ricevere
atti esecutivi per suo conto, e di non aver autorizzato l'Ufficio di
esecuzione di effettuare notifiche alla predetta società. Lamenta infine che
l'autorità di vigilanza non ha esaminato se i due creditori procedenti
potessero validamente chiedere l'emissione di due precetti esecutivi per il
medesimo credito.

4.
Giusta l'art. 79 cpv. 1 OG, l'atto di ricorso deve indicare le modificazioni
della decisione impugnata che sono proposte, ed esporre in modo conciso le
norme di diritto federale violate da tale decisione e in che consiste la
violazione; non sono ammessi conclusioni, fatti, impugnazioni e mezzi di
prova nuovi, che avrebbero potuto essere proposti nella procedura cantonale.
Giova inoltre ricordare che la motivazione del gravame dev'essere contenuta
nell'atto di ricorso medesimo, e non in rinvii ad altri atti (DTF 106 III 40
consid. 1), e che un ricorso la cui motivazione non soddisfa le esigenze
legali è inammissibile (DTF 119 III 49 consid. 1).
Nella fattispecie i requisiti previsti dalla suddetta norma sono rimasti in
larghissima misura inadempiuti: il ricorso, che non menziona alcuna
violazione del diritto federale, risulta infatti confuso, inconferente e
fondato su fatti nuovi in contraddizione con quanto affermato in sede
cantonale. Con il rimedio cantonale la ricorrente si lamentava infatti di
un'irrita notifica edittale dei precetti esecutivi, mentre nel presente
gravame essa afferma che essi sono stati portati in "via Q.________". Essa
sostiene ora altresì di non aver alcun rapporto con la Y.________ S.A. e che
questa non era abilitata a ricevere atti esecutivi per suo conto, mentre
nell'impugnativa cantonale essa affermava addirittura che la citata società,
che ha ricevuto la comminatoria, avrebbe pure potuto "ritirare il precetto
visto che il desk è sempre occupato". Neppure le richieste ricorsuali sono
chiare o motivate: la ricorrente nemmeno specifica a cosa si riferisse la
pubblicazione sul foglio ufficiale che vorrebbe vedere dichiarata nulla e non
spiega in alcun modo per quale motivo essa avrebbe preso conoscenza dei
precetti esecutivi unicamente il 4 luglio 2005. Si può del resto rilevare che
la ricorrente non nega che con il termine per impugnare le notifiche delle
comminatorie di fallimento inizi pure a decorrere quello per attaccare la
notifica dei precetti esecutivi. Ne segue che il presente ricorso non
contesta in modo conforme ai requisiti legali la tardività del rimedio
cantonale constatata nella sentenza impugnata e si rivela quindi, con
riferimento a tale questione, inammissibile.

5.
Non esaminando se sia possibile spiccare due precetti esecutivi per il
medesimo credito, l'autorità di vigilanza ha implicitamente reputato che un
tale quesito avrebbe dovuto essere sollevato entro il termine ricorsuale,
ritenuto scaduto. La ricorrente pare invece sostenere che qualora un
creditore proceda in tal modo la seconda esecuzione sia nulla. Ora, se
l'esecuzione fosse effettivamente inficiata di nullità, l'autorità di
vigilanza avrebbe dovuto accertare questa circostanza anche nell'ambito di un
ricorso tardivo. Nella fattispecie però i creditori ben potevano far spiccare
un secondo precetto esecutivo: per costante giurisprudenza l'avvio di una
seconda esecuzione per il medesimo credito è unicamente inammissibile se nel
quadro della prima procedura il creditore ha già domandato la continuazione
dell'esecuzione o ha il diritto di farlo (DTF 128 III 383 consid. 1.1 con
rinvio). Che ciò non sia in concreto il caso risulta dallo stesso atto
ricorsuale, in cui l'escussa afferma di aver con successo interposto
opposizione ai precedenti precetti esecutivi.

6.
Da quanto precede discende che il ricorso, nella minima parte in cui risulta
ammissibile, dev'essere respinto, perché manifestamente infondato. Non si
preleva tassa di giustizia (art. 20a cpv. 1 LEF).

Per questi motivi, la Camera pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Comunicazione alla ricorrente, al patrocinatore delle controparti (Z.________
S.A. e B.________, patrocinati dall'avv. Corrado Cavalli,), all'Ufficio di
esecuzione e fallimenti di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 21 ottobre 2005

In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
del Tribunale federale svizzero

La presidente:  Il cancelliere: