Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2A.41/2007
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Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
2A.41/2007 /biz

Sentenza del 27 agosto 2007
II Corte di diritto pubblico

Composizione
Giudici federali Merkli, presidente,
Karlen, Ramelli, giudice supplente,
cancelliera Ieronimo Perroud.

Parti
A.A.________ e B.A.________,
ricorrenti, patrocinati dall'avv. Fabio Soldati,

contro

Commissione di ricorso del Cantone Ticino per l'applicazione della LAFE, 6501
Bellinzona,
Autorità di I.a istanza del Distretto di Leventina
per l'applicazione della LAFE, 6760 Faido.

Oggetto
Acquisto di fondi da parte di persone all'estero,

ricorso di diritto amministrativo contro la decisione
emessa il 4 dicembre 2006 dalla Commissione di
ricorso del Cantone Ticino per l'applicazione della LAFE.

Fatti:

A.
L'8 gennaio 1965 la Commissione di I.a istanza del Distretto di Leventina per
l'applicazione del Decreto federale del 23 marzo 1961 concernente
l'autorizzazione per l'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (ora:
Autorità di I.a istanza del Distretto di Leventina per l'applicazione della
legge federale 16 dicembre 1983 sull'acquisto di fondi da parte di persone
all'estero [LAFE]) ha autorizzato i cittadini italiani B.A.________ e
A.A.________ ad acquistare i fondi ccc, ddd ed eee del Comune di Bedretto,
aventi una superficie complessiva di 3'465 m2. Essa ha inoltre imposto loro
l'obbligo di costruire una casa di vacanza entro due anni e il divieto di
vendere o locare fino al 31 dicembre 1972. Il trapasso è stato iscritto nel
registro fondiario il 6 luglio 1965. La casa non è mai stata costruita.
Nel giugno 1974, nell'ambito della procedura di raggruppamento terreni (RT) del
Comune di Bedretto, sono state assegnate ai coniugi A.________ le particelle
fff, ggg e hhh, per una superficie totale di 24'991 m2. Con l'impianto del
registro fondiario definitivo questi mappali hanno ricevuto i n. iii, jjj e
kkk.

B.
In considerazione della mancata edificazione della casa di vacanza,
dell'assenza di un'autorizzazione per la maggior superficie acquisita nel 1974
e del fatto che il piano regolatore del Comune di Bedretto, in fase di
approvazione, stava per rendere edificabile l'intera proprietà, l'Autorità di
I.a istanza del Distretto di Leventina per l'applicazione della LAFE ha
avviato, il 6 ottobre 2005, una procedura di accertamento. Contemporaneamente
ha ordinato il blocco cautelativo delle particelle n. iii, jjj e kkk.
La procedura è sfociata nella decisione del 19 gennaio 2006 con cui la citata
autorità ha diffidato B.A.________ e A.A.________ ad edificare sul fondo kkk
una casa di vacanza della superficie massima di 200 m2 entro tre mesi
dall'entrata in vigore del piano regolatore, con la comminatoria della revoca
dell'autorizzazione iniziale e della rimozione dello stato illecito per
l'intera proprietà di 24'991 m2 (cifra 1 del dispositivo). Ha poi predisposto
la revoca del blocco cautelativo alla crescita in giudicato della propria
decisione (cifra 2) nonché imposto diversi oneri e condizioni riguardanti le
modalità concrete della costruzione e la destinazione della casa di vacanza
(cifra 3).

C.
Adita tempestivamente dai coniugi A.________, la Commissione di ricorso del
Cantone Ticino per l'applicazione della LAFE si è pronunciata il 6 dicembre
2006 e ha riformato nel modo seguente le cifre 1 e 3 del dispositivo del
giudizio di primo grado:
"1. I signori A.A.________ e B.A.________, sono diffidati a voler frazionare
per una superficie di mq 3465 la part. kkk di Bedretto, entro il termine di 3
mesi dall'entrata in vigore del piano regolatore e a edificare sul fondo
frazionato entro due anni dall'iscrizione a registro fondiario del
frazionamento un'abitazione di vacanza con una superficie massima abitabile di
200mq, con le seguenti comminatorie:
a) la revoca dell'autorizzazione iniziale giusta l'art. 25 cpv.1 LAFE;
b) la rimozione dello stato illecito per la particella frazionata di cui sopra
giusta l'art. 26 cpv. 2 lett. b e 27 cpv. 2 e 4 lett. a LAFE.
3. Sono imposti i seguenti oneri, da menzionare d'ufficio a registro fondiario,
e condizioni:
a) obbligo di procedere, entro 3 mesi dall'entrata in vigore del piano
regolatore, al frazionamento del mappale kkk di Bedretto di una superficie di
mq 3465 su cui è imposto l'onere di edificazione della casa di vacanza, con la
comminatoria della revoca dell'autorizzazione per tutta la part. kkk in caso di
inadempienza, con l'obbligo di inviare all'Autorità di I.a istanza copia
dell'iscrizione del frazionamento a registro fondiario, debitamente timbrata;
b) obbligo di presentare, entro 3 mesi dall'iscrizione a registro fondiario del
frazionamento di cui sopra, la domanda di costruzione dell'abitazione di
vacanza, con copia all'autorità di I.a istanza, con la comminatoria della
revoca dell'autorizzazione sulla particella frazionata in caso di inadempienza;
c) obbligo d'iniziare la costruzione dell'abitazione di vacanza, entro 3 mesi
dal rilascio dell'autorizzazione a costruire e di portarla a termine entro due
anni. Il tutto da comprovare tramite la produzione del permesso di abitabilità;
d) divieto di alienazione per 5 anni a contare dal rilascio del permesso di
abitabilità;
e) divieto di alienazione della superficie residua di mq 2685 della part. kkk
fino all'iscrizione a registro fondiario del frazionamento;
f) divieto permanente di affittare con contratti di locazione di lunga durata
per l'abitazione di vacanza (locazione massima consentita: 10 mesi all'anno);

g) obbligo di occupazione annuale dell'abitazione di vacanza per almeno 2
settimane."

D.
Il 16 gennaio 2007 B.A.________ e A.A.________ hanno presentato dinanzi al
Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, da trattare eventualmente
quale ricorso di diritto amministrativo, con cui chiedono che la decisione
cantonale sia annullata e che venga revocato il blocco cautelativo della loro
proprietà. Adducono in sostanza la violazione degli art. 7 e 27 cpv. 4 lett. b
LAFE nonché degli art. 9 (buona fede) e 27 (garanzia della proprietà) Cost.
Chiamati ad esprimersi, la Commissione cantonale di ricorso per l'applicazione
della LAFE e l'Ufficio federale di giustizia propongono la reiezione del
gravame, mentre l'Autorità di I.a istanza del Distretto di Leventina ha
rinunciato a formulare osservazioni.

E.
Con decreto presidenziale del 16 febbraio 2007 è stato concesso l'effetto
sospensivo al ricorso.

Diritto:

1.
1.1 La decisione impugnata è stata emanata prima dell'entrata in vigore, il 1°
gennaio 2007, della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS
173.100; cfr. RU 2006 1069); conformemente alla regola speciale enunciata
dall'art. 132 cpv. 1 LTF, alla presente vertenza si applica ancora la legge
federale sull'organizzazione giudiziaria, del 16 dicembre 1943 (OG; RU 1969 784
segg.; cfr. anche l'art. 131 cpv. 1 LTF).

1.2 Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame
sull'ammissibilità del rimedio sottopostogli (DTF 132 III 291 consid. 1 e
richiami).

2.
2.1 I ricorrenti hanno intitolato il loro gravame "ricorso di diritto
pubblico", subordinatamente "ricorso di diritto amministrativo" e lo fondano
sull'art. 82 lett. a LTF. Come appena esposto, questa legge non è applicabile e
l'ammissibilità dell'impugnativa va quindi valutata secondo l'abrogata legge
federale sull'organizzazione giudiziaria (cfr. consid. 1.1). Visto il carattere
sussidiario del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), occorre
esaminare previamente se sia data la via del ricorso di diritto amministrativo.

2.2 L'atto impugnato è una decisione di ultima istanza cantonale (cfr. art. 18
e 19 della legge cantonale di applicazione alla legge federale sull'acquisto di
fondi da parte di persone all'estero, del 21 marzo 1988, e art. 15 cpv. 1 lett.
c LAFE; RS 211.412.41), fondata sul diritto pubblico federale, la quale può
quindi essere contestata con un ricorso di diritto amministrativo in virtù dei
combinati art. 97 e segg. OG e 21 LAFE. Non essendo in concreto dati motivi di
esclusione di cui agli art. 99 a 102 OG, ne discende che il ricorso di diritto
amministrativo, presentato in tempo utile da persone legittimate a ricorrere
(art. 103 lett. a OG in relazione con gli art. 20 cpv. 2 lett. a e 21 cpv. 2
LAFE), è, di principio, ammissibile.

2.3 Con questo rimedio può essere fatta valere la violazione del diritto
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104
lett. a OG). Il Tribunale federale esamina comunque d'ufficio l'applicazione di
tale diritto (art. 114 cpv. 1 OG), senza essere vincolato dai considerandi
della decisione impugnata o dai motivi invocati dalle parti. Considerato che
nella fattispecie la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria
indipendente dall'amministrazione, l'accertamento dei fatti da essa operato
vincola il Tribunale federale, salvo che questi risultino manifestamente
inesatti o incompleti oppure siano stati appurati violando norme essenziali di
procedura (art. 105 cpv. 2 OG).

3.
3.1 La Commissione cantonale di ricorso per l'applicazione della LAFE ha
iniziato col porre in dubbio la regolarità dell'acquisto dei "fondi aggiuntivi"
effettuato nell'ambito del raggruppamento terreni senza far capo alla procedura
di autorizzazione per le persone all'estero, pur rilevando la divergenza di
pareri espressi all'epoca dalle autorità cantonali e federali quanto alla
necessità di seguirla. Essa ha poi confermato la validità dell'onere relativo
alla costruzione della casa di vacanza, nonostante i cambiamenti legislativi
intervenuti da quando era stato imposto, nonché ha precisato che esso gravava
sulla superficie di 3'465 m2 dell'attuale fondo kkk, l'unico che, in base al
piano regolatore in fase di approvazione, molto verosimilmente sarebbe
diventato edificabile. Infine la citata autorità ha precisato che conformemente
all'art. 25 LAFE, applicabile anche alle autorizzazioni rilasciate sotto il
diritto previgente, e alle regole generali del diritto amministrativo, il
procedimento di revoca non si prescriveva, per cui rimaneva possibile esigere
il rispetto dell'onere, malgrado fossero trascorsi quarant'anni. Al riguardo ha
comunque spiegato che la relativa comminatoria (rimozione dello stato illecito)
poteva riferirsi solo al fondo gravato dall'onere, non a tutta la proprietà dei
ricorrenti, come erroneamente giudicato dall'autorità di prima istanza, motivo
per cui veniva imposto l'obbligo di frazionare il fondo kkk.

3.2 Da parte loro i ricorrenti definiscono "semplici illazioni che non
dovrebbero trovare spazio in una decisione giudiziaria" le perplessità della
Commissione cantonale di ricorso concernenti la procedura di raggruppamento
terreni la quale, a loro avviso, è stata regolare, tant'è che ha ricevuto
l'avallo delle autorità ticinesi, ha comportato un'acquisizione originaria e,
nella misura in cui ha riguardato terreni divenuti inedificabili, ha fatto
decadere definitivamente l'onere di costruire una casa di vacanza. Onere che,
secondo loro, sarebbe del resto difficilmente compatibile con le norme
pianificatorie del Comune di Bedretto, di prossima approvazione. Essi affermano
poi che l'art. 27 cpv. 4 lett. b LAFE impedirebbe di promuovere l'azione di
ripristino una volta trascorsi dieci anni. La decisione contestata violerebbe
quindi il principio della certezza del diritto e la garanzia della proprietà,
protetti rispettivamente dagli art. 9 e 26 Cost.

4.
L'autorizzazione dell'allora Commissione di I.a istanza del Distretto di
Leventina è stata rilasciata l'8 gennaio 1965, quando vigeva il Decreto
federale concernente l'autorizzazione per l'acquisto di fondi da parte di
persone all'estero, del 23 marzo 1961 (in seguito DAFE oppure cosiddetta Lex
von Moos; RU 1961 213). L'art. 6 cpv. 4 DAFE - come peraltro l'art. 14 cpv. 1
LAFE - permetteva di subordinare le autorizzazioni a condizioni o oneri.

4.1 Occorre in primo luogo appurare se l'obbligo imposto ai ricorrenti di
costruire una casa di vacanza entro due anni fosse una condizione oppure un
onere, la relativa risposta non essendo priva di conseguenze. L'inesecuzione di
un onere infatti non influisce direttamente sulla decisione che lo impone, la
quale continua a produrre effetti fintanto che non è revocata. Le conseguenze
di una condizione risolutiva sono invece molto più gravose: in effetti, qualora
essa si verifichi, la decisione in questione diviene automaticamente
inefficace, caduca (DTF 129 II 361 consid. 4.2 e 4.3 con numerosi rinvii). Nel
caso concreto, essendo stato accertato in modo vincolante - e peraltro non
contestato dai ricorrenti - che la casa di vacanza non è stata costruita entro
il termine stabilito, ciò significherebbe che l'autorizzazione concessa l'8
gennaio 1965 sarebbe già decaduta.
In una sentenza dell'8 marzo 2002 il Tribunale federale, giudicando in
applicazione dell'art. 14 cpv. 1 LAFE, ha stabilito che l'obbligo di costruire
una casa di vacanza con una superficie limitata a 100m2 non rappresentava
soltanto un onere, ma costituiva una delle condizioni iniziali che andavano
adempiute per il rilascio dell'autorizzazione (causa 2A.435/2001, parzialmente
pubblicata in RNRF 86/2005 pag. 193, consid. 2.5). La questione è stata
esaminata in maniera più dettagliata nonché precisata nella DTF 129 II 361 e
segg., richiamata dalla Commissione cantonale di ricorso, la quale si riferiva
peraltro ad una vicenda iniziata anch'essa quando era in vigore la Lex von
Moos. Dopo aver analizzato la natura sia della condizione sia dell'onere questa
Corte è giunta alla conclusione che l'uso piuttosto raro della condizione nella
pratica e gli effetti gravosi che essa comportava imponevano di ammetterla
soltanto se l'autorizzazione che l'istituiva era chiara (DTF 129 II 361 consid.
4.2 a 4.4. e 4.6). Ciò che non è manifestamente il caso nella vertenza in esame
ove l'autorità di prime cure ha semplicemente ritenuto dimostrato un interesse
legittimo per l'acquisizione di una residenza di vacanza e, nel dispositivo, ha
accordato l'autorizzazione con "l'obbligo di costruire la casa entro due anni e
con divieto di vendere o locare fino al 31 dic. 1972". Alla luce della
giurisprudenza citata, una simile formulazione esclude la condizione e fa
concludere per l'esistenza di un onere.

4.2 Giusta l'art. 21 cpv. 2 dell'ordinanza del 1° ottobre 1984 sull'acquisto di
fondi da parte di persone all'estero (OAFE; RS 211.412.411), gli oneri
derivanti da autorizzazioni rilasciate in applicazione della Lex von Moos
rimangono in vigore nonostante l'entrata in vigore della LAFE. Anche a questo
proposito la Commissione cantonale di ricorso si è a giusto titolo riferita
alla DTF 129 II 361. In tale sentenza questa Corte ha ricordato innanzitutto
che la validità, il contenuto e la revoca di simili oneri sono retti dalla LAFE
(DTF citata, consid. 2.2). Essa ha poi confermato che la mancata menzione di un
onere nel registro fondiario - prevista sia dalla LAFE sia dal diritto
previgente - non ne pregiudica la validità, siccome la stessa ha unicamente un
effetto dichiarativo (DTF citata, consid. 4.6 in fine), come peraltro anche i
ricorrenti sembrano esserne consapevoli. Infine il Tribunale federale ha
spiegato che la revoca dell'autorizzazione per inadempimento di un onere, e
quindi la diffida che deve precedere tale sanzione (cfr. art. 25 cpv. 1 LAFE),
non sono soggette a prescrizione (DTF citata, consid. 8). In altre parole,
l'imprescrittibilità del procedimento di revoca amministrativa non va confusa
con la prescrizione dell'azione di ripristino secondo l'art. 27 cpv. 4 lett. b
LAFE, a cui si appellano i ricorrenti, e di cui peraltro il giudice
amministrativo non si occupa, dato che quest'aspetto è di competenza del
giudice civile chiamato a decidere l'azione di ripristino (DTF citata, consid.
8).
Occorre poi ricordare che la revoca di un'autorizzazione per inadempimento di
un onere, oggi imposta dall'art. 25 cpv. 1 LAFE, era già prevista dall'art. 8
cpv. 3 del decreto federale del 21 marzo 1973 concernente l'autorizzazione per
l'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (cosiddetta Lex Furgler; RU
1974 83). Una disposizione espressa mancava invece nella Lex von Moos, ma la
facoltà d'imporre oneri concessa dall'art. 6 cpv. 4 implicava il potere di
revocare l'autorizzazione in caso d'inesecuzione (cfr. André Grisel, Traité de
droit administratif, vol. I, pag. 432). Comunque sia, come già spiegato da
questa Corte, la revoca è disciplinata dalla LAFE anche se l'autorizzazione è
stata rilasciata sotto l'imperio del diritto previgente (sentenza del 25 marzo
1994 2A.88/1993, parzialmente pubblicata in: RDAT 1994 II n. 79 pag. 152
consid. 2).

4.3 Come accennato in precedenza, i ricorrenti ammettono di non avere costruito
la casa di vacanza, ma soggiungono di non essere in grado oggi di "capire" il
motivo dell'omissione e ipotizzano che i terreni fossero divenuti inedificabili
"a seguito dei decreti federali". L'argomento è specioso: infatti, chi meglio
dei ricorrenti, proprietari dei fondi quando è stata rilasciata
l'autorizzazione e che lo sono tuttora, può spiegare quanto successo? Essi non
chiedono del resto la revoca dell'onere per motivi imperiosi ai sensi dell'art.
14 cpv. 4 LAFE né invocano motivi di tale natura (cfr. DTF 129 II 361 consid.
6.2). Al contrario essi medesimi alludono al fatto che le normative federali -
le quali a loro dire avrebbero reso i fondi inedificabili - sono entrate in
vigore negli anni 1971/1972, senza spiegare che cosa è accaduto nei cinque anni
precedenti.

4.4 Visto quanto precede l'onere in questione rimane di principio valido,
nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, e la decisione impugnata, la
quale diffida i ricorrenti a rispettarlo, è conforme al diritto federale.

5.
La censura centrale del gravame, imperniata sull'acquisizione originaria
attuatasi con la procedura di raggruppamento terreni, è infondata.

5.1 Come emerge dagli atti di causa, i ricorrenti possedevano originariamente
le particelle ccc, lll e ddd acquistate nel 1965, di una superficie totale di
3'465 m2. Nella procedura di raggruppamento terreni i tre mappali sono stati
riuniti nella particella fff. Con il nuovo riparto i ricorrenti hanno però
ricevuto, su ricorso, anche le particelle ggg e hhh, per una superficie
complessiva di 24'991 m2. Lo squilibrio tra il terreno posseduto prima e dopo
il raggruppamento è palese. Invano i ricorrenti tentano di giustificarlo
asserendo che il conguaglio in denaro fu di soli fr. 108.40. In effetti, come
accertato nel giudizio impugnato, prima del raggruppamento dei terreni, essi
avevano voluto acquistare le particelle ggg e hhh e, a tal fine, avevano pagato
in anticipo diverse migliaia di franchi ai proprietari precedenti; non era
tuttavia stato possibile iscrivere il trapasso di proprietà nel registro
fondiario poiché mancava l'autorizzazione per le persone all'estero. Detta
circostanza - ammessa nella sostanza anche davanti a questa Corte - è assai
singolare. L'impressione - perché è difficile ricostruire con precisione quanto
accaduto durante la citata procedura di raggruppamento terreni - è che si
rimediò attraverso la menzionata procedura di raggruppamento all'impossibilità
di attuare l'acquisto per negozio civile. I dubbi della Commissione cantonale
di ricorso sulla regolarità di una simile operazione sono di conseguenza più
che fondati.

5.2 È vero che, come sostenuto dai ricorrenti, il nuovo riparto dei fondi
consecutivo alla procedura di raggruppamento terreni ha comportato
un'acquisizione originaria della proprietà (Paul-Henri Steinauer, Les droits
réels, Berna 2002, 3a ed., vol. II, n. 1585; Hermann Laim, Commentario
basilese, 3a ed., vol. II, n. 43 all'art. 656 CC). Ciò significa, tra l'altro,
che i proprietari perdono le proprietà dei fondi primitivi per acquisirne una
nuova (Adelio Scolari, Diritto amministrativo, Parte speciale, Bellinzona 1993,
n. 778), ma non porta al decadimento dell'onere litigioso.
I rapporti con la procedura di autorizzazione per persone all'estero sono
retti, attualmente, dall'art. 7 lett. e LAFE, il quale esenta le acquisizioni
di fondi a titolo d'indennità in natura attuate nell'ambito di un
raggruppamento di terreni. Il messaggio del 16 settembre 1981 concernente la
LAFE spiega al riguardo che la disposizione è stata ripresa dall'ordinanza del
21 dicembre 1973 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, il cui
art. 12a cpv. 3 lett. b, introdotto con una modifica dell'11 febbraio 1976,
esentava dall'obbligo dell'autorizzazione lo scambio di fondi in caso di
raggruppamento di terreni o di ricomposizione particellare (FF 1981 562; RU
1976 607). In precedenza, anche se non esistevano disposti analoghi, una
circolare del 14 marzo 1974 dell'Ufficio federale del registro fondiario
stabiliva nondimeno che l'acquisizione nell'ambito di un raggruppamento di
terreni era equiparata all'acquisto di fondi (ZBGR 55/1974 pag. 116 n. 1.2).

5.3 Dagli atti della procedura di raggruppamento dei terreni del Comune di
Bedretto, evocati in parte nella decisione impugnata, emerge una contraddizione
tra la decisione dell'autorità ricorsuale di prima istanza, secondo cui la
normativa sulla vendita di fondi a persone all'estero non era applicabile, a
condizione tuttavia che non si fossero verificati abusi e che le nuove
assegnazioni equivalessero pressappoco alle interessenze originarie, e il
parere cantonale espresso per iscritto il 15 maggio 1974 dalla Sezione
cantonale delle bonifiche fondiarie e del catasto all'attenzione del Presidente
di detta autorità. Ciò non è tuttavia di rilievo in quanto, contrariamente
all'opinione dei ricorrenti, le restrizioni inerenti all'acquisto da parte di
persone all'estero, segnatamente gli oneri, non decadono con il nuovo riparto
dei fondi, nemmeno laddove vigesse un regime di esenzione.
La ragione della dispensa dall'autorizzazione sta nella natura del
raggruppamento dei terreni. Dal momento che, come esposto, esso assegna fondi
equivalenti in sostituzione di quelli originari, per i quali l'autorizzazione o
era già stata rilasciata o non era stata necessaria, non si giustifica di
assoggettare i proprietari all'estero a una nuova procedura autorizzativa. A
condizione, evidentemente, che i possedimenti del vecchio e del nuovo riparto
siano equivalenti (il concetto era enunciato in modo esplicito all'art. 12a
cpv. 3 lett. b dell'ordinanza del 21 dicembre 1973 sull'acquisto di fondi da
parte di persone all'estero, nella versione dell'11 febbraio 1976; RU 1976
607). Il corollario inevitabile di questa esenzione è però il mantenimento dei
vincoli anteriori: il raggruppamento terreni non può vanificare gli scopi
perseguiti dalle disposizioni sull'acquisto di fondi da parte di persone
all'estero e fare sì che il cittadino straniero al beneficio di
un'autorizzazione di acquisto gravata da un onere si ritrovi, con il nuovo
riparto consecutivo al raggruppamento, proprietario di un fondo sostanzialmente
uguale, ma libero da ogni vincolo.

5.4 Gli effetti delle decisioni emanate dalle autorità preposte
all'applicazione della LAFE o, in precedenza, della Lex von Moos prescindono
pertanto dal cambiamento dell'assetto fondiario dovuto al raggruppamento
terreni. Anche da questo profilo la decisione querelata, che ha confermato la
validità dell'onere impartito l'8 gennaio 1965, rispetta quindi il diritto
federale.

6.
Per quanto concerne le modalità definite dalla Commissione cantonale di ricorso
per adeguare l'onere alla situazione fondiaria attuale, va osservato quanto
segue.

6.1 È palese che il raggruppamento dei terreni nel Comune di Bedretto non ha
comportato, per i ricorrenti, solo una compensazione di fondi in natura: la
loro proprietà è passata, dietro pagamento, da 3'465 a 24'991 m2 (cfr. consid.
5.1). Orbene, come appena illustrato, l'autorizzazione rilasciata l'8 gennaio
1965 e l'esenzione di cui hanno beneficiato i ricorrenti, a torto o a ragione,
nella procedura di raggruppamento dei terreni non potevano riferirsi che alla
superficie assegnata loro in sostituzione di quella posseduta prima, cioè dei
vecchi mappali ccc, ddd ed eee, di complessivi 3'465 m2. Gli atti di causa non
permettono di stabilire una corrispondenza precisa tra queste particelle e
quelle acquisite dai ricorrenti con il nuovo riparto (fff, ggg e hhh),
rispettivamente quelle risultanti dall'impianto del registro fondiario
definitivo (iii, jjj e kkk). Nemmeno la decisione impugnata contiene
accertamenti a questo proposito. Essa appura nondimeno che, delle tre
particelle, attualmente tutte inedificabili, l'unica che il piano regolatore
allo studio potrebbe rendere costruibile è la kkk, di una superficie di 6'150
m2. La Commissione cantonale di ricorso ha pertanto fatto un uso corretto del
proprio potere di apprezzamento, ponendo l'onere di costruire la casa di
vacanza su questo fondo, limitatamente alla superficie di 3'465 m2 per la quale
era stata rilasciata l'autorizzazione d'acquisto.
Al riguardo va poi precisato che la censura secondo cui tale soluzione potrebbe
essere incompatibile con le norme di attuazione del futuro piano regolatore si
appalesa infondata. Come rileva a giusto titolo la Commissione cantonale di
ricorso, se tale ipotesi dovesse verificarsi, i proprietari potrebbero allora
chiedere una modifica degli oneri in virtù dell'art. 14 cpv. 4 LAFE combinato
con l'art. 11 cpv. 4 OAFE.

6.2 Per il resto i ricorrenti non criticano i singoli oneri (e condizioni) loro
imposti alla cifra 3 del dispositivo del giudizio querelato; non occorre
pertanto esaminarli ulteriormente.

6.3 Infine, va osservato che il divieto della reformatio in peius sancito
dall'art. 114 cpv. 1 OG impedisce a questa Corte di esaminare in maniera più
approfondita le conseguenze derivanti sia dall'acquisizione di terreno anomala
avvenuta nell'ambito della procedura di raggruppamento terreni, senza far capo
alla procedura di autorizzazione per persone all'estero, sia
dall'inedificabilità sopraggiunta una volta trascorso il tempo concesso
inizialmente per costruire la casa di vacanza, ossia per attuare lo scopo per
il quale l'autorizzazione era stata rilasciata.

7.
I ricorrenti chiedono poi che sia annullato il blocco cautelativo delle
particelle iii, jjj e kkk ordinato il 6 ottobre 2005. Sennonché, oltre a non
essere affatto motivata, tale richiesta è priva d'oggetto, poiché la cifra 2
del dispositivo della decisione di prima istanza - non modificato dalla
Commissione cantonale di ricorso - prevede che detto blocco decadrà comunque
con la crescita in giudicato del giudizio di merito.

8.
Visto quanto precede il gravame, trattato quale ricorso di diritto
amministrativo, va pertanto respinto. Le spese seguono la soccombenza, con
vincolo di solidarietà (art. 156 cpv. 1 e 7, 153 e 153a OG). Non si concedono
ripetibili ad autorità vincenti (art. 159 cpv. 2 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il gravame, trattato come ricorso di diritto amministrativo, è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 3'000.-- è posta a carico dei ricorrenti, con
responsabilità solidale.

3.
Comunicazione al patrocinatore dei ricorrenti, all'Autorità di I.a istanza del
Distretto di Leventina e alla Commissione di ricorso del Cantone Ticino per
l'applicazione della LAFE nonché all'Ufficio federale di giustizia.
Losanna, 27 agosto 2007
In nome della II Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero
Il presidente: La cancelliera:

Merkli Ieronimo Perroud