Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 4C.42/2007
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4C.42/2007 /viz

Sentenza del 28 agosto 2007
I Corte di diritto civile

Giudici federali Corboz, presidente,
Klett, Rottenberg Liatowitsch,
cancelliera Gianinazzi.

A. ________,
attore e ricorrente,
patrocinato dall'avv. Curzio Fontana,

contro

X.________ SA,
convenuta e opponente,
patrocinata dall'avv. Mario Postizzi.

contratto di deposito,

ricorso per riforma [OG] contro la sentenza emanata il 22 dicembre 2006 dalla
II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A. ________ è titolare di due relazioni bancarie presso X.________ SA.

A.a L'origine dell'attuale vertenza risale al marzo 2000.
Il 2 marzo 2000 il conto nominativo zzz presentava un saldo di fr. 92'997.85,
mentre il conto cifrato kkk, presentava un saldo di fr. 150'000.--.
Tra il 7 e l'8 marzo 2000 le somme presenti su questi due conti sono state
investite dalla banca in tre fondi di investimento, che negli anni successivi
hanno subito un'importante diminuzione di valore.

A.b Asserendo di non aver mai autorizzato l'istituto bancario ad effettuare
queste operazioni, il 7 agosto 2003 A.________ ha domandato a X.________ SA
il rimborso della perdita complessiva di fr. 153'640.10.

B.
Preso atto del rifiuto opposto dalla banca a tale richiesta, il 20 novembre
2003 A.________ l'ha convenuta dinanzi alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, postulandone la condanna al versamento "[de]gli importi necessari
affinché sul conto nominativo zzz venga ristabilito l'importo di
fr. 92'997.85 mentre sul conto cifrato kkk l'importo di fr. 150'000.--, oltre
interessi al 5% dal 2 marzo 2000."
La petizione è stata respinta il 25 novembre 2005. In sintesi, il Pretore ha
accertato che gli investimenti contestati figuravano sulla documentazione
bancaria regolarmente ricevuta da A.________, il quale - perfettamente in
grado di comprenderne la portata - per oltre tre anni non ha formulato
nessuna obiezione al riguardo. Non potendosi interpretare questo silenzio
altrimenti che come accettazione, il giudice ha respinto la pretesa di
A.________.

C.
La pronunzia pretorile è stata tempestivamente impugnata dinanzi alla II
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.
Come già dinanzi al Pretore, anche in sede d'appello A.________ ha espresso
la volontà di veder "ristabiliti" gli importi di fr. 92'997.85 sul conto
nominativo zzz e di fr. 150'000.-- sul conto cifrato kkk, precisando che il
ripristino dei predetti importi avrebbe dovuto avvenire in termini di
liquidità, mediante la vendita degli investimenti effettuati. Ha quindi
concluso affermando che sarebbe stato compito del Tribunale d'appello
"accertare, di ufficio, al momento del giudizio, il quantum". I giudici della
massima istanza ticinese hanno ritenuto questa domanda incompatibile con
l'esigenza di precisione posta dall'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI. Con
sentenza del 22 dicembre 2006 hanno pertanto dichiarato l'appello nullo in
applicazione dell'art. 309 cpv. 5 CPC/TI.
A prescindere dalla sua irricevibilità, hanno aggiunto i magistrati,
l'appello avrebbe in ogni caso dovuto essere respinto anche nel merito visto
che "l'attore non ha assolutamente provato qual era il danno da lui subito al
momento della sentenza, il 25 novembre 2005, rispettivamente del dibattimento
finale, il 4 marzo 2005, agli atti essendo stato versato dalla convenuta solo
il conteggio al 21 febbraio 2005".

D.
Contro questa sentenza A.________ è insorto dinanzi al Tribunale federale, il
30 gennaio 2007, con un "ricorso per riforma e ricorso sussidiario di diritto
pubblico", volto a ottenere - sia in via principale che in via sussidiaria -
il rinvio della causa all'autorità cantonale per nuovo giudizio, stante la
ricevibilità dell'appello.
In ingresso al suo (unico) allegato egli ha distinto le censure sollevate nel
quadro dei due rimedi: con il ricorso per riforma viene fatta valere la
violazione degli art. 472, 474, 475 e 481 CO, subordinatamente la violazione
dell'art. 398 combinato con l'art. 321 CO, rispettivamente dell'art. 400 cpv.
1 e 2; il ricorso di diritto pubblico, sussidiario, si fonda invece su una
violazione arbitraria degli art. 9, 29 cpv. 1 e 49 cpv. 1 Cost., con
riferimento all'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI, combinato con gli art. 165
cpv. 1 lett. g e 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI.
Nella risposta del 5 aprile 2007 X.________ SA propone l'integrale reiezione
del ricorso per riforma.

Diritto:

1.
Il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la Legge sul Tribunale federale (LTF,
RS 173.110; RU 2006 1205, 1241). Poiché la decisione in concreto impugnata è
stata pronunciata prima di questa data, la procedura ricorsuale in rassegna
resta tuttavia disciplinata dall'OG (art. 132 cpv. 1 LTF).

2.
Come preannunciato, l'attore ha inoltrato un "ricorso per riforma e ricorso
sussidiario di diritto pubblico".

2.1 A suo modo di vedere, qualora dovesse accogliere il ricorso per riforma,
il Tribunale federale non dovrà entrare nel merito di quello sussidiario di
diritto pubblico. Inoltre, nel caso di ammissibilità del ricorso per riforma,
le censure sollevate nel ricorso di diritto pubblico andranno considerate in
quello per riforma.

2.2 Pur senza dichiararlo esplicitamente, l'attore ha chiesto al Tribunale
federale di derogare alla regola posta dall'art. 57 cpv. 5 OG, secondo la
quale un ricorso di diritto pubblico viene trattato, in linea di principio,
prima del parallelo ricorso per riforma (sul senso e lo scopo di questa
regola cfr. DTF 117 II 630 consid. 1a).
Egli non ha tuttavia fornito alcuna motivazione a sostegno di tale richiesta,
in particolare non ha addotto nessuna delle circostanze eccezionali ammesse
dalla giurisprudenza per derogare a tale principio (cfr. DTF 123 III 213
consid. 1; 122 I 81 consid. 1; 117 II 630 consid. 1; Jean-François Poudret,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna
1990, n. 5 ad art. 57 OG).

2.3 Non essendo ravvisabile alcun motivo per procedere in tal senso, il
ricorso di diritto pubblico è stato trattato prioritariamente, come d'uso.
Poiché, in data odierna, il parallelo rimedio è stato respinto nella misura
in cui era ammissibile, nulla osta all'esame del ricorso per riforma.

3.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame
sull'ammissibilità del rimedio esperito (DTF 132 III 291 consid. 1).

3.1 Interposto in tempo utile (art. 54 cpv. 1 OG) contro una decisione finale
emanata dal tribunale supremo del Cantone Ticino (art. 48 cpv. 1 OG; sulla
natura finale della decisione impugnata cfr. DTF 116 II 215 consid. 2b) in
una causa civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso davanti
all'ultima istanza cantonale era superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG), il
ricorso per riforma risulta, sotto questo profilo, ricevibile.

3.2 Giusta l'art. 55 cpv. 1 lett. b OG l'atto di ricorso deve contenere
l'indicazione esatta dei punti impugnati della decisione e delle modifiche
proposte. Le conclusioni intese ad ottenere il rinvio della causa
all'autorità cantonale per nuovo giudizio vengono pertanto di regola
dichiarate inammissibili poiché non sufficientemente specificate. Fanno
eccezione, secondo la giurisprudenza, i casi in cui qualora dovesse aderire
alle argomentazioni ricorsuali il Tribunale federale non potrebbe emanare un
giudizio di merito bensì dovrebbe ritornare l'incarto all'autorità precedente
per completazione degli atti (DTF 132 III 186 consid. 1.2 con rinvii).
In concreto l'autorità cantonale non si è chinata sul merito della
controversia, la decisione di respingere l'appello essendo fondata su una
questione di ordine procedurale. La domanda formulata dall'attore
nell'impugnativa, volta al rinvio della causa all'autorità ticinese, risulta
pertanto ammissibile: quand'anche dovesse accogliere il ricorso per riforma,
il Tribunale federale non potrebbe infatti pronunciarsi sulla pretesa
dell'attore.

4.
La sentenza impugnata poggia su di una doppia motivazione.

4.1 Nella motivazione principale l'alta Corte ticinese ha rimproverato al
ricorrente la violazione dell'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI per non aver
provveduto a cifrare la propria domanda, non essendo a tal scopo sufficiente
l'aggiunta dell'aggettivo "liquido" al petitum già formulato in prima
istanza. In sede di appello - hanno rilevato i giudici cantonali - il
ricorrente ha infatti chiesto la condanna della banca "a versare ... gli
importi necessari affinché sul conto nominativo zzz venga ristabilito
l'importo liquido di fr. 92'997.85 mentre sul conto cifrato kkk l'importo
liquido di fr. 150'000.--, oltre interessi al 5% dal 2 marzo 2000". Ora, pur
segnalando lo scopo perseguito con la causa - quello di "ristabilire"
determinati importi sui due conti - questa domanda non indica l'importo
esatto rivendicato, non potendo essere intesa in tal senso la richiesta di
"versare... gli importi necessari".
I giudici hanno osservato che tale esigenza avrebbe potuto facilmente essere
soddisfatta, visto che in petizione il pregiudizio a quel momento subito era
stato quantificato in fr. 102'882.85, con la riserva di un successivo
adeguamento. Anche seguendo il ragionamento del ricorrente, per il quale il
momento decisivo per la determinazione del pregiudizio doveva essere quello
della data della sentenza, poi prolata il 25 novembre 2005, rispettivamente
del dibattimento finale, concretamente fissato per il 4 marzo 2005,
l'effettiva quantificazione della somma richiesta - previa indicazione del
pregiudizio effettivamente sofferto - avrebbe potuto e dovuto avvenire, se
non già in occasione del dibattimento finale quanto meno con l'atto di
appello. Non solo ciò non è accaduto, ma, in sede di appello, il ricorrente
ha chiesto alla Camera giudicante - violando così anche l'art. 321 cpv. 1
lett. b CPC/TI - di accertare, d'ufficio, il pregiudizio esistente al momento
della sentenza d'appello. Alla luce di queste considerazioni i giudici
cantonali hanno dichiarato l'appello nullo, in applicazione dell'art. 309
cpv. 5 CPC/TI.
Nella seconda motivazione, abbondanziale, il Tribunale d'appello ha stabilito
che, a prescindere dalla sua irricevibilità, l'impugnativa sarebbe comunque
stata respinta nel merito, non avendo il ricorrente fonrito la prova del
danno da lui subito.

4.2 Per consolidata giurisprudenza, qualora la decisione cantonale si fondi
su due motivazioni independenti, ambedue sufficienti, ciascuna di esse
dev'essere impugnata nella maniera appropriata - se del caso con due rimedi
di diritto differenti - pena l'irricevibilità del gravame (DTF 132 III 555
consid. 3.2 pag. 560).

4.3 Nel caso in rassegna questa esigenza è soddisfatta. Nonostante le carenze
dell'allegato ricorsuale, si può infatti affermare che in esso l'attore nega
di aver disatteso l'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI e assevera di aver fornito
alla Corte cantonale - nella misura del suo possibile - tutti gli elementi
necessari per statuire sulla sua pretesa.

5.
Nella parte del suo allegato dedicata al ricorso per riforma, l'attore
assevera che la sentenza impugnata viola "gli art. 472, 474, 475 e 481 CO in
relazione con l'art. 309 lett. e [recte: cpv. 2 lett. e] CPC, combinato con
l'art. 169 cpv. 1 lett. g [recte: art. 165 cpv. 2 lett. g] CPC, e l'art. 321
cpv. 1 lett. b CPC. Per il principio della forza derogatoria del diritto
federale (art. 49 Cost.) la legislazione cantonale deve essere interpretata
conformemente al diritto federale.
Il ricorrente ha chiesto esattamente che sui suoi conti-deposito venissero
ripristinati gli averi prima che la Banca, senza il suo consenso, se ne
servisse".

5.1 L'impugnativa risulta d'acchito inammissibile in quanto rivolta contro
l'applicazione del diritto processuale cantonale (cfr. art. 55 cpv. 1 lett. c
OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252). Di principio ricevibile è per
contro la censura concernente la violazione del principio della forza
derogatoria del diritto federale, sancito dall'art. 49 Cost. (DTF 116 II 215
consid. 2b; cfr. anche sentenza del 13 novembre 2003 nella causa 4C.195/2003,
pubblicata in: SJ I pag. 262, consid. 2.1)
5.2 L'attore rimprovera in sostanza alla Corte cantonale di non aver tenuto
nella debita considerazione che la sua azione - fondata sulle regole del
deposito (art. 472 segg. CO) - tendeva alla restituzione della cosa
depositata, ovvero al ripristino degli importi di fr. 92'997.85 e di
fr. 150'000.-- sui suoi conti, come espressamente chiesto nel petitum di
causa.
Si tratta di una critica pretestuosa. A prescindere dal fatto che l'appello è
stato respinto per ragioni di ordine procedurale e che la pretesa dell'attore
non è stata esaminata nel merito, vale la pena di rilevare che dinanzi alle
autorità cantonali l'attore non ha fatto prova di cotanta chiarezza. Il
tenore del petitum di appello non corrisponde affatto a quello addotto
dinanzi al Tribunale federale. In sede di appello, giovi ripeterlo, l'attore
ha preteso la condanna della banca "a versare ... gli importi necessari
affinché sul conto nominativo zzz venga ristabilito l'importo liquido di
fr. 92'997.85 mentre sul conto cifrato kkk l'importo liquido di
fr. 150'000.--, oltre interessi al 5% dal 2 marzo 2000". Non solo non ha
indicato l'ammontare della cifra pretesa, ma ha pure chiesto al Tribunale
d'appello di "accertare, di ufficio, al momento del giudizio, il quantum".
In queste circostanze, non vi è nessuno spazio per rimproverare alla Corte
cantonale di non aver attribuito alla domanda dell'attore la giusta portata,
sotto il profilo del diritto federale. Su questo punto il ricorso per riforma
risulta quindi manifestamente infondato.

5.3 Altrettanto infondata si avvera la censura concernente la violazione del
principio della forza derogatoria del diritto federale, sancito dall'art. 49
Cost.
Essa può venir intesa solamente come rivolta contro l'esigenza di indicare in
maniera precisa l'importo preteso nell'atto di appello, in applicazione
dell'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI. Ma ancora in una recente sentenza il
Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'obbligo imposto dal
diritto cantonale di cifrare le conclusioni d'appello non ostacola
l'applicazione del diritto federale (sentenza del 13 novembre 2003 nella
causa 4C.195/2003, pubblicata in: SJ I pag. 262, consid. 2.4).

6.
In conclusione, il ricorso per riforma dev'essere respinto, nella misura in
cui è ammissibile.
Gli oneri processuali e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1
e art. 159 cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso per riforma è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 4'500.-- è posta a carico dell'attore, il quale
rifonderà alla convenuta fr. 5'500.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 28 agosto 2007

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  La cancelliera: