Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Sozialrechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 8C.295/2007
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Tribunale federale
Tribunal federal

8C_295/2007
8C_327/2007
{T 0/2}

Sentenza del 30 maggio 2008
I Corte di diritto sociale

Composizione
Giudici federali Ursprung, Presidente,
Frésard, Buerki Moreni, giudice supplente,
cancelliere Schäuble.

Parti
8C_295/2007
P.________,
ricorrente,

contro

Sezione del lavoro del Cantone Ticino, Ufficio giuridico, Piazza Governo, 6501
Bellinzona,
opponente,

e

8C_327/2007
Sezione del lavoro del Cantone Ticino,
Ufficio giuridico, Piazza Governo, 6501 Bellinzona,
ricorrente,

contro

P.________,
opponente.

Oggetto
Assicurazione contro la disoccupazione,

ricorsi contro il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino
del 21 maggio 2007.

Fatti:

A.
P.________, cittadino italiano domiciliato in Svizzera, si è iscritto
all'assicurazione disoccupazione in data 13 dicembre 2004 alla ricerca di un
impiego a tempo pieno quale operaio di fabbrica, artigiano o autista fattorino.
Il termine quadro per la riscossione delle indennità è stato fatto decorrere
dal 20 dicembre 2004.

Con decisione del 20 luglio 2006 la Sezione del lavoro del Cantone Ticino ha
decretato che per il periodo dal 1° gennaio 2005 al 7 febbraio 2006 avrebbe
applicato le disposizioni relative alla capacità lavorativa temporaneamente
ridotta. Il provvedimento è stato confermato in data 6 settembre 2006 in
seguito all'opposizione presentata dall'assicurato.

B.
Contro la decisione su opposizione P.________ si è aggravato al Tribunale delle
assicurazioni del Cantone Ticino, adducendo che l'inabilità lavorativa
concerneva soltanto i periodi dal 24 marzo 2005 per tre settimane, dal 13 al 19
aprile, dal 7 al 10 luglio (certificato del dottor A.________) e dal 16 luglio
al 19 agosto (certificato del dottor V.________), per un totale di 66 giorni,
compresi i sabati e le domeniche.

Con giudizio del 21 maggio 2007 il Presidente del Tribunale adito, statuente in
qualità di giudice unico, ha parzialmente accolto il gravame ai sensi dei
considerandi, annullato la decisione su opposizione, rinviato gli atti per
ulteriori accertamenti conformemente ai considerandi 2.10 e 2.11 e per la
pronuncia di un nuovo provvedimento che tenesse conto del fatto che l'art. 28
LADI andava applicato dal 23 marzo al 13 settembre 2005, ma non dal 14 al 22
marzo 2005 né dal 1° gennaio al 7 febbraio 2006.

C.
Sia P.________ che la Sezione del lavoro interpongono ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo di accoglierlo.
L'amministrazione cantonale postula dal canto suo l'annullamento del giudizio
impugnato, con conseguente conferma della decisione su opposizione, mentre
l'assicurato l'ammissione dell'esistenza di inabilità lavorativa così come
attestato dal curante. Dei motivi si dirà, se necessario, nei considerandi di
diritto.
Chiamati a pronunciarsi sui rispettivi gravami, P.________ non si è espresso,
mentre la Sezione del lavoro ha rinviato al proprio atto ricorsuale.

Da parte sua, la Segreteria di Stato dell'economia ha rinunciato a
determinarsi.

Diritto:

1.
I ricorsi di P.________ e della Sezione del lavoro concernono fatti di ugual
natura e pongono gli stessi temi di diritto materiale, per cui si giustifica la
congiunzione delle cause e la pronuncia di una sola sentenza (DTF 128 V 124
consid. 1 pag. 126 e riferimenti).

2.
Il giudizio impugnato concerne il diritto a indennità di disoccupazione, in
particolare l'applicabilità dell'art. 28 cpv. 1 LADI al periodo dal 1° gennaio
2005 al 7 febbraio 2006 segnatamente l'abilità/inabilità lavorativa
dell'assicurato in questo lasso di tempo.

2.1 Il ricorso può essere presentato per violazione del diritto, così come
determinato dagli art. 95 e 96 LTF. Il ricorrente può censurare l'accertamento
dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in
violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 e l'eliminazione del vizio può
essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 e 105 cpv. 2
LTF). In effetti per l'art. 105 cpv. 1 LTF il Tribunale federale fonda la sua
sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore, salvo nei casi previsti
all'art. 97 cpv. 2 LTF. Il Tribunale federale inoltre non può verificare il
giudizio da un punto di vista dell'opportunità (sentenza 9C_72/2007 del 24
luglio 2007, consid. 1.2).

2.2 Se la parte ricorrente intende scostarsi dai fatti stabiliti dall'autorità
precedente, deve spiegare in maniera circostanziata per quali motivi ritiene
che le condizioni di una delle eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF
sarebbero realizzate; in caso contrario, non è possibile tener conto di uno
stato di fatto diverso da quello posto a fondamento della decisione impugnata
(art. 97 cpv. 1 LTF; cfr. DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140).

In materia di apprezzamento delle prove e constatazione dei fatti l'autorità
cade nell'arbitrio se non considera senza motivi seri un mezzo di prova atto a
modificare la decisione, se si sbaglia chiaramente sul suo senso o sulla sua
portata, o ancora quando, fondandosi sugli elementi raccolti, trae delle
conclusioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9).

2.3 In tale ambito il giudice di merito dispone comunque di un ampio potere di
apprezzamento. Per censurare un asserito accertamento arbitrario dei fatti o
un'asserita valutazione arbitraria delle prove non è sufficiente che il
ricorrente critichi semplicemente la decisione impugnata o che contrapponga a
quest'ultima un proprio accertamento o una propria valutazione, per quanto essi
siano sostenibili o addirittura preferibili. Egli deve bensì dimostrare per
quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove da lui
criticati sarebbero manifestamente insostenibili o in chiaro contrasto con la
situazione di fatto, si fonderebbero su una svista manifesta o contraddirebbero
in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 125 I 166
consid. 2a pag. 168; 125 II 10 consid. 3a pag. 15; 124 I 312 consid. 5a pag.
316; 124 V 137 consid. 2b pag. 139 e riferimenti).

2.4 Secondo la giurisprudenza, commette un abuso del proprio potere di
apprezzamento, l'autorità che, pur rispettando i limiti di tale suo potere, si
lascia guidare da considerazioni non pertinenti, estranee allo scopo della
normativa applicabile, o che viola principi generali del diritto, quali in
particolare il divieto di arbitrio e della disparità di trattamento nonché le
regole della buona fede e della proporzionalità (DTF 123 V 150 consid. 2 pag.
152 con riferimenti).

2.5 Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF).
Esso non è vincolato né dagli argomenti sollevati nel ricorso né dai motivi
addotti dall'autorità inferiore; può dunque accogliere un ricorso per motivi
diversi da quelli invocati dalla parte insorgente e respingerlo adottando
un'argomentazione differente da quella esposta nel giudizio impugnato (cfr. DTF
130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tenuto conto dell'esigenza di motivazione di
cui all'art. 42 cpv. 1 LTF, sotto pena d'inammissibilità (art. 108 cpv. 1 lett.
b LTF), il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure
sollevate; esso non è tenuto ad esaminare, come lo farrebbe un'autorità di
prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono se queste ultime
non sono più oggetto di discussione in sede federale (sentenza 9C_47/2007 del
29 giugno 2007, consid. 1).

3.
In via preliminare va rilevato che l'apprezzamento delle prove così come la
valutazione dell'incapacità lavorativa configurano questioni di fatto perlomeno
nella misura in cui vi è un apprezzamento concreto delle prove e non
l'applicazione del principio della generale esperienza della vita. Di
conseguenza in tale ambito il Tribunale federale dispone di un potere cognitivo
limitato (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 397; sentenze 9C_87/2007 del 25 luglio
2007, consid. 2.1, e 9C_72/2007 del 24 luglio 2007, consid. 1.3; Hansjörg
Seiler/ Nicolas von Werdt/Andreas Güngerich, Kommentar zum
Bundesgerichtsgesetz, Berna 2007, no. 11 e 12 all'art. 97).

4.
4.1 Nel caso esaminato il giudice cantonale, alla luce della documentazione
medica assunta agli atti dall'amministrazione, ha ritenuto che, per il periodo
dal 23 marzo al 13 settembre 2005, l'assicurato andava considerato totalmente
inabile al lavoro, confermando pertanto l'applicazione dell'art. 28 LADI. Per
contro la Corte di prime cure ha dichiarato inapplicabile la norma ai periodi
dal 14 al 22 marzo 2005 e dal 1° gennaio al 7 febbraio 2006. Per i periodi dal
1° gennaio al 13 marzo e dal 14 settembre al 31 dicembre 2005 infine ha
considerato necessario approfondire la fattispecie.

4.2 Il giudizio di rinvio impugnato configura una decisione incidentale
notificata separatamente ai sensi dell'art. 93 LTF (DTF 133 V 477 consid. 4.1.3
pag. 481). In linea di principio, il ricorso dell'assicurato dovrebbe essere
dichiarato irricevibile, ma non quello dell'amministrazione, diretto contro la
stessa pronuncia. Vista la congiunzione delle cause, si giustifica tuttavia di
riconoscere la ricevibilità di ambedue i ricorsi. Questa soluzione non è
contraria allo scopo dell'art. 93 LTF, che è in sostanza quello di evitare un
sovraccarico del Tribunale federale, in quanto la Corte deve in ogni modo
entrare nel merito del gravame dell'amministrazione.

4.3 Mentre la Sezione del lavoro dal canto suo ritiene che per tutto il periodo
contestato e meglio dal 1° gennaio 2005 al 7 febbraio 2006 l'assicurato era
incapace al lavoro e che la documentazione medica assunta agli atti a tale
scopo è completa e fedefacente, l'assicurato sostiene che vada riconosciuta
abilità lavorativa completa già a partire dal 20 aprile 2005 e quindi inabilità
lavorativa unicamente nei limiti indicati dai certificati medici del dottor
A.________ e della Clinica X.________, così come attestato dallo stesso medico
curante. In questa sede l'interessato fa pure valere una violazione
dell'obbligo di essere informato sul tenore dell'art. 28 LADI. Quest'ultima
censura, fatta valere la prima volta in questa sede, è tuttavia irricevibile
poiché giusta l'art. 99 cpv. 1 LTF nuovi fatti e nuovi mezzi di prova possono
essere addotti soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore,
il che non si realizza in concreto.

5.
5.1 Come già ricordato dal giudice cantonale, per l'art. 8 cpv. 1 LADI
l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l'altro se è
idoneo al collocamento (lett. f). Per l'art. 15 capoverso 1 LADI il disoccupato
è idoneo al collocamento se è disposto, capace e autorizzato ad accettare
un'occupazione adeguata e a partecipare a provvedimenti di reintegrazione. Il
servizio cantonale, se esistono dubbi considerevoli sulla capacità lavorativa
di un disoccupato, può ordinare un esame da parte di un medico di fiducia, a
spese dell'assicurazione contro la disoccupazione (cpv. 3). L'assicurato che,
autorizzato dal servizio cantonale, esercita volontariamente un'attività
nell'ambito di progetti per disoccupati è considerato idoneo al collocamento
(cpv. 4).

L'idoneità al collocamento comprende due elementi: da un lato, l'assicurato
deve essere in grado di fornire un lavoro - più particolarmente di esercitare
un'attività lucrativa salariata - senza essere impedito per ragioni inerenti
alla sua persona; dall'altro, egli deve essere disposto ad accettare
un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, ciò che implica non solo la
volontà di assumere una simile attività quando l'occasione si presenta, ma pure
una disponibilità sufficiente per quanto riguarda il tempo che egli può
consacrare ad un impiego offerto e per quel che concerne il numero dei
potenziali datori di lavoro (DTF 125 V 51 consid. 6a pag. 58; 123 V 214 consid.
3 pag. 216 con riferimento).

5.2 Per l'art. 28 cpv. 1 LADI gli assicurati la cui capacità lavorativa o la
cui idoneità al collocamento è temporaneamente inesistente o ridotta per
malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o gravidanza e che non possono
pertanto adempiere le prescrizioni di controllo hanno diritto all'intera
indennità giornaliera purché soddisfino gli altri presupposti. Questo diritto
dura al massimo sino al 30° giorno dopo l'inizio dell'incapacità totale o
parziale al lavoro ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine
quadro. Il Consiglio federale disciplina i particolari. Stabilisce segnatamente
il termine per l'esercizio del diritto e le conseguenze di un esercizio tardivo
(cpv. 3).

Il pagamento di indennità giornaliere ai lavoratori inabili al lavoro
costituisce una deroga al principio dell'idoneità al collocamento. Il cpv. 1
dell'art. 28 LADI sottolinea in particolare il carattere sussidiario
dell'obbligo di indennizzare dell'assicurazione disoccupazione (cfr. FF 1980
III pag. 527), nella misura in cui recita che il diritto dura al massimo sino
al trentesimo giorno dopo l'inizio dell'incapacità totale o parziale del lavoro
ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine quadro. Questa
eccezione alla regola è stata introdotta al fine di ovviare a situazioni di
rigore imputabili a eventuali lacune del vigente sistema di protezione sociale
(DLA 1996/1997 no. 43 pag. 207 consid. 5b/aa).

6.
6.1 In primo luogo va posto in evidenza che per quanto riguarda la capacità
lavorativa, ammessa dal 14 al 22 marzo 2005 (periodo in cui l'assicurato ha
partecipato ad un programma occupazionale, poi interrotto, art. 15 cpv. 4 LADI;
si confronti anche il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone
Ticino del 6 aprile 2006, in cui la Corte interessata ha concluso che
l'assicurato non era in grado di portare a termine il programma di occupazione
per motivi di salute, non come vorrebbe lasciar intendere la Sezione del
lavoro, che l'attività non era adeguata sin dall'inizio) e dal 1° gennaio al 7
febbraio 2006 rispettivamente l'incapacità lavorativa accertata dal 23 marzo al
13 settembre 2005, l'apprezzamento delle prove, dal profilo della cognizione
limitata, così come operato dal giudice unico cantonale, non può essere in
alcun modo censurato.

Per quanto riguarda in particolare il periodo dal 1° gennaio al 7 febbraio 2006
non vi è alcun medico che abbia attestato (perlomeno in maniera convincente)
l'esistenza di inabilità lavorativa. In questo lasso di tempo l'assicurato non
si è infatti più recato dal curante, mentre il medico fiduciario
dell'assicurazione disoccupazione, oltre a non essere specializzato in
psichiatria (non è stato infatti in grado di porre una diagnosi precisa in tale
ambito), ha visitato l'assicurato a posteriori, affermando in un primo rapporto
(modificando solo in seguito la propria tesi) di non avere elementi per
dichiararlo inabile al lavoro; dall'altro dal 7 febbraio fino al 15 agosto
dello stesso anno l'assicurato ha temporaneamente lavorato con piena
soddisfazione del datore di lavoro. In simili circostanze la valutazione delle
prove secondo cui nel lasso di tempo contestato era data abilità lavorativa non
può essere considerata in chiaro contrasto con la situazione di fatto né la
Corte cantonale ha omesso di considerare un mezzo di prova (il secondo rapporto
del medico fiduciario) senza seri motivi.

Pure per il periodo ritenuto di inabilità lavorativa totale dal 23 marzo al 13
settembre 2005 il fatto di non aver considerato il certificato di abilità
lavorativa del medico curante a partire dal 20 aprile 2005 poggia su motivi
seri. Tenuto conto di un esame complessivo degli atti e meglio di quanto
attestato dai medici della Clinica X.________ e dallo stesso curante, secondo
cui dall'inizio del 2005 lo stato di salute, per problemi familiari e psichici,
è andato vieppiù peggiorando fino al ricovero coatto per grave depressione e
tentato suicidio il 15 luglio 2005, non si può certo affermare che la
valutazione delle prove sia manifestamente insostenibile. Neppure arbitrario
infine è aver ricondotto l'inabilità lavorativa al 13 settembre 2005 (e non al
19 agosto, giorno in cui è stato dimesso dalla clinica), data della conclusione
del programma occupazionale, ritenuto che l'assicurato non vi ha partecipato e
che i medici della clinica psichiatrica hanno delegato ai curanti il compito di
stabilire l'(in)abilità lavorativa.

In simili condizioni questa Corte è vincolata all'accertamento dei fatti e
all'apprezzamento delle prove operati dall'istanza precedente, e quindi alla
valutazione della capacità/incapacità lavorativa nei periodi contestati.

6.2 Neppure per quanto riguarda il rinvio della causa, per ulteriori
accertamenti, in ordine ai periodi dal 1° gennaio al 13 marzo e dal 14
settembre al 31 dicembre 2005, si ravvisa alcun apprezzamento manifestamente
errato delle prove.

In effetti se è ben vero che il peggioramento dello stato di salute è
intervenuto progressivamente da gennaio 2005 e che esso va con grande
verosimiglianza ritenuto la causa dell'inabilità lavorativa totale a far tempo
dal 23 marzo 2005, è altrettanto vero che non è dato di sapere in concreto se
tale limitazione fosse data sin dall'inizio e altresì in quale misura. Malgrado
i medici della clinica X.________ abbiano attestato a posteriori, anche alla
luce di informazioni fornite dal Servizio psicosociale Y.________ (SPS),
un'inabilità lavorativa totale e si sia fatto ripetutamente riferimento a
contatti con tale servizio nel 2005 da parte dell'interessato, non vi è agli
atti alcun rapporto medico in tal senso. Il medico fiduciario si è inoltre
espresso solo per il periodo a partire da marzo 2005, mentre il medico curante
ha attestato soltanto un'incapacità temporanea nel dicembre 2004 e nuovamente
dal 24 marzo 2005.

Il rinvio decretato ai fini dell'approfondimento della questione tramite
ulteriori accertamenti da svolgere presso il SPS non è pertanto frutto di una
valutazione arbitraria delle prove, bensì della constatazione che i fatti così
come accertati risultavano incompleti.

Lo stesso vale infine a maggior ragione per quanto riguarda il periodo dal 14
settembre al 31 dicembre 2005 in quanto la documentazione medica agli atti era
nettamente insufficiente per statuire sull'inabilità lavorativa
dell'assicurato.

Ne consegue che il giudizio secondo cui ulteriori accertamenti sono necessari è
pertanto tutt'altro che arbitrario.

7.
Alla luce di quanto sopra esposto il giudizio impugnato non si fonda su un
accertamento manifestamente errato dei fatti, né su un apprezzamento arbitrario
delle prove; di conseguenza dev'essere confermato, mentre i ricorsi, nella
misura in cui sono ricevibili, vanno respinti.

8.
Le spese seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF). In quanto autorità agente
nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali, alla Sezione cantonale del
lavoro, pure soccombente, non vengono addossate spese giudiziarie (art. 66 cpv.
4 LTF; cfr. DTF 133 V 637 consid. 4.5 pag. 639).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Le cause 8C_327/2007 e 8C_295/2007 sono congiunte.

2.
Nella misura in cui sono ammissibili, i ricorsi sono respinti.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 400.- sono poste a carico di P.________.

4.
Comunicazione alle parti, al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino e
alla Segreteria di Stato dell'economia.
Lucerna, 30 maggio 2008
In nome della I Corte di diritto sociale
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

Ursprung Schäuble