Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Sozialrechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 8C.381/2007
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Tribunale federale
Tribunal federal

8C_381/2007 {T 0/2}

Sentenza del 22 aprile 2008
I Corte di diritto sociale

Composizione
Giudici federali Ursprung, Presidente,
Frésard, Buerki Moreni, giudice supplente,
cancelliere Schäuble.

Parti
D.________,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Paola Bottinelli Raveglia, casa Moesa, 6535
Roveredo GR,

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni,
Fluhmattstrasse 1, 6002 Lucerna,
opponente.

Oggetto
Assicurazione contro gli infortuni,

ricorso contro il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino
del 13 giugno 2007.

Fatti:

A.
D.________, nato nel 1966, al momento dei fatti impiegato quale aiuto fabbro
presso la Ditta B.________ SA, con sede a G.________, e, come tale, assicurato
d'obbligo contro gli infortuni presso l'Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni (in seguito INSAI), in data 11 luglio 2002 è
stato colpito al volto dal gancio di una gru, riportando un trauma bulbare e
una ferita palpebrale superiore a livello dell'occhio sinistro.

Il caso è stato assunto dall'assicuratore infortuni, che ha corrisposto le
prestazioni previste dalla LAINF, segnatamente indennità giornaliere e rimborso
spese per le cure mediche.

Esperiti gli accertamenti del caso, con decisione del 22 maggio 2006,
confermata il 29 settembre 2006 in seguito all'opposizione presentata
dall'assicurato, patrocinato dall'avv. Paola Bottinelli Raveglia, l'INSAI ha
negato il diritto a ulteriori prestazioni LAINF con effetto dal 28 febbraio
2006, in quanto non vi era nesso di causalità tra disturbi psichici e
infortunio né i disturbi all'occhio sinistro, i cui costi di cura andavano a
carico dell'INSAI, causavano inabilità lavorativa.

B.
Sempre patrocinato dall'avv. Bottinelli Raveglia l'interessato si è aggravato
al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendo preliminarmente
un complemento istruttorio, in particolare l'esperimento di una perizia
psichiatrica da parte del medico curante rispettivamente di una perizia
pluridisciplinare in cui l'assicurato fosse esaminato da un punto di vista
oftalmologico, psichiatrico e neurologico e altresì venisse fissato il grado di
capacità lavorativa complessivo. Nel merito ha postulato l'accoglimento del
gravame, con conseguente annullamento della decisione su opposizione impugnata
e concessione di una rendita di invalidità intera dall'11 luglio 2003, così
come l'assunzione da parte dell'INSAI delle spese di cura, comprese quelle
psichiatriche, in nesso causale con l'infortunio.

Con giudizio del 13 giugno 2007 il Presidente del Tribunale cantonale,
statuente in qualità di giudice unico, ha accolto il ricorso ai sensi dei
considerandi, annullato la decisione su opposizione impugnata nella misura in
cui l'INSAI aveva negato ulteriori prestazioni relativamente ai disturbi di cui
l'assicurato soffriva al capo e rinviato la causa all'INSAI affinché procedesse
conformemente al considerando 2.13 (recte 2.12) e rendesse una nuova decisione
(anche conformemente a quanto indicato ai considerandi 2.8 e 2.10).

C.
D.________, rappresentato dall'avv. Paola Bottinelli Raveglia, interpone
ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendone
l'accoglimento con conseguente annullamento del giudizio impugnato
rispettivamente riforma come esposto ai punti 3 (concessione di una rendita di
invalidità dall'11 luglio 2003) e 4 (spese di cura, comprese quelle
psichiatriche, a carico dell'INSAI). Il ricorrente postula nuovamente un
complemento istruttorio e meglio l'erezione di una perizia pluridisciplinare.
Delle motivazioni si dirà, se necessario, in seguito.

Chiamato a pronunciarsi sul gravame, l'intimato ne ha proposto la reiezione,
mentre l'Ufficio federale della sanità pubblica ha rinunciato a determinarsi.

Diritto:

1.
Oggetto del contendere è il diritto dell'assicurato di percepire prestazioni
dell'assicurazione infortuni anche dopo il 28 febbraio 2006; segnatamente
contestata è la carenza di nesso di causalità naturale tra problemi psichici e
infortunio, la mancata ammissione della riduzione dell'abilità lavorativa per i
disturbi all'occhio sinistro e l'omissione di ordinare una perizia medica
pluridisciplinare. Non censurato è per contro il rinvio degli atti per
procedere ad ulteriori accertamenti medici in relazione ai problemi al capo.

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione
l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti (art. 29 cpv. 1 LTF;
cfr. pure DTF 132 I 140 consid. 1.1 pag. 142 e rinvii).

1.2 Secondo l'art. 90 LTF il ricorso al Tribunale federale è ammissibile contro
le decisioni che pongono fine al procedimento. Giusta l'art. 91 LTF, il ricorso
è inoltre ammissibile contro le decisioni che concernono soltanto talune
conclusioni, se queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre
(lett. a) o che pongono fine al procedimento solo per una parte dei
litisconsorti (lett. b). Eccettuati i casi disciplinati dall'art. 92 LTF, il
ricorso contro le decisioni pregiudiziali e incidentali, notificate
separatamente, è ammissibile unicamente se possono causare un danno
irreparabile o se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una
decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o
dispendiosa (art. 93 cpv. 1 lett. a e b LTF).

1.3 Il giudizio della Corte cantonale che accoglie il ricorso ai sensi dei
considerandi, annulla parzialmente la decisione su opposizione emanata
dall'INSAI e rinvia gli atti per ulteriori accertamenti non conclude la
procedura e non è quindi di natura finale giusta l'art. 90 LTF.

La pronunzia non costituisce nemmeno una decisione parziale ai sensi dell'art.
91 LTF poiché la Corte cantonale non ha deciso sul diritto ad una rendita di
invalidità rispettivamente al rimborso delle spese di cura derivanti
dall'infortunio dell'11 luglio 2002 - oggetti della lite in concreto - bensì
solo su aspetti materiali parziali di tali rapporti giuridici (si veda in
proposito DTF 125 V 413), segnatamente l'assenza di un nesso di causalità
naturale con i disturbi psichici e l'assenza di incapacità lavorativa in
relazione ai disturbi all'occhio sinistro (DTF 133 V 477 consid. 4.3 pag. 482;
si vedano per quanto riguarda il nesso di causalità quale presupposto della
responsabilità, DTF 133 IV 137 nonché sentenze 4A_7/2007 del 18 giugno 2007,
consid. 2.1, 4A_85/2007 dell'11 giugno 2007, consid. 3.3, e 6B_71/2007 del 31
maggio 2007, consid. 2.2), su cui non si può statuire indipendentemente da
essi.

Anche decisioni di rinvio che statuiscono su una questione materiale parziale
non costituiscono decisioni parziali, ma decisioni incidentali. Il giudizio
impugnato può pertanto essere oggetto di ricorso al Tribunale federale solo
alle condizioni poste dall'art. 93 LTF (cfr. DTF 133 V 477 consid. 4.2 pag.
481; sentenza 1C_109/2007 del 30 agosto 2007, consid. 2.5.2; Messaggio del
Consiglio federale concernente la revisione totale dell'organizzazione
giudiziaria, del 28 febbraio 2001, FF 2001 pag. 3889).

1.4 In concreto la questione dell'applicabilità dell'art. 93 LTF può tuttavia
rimanere irrisolta. Il gravame va infatti esaminato nel merito, in quanto è
stato presentato precedentemente alla pubblicazione del DTF 133 V 477 consid.
3.1 pag. 479, avvenuta il 25 luglio 2007, in cui è stata chiarita la qualifica
delle decisioni di rinvio quali decisioni incidentali e non quali decisioni
finali, come in precedenza (sentenza 8C_37/2007 dell'8 gennaio 2008, consid.
2.3).

2.
2.1 Così come determinato dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso può essere
presentato per violazione del diritto. Per l'art. 97 cpv. 2 LTF inoltre se il
ricorso è diretto contro una decisione d'assegnazione o rifiuto di prestazioni
pecuniarie dell'assicurazione militare o dell'assicurazione contro gli
infortuni - come nel caso concreto per quanto riguarda il rifiuto di assegnare
indennità giornaliere, non però per le prestazioni di cura (Hansjörg Seiler/
Nicolas von Werdt/Andreas Güngerich, Kommentar zur Bundesgerichtsgesetz, Berna
2007, no. 28 all'art. 97) - può essere censurato anche qualsiasi accertamento
inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti. In tale ipotesi
l'art. 105 cpv. 3 LTF prevede infatti che il Tribunale federale non è vincolato
dall'accertamento dei fatti operato dall'autorità inferiore.

2.2 Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF).
Esso non è vincolato né dagli argomenti sollevati nel ricorso né dai motivi
addotti dall'autorità inferiore; può dunque accogliere un ricorso per motivi
diversi da quelli invocati dalla parte insorgente e respingerlo adottando
un'argomentazione differente da quella esposta nel giudizio impugnato (cfr. DTF
130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tenuto conto dell'esigenza di motivazione di
cui all'art. 42 cpv. 1 LTF, sotto pena d'inammissibilità (art. 108 cpv. 1 lett.
b LTF), il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure
sollevate; esso non è tenuto ad esaminare, come lo farebbe un'autorità di prima
istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono se queste ultime non sono
più oggetto di discussione in sede federale. Il Tribunale infine non può
entrare nel merito sulla pretesa violazione di un diritto costituzionale o su
questioni attinenti al diritto cantonale o intercantonale se la censura non è
stata sollevata né motivata in modo preciso dalla parte ricorrente (art. 106
cpv. 2 LTF).

3.
3.1 Nel giudizio impugnato il Presidente del Tribunale cantonale ritiene, alla
luce della documentazione medica agli atti, in particolare del rapporto del
dottor A.________, che tra i disturbi psichici e l'infortunio non vi è alcun
nesso di causalità naturale. Alla luce delle constatazioni della dottoressa
B.________ ha inoltre concluso che i disturbi agli occhi non provocano
inabilità lavorativa.

3.2 Con il proprio ricorso a questa Corte D.________ ritiene per contro che in
base ai certificati medici del dottor O.________ (in via subordinata di una
perizia psichiatrica da ordinare) il nesso di causalità naturale tra disturbi
psichici e infortunio va riconosciuto, mentre inattendibili sono i rapporti del
dottor A.________ e della dottoressa Z.________. Il ricorrente chiede pure
l'esperimento di una perizia medica, meglio se pluridisciplinare, che attesti
l'entità dei disturbi agli occhi e le conseguenze sulla capacità lavorativa.

4.
Nel merito, nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, il primo
giudice ha già correttamente ed esaustivamente indicato le disposizioni
applicabili per stabilire il diritto all'erogazione di prestazioni da parte
dell'assicurazione contro gli infortuni (segnatamente: art. 10, 16 e 18 LAINF,
art. 6-8 e 16 LPGA).

È d'uopo inoltre ribadire che il diritto a prestazioni a dipendenza di un
infortunio presuppone in primo luogo l'esistenza di un nesso di causalità
naturale fra l'evento infortunistico e il danno alla salute. Questo presupposto
è da considerarsi adempiuto qualora sia lecito ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare del tutto
o comunque non nel modo in cui si è prodotto. Non occorre, viceversa, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno. È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice, fondandosi essenzialmente su indicazioni di natura
medica, si determinano secondo il principio della probabilità preponderante
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Ne discende che ove l'esistenza di un nesso di
causalità tra infortunio e danno sembri possibile, ma essa non possa essere
reputata probabile nel caso di specie, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 177 consid. 3.1 pag.
181, 402 consid. 4.3.1 pag. 406; 119 V 335 consid. 1 pag. 337; 118 V 286
consid. 1b pag. 289 e sentenze ivi citate).

4.1 Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si manifesta in
seguito a un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni di
corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce più la causa
naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da ricondurre soltanto
ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si verifica in
particolare con il ripristino dello stato di salute esistente immediatamente
prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il raggiungimento di quello
stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe intervenuto
anche senza l'infortunio (status quo sine; cfr. RAMI 1994 no. U 206 pag. 329,
1992 no. U 142 pag. 75 consid. 4b e riferimenti). L'estinzione del nesso di
causalità deve essere stabilita con il grado della verosimiglianza
preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali. Per contro, la
semplice possibilità che l'evento non esplichi più effetto causale non è
sufficiente. Trattandosi nel caso di specie della soppressione del diritto a
prestazioni, l'onere della prova non incombe all'assicurato, bensì
all'assicuratore (RAMI 2000 no. U 363 pag. 46 consid. 2, 1994 no. U 206 pag.
329, 1992 no. U 142 pag. 76 consid. 4b).

4.2 Per determinarsi sull'esistenza ed estinzione di un rapporto di causalità
naturale, il Tribunale deve ricorrere, in ambito medico, per necessità di cose,
alle indicazioni del personale sanitario specializzato (DTF 129 V 177 consid.
3.1 pag. 181, 402 consid. 4.3.1 pag. 406; 119 V 335 consid. 1 pag. 337; 118 V
286 consid. 1b pag. 289 e sentenze ivi citate).

Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante, secondo la
giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno
studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri
parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è tanto né l'origine del
mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto (DTF
125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; Hans-Jakob
Mosimann, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 2001, pag. 266). Nella sentenza pubblicata in
VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto conforme al principio del
libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA, art. 95 cpv. 2, art.
113 e 132 OG) definire delle direttive in relazione alla valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie.

Così, in particolare, i referti affidati dagli organi dell'amministrazione a
medici esterni oppure ad un servizio specializzato indipendente che fondano le
proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo aver preso
conoscenza dell'incarto, e che giungono a risultati concludenti, dispongono di
forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi concreti a mettere in
discussione la loro attendibilità (VSI 2001 pag. 109 consid. 3b/bb e pag. 110
consid. 3c).

Per quel che riguarda invece le perizie di parte, il Tribunale ha precisato che
esse contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad
accertare i fatti da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore, da un punto di vista probatorio, di una perizia giudiziaria, il
giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere in
discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione
(DTF 125 V 351; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

Se infine vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre 2002, consid. 3.3). Al
riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice che
raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto
di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle
carenze precisando qual è l'opinione più adeguata (SVR 2000 UV no. 10 pag. 35
consid. 4b).

5.
Nel caso esaminato dagli atti dell'incarto emerge che in data 11 luglio 2002 la
lamiera che l'assicurato stava spostando con la gru, da lui manovrata
manualmente, si è improvvisamente sganciata ed egli è stato repentinamente
colpito alla parte sinistra del volto dal gancio che tratteneva la catena ed è
caduto. L'incidente ha provocato un trauma bulbare e la lacerazione della
palpebra. Trasportato all'Ospedale Z.________ da un collega, è stato sottoposto
immediatamente ad un intervento di sutura palpebrale. In seguito alla diagnosi
di lacerazione retinica traumatica in data 17 luglio 2002 D.________ è stato
sottoposto a criocoagulazione transcongiuntivale. Durante il mese di ottobre
era ancora presente uno stato infiammatorio, mentre nel mese di novembre
secondo la dottoressa B.________, oftalmologa dell'INSAI, la situazione era
passiva sia di miglioramento che di peggioramento. Durante il mese di maggio
2003 l'interessato ha quindi dovuto essere sottoposto ad un terzo intervento
chirurgico per caduta della cataratta. Nell'ottobre 2003 è stata attestata
un'infiammazione cronica, motivo per cui l'assicurato è stato inviato alla
Clinica X._________ di S._________, che lo ha sottoposto ad un nuovo intervento
chirurgico, il quale non ha apportato miglioramenti. Anzi a partire da detto
intervento (il quarto) l'interessato ha ripetutamente dichiarato di avere la
sensazione che vi fosse un corpo estraneo nell'occhio. Neppure la quinta
operazione, eseguita ancora a S.________ nell'aprile 2004, allo scopo di
migliorare il visus (a quel momento pari allo 0.2), ha ottenuto i risultati
sperati. Pure lo stato infiammatorio ha continuato a persistere. In data 16
novembre 2004 l'assicurato è stato quindi esaminato dal dottor H.________,
presso l'ospedale L.________, il quale ha proposto a sua volta un intervento
chirurgico consistente nella "Explantation des Expressimplants" (a suo tempo
impiantato a S.________), essendo quest'ultimo la possibile causa della
sensazione di corpo estraneo nell'occhio rispettivamente dei dolori cui faceva
riferimento l'assicurato. In effetti esso si presentava quale "disloziertes
Expressimplant, welches einerseits gegen aussen fast die Bindehaut perforiert,
andererseits auf der Innenseite einen Endotheltouch verursacht". L'intervento è
stato eseguito nel marzo 2005. In seguito si è verificato un nuovo distacco
della retina.

In data 6 ottobre 2005 il dottor P.________ dell'Ospedale Y.________ ha
attestato una situazione stabile dell'occhio sinistro con visus 0.2 e una
capacità lavorativa quale magazziniere, custode, oppure in attività che non
implicano l'utilizzo di martelli (pneumatici), attrezzi molto rumorosi o
rischiosi per l'integrità del bulbo. Malgrado la disponibilità del datore di
lavoro, l'assicurato non ha ritenuto di essere in grado di riprendere a
lavorare.

Tenuto conto della sola problematica agli occhi, l'INSAI ha quindi dichiarato
l'assicurato abile al lavoro al 100% nelle professioni suindicate.

Immediatamente dopo l'infortunio l'interessato ha inoltre manifestato un dolore
tipo parestesia fronto-occipitale sinistra, per cui è stato ripetutamente
visitato anche da specialisti in neurologia e neurochirurgia. Il dolore è
tuttavia persistito e peggiorato nel tempo, malgrado medicazione e
infiltrazioni ed ha creato sensibilità al rumore.
Dal mese di marzo 2005 l'assicurato risulta essere anche in cura psichiatrica,
secondo il medico curante per motivi riconducibili all'infortunio, motivo per
cui in data 25 luglio 2005 è stato esaminato per conto dell'INSAI dal dottor
A.________, psichiatra, mentre dalla dottoressa Z.________, anch'essa
psichiatra, su incarico della cassa malati C.________. Entrambi non hanno
ammesso un nesso di causalità naturale con l'incidente.

6.
Da quanto suesposto emerge che l'infortunio di cui è rimasto vittima
l'assicurato ha provocato gravi danni all'occhio sinistro, il cui visus è
attualmente ridotto allo 0.1 (0.2 in procedura amministrativa) e che è stato
sottoposto a ben sette interventi chirurgici, i cui risultati non appaiono
soddisfacenti. Oltre a non aver provocato grossi miglioramenti hanno altresì
causato nuovi disturbi, come ad esempio la sensazione di corpo estraneo
nell'occhio, e necessitato di interventi correttivi (espianto dell'impianto
inserito a S.________).

Per quanto riguarda la capacità lavorativa residua, se è vero che da un punto
di vista puramente oftalmologico l'assicurato potrebbe svolgere alcune attività
che non necessitano un'acuità visiva più accentuata (non trattandosi di lavori
di precisione) e quindi sia quelle proposte dal suo precedente datore di lavoro
che dall'INSAI, è pur vero che i disturbi dell'assicurato non si limitano agli
occhi. Sin dall'infortunio egli lamenta continui mal di testa che provocano
sensibilità al rumore e la cui eziologia e le conseguenze sull'abilità
lavorativa devono ancora essere chiarite dall'INSAI, come ordinato dalla Corte
cantonale. In simili condizioni secondo questo Tribunale la valutazione della
capacità lavorativa residua dell'assicurato non può essere eseguita
settorialmente, ma va esaminata complessivamente, alla luce di tutti i disturbi
residui originati dall'infortunio. In effetti potrebbe risultare che i soli
difetti oftalmologici non provocano limitazioni nelle attività lucrative
indicate, mentre combinati con le affezioni neurologiche, riducano
sostanzialmente la capacità lavorativa oppure rendano inammissibili determinate
attività, come quelle da svolgere su cantiere, ad esempio proprio per
l'intolleranza al rumore. Una valutazione della capacità lavorativa a questo
stadio risulta pertanto prematura e potrà intervenire solo dopo verifica
dell'origine e delle conseguenze sulla capacità lavorativa dei disturbi
neurologici al capo. Poiché inoltre la situazione valetudinaria dopo
l'intervento agli occhi a U.________ non risulta del tutto chiara,
l'esperimento di una perizia pluridisciplinare, che esamini l'assicurato anche
da un punto di vista oftalmologico, appare adeguata.

7.
7.1 Da ultimo per quanto riguarda il nesso di causalità naturale tra disturbi
psichici e infortunio, va rilevato che l'assicurato è in cura psichiatrica dal
marzo 2005, anche per la necessità di un sostegno in vista dell'ennesimo
intervento chirurgico. Il medico curante, professor O.________, psichiatra, ha
in particolare diagnosticato una complessa problematica psicopatologica e
sociale in relazione diretta con l'incidente. Pendente causa di ricorso presso
il Tribunale cantonale lo specialista ha precisato che l'assicurato soffre di
una grave sindrome mista ansioso-depressiva posttraumatica, aggravata da
disadattamento e fobie, disturbi psicosomatici e complicazioni somatopsichiche,
mettendosi a disposizione in caso di necessità per la stesura di una perizia.
Il rapporto del curante, succinto e non motivato, non è senz'altro sufficiente
a rendere verosimile l'esistenza di nesso di causalità naturale tra incidente e
disturbi psichici e non può pertanto essere considerato.

7.2 Il dottor A.________ dal canto suo ha diagnosticato un'elaborazione di
sintomi fisici per ragioni psicologiche (F68.0), precisando che "il decorso è
stato inizialmente favorevole" e indicando un "peggioramento sintomatologico
soggettivo dopo un successivo intervento all'occhio. A suo dire "con grande
probabilità, a livello psichiatrico, si tratta di una condizione in cui i
sintomi fisici originariamente dovuti all'incidente in questione, vengono
esagerati e prolungati per lo stato psicologico del soggetto, insoddisfatto per
i risultati del trattamento e degli interventi operatori, preoccupato per le
possibilità di un nuovo intervento (per intanto non programmato) e per la
possibilità che i disturbi si prolunghino. Esistono dei segni che postulano per
un aggravamento dei sintomi".

Esaminato alla luce delle circostanze del caso concreto, e meglio delle gravi
conseguenze provocate dall'infortunio all'occhio sinistro, il rapporto del
dottor A.________ non può senz'altro essere considerato convincente. In effetti
dagli atti emerge che non si può parlare unicamente di peggioramento
sintomatologico soggettivo, bensì di interventi che non hanno di certo
comportato grandi benefici all'assicurato, bensì problemi ulteriori. Pure i
dolori alla testa non appaiono soggettivi, sono comparsi subito dopo
l'incidente e risultano localizzati esattamente sopra e lateralmente all'occhio
sinistro. Essi sono stati altresì esaminati ripetutamente da specialisti in
neurologia e neurochirurgia, i quali hanno messo i disturbi in relazione con
l'infortunio e non hanno mai negato un'origine neurologica dei dolori in favore
di una causa psichiatrica. In simili condizioni non appare corretto affermare
che i sintomi sono stati esagerati e prolungati, perlomeno non prima di aver
approfondito la questione neurologica. Per questi motivi il rapporto, che
risulta succinto nell'anamnesi e incompleto, non può essere posto alla base del
presente giudizio, quale prova della mancanza di nesso causale naturale tra
disturbi psichici e infortunio.

7.3 La dottoressa Z.________, infine, ha diagnosticato una reazione mista
ansioso-depressiva (ICD 10, F 43.22) ed elaborazione di sintomi fisici per
ragioni psicologiche (ICD 10, F 68.0), concordando in parte con la diagnosi del
dottor O.________ e parzialmente con quella del dottor A.________. A proposito
del nesso di causalità naturale dei disturbi psichici con l'infortunio il
perito ha dapprima affermato che "la sintomatologia psichiatrica accusata è
insorta conseguente all'infortunio e ... più che l'infortunio stesso la
sintomatologia psichica sia insorta concomitantemente alle cure effettuate e ai
numerosi interventi chirurgici eseguiti a volte non coronati con il successo
sperato" precisando in seguito di ritenere che "al momento attuale non sussista
più un nesso causale certo fra la malattia psichica lamentata e l'infortunio.
La mia impressione che lo stato depressivo ansioso che si è generato dopo
l'infortunio, sia attualmente sostenuto più da un aspetto rivendicativo" e
aggiunto "in altre parole il periziando soffre del trattamento considerato
inadeguato della sua affezione traumatica e soprattutto non si sente
sufficientemente riconosciuto per quelli che sono i sintomi residui accusati
(come per esempio la cefalea o le sensazioni di anestesia in zona
fronto-temporale sinistra)".

La perizia riconosce quindi da un lato un nesso di causalità naturale tra
disturbi psichici e - soprattutto - i numerosi interventi chirurgici, tuttavia
conclude dall'altro che l'aspetto rivendicativo intervenuto in seguito va
considerato prevalente.

Al riguardo va tuttavia rilevato che i trattamenti non sono stati considerati
parzialmente inadeguati soltanto dall'assicurato ma lo erano concretamente.
Inoltre a ragione egli ha ritenuto che le sue rivendicazioni non fossero state
riconosciute per quanto concerne i disturbi al capo. In effetti l'INSAI ha
erroneamente omesso di approfondire questa questione che l'assicurato ha fatto
valere sin dall'inizio.

Alla luce di questi fatti la motivazione della psichiatra circa le cause dei
disturbi psichici non appare convincente; di conseguenza neppure questo
rapporto peritale va considerato ai fini del giudizio. In simili condizioni la
perizia pluridisciplinare che verrà ordinata dall'INSAI dovrà esaminare anche
l'eziologia dei disturbi psichici e le eventuali conseguenze sulla capacità
lavorativa.

8.
Ne consegue che il ricorso in materia di diritto pubblico dev'essere accolto,
mentre la pronuncia impugnata va annullata nella misura in cui non rinvia gli
atti all'INSAI per ulteriori accertamenti, confermando la decisione su
opposizione. L'incarto viene quindi retrocesso all'assicuratore infortuni
affinché proceda ad una perizia pluridisciplinare che esamini l'assicurato non
solo da un punto di vista neurologico (disturbi al capo), ma anche
oftalmologico e psichiatrico (esistenza o meno di un nesso di causalità
naturale) e valuti complessivamente le conseguenze dello stato di salute sulla
capacità lavorativa dell'interessato, pronunciandosi poi nuovamente su un
eventuale diritto a prestazioni, eventualmente dopo avere statuito
sull'adeguatezza dei disturbi psichici.

9.
In quanto soccombente, le spese giudiziarie vengono poste a carico dell'INSAI
(art. 66 cpv. 1 LTF), che rimborserà a D.________ fr. 2'500.- a titolo di spese
ripetibili (art. 68 cpv. 2 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
In annullamento della decisione su opposizione del 29 settembre 2006 e del
giudizio del 13 giugno 2007 nella misura in cui non rinvia gli atti all'INSAI
per ulteriori accertamenti, il ricorso in materia di diritto pubblico è
accolto. L'incarto è pertanto rinviato all'INSAI affinché proceda ai sensi dei
considerandi e si pronunci nuovamente sul diritto a prestazioni di D.________
dopo il 28 febbraio 2006.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 500.- sono poste a carico dell'INSAI.

3.
L'INSAI verserà al ricorrente la somma di fr. 2'500.- (comprensiva dell'imposta
sul valore aggiunto) a titolo di spese ripetibili per la sede federale.

4.
L'autorità giudiziaria cantonale statuirà sulla questione delle spese
ripetibili di prima istanza, tenuto conto dell'esito del processo in sede
federale.

5.
Comunicazione alle parti, al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino e
all'Ufficio federale della sanità pubblica.
Lucerna, 22 aprile 2008
In nome della I Corte di diritto sociale
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

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