Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Sozialrechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 8C.784/2007
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

8C_784/2007 {T 0/2}

Sentenza dell'11 novembre 2008
I Corte di diritto sociale

Composizione
Giudici federali Widmer, giudice presidente,
Leuzinger, Frésard,
cancelliere Schäuble.

Parti
Sezione del lavoro del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona,
ricorrente,

contro

B.________,
opponente.

Oggetto
Assicurazione contro la disoccupazione,

ricorso contro il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino
del 12 novembre 2007.

Fatti:

A.
Mediante decisione dell'11 giugno 2007, confermata con provvedimento formale
del 2 agosto 2007, pronunciato in seguito all'opposizione presentata da
B.________, nato nel 1975, la Sezione del lavoro del Cantone Ticino ha sospeso
l'assicurato, alla ricerca di un'attività al 100 per cento dal 20 ottobre 2006,
dal diritto all'indennità di disoccupazione per la durata di 5 giorni, a causa
della mancata informazione dello svolgimento di uno stage presso la A.________
SA di L.________ dal 1° marzo al 15 aprile 2007.

B.
Contro il provvedimento, B.________ si è aggravato al Tribunale delle
assicurazioni del Cantone Ticino, domandando l'annullamento della sospensione.
A motivazione del gravame egli ha addotto di aver agito in buona fede e di non
essere stato informato adeguatamente da parte dell'amministrazione.

Per giudizio del 12 novembre 2007, la Corte cantonale ha accolto il gravame
annullando la decisione amministrativa impugnata e rinviando gli atti alla
Sezione del lavoro per nuovi accertamenti. A mente del primo giudice,
l'assicurato andava eventualmente sospeso sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett.
b LADI (per aver rinunciato a detrimento dell'assicurazione contro la
disoccupazione a pretese di salario) e non sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett.
e LADI.

C.
Avverso la pronunzia cantonale la Sezione del lavoro interpone ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale federale. La ricorrente chiede di
annullare il giudizio impugnato e di confermare la decisione querelata.

La Segreteria di Stato dell'economia ha rinunciato ad esprimersi. L'assicurato
propone, implicitamente, la reiezione del ricorso, facendo inoltre valere
pretese di varia natura per complessivi fr. 70'467.50.

Diritto:

1.
Giusta l'art. 29 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua
competenza. Esso statuisce così liberamente sulla ricevibilità dei ricorsi che
gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 pag. 188 con riferimenti).

2.
2.1 Nella misura in cui rinvia la causa all'amministrazione per complemento
istruttorio, il giudizio impugnato costituisce una decisione incidentale ai
sensi dell'art. 93 LTF (DTF 133 V 477 consid. 4.2 pag. 481). L'ammissibilità
del ricorso presuppone di conseguenza - in via alternativa - che la pronuncia
possa causare un pregiudizio irreparabile (cpv. 1 lett. a) oppure che
l'accoglimento del ricorso comporti immediatamente una decisione finale
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (cpv.
1 lett. b).

2.2 Un giudizio cantonale di rinvio per complemento istruttorio e nuova
decisione è atto a causare un danno irreparabile all'amministrazione soltanto
se contiene delle istruzioni sul modo in cui questa dovrà statuire su
determinati aspetti del rapporto giuridico litigioso e se restringe
significativamente la sua latitudine di giudizio, impedendole di scostarvisi
(DTF 133 V 477 consid. 5.2 pag. 483).

2.3 In concreto, alla luce della giurisprudenza citata, la condizione del
pregiudizio irreparabile è soddisfatta, in quanto il rinvio della causa alla
Sezione del lavoro ne restringe la latitudine di giudizio. In effetti, il primo
giudice invita, in maniera vincolante, l'autorità amministrativa a istruire
nuovamente la causa e a rendere una nuova decisione in applicazione dell'art.
30 cpv. 1 lett. b LADI (e non lett. e). Inoltre, pur considerando la nuova
decisione contraria al diritto, l'amministrazione non potrebbe successivamente
impugnarla (DTF 133 V 477 consid. 5.2 pag. 483; sentenze 8C_625/2007 dell'8
maggio 2008 consid. 1.5, 8C_224/2007 del 23 ottobre 2007 consid. 2.3.1 e 4A_85/
2007 dell'11 giugno 2007 consid. 3.1). Il gravame risulta pertanto ammissibile.

3.
Le pretese pecuniarie fatte valere dall'opponente nella sua risposta al gravame
sono per contro irricevibili. La procedura di ricorso in materia di diritto
pubblico (art. 82 segg. LTF) non conosce in effetti l'istituto del ricorso
adesivo (cfr. Ulrich Meyer in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [editori], Basler
Kommentar zum Bundesgerichtsgesetz, Basilea 2008, n. 4 all'art. 102).
Oltretutto, le citate pretese esulano dall'oggetto del litigio, determinato
dalla sospensione litigiosa dell'indennità di disoccupazione.

4.
Il ricorso in materia di diritto pubblico può essere presentato per violazione
del diritto, così come stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Per contro, il
Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità
inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF) e vi si può scostare solo qualora questo
accertamento sia avvenuto in modo manifestamente inesatto o in violazione del
diritto ai sensi dell'art. 95 LTF (art. 105 cpv. 2 LTF).

5.
Nei considerandi del querelato giudizio il Tribunale cantonale delle
assicurazioni ha già ricordato il disciplinamento applicabile alla presente
vertenza. A tale esposizione può essere fatto riferimento, non senza tuttavia
ribadire che giusta l'art. 30 cpv. 1 LADI l'assicurato è sospeso dal diritto
all'indennità se, tra l'altro, ha rinunciato a detrimento dell'assicurazione
contro la disoccupazione a pretese di salario o di risarcimento verso l'ultimo
datore di lavoro (lett. b) o se ha fornito indicazioni inveritiere o incomplete
oppure ha violato altrimenti l'obbligo di informare o di annunciare (lett. e),
oppure ha indebitamente ottenuto o tentato di ottenere l'indennità di
disoccupazione (lett. f).

6.
6.1 In concreto, non è contestato che la Sezione del lavoro abbia statuito
nell'ambito delle sue competenze, definite all'art. 30 cpv. 2 LADI (in
relazione con l'art. 85 cpv. 1 lett. g LADI e il regolamento cantonale; cfr.
anche Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Ulrich Meyer [editore],
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
Basilea 2007, pag. 2439 cifra marg. 865).

6.2 Il giudice di prime cure fa riferimento, nella pronuncia impugnata, alla
sentenza C 217/99 dell'11 gennaio 2000, pubblicata in DLA 2000 no. 32 pag. 169,
ove il Tribunale federale delle assicurazioni ha ritenuto che se l'assicurata
non aveva fatto valere le pretese di salario per il lavoro fornito, il suo
comportamento non rientrava nel quadro dell'art. 30 cpv. 1 lett. e o f LADI, ma
doveva piuttosto essere sanzionato in applicazione dell'art. 30 cpv. 1 lett. b
LADI. Il caso in questione riguardava una situazione del tutto particolare:
l'assicurata aveva lavorato gratuitamente presso un amico al solo scopo di
passare del tempo con quest'ultimo, evitando di suscitare i sospetti della
moglie di questo amico e dei clienti dello stabilimento. È pacifico che
l'assicurata aveva rinunciato a un salario. Tuttavia, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha considerato che nessun motivo di sospensione era
realizzato nel caso concreto per via delle circostanze molto particolari che
hanno condotto l'intimata a lavorare gratuitamente per il suo amico (sentenza
citata, consid. 1d).

6.3 Inversamente da quanto preteso dalla Corte cantonale, non è possibile
trarre una regola generale dalla sentenza sopra citata, la quale in conclusione
non si pronuncia esplicitamente su un eventuale cumulo delle sospensioni
previste alle lettere b e e dell'art. 30 cpv. 1 LADI (cfr. Nussbaumer, op.
cit., pag. 2434 cifra marg. 854; Boris Rubin, Assurance-chômage, Droit fédéral,
Survol des mesures cantonales, Procédure, 2a ed., Zurigo 2006, pag. 457). Ad
ogni modo, non si potrebbe dedurne un principio secondo il quale la fattispecie
contemplata dall'art. 30 cpv. 1 lett. b LADI include, all'occorrenza, una
violazione concomitante dell'obbligazione d'informare ai sensi dell'art. 30
cpv. 1 lett. e LADI. In effetti, in presenza di più motivi di natura diversa o
di natura uguale, una sospensione del diritto all'indennità è in principio
decisa separatamente per ciascuna fattispecie (cfr. DTF 123 V 150 consid. 1c
pag. 151). A titolo d'esempio, l'assicurato che dissimula un guadagno
intermedio per diversi mesi può essere sanzionato cumulativamente sulla base
dei motivi indicati alle lettere e e f dell'art. 30 cpv. 1 LADI (DLA 2006 pag.
69 [sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 158/05 dell'11 luglio
2005 consid. 2]). Per quanto concerne più in particolare la lettera e,
quest'ultima riguarda tutte le violazioni del dovere d'informare, suscettibili
di avere un'incidenza sul diritto all'indennità (Nussbaumer, op. cit., pag.
2432 cifra marg. 849; Rubin, op. cit., pag. 426). Si tratta, segnatamente, del
caso in cui la mancata informazione concerne un'attività non retribuita, quando
invece quest'ultima dovrebbe esserla in virtù degli art. 322 cpv. 1 o 394 CO
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 90/02 del 14 aprile 2005
consid. 3.3).

6.4 Dato quanto precede, non occorre in questa sede statuire, in modo
definitivo, sulla questione della relazione tra le lettere b e e dell'art. 30
cpv. 1 LADI, nel caso in cui l'assicurato esercita, senza annunciarlo, un
impiego non rimunerato, per il quale potrebbe invece far valere una pretesa di
salario. Si deve in ogni caso ammettere che se la fattispecie di cui all'art.
30 cpv. 1 lett. e LADI è realizzata, allorché i fatti determinanti non sono
sufficientemente accertati per essere oggetto di un altro motivo di sospensione
del diritto all'indennità di disoccupazione (segnatamente la lettera b), la
Sezione del lavoro ha il diritto di pronunciare una sospensione in applicazione
di questa disposizione e di rinunciare a considerare un altro motivo di
sospensione. In quest'ipotesi, la questione del cumulo di motivi non si pone.

6.5 Nel caso in esame il motivo di sospensione dell'art. 30 cpv. 1 lett. e LADI
è realizzato. L'assicurato era in effetti tenuto ad informare tempestivamente
l'amministrazione del fatto che svolgeva uno stage - pur non retribuito e al 50
per cento - di un mese e mezzo. Egli non ha adempito a questo suo dovere. La
frequentazione di uno stage poteva avere un'incidenza, per esempio, sulla sua
idoneità al collocamento (art. 15 LADI). Tra l'altro, come si deduce dal
giudizio impugnato, un motivo di sospensione in applicazione dell'art. 30 cpv.
1 lett. b LADI non era - e non è - chiaramente stabilito. Ne discende, dunque,
che nulla si opponeva a che l'amministrazione pronunciasse una sospensione in
applicazione dell'art. 30 cpv. 1 lett. e LADI.

6.6 Tutto ben considerato, tenuto conto delle circostanze del caso, la
sospensione inflitta dall'amministrazione (5 giorni), collocabile nella fascia
media all'interno della categoria lieve (cfr. art. 45 cpv. 2 lett. a OADI), non
poteva essere considerata sproporzionata. La decisione della Sezione del lavoro
merita pertanto di essere confermata. Il ricorso essendo accolto, deve essere
annullato il giudizio cantonale.

7.
La procedura è onerosa (art. 65 seg. LTF). Le spese, che seguono la soccombenza
(art. 66 cpv. 1 LTF), andrebbero di conseguenza poste a carico dell'assicurato
opponente. Tenuto conto delle particolari circostanze del caso, si prescinde
tuttavia eccezionalmente dal prelevare simili spese.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del
Cantone Ticino del 12 novembre 2007 è annullato.

2.
Non si prelevano spese giudiziarie.

3.
Comunicazione alle parti, al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino e
alla Segreteria di Stato dell'economia.

Lucerna, 11 novembre 2008

In nome della I Corte di diritto sociale
del Tribunale federale svizzero
p. La giudice presidente: Il Cancelliere:

Leuzinger Schäuble