Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.111/2008
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_111/2008

Sentenza del 9 dicembre 2008
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Raselli, Presidente,
Hohl, Marazzi,
Cancelliere Piatti.

Parti
A.________ e B.________,
ricorrenti, patrocinati dall'avv. Franco Brusa,

contro

C.________, patrocinato dall'avv. Theobald Brun,
D.________, patrocinata dall'avv. Walter Pizzoli,
E.________,
F.________,
opponenti.

Oggetto
nomina di un'amministratore di un'eredità,

ricorso contro la sentenza emanata il 19 dicembre 2007 dalla I Camera civile
del Tribunale di appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A.a Nell'ambito della successione del noto musicista britannico X.________, già
domiciliato a Bosco Luganese e deceduto il 26 settembre 2003 a Parigi, i notai
Theobald Brun - in data 23 gennaio 2004 - e Franco Brusa - in data 27 febbraio
2004 - hanno pubblicato due versioni divergenti del testamento 24 marzo 1981;
il notaio Brun ha pure pubblicato un codicillo 19 giugno 1987. La versione
pubblicata dal notaio Brun, codicillo compreso, si distingue dalla seconda per
la presenza di rigature ed aggiunte autografe, relative in particolare alle
persone designate quali esecutori testamentari: originariamente designati la ex
moglie E.________ e C.________, eventualmente in sostituzione di quest'ultimo
G.________ e H.________, sul testamento il nome della ex moglie risulta
barrato, mentre G.________ e H.________ sono sostituiti rispettivamente da
I.________ e J.________. Nel codicillo vengono nuovamente designati in origine
E.________ e C.________, eventualmente in sostituzione di quest'ultimo
I.________ e K.________; anche qui risulta successivamente barrato il nome
della ex moglie, mentre K.________ è sostituito da J.________.
A.b I figli del defunto, A.________ e B.________, e l'ultima compagna del
defunto, D.________, hanno dichiarato di opporsi al rilascio di certificati
ereditari - con distinzioni di dettaglio relativamente ai singoli certificati
-, ed in particolare al rilascio di un certificato di esecutore testamentario a
nome delle quattro persone che risultano dal testamento rispettivamente dal
codicillo. Preso atto della situazione, il Segretario assessore della Pretura
di Lugano ha ordinato l'amministrazione dell'eredità ed ha designato, con
sentenza 25 marzo 2004, l'avv. L.________ quale amministratore.

B.
C.________ è insorto avanti al Tribunale di appello del Cantone Ticino in data
5 aprile 2004, chiedendo l'annullamento dell'amministrazione ed il rilascio di
un certificato di esecutore testamentario, subordinatamente la designazione di
sé medesimo quale amministratore. Con sentenza 19 dicembre 2007, la Corte
cantonale, in parziale accoglimento dell'appello di C.________, ha nominato
quest'ultimo quale amministratore dell'eredità, con il compito di "conservare
l'integrità della successione".

C.
C.a Con allegato 21 febbraio 2008, A.________ e B.________ propongono avanti al
Tribunale federale contro la sentenza cantonale il presente ricorso in materia
civile, concludendo alla conferma della designazione dell'avv. L.________ quale
amministratore, eventualmente al rinvio della causa all'istanza inferiore per
nuovi accertamenti.
C.b Con decreto 7 maggio 2008, il Presidente della Corte giudicante ha concesso
al gravame l'effetto sospensivo.
C.c Nel merito non sono state chieste determinazioni.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame
sulla propria competenza e sull'ammissibilità del rimedio esperito (art. 29
cpv. 1 LTF; DTF 133 III 462 consid. 2).

1.2 Il ricorso appare essere stato interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1
LTF) dalla parte soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF)
contro una decisione finale (art. 90 LTF; DTF 134 III 426 consid. 1.1) in
materia civile (art. 72 cpv. 2 LTF) pronunciata dall'autorità cantonale di
ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF). Ciò detto, il gravame rispetta le
menzionate esigenze formali e può essere esaminato nel merito.

2.
2.1 L'amministrazione dell'eredità giusta l'art. 554 CC ricade sotto i
"provvedimenti assicurativi" enumerati al Capo primo del Titolo sedicesimo CC
("Degli effetti della devoluzione"). Suo scopo è unicamente quello di
salvaguardare la devoluzione dell'eredità (art. 551 cpv. 1 CC), in particolare
assicurando la conservazione e la gestione dei beni della successione. Ciò
significa che la decisione impugnata rappresenta una decisione su misure
provvisionali ai sensi dell'art. 98 LTF, suscettibile di essere impugnata
unicamente per violazione di diritti costituzionali.

2.2 Il Tribunale federale fonda la propria sentenza sui fatti accertati
dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Nel quadro dei ricorsi
sottostanti all'art. 98 LTF, l'accertamento dei fatti può essere censurato
unicamente se è stato svolto in violazione del divieto d'arbitrio, come già
sotto l'egida dell'abrogata legge sull'organizzazione giudiziaria (art. 90 cpv.
1 lett. b OG; DTF 133 II 249 consid. 1.2.2 pag. 252) ed in analogia con quanto
previsto per il ricorso sussidiario in materia costituzionale (DTF 133 III 393
consid. 7.1). Sebbene in questo contesto l'art. 97 LTF non trovi applicazione
diretta (DTF 133 III 393 consid. 7.1), va ritenuto anche in questo quadro che
la censura di arbitrio nell'accertamento dei fatti sia ammissibile unicamente
qualora l'eliminazione del vizio possa essere determinante per l'esito del
procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF), ciò che il ricorrente deve puntualmente
allegare e dimostrare.

Peraltro, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova possono essere addotti soltanto se
ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore (art. 99 cpv. 1 LTF; DTF 134
V 223 consid. 2.1). Incombe al ricorrente esporre i motivi per i quali, secondo
lui, la condizione sia adempiuta in concreto (DTF 133 III 393 consid. 3).

2.3 In applicazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la
pretesa violazione di diritti fondamentali soltanto se tale censura è stata
espressamente invocata e motivata dal ricorrente. Come già sotto l'egida
dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, le cui esigenze restano determinanti per le
censure sottoposte al principio dell'allegazione secondo l'art. 106 cpv. 2 LTF
(DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 639; Messaggio del 28 febbraio 2001 concernente
la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale, FF 2001 pag.
3764, n. 4.1.4.5 pag. 3900), il ricorrente che lamenta una violazione del
divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in
una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera,
opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale
(DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589; 130 I 258 consid. 1.3 pag. 262), bensì
deve dimostrare, attraverso un'argomentazione precisa, che la decisione
impugnata si fonda su un'applicazione della legge od un apprezzamento delle
prove manifestamente insostenibile (DTF 133 III 638 [n. 87] consid. 2 pag. 639;
133 IV 286 consid. 1.4). Non basta, in particolare, che il ricorrente affermi
l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche
(DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.; 125 I 492 consid. 1b). Il mancato
rispetto di queste esigenze di motivazione conduce all'inammissibilità della
censura (DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.).

3.
Oggetto del contendere è la nomina di C.________ ad amministratore dell'eredità
fu X.________.

3.1 I Giudici cantonali hanno considerato che la presente fattispecie
giustificasse la nomina di un amministrazione nell'ottica dei combinati artt.
554 cpv. 1 n. 4 e 556 cpv. 3 CC, bastando la concreta possibilità di un
conflitto d'interessi fra gli eredi legittimi e quelli istituiti. Che tale
sussista in concreto, sarebbe manifesto alla luce della dichiarata intenzione
degli eredi legittimi di contestare le dichiarazioni di ultima volontà
pubblicate dal notaio Brun e dell'incertezza a proposito dell'identità degli
eredi istituiti. La medesima situazione di incertezza giustifica pure la nomina
di un amministratore, incaricato di prendere misure meramente conservative,
quantunque vi sia già un esecutore testamentario designato dal defunto.

3.2 Quanto alla scelta della persona dell'amministratore, i Giudici cantonali
hanno fatto riferimento all'art. 554 cpv. 2 CC, in virtù del quale
l'amministrazione dell'eredità è di regola affidata all'esecutore testamentario
designato dal defunto. Pur rammentando che la designazione da parte del defunto
non è vincolante, essi hanno ritenuto di non potersi ragionevolmente fondare
sulle obiezioni di inadeguatezza personale, professionale e parzialità proposte
dalla ex moglie e dai figli del defunto, pure affermazioni di parte; nemmeno il
paventato conflitto di interessi in cui si verrebbe a trovare C.________ in
quanto esecutore testamentario da un lato e trustee dall'altro sarebbe stato
dimostrato. Infine, essi hanno ritenuto che neppure il suo domicilio all'estero
osti alla sua designazione quale amministratore.

4.
4.1 I ricorrenti propongono all'attenzione del Tribunale federale una serie di
fatti connessi con l'azione giudiziaria da loro proposta avanti alla Pretura di
Lugano e avente per oggetto le disposizioni testamentarie pubblicate. Si
tratta, tuttavia, di fatti che esulano dal procedimento oggetto del ricorso, e
che infatti non sono menzionati nella sentenza impugnata; nuovi, non possono
essere tenuti in considerazione, tanto più che non viene giustificata
l'eccezione prevista all'art. 99 cpv. 1 LTF.

4.2 I ricorrenti considerano che la Corte cantonale abbia basato il suo
giudizio su un accertamento dei fatti incompleto e manifestamente
insufficiente. Chiedono che il Tribunale federale proceda a completare
d'ufficio i fatti in applicazione dell'art. 105 cpv. 2 LTF, eventualmente che
cassi la sentenza impugnata e rinvii l'incarto al Tribunale d'appello perché
abbia a procedere agli accertamenti necessari.

A prescindere dal fatto che l'art. 105 cpv. 2 LTF ha una portata ben minore di
quanto ritengono i ricorrenti (sentenza 4A_214/2008 del 9 luglio 2008 consid.
1.2, non pubblicato in DTF 134 III 570), non trova applicazione nei
procedimenti ricorsuali sottoposti alle limitazioni di cui all'art. 98 LTF (DTF
133 III 393 consid. 7.1), e che in nessun caso il Tribunale federale procede
all'assunzione diretta di mezzi di prova (DTF 133 IV 293 consid. 3.4.2), i
ricorrenti criticano - a ben guardare - la mancata assunzione d'ufficio, da
parte del Tribunale di appello, di quelle testimonianze dirette che avrebbero
potuto avallare le dichiarazioni giurate che il medesimo Tribunale di appello
ha rifiutato di considerare: le pesanti critiche mosse dai ricorrenti
all'esecutore testamentario designato, i gravi pregiudizi che quest'ultimo
potrebbe causare alla successione, avrebbero imposto "ai giudici di appello, in
virtù del principio inquisitorio che regge la procedura in questione, di
assumere d'ufficio quelle prove atte ad accertare ed assicurare agli eredi la
nomina di un amministratore in grado di soddisfare i requisiti minimi posti
dalla legge". Dunque, la critica mossa ai giudici cantonali è, in realtà,
quella di un'inesatta applicazione del diritto procedurale cantonale: a tal
fine, i ricorrenti avrebbero dovuto allegare e motivare, nei rigorosi termini
esatti dall'art. 106 cpv. 2 LTF, l'arbitrarietà dell'applicazione di una ben
determinata norma della procedura cantonale, in particolare sforzandosi di
dimostrare che l'atteggiamento passivo dei giudici di appello sia stato
assolutamente incompatibile con le regole di procedura applicabili. Limitandosi
a ribadire che "di regola nella procedura di appello le parti non hanno la
facoltà di addurre nuovi mezzi di prova e pertanto spettava al Tribunale
d'appello ordinare gli accertamenti istruttori necessari al fine del giudizio
[...]", senza neppure indicare a quale norma essi facciano riferimento, essi
non pervengono a rendere plausibile che il modo di procedere adottato dai
giudici cantonali sia assolutamente insostenibile, come tale lesivo del divieto
d'arbitrio garantito dall'art. 9 Cost. La censura, insufficientemente motivata,
si rivela pertanto inammissibile.

4.3 I ricorrenti considerano poi che le gravi lacune personali che hanno in
passato caratterizzato il comportamento dell'amministratore designato
C.________ lo rendano inidoneo alla funzione. In diritto, a loro giudizio,
incombe all'autorità di nomina verificare liberamente se l'esecutore
testamentario nominato dal defunto possieda le qualità richieste, tanto più che
la scelta del defunto non è vincolante.

La - corretta - esposizione dei principi di diritto applicabili, che peraltro
combacia con le corrispondenti affermazioni della Corte cantonale, lascia
almeno intendere che i ricorrenti non criticano come arbitraria l'applicazione
delle norme topiche del CC da parte del Tribunale di appello. Per il resto,
essa non è tuttavia loro di alcun ausilio: la conclusione cui essi giungono,
divergente da quella dei giudici cantonali, si fonda infatti su un complesso di
fatti che tiene conto di circostanze che la Corte cantonale ha legittimamente
rifiutato di considerare, siccome non debitamente provate (supra, consid. 4.2).
Non fondata sui fatti determinanti ritenuti dall'autorità cantonale (art. 105
cpv. 1 LTF; supra consid. 2.2), la censura ricorsuale è inammissibile.

4.4 I ricorrenti sollevano, da ultimo, la censura della violazione del divieto
d'arbitrio. La motivano, da un lato, con gli inconvenienti - anche sotto forma
di costi supplementari - che un cambiamento di amministratore dopo quattro anni
di attività del precedente inevitabilmente causerebbe; d'altro lato, il
boicotto posto in atto da C.________ nei riguardi dell'accordo transattivo
elaborato fra tutti gli eredi ed i potenziali beneficiari dell'eredità
dimostrerebbe che l'amministratore designato non intenderebbe rispettare la
preminenza dell'accordo fra gli eredi sulla volontà del defunto, ciò che lo fa
apparire manifestamente inaccettabile.

Ancora una volta, la censura si basa su fatti che non risultano dalla sentenza
impugnata, senza che i ricorrenti abbiano saputo dimostrare un qualsivoglia
arbitrio nella mancata considerazione di questi fatti. Essa è dunque
inammissibile.

5.
In conclusione, il gravame si appalesa integralmente inammissibile, e come tale
esso va evaso, con conseguenza di tassa e spese a carico dei ricorrenti
soccombenti (art. 66 cpv. 1 LTF) con responsabilità solidale (art. 66 cpv. 5
LTF). Non sono dovute ripetibili per la sede federale (art. 68 cpv. 2 LTF), le
parti opponenti essendosi unicamente espresse - senza successo - contro il
conferimento dell'effetto sospensivo al gravame.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 3'000..-- sono poste a carico dei ricorrenti in
solido.

3.
Comunicazione alle parti e alla I Camera civile del Tribunale di appello del
Cantone Ticino.

Losanna, 9 dicembre 2008

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

Raselli Piatti