Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.158/2008
Zurück zum Index II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2008
Retour à l'indice II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2008


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_158/2008 /biz

Sentenza del 9 ottobre 2008
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Raselli, Presidente,
Escher, Hohl,
Cancelliere Piatti.

Parti
Assicurazione A.________,
ricorrente,

contro

Confederazione Svizzera, 3003 Berna,
Stato del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona,
rappresentati dall'Ufficio esazione e condoni del Cantone Ticino, 6501
Bellinzona,
B.________,
opponenti,
Ufficio esecuzione di Lugano, via Bossi 2a, 6900 Lugano,
opponente.

Oggetto
pignoramento,

ricorso contro la decisione emanata il 18 febbraio 2008 dalla Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale
autorità di vigilanza.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
La Confederazione Svizzera e lo Stato del Cantone Ticino hanno escusso
B.________. Il 21 giugno 2007 l'Ufficio di esecuzione di Lugano ha pignorato
fr. 1'085.-- mensili dal reddito del debitore. Il 16 ottobre 2007
l'assicurazione A.________, con cui l'escusso aveva stipulato il 13 gennaio
1988 un contratto di previdenza vincolata ai sensi dell'art. 82 LPP e dell'art.
1 cpv. 1 lett. a OPP3, ha comunicato all'Ufficio che l'escusso percepisce una
rendita annua d'invalidità di fr. 40'000.--, corrisposta trimestralmente. Nel
novembre 2007 l'Ufficio ha ingiunto alla predetta compagnia di assicurazione di
versargli l'importo di fr. 6'510.-- pignorato per i mesi da luglio a dicembre
2007.

2.
Con sentenza 18 febbraio 2008 la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha
dichiarato inammissibile un ricorso con cui l'assicurazione A.________ si
prevaleva dell'impignorabilità della rendita. L'autorità di vigilanza ha
ritenuto che la terza debitrice non era legittimata a ricorrere contro il
pignoramento, perché non era pregiudicata nei suoi interessi degni di
protezione. Essa ha poi aggiunto - a titolo abbondanziale - che in ogni caso la
rendita si rivela essere relativamente pignorabile ai sensi dell'art. 93 LEF,
poiché titolare della prestazione assicurativa risulta essere lo stipulante e
non, come richiesto dall'art. 80 LCA, la moglie o le figlie.

3.
Con ricorso in materia civile del 6 marzo 2008 l'assicurazione A.________ ha
chiesto l'annullamento della sentenza cantonale e che sia accertato che il
diritto d'assicurazione dello stipulante non soggiace all'esecuzione forzata.
Afferma di essere toccata nei suoi interessi, perché, quale partner
contrattuale, si trova in un rapporto di fiducia con l'escusso e le incombe di
correggere provvedimenti illegali concernenti la sua clientela. Sostiene che la
sua reputazione verrebbe danneggiata, qualora dovesse eseguire senza
opposizione decisioni abusive. Ritiene inoltre di essere legittimata ad
impugnare l'avviso, perché questo non è mai stato notificato al debitore, il
quale non aveva quindi la possibilità di contestarlo. Nel merito afferma in
sostanza che le prestazioni assicurative sono impignorabili ai sensi dell'art.
80 LCA e dell'art. 92 cpv. 4 LEF.

Non è stato ordinato uno scambio di scritti.

4.
Giusta l'art. 76 cpv. 1 LTF ha diritto di interporre ricorso in materia civile
chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato
privato della possibilità di farlo (lett. a) e ha un interesse giuridicamente
protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b).
Nella misura in cui non sono immediatamente ravvisabili, il ricorrente deve
dimostrare che i presupposti per riconoscere la sua legittimazione ricorsuale
sono adempiuti (DTF 133 II 353 consid. 1, 249 consid. 1.1).

4.1 Giova innanzi tutto ricordare che nella fattispecie il pignoramento è
rettamente stato effettuato presso l'escusso e che la compagnia di
assicurazione ricorrente è stata avvertita conformemente all'art. 99 LEF quale
terzo debitore che d'ora innanzi non potrà più fare un pagamento valido, se non
all'ufficio. Tale avviso costituisce un mero provvedimento conservativo, che
non deve essere confuso con il pignoramento (DTF 107 III 67 consid. 1).
Quest'ultimo può senz'altro essere contestato dall'escusso indipendentemente
dall'emanazione di misure cautelari. Nella fattispecie il ricorso del terzo
debitore non è tanto volto contro il provvedimento conservativo in quanto tale,
ma è piuttosto diretto contro il pignoramento: infatti, la ricorrente si limita
in sostanza a far valere che l'ufficio ha pignorato beni impignorabili ai sensi
dell'art. 92 cpv. 4 LEF, senza spiegare perché con l'avviso di cui all'art. 99
LEF verrebbero lesi i suoi interessi. Con riferimento all'impugnato
pignoramento, la ricorrente non può essere seguita laddove reputa di essere
toccata da questa misura, perché sarebbero stati pignorati beni ritenuti
impignorabili, che spettano ad un suo cliente soggetto ad un'esecuzione
forzata: non si vede segnatamente perché la sua reputazione verrebbe
danneggiata, qualora essa non contesti al posto dell'escusso un pignoramento
che quest'ultimo ha invece - perlomeno implicitamente - accettato, rinunciando
ad attaccarlo. Il ricorso si rivela pertanto inammissibile.

4.2 Sotto l'imperio dell'OG il Tribunale federale ha nondimeno esaminato in una
fattispecie simile il gravame sottopostogli dal terzo debitore, perché ha
indicato che, anche in presenza di un ricorso non valido, esso può intervenire
qualora gli venga segnalato un provvedimento inficiato di nullità (DTF 130 III
400 consid. 2). Sennonché gli interventi d'ufficio erano giustificati dalla -
alta - vigilanza che il Tribunale federale esercitava in materia di esecuzione
e fallimenti (art. 15 cpv. 1 vLEF; cfr. DTF 119 III 4 consid. 1; ELISABETH
ESCHER, Zum Rechtsschutz in Zwangsvollstreckungssachen nach dem Bundesgesetz
über das Bundesgericht, AJP 2006 pag. 1250 n. 3d; PIERRE-ROBERT GILLIÉRON,
Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite,
1999, n. 37 segg. ad art. 22 LEF ). L'art. 15 LEF è però stato modificato con
l'entrata in vigore della LTF e dal 1° gennaio 2007 la - alta - vigilanza sulle
esecuzioni e sui fallimenti viene esercitata dal Consiglio federale. Ne segue
che contrariamente alle autorità di vigilanza cantonali, il Tribunale federale
adito con un ricorso irricevibile non può più constatare l'eventuale nullità di
una decisione, motivo per cui un esame della denuncia della ricorrente appare
escluso.

4.3 Nel caso concreto la ricorrente non può nemmeno lamentarsi di un diniego di
giustizia da parte dell'autorità di vigilanza a cui essa ha segnalato la
nullità del pignoramento (PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, op. cit., n. 39 ad art. 22
LEF). L'autorità di vigilanza ha infatti esaminato a titolo abbondanziale gli
argomenti della ricorrente a sostegno dell'impignorabilità della rendita,
ritenendoli infondati.

5.
Da quanto precede discende che il ricorso si rivela inammissibile. Le spese
giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 1'500.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.
Comunicazione alle parti e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 9 ottobre 2008

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

Raselli Piatti