Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.371/2008
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_371/2008

Sentenza del 18 dicembre 2008
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Raselli, Presidente,
Escher, Hohl, Marazzi, Jacquemoud-Rossari,
Cancelliere Piatti.

Parti
A.________,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Adriano A. Sala,

contro

B.________,
C.________,
D.________,
patrocinati dall'avv. Marco Armati,
E.________,
patrocinata dall'avv. Filippo Ferrari,
opponenti.

Oggetto
nullità di un testamento,

ricorso in materia civile contro la sentenza emanata
il 28 aprile 2008 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino.

Fatti:

A.
F.________ è deceduto celibe e senza figli nel dicembre 2004 e ha lasciato un
testamento scritto a matita con aggiunte a penna che in alto a destra contiene
l'indicazione "Gennaio 2004" e un po' più in basso a sinistra le parole
"F.________" per poi continuare sulla riga seguente con "Riguardo al mio
testamento dopo la morte lasciò la mia sostanza" e prevedere segnatamente
l'attribuzione di beni a A.________ e a E.________. Il testamento termina con
la frase "I miei soldi lascio al nipote e la E.________ che mi hanno assistito
non come quelli che mi hanno gettato in faccia la porta" e non reca alcuna
firma in calce.

B.
Il 12 luglio 2005 gli eredi legittimi del de cuius B.________ (sorella),
C.________ e D.________ (nipoti e figli di un'altra sorella premorta) hanno
convenuto in giudizio innanzi al Pretore di Mendrisio Nord A.________
(pronipote del defunto e abiatico di B.________) e E.________, chiedendo che il
predetto testamento fosse dichiarato nullo. Il Pretore ha accolto la petizione
con sentenza del 10 novembre 2006.

C.
Adita da A.________, la I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone
Ticino ha confermato il giudizio pretorile. La Corte cantonale ha in sostanza
respinto l'appello, perché il testamento è privo della firma richiesta
dall'art. 505 cpv. 1 CC.

D.
Con ricorso in materia civile del 4 giugno 2008 A.________ postula la riforma
della sentenza cantonale nel senso che la petizione sia respinta, con
conseguente diversa ripartizione degli oneri processuali e delle ripetibili. Il
ricorrente ritiene che il testamento adempia i requisiti di forma previsti
dall'art. 505 cpv. 1 CC.

Non è stato ordinato uno scambio di scritti.

Diritto:

1.
La sentenza impugnata è una decisione finale in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF) emanata dall'ultima istanza cantonale (art. 75 cpv. 1 LTF). La Corte
cantonale ha accertato, riprendendo l'importo già constatato dal Pretore e non
contestato dalle parti, un valore di lite superiore a fr. 30'000.--. Atteso che
in concreto non vi è motivo di scostarsi da tale valutazione, il ricorso si
rivela pure ricevibile dal profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

2.
2.1 La Corte cantonale ha ritenuto che la firma deve in linea di principio
trovarsi alla fine del testamento. Essa ha indicato che la firma di una
disposizione di ultime volontà non ha solo finalità identificative, ma serve
pure a certificare che il testatore approvi il proprio scritto in chiusura,
atteso che occorre avere la certezza che l'atto non sia una semplice bozza. I
Giudici cantonali hanno reputato che, in ogni caso, una firma all'inizio del
testamento è insufficiente, e che nel documento in esame non vi è neppure
traccia di un'enunciazione di apertura che menziona il nome del testatore e la
sua volontà di disporre mortis causa e di una formula conclusiva da cui risulta
che egli riconosce quanto scritto. La Corte cantonale ha infine osservato che
l'ultima frase del testamento è addirittura priva di un punto finale.
2.2
Il ricorrente afferma che il testamento è valido. Ritiene che la menzione del
cognome e del nome all'inizio del documento permetta l'identificazione del
testatore, che la prima frase del testamento contenga una chiara dichiarazione
circa le intenzioni del disponente e che in tal modo quest'ultimo abbia
riconosciuto come proprio il testo "ai fini di una devoluzione per causa di
morte". Sostiene altresì che la tesi ricorsuale verrebbe corroborata dal
precetto del favor testamenti e che la Corte cantonale avrebbe disconosciuto la
reale volontà del de cuius emersa durante l'istruttoria.

3.
In virtù dell'art. 505 cpv. 1 CC il testamento olografo dev'essere scritto e
firmato a mano dal testatore stesso, dal principio alla fine, compresa
l'indicazione dell'anno, del mese e del giorno in cui fu scritto. Giusta l'art.
520 cpv. 1 CC una disposizione a causa di morte può essere annullata
giudizialmente se affetta da un vizio di forma.

3.1 Quasi cent'anni fa il Tribunale federale ha già avuto modo di indicare che
la firma di un testamento si trova di regola in fondo al testo a cui dà forza
giuridica. La firma è il segno esteriore con cui un individuo manifesta una
volontà che deve deporre effetti giuridici, motivo per cui la sua posizione
deve indicare la relazione esistente fra di essa e la dichiarazione di volontà
che conferma (DTF 40 II 190 consid. 3). Il Tribunale federale ha poi stabilito
che le indicazioni attinenti alla data e al luogo non devono essere convalidate
dalla firma e possono quindi essere apposte sotto di essa (DTF 70 II 7 consid.
1). Ha inoltre specificato che eventuali aggiunte ad un testamento esistente,
che non hanno mera natura esplicativa, devono essere firmate (DTF 80 II 302
consid. 1), ma che un complemento redatto dopo la firma del testamento di cui è
comprovato che è stato scritto dal testatore e che riflette la sua volontà non
è inficiato di nullità assoluta (DTF 129 III 580 consid. 1. 2).

3.2 Anche la dottrina maggioritaria Svizzera ritiene che la firma debba
trovarsi alla fine del testamento (PAUL-HENRI STEINAUER, Le droit des
successions, 2006, pag. 348 n. 699), anche se non necessariamente quale ultima
parola sull'ultima riga, ma che essa può essere seguita dalla data o trovarsi a
fianco del testo (PAUL PIOTET, Droit successoral, TDPS vol. IV, 1975, pag. 219;
ESCHER, Zürcher Kommentar, 3a ed. 1959, n. 14 ad art. 505 CC; TUOR, Berner
Kommentar, 2a ed. 1952, n. 25 ad art. 505 CC; JEAN-PIERRE HENRI COTTIER, Le
testament olographe en droit suisse, 1960, pag. 110 seg.; MARTIN LENZ,
Praxiskommentar Erbrecht, 2007, n. 11 ad art. 505 CC).

Esistono tuttavia autori che propongono l'adozione di una soluzione più
flessibile, adattata alle particolarità del singolo caso (JEAN NICOLAS DRUEY,
Grundriss des Erbrechts, 5a ed. 2002, § 9 n. 33; PETER BREITSCHMID,
Formvorschriften im Testamentsrecht, 1982, pag. 387 n. 561; lo stesso, Basler
Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 3a ed. 2007, n. 6 ad art. 505 CC). Quest'ultimo
autore afferma segnatamente che la firma non è l'unica possibilità per
riconoscere la disposizione di ultima volontà, motivo per cui il modo con cui
viene terminato il testamento non è rilevante per la sua validità (BREITSCHMID,
Formvorschriften, op. cit., pag. 390 n. 568 seg.), e sostiene che la
conclusione non deve necessariamente coincidere con la conferma dell'atto,
motivo per cui sarebbe pure valido un testamento olografo che inizia con una
formula introduttiva del tipo "io (nome) dichiaro quale ultima volontà quanto
segue" e viene terminato con l'indicazione "così redatto il ...... a ......"
(BREITSCHMID, Testament und Erbvertrag - Formprobleme in: Testament und
Erbvertrag, 1991, pag. 55 seg.).

3.3 Con riferimento alle nazioni limitrofe giova rilevare quanto segue.
3.3.1 L'art. 602 del Codice civile italiano recita che "il testamento olografo
dev'essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano dal testatore" e
che "la sottoscrizione dev'essere posta alla fine delle disposizioni". In una
recentissima sentenza la Corte di Cassazione italiana ha ancora ribadito che la
firma dev'essere collocata dopo le disposizioni di ultima volontà e che il
testamento rimane valido anche qualora le disposizioni testamentarie siano
state redatte dopo la sottoscrizione, purché la precedano (sentenza n. 25845
del 27 ottobre 2008 «www.cortedicassazione.it/documenti/25845.pdf» [consultato
il 20 novembre 2008]).
3.3.2 Per contro l'art. 970 del Codice civile francese non indica il luogo in
cui dev'essere apposta la firma, limitandosi a stabilire che "le testament
olographe ne sera point valable s'il n'est écrit en entier, daté et signé de la
main du testateur": la Corte di cassazione francese ha tuttavia segnatamente
ritenuto insufficiente la menzione all'inizio del testamento delle generalità
della testatrice (sentenza del 23 maggio 2006 sul ricorso n. 04-16386
«www.legifrance.gouv.fr/ affichJuriJudi.dooldAction=rechJuriJudi&idTexte=
JURITEXT000007506835&fastReqId=971918782&fastPos=1»), ma ha precisato che
l'indicazione olografa - diversa dalla firma abituale - in basso al testamento
del nome e cognome del testatore è sufficiente se non sussiste alcun dubbio
sull'identità dell'autore dell'atto e sulla sua volontà di approvare le
disposizioni (sentenza del 22 giugno 2004 sul ricorso n. 01-14031
«www.legifrance.gouv.fr/affichJuriJudi.do?oldAction=rechJuriJudi&idTexte=
JURITEXT000007049110&fastReqId=277305168&fastPos=1»).
3.3.3 Nel diritto tedesco il § 2247 del Bürgerliches Gesetzbuch (BGB) prevede
che "der Erblasser kann ein Testament durch eine eigenhändig geschriebene und
unterschriebene Erklärung errichten", senza specificare dove dev'essere
collocata la firma: secondo la dottrina dominante tedesca questa deve però
trovarsi alla fine dell'atto (PALANDT, Bürgerliches Gesetzbuch, 67a ed. 2008,
n. 11 al § 2247 BGB; SOERGEL/HARDER, Kommentar zum BGB, 11a ed. 1982, n. 29 al
§ 2247 BGB; BAUMANN/ REIMANN, Staudingers Kommentar zum Bürgerlichen
Gesetzbuch, 2003, n. 90 al § 2247 BGB) e l'indicazione del testatore all'inizio
del testo non supplisce a una firma (PALANDT, loc. cit; SOERGEL/HARDER, op.
cit., n. 32 al § 2247 BGB; BAUMANN/REIMANN, op. cit., n. 91 al § 2247 BGB;
LANGE/KUCHINKE, Lehrbuch des Erbrechts, 4a ed. 1995, pag. 366 seg.).
3.3.4 Infine, pure di tenore analogo si rivela il primo periodo del § 578
dell'Allgemeines Bürgerliches Gesetzbuch austriaco, il quale recita che "Wer
schriftlich, und ohne Zeugen testieren will, der muß das Testament oder
Kodizill eigenhändig schreiben, und eigenhändig mit seinem Namen
unterfertigen": la giurisprudenza dell'Oberster Gerichtshof austriaco ha
precisato che la disposizione viene perfezionata con la firma e che questa deve
trovarsi alla fine dell'atto (sentenza 9Ob138/04s del 3 agosto 2005
«www.ris2.bka.gv.at/Dokument.wxe?QueryID=Justiz& Dokumentnummer=
JJT_20050803_OGH0002_0090OB00138_04S0000_000»; sentenza 4Ob29/04z del 16 marzo
2004 «www.ris2.bka.gv.at/Dokument.wxe?QueryID=Justiz&Dokumentnummer=
JJT_20040316_ OGH0002_0040OB00029_04Z0000_000»).

3.4 Si può pertanto osservare che né nei paesi vicini né in virtù della
giurisprudenza di questo Tribunale e della dottrina dominante svizzera la
semplice menzione all'inizio della disposizione di ultime volontà del nome e
cognome del testatore è sufficiente per ritenere soddisfatta l'esigenza di un
testamento olografo firmato dal testatore.

3.5 Nemmeno con riferimento al caso in esame, vi è motivo di modificare la
giurisprudenza. Giova innanzi tutto osservare che non è possibile seguire il
ricorrente laddove pare sottintendere che, terminando il testamento in
discussione con una frase che ritiene "estremamente chiara e decisa", il
testatore avrebbe utilizzato una formula di chiusura ai sensi della menzionata
dottrina (BREITSCHMID, loc. cit.): il de cuius si è infatti semplicemente
limitato a spiegare perché destinava i suoi soldi alle persone menzionate. Del
resto, occorre ribadire che la funzione di ricognizione, consistente
nell'attestare il carattere definitivo di una disposizione mortis causa, non
può essere adempiuta con l'indicazione del nome del testatore all'inizio del
documento, e cioè in un momento in cui per il disponente è impossibile sapere
se riuscirà a concludere il documento o se, ad esempio, dovrà invece
interromperne la stesura. Il requisito della firma apposta al termine del
documento permette inoltre di distinguere un testamento olografo da un semplice
progetto e dà una chiara indicazione al testatore sul momento a partire dal
quale il testamento acquista forza giuridica, alla stregua di quanto accade in
altri campi del diritto in cui vige la forma scritta (DTF 119 III 4 consid. 3;
art. 13 cpv. 1 CO).

3.6 Sebbene, come rilevato da parte della dottrina, la sottoscrizione non sia
l'unico modo possibile per riconoscere le disposizioni di ultima volontà, non
bisogna dimenticare che essa è il modo previsto dalla legge per svolgere tale
funzione nell'ambito del testamento olografo: la firma è menzionata fra i
requisiti di forma che devono essere adempiuti giusta l'art. 505 cpv. 1 CC e
nella novella legislativa del 1995, con la quale è stato modificato
quest'ultimo articolo ed è stato adottato l'art. 520a CC, è stato relativizzato
il requisito della data, ma quello della firma è rimasto intatto. Il
legislatore non ha segnatamente previsto, come ha invece fatto per la data
introducendo l'art. 520a CC, che la sua omissione può portare all'annullamento
del testamento olografo unicamente qualora quello che deve attestare non possa
essere determinato in altro modo.

3.7 È infine esatto che il principio "in favor testamenti" è pure applicabile
ai requisiti di forma (DTF 116 II 117 consid. 7b pag. 127). Tuttavia tale
principio - come del resto l'asserita intenzione del de cuius - non può portare
alla totale irrilevanza dei requisiti di forma previsti dalla legge,
indipendentemente dallo scopo che essi devono adempiere. Ciò avverrebbe invece
in concreto, qualora si ritenesse sufficiente la menzione del nome del
testatore in alto sulla pagina a mo' d'intestazione finalizzata
all'identificazione dello scrivente, dimenticando completamente la funzione di
conferma delle disposizioni contenute nel testamento che dev'essere assolta con
la firma.

3.8 Ne segue che la Corte cantonale, confermando la sentenza pretorile che ha
accolto l'azione di annullamento del testamento, non ha violato il diritto.

4.
Da quanto precede discende che il ricorso si appalesa infondato e come tale va
respinto. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF),
mentre non occorre assegnare ripetibili, poiché gli opponenti non sono stati
invitati a produrre una risposta e non sono così incorsi in spese per la
procedura federale.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 3'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla I Camera civile del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 18 dicembre 2008

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

Raselli Piatti