Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.796/2008
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_796/2008

Sentenza del 3 marzo 2009
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Hohl, Presidente,
Marazzi, Jacquemoud-Rossari,
Cancelliere Piatti.

Parti
A.________,
ricorrente,

contro

B.________,
C.________,
opponenti,
entrambi patrocinati dall'avv. Federica Dell'Oro.

Oggetto
provvedimenti cautelari in rivendicazione di proprietà,

ricorso contro la sentenza emanata il 17 ottobre 2008 dalla I Camera civile del
Tribunale di appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

1.
Il 19 luglio 2005 A.________ ha venduto a B.________ e C.________ le particelle
xxx, yyy e zzz del registro fondiario definitivo di Carabietta per complessivi
fr. 450'000.--. Il rogito prevedeva in favore dell'alienante la costituzione di
un diritto di abitazione fino al 30 settembre 2006 e di un diritto di recupera
da esercitare entro tale data, dietro restituzione del prezzo di vendita: con
riferimento a quest'ultimo diritto, l'atto pubblico specificava altresì che il
prezzo della recupera doveva essere versato contestualmente al trapasso di
proprietà e che i compratori non erano tenuti alla cessione dei fondi, se
A.________ non ne avesse precedentemente assicurato il pagamento. Il 29
settembre 2006 A.________ ha comunicato all'Ufficio dei registri del distretto
di Lugano di esercitare il diritto di recupera e il 1° ottobre 2006 ha ribadito
tale comunicazione in un fax inviato a B.________.

L'Ufficiale del registro fondiario ha respinto l'istanza di A.________. Tale
decisione è stata confermata in ultima istanza dalla I Camera civile del
Tribunale di appello del Cantone Ticino con sentenza del 2 luglio 2008, passata
in giudicato.

2.
2.1 Il 2 ottobre 2007 B.________ e C.________ hanno fra l'altro chiesto al
Pretore del distretto di Lugano di ordinare a A.________ di consegnare loro i
predetti fondi. Il 3 dicembre 2007 il Pretore ha accolto tale richiesta,
accompagnata dalla comminatoria di cui all'art. 292 CP, già in via cautelare.

2.2 Il 21 gennaio 2008 gli acquirenti hanno intimato al venditore un precetto
esecutivo civile, ordinandogli di consegnar loro immediatamente i fondi, sotto
comminatoria dell'esecuzione effettiva. Con giudizio 10 giugno 2008 il Pretore
ha respinto l'opposizione inoltrata da A.________.

3.
La I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino, pur trattandoli
in modo separato e formulando due dispositivi distinti, ha respinto (in quanto
ricevibili) in un'unica sentenza del 17 ottobre 2008 gli appelli inoltrati da
A.________ contro le predette decisioni di primo grado. Con riferimento al
rimedio diretto contro la decisione provvisionale del Pretore, la Corte
cantonale ha considerato che l'appellante occupa illecitamente i fondi: dopo
aver indicato che un diritto di recupera si esercita mediante una dichiarazione
al concedente e non all'Ufficiale del registro fondiario, essa ha ritenuto che
A.________ nemmeno pretende di aver comunicato entro il 30 settembre 2006 a
B.________ e C.________ l'intenzione di prevalersi del diritto di recupera, né
sostiene di aver depositato il prezzo di vendita o di aver prestato una
cauzione equivalente. I Giudici cantonali hanno poi rilevato che i presupposti
dell'urgenza e del danno difficilmente riparabile non devono essere esaminati
in un caso come quello all'esame, perché non sono conciliabili con una
protezione provvisoria del proprietario conforme al diritto federale. Essi
hanno infine considerato adempiuto il requisito della proporzionalità, atteso
che gli acquirenti sono preclusi dal 30 settembre 2006 dall'uso delle loro
proprietà - senza del resto ricevere alcun corrispettivo - e non hanno altro
modo per ottenere la liberazione degli immobili.

4.
4.1 Con ricorso in materia civile del 23 novembre 2008 A.________ chiede,
previa concessione dell'effetto sospensivo, che la sentenza di appello sia
annullata e le misure cautelari "non adottate". In via subordinata domanda di
poter rimanere nella casa per la durata del trattamento medico a cui deve
sottoporsi, oltre a "un tempo ragionevole per trovare un'altra sistemazione
adeguata ed organizzare il trasloco".

Il prolisso rimedio, di non sempre agevole comprensione, può in sostanza essere
riassunto nel seguente modo. Il ricorrente afferma di essersi battuto contro
l'esecutivo del Comune in cui abita per il rispetto del piano regolatore, in
particolare anche per quanto concerne gli edifici di proprietà dei membri del
Municipio. Per questo motivo, allo scopo di scacciarlo da tale Comune, vi
sarebbero state delle "pressioni" (esercitate pure sugli organi preposti
all'erogazione di prestazioni assistenziali), le quali hanno causato le
difficoltà finanziarie che hanno portato all'alienazione della sua abitazione.
Sempre a mente del ricorrente, il contratto di compravendita con un diritto di
recupera era stato concepito come un'operazione finanziaria che avrebbe dovuto
assicurargli la possibilità di rimanere nella sua casa, di liquidare i
precedenti debiti contratti con B.________ (suo amico di vecchia data) e di
soddisfare una banca. Tuttavia, poiché le relazioni fra gli acquirenti non
erano quelle che gli sono state originariamente comunicate, invece di aver
concluso un contratto con un amico si sarebbe trovato coinvolto in "un
business" in cui gli altri partecipanti "volevano realizzare degli affari al
limite della legalità". Ritiene poi le misure cautelari ingiustificate perché
gli acquirenti non subirebbero danni, tranne quelli di cui sarebbero essi
stessi responsabili per aver creato i presupposti che hanno permesso di ridurre
le sue prestazioni assistenziali, impedendogli così di pagare una pigione; del
resto essi non necessiterebbero nemmeno della casa, visto che abitano nella
Svizzera tedesca. Indica infine di aver subito un incidente e che le sue
condizioni di salute non gli permettono di muoversi normalmente e di cercare un
appartamento.

4.2 L'8 dicembre 2008 il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio
dell'assistenza giudiziaria.

4.3 Con decreto dell'11 dicembre 2008 è stata accolta la domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso.

4.4 Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

5.
5.1 Nella fattispecie il ricorrente pare limitarsi ad impugnare la decisione
sulle misure cautelari, contro la quale egli può unicamente far valere la
violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). In applicazione dell'art.
106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina la pretesa violazione di diritti
costituzionali (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 640) e di disposizioni del
diritto cantonale solo se tale censura è stata espressamente invocata e
motivata dal ricorrente. Ne segue che anche nell'ipotesi in cui il ricorrente
abbia inteso pure attaccare la sentenza cantonale in merito alla decisione,
interamente fondata sul diritto ticinese, sull'opposizione al precetto
esecutivo civile, il rimedio soggiacerebbe nondimeno ai requisiti di
motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Come già sotto l'egida dell'art. 90 cpv.
1 lett. b OG, le cui esigenze restano determinanti per le censure sottoposte al
principio dell'allegazione secondo l'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 134 II 244
consid. 2.2; 133 III 638 consid. 2 pag. 639), il ricorrente che lamenta una
violazione del divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione
impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di
cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella
dell'autorità cantonale, bensì deve dimostrare, attraverso un'argomentazione
precisa, che la decisione impugnata si fonda su un'applicazione della legge od
un apprezzamento delle prove manifestamente insostenibile (DTF 134 II 349
consid. 3; 133 III 638 consid. 2 pag. 639; 133 IV 286 consid. 1.4). Per
costante giurisprudenza, una decisione non è infatti arbitraria per il solo
motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ma
essa deve risultare manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la
situazione effettiva, fondata su una svista manifesta oppure in urto palese con
il sentimento di giustizia ed equità (DTF 133 III 585 consid. 4.1; 132 III 209
consid. 2.1 con rinvii). Non basta, in particolare, che il ricorrente affermi
l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche
(DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.; 125 I 492 consid. 1b). Il mancato
rispetto di queste esigenze di motivazione conduce all'inammissibilità della
censura (DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.). Nel campo di applicazione
dell'art. 106 cpv. 2 LTF sono pure in principio inammissibili nuove allegazioni
di fatto e di diritto (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 640).

5.2 In concreto il ricorso non soddisfa i citati requisiti di motivazione. A
prescindere dal fatto che nel rimedio si cerca invano la menzione di una
qualsiasi norma costituzionale, la maggior parte dell'argomentazione ricorsuale
non concerne la sentenza impugnata, ma tratta temi del tutto estranei alla
procedura incoata dagli opponenti, quali ad esempio i rapporti intrattenuti con
i membri dell'esecutivo comunale o l'attuazione e il rispetto delle norme di
piano regolatore da parte di quest'ultimo. Per il resto giova rilevare che
illustrando le finalità perseguite con il rogito del 19 luglio 2005 il
ricorrente pare dimenticare che il diritto di recupera era limitato nel tempo;
inoltre criticando l'operato dell'Ufficiale del registro fondiario, egli non
censura l'argomentazione dei Giudici cantonali, secondo cui per poter essere
esercitato validamente, il diritto di recupera avrebbe invece dovuto essere
tempestivamente comunicato agli opponenti. Anche le poche righe dedicate a
questioni attinenti alla decisione impugnata sono del tutto inidonee a farla
apparire arbitraria o in altro modo lesiva della Costituzione: per confutare
l'assunto della Corte cantonale secondo cui il requisito della proporzionalità
sarebbe in concreto adempiuto, non basta infatti affermare che gli opponenti
non avrebbero bisogno della casa perché abitano altrove, senza invece indicare
quale misura meno incisiva avrebbe loro permesso di far cessare la più che
biennale illecita occupazione della loro proprietà. Infine, asserendo che gli
opponenti sarebbero indirettamente corresponsabili del fatto che egli non paghi
alcuna indennità per il possesso dei fondi, il ricorrente pare disconoscere di
occupare i fondi in questione senza titolo alcuno e senza il consenso dei
proprietari, circostanza che anche la corresponsione di un "affitto" non
modificherebbe.

5.3 Nemmeno i certificati medici trasmessi al Tribunale federale sono di
soccorso al ricorrente: essi concernono un intervento a cui egli ha dovuto
sottoporsi dopo l'emanazione della sentenza impugnata e si rivelano quindi
irricevibili. A titolo del tutto abbondanziale, giova infine rilevare che in
ogni caso un rinvio sine die della restituzione dei fondi - come pare essere
postulato dal ricorrente - non può entrare in linea di conto (cfr. DTF 117 Ia
336 consid. 3).

6.
Da quanto precede discende che il ricorso si appalesa inammissibile e che la
domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente dev'essere respinta. L'art. 64
cpv. 1 LTF presuppone infatti, oltre all'indigenza del richiedente, anche delle
conclusioni che non sembrano prive di possibilità di successo. Quest'ultimo
requisito fa manifestamente difetto nella fattispecie. Le spese giudiziarie
seguono quindi la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF). Non sono invece dovute
ripetibili per la sede federale agli opponenti, che si sono solo espressi -
senza successo - sulla domanda di effetto sospensivo.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente è respinta.

3.
La spese giudiziarie di fr. 3'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione alle parti e alla I Camera civile del Tribunale di appello del
Cantone Ticino.

Losanna, 3 marzo 2009
In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Hohl Piatti