Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Strafrechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 6B.519/2010
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
6B_519/2010

Sentenza del 1° ottobre 2010
Corte di diritto penale

Composizione
Giudici federali Favre, Presidente,
Mathys, Eusebio,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dall'avv. Olivier Corda,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico della Confederazione, Taubenstrasse 16, 3003 Berna,
opponente.

Oggetto
Confisca di valori patrimoniali,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 6 maggio 2010 dalla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale
federale.

Fatti:

A.
In seguito a una segnalazione dell'Ufficio di comunicazione in materia di
riciclaggio di denaro, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha
aperto, con decisione del 5 luglio 2007 e successiva estensione del 1° luglio
2008, un'indagine preliminare di polizia giudiziaria nei confronti segnatamente
di A.________, per i titoli di riciclaggio di denaro e di falsità in documenti.

B.
Con decisione del 21 dicembre 2009 il MPC ha deciso di sospendere le indagini e
ha contestualmente ordinato la confisca, giusta l'art. 72 CP, dei valori
patrimoniali presenti su un conto intestato a A.________ presso la banca
B.________. Il magistrato inquirente ha ritenuto che questi valori patrimoniali
rientravano nella facoltà di disporre dell'organizzazione criminale "Cosa
Nostra".

C.
Adita da A.________, con sentenza del 6 maggio 2010 la I Corte dei reclami
penali del Tribunale penale federale (TPF) ha respinto il gravame e confermato
la confisca dei citati valori patrimoniali.

D.
A.________ impugna con un ricorso in materia penale al Tribunale federale
questo giudizio, chiedendo di annullarlo e di liberare a suo favore i valori
patrimoniali posti sotto sequestro. Il ricorrente fa in particolare valere la
violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU.

E.
La I Corte dei reclami penali del TPF e il MPC chiedono di respingere il
ricorso.
Con decreto del 1° luglio 2010 è stata respinta la domanda di effetto
sospensivo contenuta nel ricorso.

Diritto:

1.
1.1 Presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) contro una decisione di
natura finale (art. 90 LTF) della Corte dei reclami penali del TPF concernente
una decisione di confisca, il ricorso in materia penale è di principio
ammissibile (DTF 133 IV 278 consid. 1.1-1.2.2).

1.2 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità
inferiore. In quanto titolare del conto oggetto della contestata confisca, egli
ha un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della
decisione impugnata. La sua legittimazione a ricorrere ai sensi dell'art. 81
cpv. 1 LTF è quindi data.

2.
2.1 Il ricorrente rimprovera alla precedente istanza di avere violato l'art. 6
n. 1 CEDU, per non avere indetto un pubblico dibattimento prima di pronunciare
il suo giudizio.

2.2 Secondo l'art. 72 CP, il giudice ordina la confisca di tutti i valori
patrimoniali di cui un'organizzazione criminale ha facoltà di disporre. I
valori appartenenti a una persona che abbia partecipato o sostenuto
un'organizzazione criminale (art. 260ter) sono presunti sottoposti, fino a
prova del contrario, alla facoltà di disporre dell'organizzazione.
Le decisioni in materia di confisca concernono contestazioni di carattere
civile ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 133 IV 278 consid. 2.2; 125 II 417
consid. 4b; sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa
Raimondo contro Italia del 22 febbraio 1994, n. 43). Esse devono quindi essere
rese da un tribunale indipendente e imparziale, dinanzi al quale la persona
interessata ha diritto a un'udienza pubblica (orale) giusta la citata
disposizione. Invero, ciò non esclude che un organo non giurisdizionale, che
non soddisfa di principio le citate esigenze convenzionali, renda una decisione
di confisca. In una simile evenienza, l'interessato deve però poter disporre di
un ricorso dinanzi a un organo giudiziario indipendente conforme all'art. 6 n.
1 CEDU, che benefici di piena cognizione in fatto e in diritto (DTF 133 IV 278
consid. 2.2).

2.3 Nella fattispecie, il MPC, quale autorità sottoposta amministrativamente
alla vigilanza del Consiglio federale (art. 14 cpv. 1 PP), incaricata di
dirigere le indagini della polizia giudiziaria (art. 15 PP) e che riveste il
ruolo di parte nella procedura (art. 34 PP), non può essere assimilato a un
giudice ai sensi degli art. 72 CP e 6 n. 1 CEDU (DTF 133 IV 278 consid. 2.2.1).
Spettava quindi alla I Corte dei reclami penali del TPF rispettare le esigenze
dell'art. 6 n. 1 CEDU, svolgendo in particolare l'udienza pubblica prevista da
questa disposizione. Nel gravame dinanzi ad essa, il ricorrente aveva infatti
esplicitamente richiamato tale norma convenzionale e la necessità di
rispettarne le condizioni, indicando segnatamente anche quella della
pubblicità. Non può quindi essere dedotto che il ricorrente abbia
implicitamente rinunciato a un'udienza pubblica e orale o che ricorrano dei
motivi per eccezionalmente soprassedervi (cfr. DTF 134 I 331 consid. 2.1; 122 V
47 consid. 3b).

2.4 Contrariamente alla concezione della precedente istanza, il fatto ch'essa
disponga di un pieno potere cognitivo in quest'ambito e che il MPC, prima di
emanare l'ordine di confisca, abbia concesso al ricorrente la facoltà di
esprimersi al riguardo, non consente di per sé di prescindere dall'applicazione
dell'art. 6 n. 1 CEDU. Questa disposizione in concreto è pertanto stata
disattesa e, trattandosi della violazione di un diritto di natura formale,
l'accoglimento del gravame su questo punto comporta l'annullamento della
decisione impugnata, indipendentemente dalla fondatezza delle argomentazioni di
merito (DTF 121 I 30 consid. 5j).
In tali circostanze, non occorre nemmeno esaminare specificatamente la portata
degli art. 29a e 30 seg. Cost., peraltro semplicemente invocati dal ricorrente
in relazione con l'art. 6 n. 1 CEDU.

3.
Ne segue che il ricorso deve essere accolto. La sentenza impugnata è annullata
e la causa è rinviata alla precedente autorità per una nuova decisione dopo lo
svolgimento dell'udienza pubblica. Non si prelevano spese giudiziarie (art. 66
cpv. 1 LTF) e la Confederazione verserà al ricorrente un'indennità a titolo di
ripetibili (art. 68 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto. La decisione impugnata è annullata e la causa è rinviata
al Tribunale penale federale per una nuova decisione.

2.
Non si prelevano spese giudiziarie.

3.
La Confederazione verserà al ricorrente un'indennità di fr. 3'000.-- a titolo
di ripetibili.

4.
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, al Ministero pubblico della
Confederazione e alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.

Losanna, 1° ottobre 2010

In nome della Corte di diritto penale
del Tribunale federale svizzero
Il Presidente: Il Cancelliere:

Favre Gadoni