Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 1B.316/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
1B_316/2011

Sentenza del 27 luglio 2011
I Corte di diritto pubblico

Composizione
Giudici federali Aemisegger, Giudice presidente,
Reeb, Eusebio,
Cancelliere Crameri.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dagli avv.ti Andrea Lenzin e dott. Khouloud Ramella Matta Nassif,
ricorrente,

contro

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano.

Oggetto
procedimento penale, diniego di accesso agli atti,

ricorso contro la sentenza emanata il 12 maggio 2011 dalla Corte dei reclami
penali del Tribunale d'appello
del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Il 24 maggio 2009, nell'ambito del procedimento penale aperto nei confronti di
alcune persone responsabili di una società di intermediazione poi posta in
fallimento, il Procuratore pubblico (PP) ha promosso l'accusa a carico di
A.________, già dipendente di un istituto bancario a Londra, interrogato il 12
febbraio 2009, per titolo di appropriazione indebita aggravata,
subordinatamente di amministrazione infedele aggravata, di correità in
appropriazione indebita aggravata, subordinatamente di correità in
amministrazione infedele aggravata e di riciclaggio di denaro. Il 13 ottobre
2010, su relativa richiesta, il PP ha messo a disposizione dell'indagato gli
atti del procedimento. Il 24 novembre seguente, gli ha poi comunicato ch'egli
per contro non poteva avere accesso ad altri determinati atti.

B.
Il 3 marzo 2011, in vista della sua audizione, A.________ ha chiesto al PP
segnatamente l'accesso a un rapporto interno redatto dalla banca in cui aveva
lavorato e di poter esaminare gli atti relativi a rogatorie inviate a due Stati
esteri. Analoga richiesta è stata formulata anche da un coimputato. Con
decisione del 18 marzo 2011, il PP ha respinto le domande in applicazione
dell'art. 108 CPP, ritenendo che l'imputato intendesse abusare dei suoi
diritti. Adita dall'interessato, con giudizio del 12 maggio 2011 la Corte dei
reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CRP), fondandosi
sull'art. 101 CPP, ne ha respinto il reclamo.

C.
Avverso questa sentenza A.________ presenta un ricorso in materia penale al
Tribunale federale. Chiede di annullare la decisione impugnata e di riformarla
nel senso che gli venga concesso l'accesso immediato all'incarto con la facoltà
di consultare tutti gli atti.
Non sono state chieste osservazioni al gravame.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio se e in che misura un ricorso può
essere esaminato nel merito (DTF 136 II 101 consid. 1).

1.2 Contro la decisione impugnata è dato il ricorso in materia penale ai sensi
degli art. 78 segg. LTF. Il gravame è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e la
legittimazione del ricorrente è pacifica.

2.
2.1 La CRP ha esaminato la nozione di "primo interrogatorio dell'imputato"
dell'art. 101 cpv. 1 CPP, secondo cui, fatto salvo l'art. 108 CPP, che
disciplina le restrizioni del diritto di essere sentiti, le parti possono
esaminare gli atti del procedimento penale al più tardi dopo il primo
interrogatorio dell'imputato e dopo l'assunzione delle altre prove principali
da parte del pubblico ministero. Ha ritenuto che un siffatto interrogatorio può
essere ravvisato nell'ambito di ogni audizione nel corso della quale il PP
comunica e contesta all'imputato una fattispecie per la prima volta, per cui è
pensabile un accesso agli atti progressivo e parziale, in corrispondenza dei
"primi" interrogatori già effettuati e di quelli ancora da operare, in
relazione alle "prove principali" menzionate nella citata norma. Ne ha concluso
che si può concedere il diritto di accesso agli atti per le prove già
contestate e non per quelle ancora da contestare, per cui le parti hanno
diritto di esaminare gli atti solo dopo che il PP ha esperito il primo
interrogatorio nel senso citato e ha assunto le prove principali.

La Corte cantonale ha poi ricordato che il ricorrente è stato sentito in veste
di indiziato già il 12 febbraio 2009, senza tuttavia che dal verbale
d'interrogatorio risultino le ipotesi accusatorie addebitategli e ne ha
concluso, visto che il PP non sostiene di dovergli contestare una nuova o
diversa fattispecie, che il primo interrogatorio ai sensi dell'art. 101 cpv. 1
CPP è stato svolto. Riguardo al rifiuto di consultare gli atti litigiosi, la
CRP, rilevato che non si tratta di prove e documenti relativi a una nuova
fattispecie, ha nondimeno ritenuto che detti atti, di sicura importanza per
confermare rispettivamente smentire le dichiarazioni dell'imputato rese durante
la sua prima audizione, non gli sono ancora stati contestati, per cui la sua
audizione sarebbe "prova principale" non ancora assunta. Ha stabilito, che le
condizioni richieste dall'art. 101 cpv. 1 CPP, segnatamente il "primo
interrogatorio dell'imputato" e l'"assunzione delle altre prove principali",
non sono cumulativamente adempiute, per cui al ricorrente e al suo legale può
essere negato l'accesso agli atti litigiosi. Poiché la consultazione degli
stessi è stata rifiutata sulla base dell'art. 101 cpv. 1 CPP, la questione
inerente a un'eventuale restrizione giusta l'art. 108 CPP non è stata
esaminata. Come si vedrà, queste tesi non devono essere vagliate.

2.2 Il rifiuto, confermato dall'autorità cantonale di ultima istanza, di
autorizzare il ricorrente e il suo patrocinatore a consultare l'incarto del
procedimento penale prima di una sua nuova audizione da parte del PP, come
rettamente rilevato dal ricorrente, costituisce una decisione incidentale,
contro la quale il ricorso in materia penale è ammissibile soltanto alle
condizioni dell'art. 93 cpv. 1 LTF. Il ricorrente non fa valere, a ragione, che
l'accoglimento del gravame comporterebbe immediatamente una decisione finale
che consentirebbe di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa
(art. 93 cpv. 1 lett. b LTF). Il ricorso è quindi ammissibile soltanto se la
criticata decisione può causargli un pregiudizio irreparabile (lett. a).
Secondo la giurisprudenza, deve trattarsi di un danno di natura giuridica, che
una decisione favorevole nel merito non permetterebbe di eliminare
completamente; per contro, il semplice prolungamento della procedura o
l'aumento dei costi collegati alla causa non basta, di massima, a fondare un
siffatto pregiudizio (DTF 136 II 165 consid. 1.2.1 e rinvii).

2.3 Il ricorrente ravvisa un pregiudizio irreparabile nell'asserita violazione
dei suoi diritti di difesa, poiché l'incompleta conoscenza degli atti, almeno
teoricamente, inciderebbe in modo determinante e non più rimediabile sull'esito
del procedimento penale, visto l'indebito vantaggio che ne trarrebbe il
magistrato inquirente: ciò gli precluderebbe la possibilità di preparare
adeguatamente la propria difesa, possibilità al suo dire non più rimediabile
una volta acquisita la sua deposizione.

2.4 L'assunto non regge. In effetti, il Tribunale federale si è recentemente
espresso sulla questione dell'accesso agli atti garantito dall'art. 107 cpv. 1
lett. a CPP, rilevando che l'art. 101 cpv. 1 CPP corrisponde alla specifica
volontà del legislatore federale, che ha rifiutato di riconoscere in maniera
generale all'imputato un diritto di consultare l'incarto sin dall'inizio del
procedimento. Come nel caso in esame, il ricorrente faceva valere che il
diniego di accedere agli atti prima della sua audizione non gli permetteva di
organizzare efficacemente la sua difesa, poiché non poteva conoscere gli
elementi essenziali rimproveratigli e partecipare così in maniera adeguata
all'accertamento dei fatti pertinenti della causa. Questo argomento, addotto
nella proposta di minoranza, era stato tuttavia scartato dal Consiglio
nazionale, per cui non può essere invocato per far riconoscere un siffatto
diritto, contrario alla chiara volontà espressa dal legislatore federale.

È stato poi ricordato che l'imputato, confrontato con un rifiuto di accedere
all'incarto, può sia rispondere alle domande postegli dalla polizia o dal
magistrato inquirente sia avvalersi del suo diritto di non rispondere
riconosciutogli dal diritto costituzionale e convenzionale, nonché dagli art.
113 cpv. 1 e 158 cpv. 1 lett. b CPP. Un eventuale rifiuto di rispondere,
espresso nell'ambito della prevista audizione, di principio, non potrà essergli
opposto per escludere in seguito la consultazione dell'incarto. Il Tribunale
federale ne ha concluso che in siffatte circostanze il ricorrente non subisce
alcun pregiudizio irreparabile dal fatto che non gli è concesso consultare
l'incarto prima del suo "primo" interrogatorio (sentenza 1B_261/2011 del 6
giugno 2011 consid. 2.1-2.4 con riferimenti anche alla dottrina, destinata a
pubblicazione).

2.5 La stessa conclusione vale anche nel caso di specie, ritenuto che il
ricorrente non subisce alcun pregiudizio irreparabile dalla negata
consultazione degli atti litigiosi, visto che potrà semmai avvalersi del suo
diritto di non rispondere e potendo consultarli dopo la conclusione del suo
interrogatorio, pur riservate se del caso le ipotesi previste dall'art. 108
CPP, sulle quali la CRP non si è espressa e che, pertanto, in assenza di una
decisione dell'autorità cantonale giudiziaria di ultima istanza, non devono e
non possono essere esaminate.

3.
Il ricorso dev'essere pertanto dichiarato inammissibile. Le spese seguono la
soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è inammissibile.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori del ricorrente, al Ministero pubblico e alla
Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 27 luglio 2011

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero
Il Giudice presidente: Il Cancelliere:

Aemisegger Crameri